LIBRO D’ARTISTA, MA LIBRO, FORTISSIMAMENTE LIBRO. Riflessioni sulla collezione Consolandi

LIBRO D’ARTISTA, MA LIBRO, FORTISSIMAMENTE LIBRO

Paolo Consolandi ha lasciato Tracce.
Di più: Paolo Consolandi ha cercato Tracce altrui e ha creato indizi per ritrovarle.
Gli devo gratitudine.

Che cos’è un libro? Una stratificazione di pagine – di numero e formato variabile –  da sfogliare l’una dopo l’altra per recuperare una prospettiva della memoria. Ecco, mi piace l’idea del libro pensato come “spazio e luogo mnemotecnico”.
Gli occhi corrono e assorbono un paesaggio di caratteri, paragrafi, interlinee, punteggiature, figure, tabelle, disegni.
Carta, colla, copertina: lì ci può stare tutto il sapere del mondo.

Fatico a immaginare la scomparsa di questo oggetto del desiderio. Sicuramente è in corso una sua trasformazione, ma anche questo rientra nella Storia dei passaggi.
La rivoluzione elettronica già ci pone di fronte a una profonda mutazione. Come scrive Cataluccio “Il libro cartaceo è un’opera chiusa, quello elettronico è aperta emodificabile. … L’ipertesto permette di aprire un numero quasi infinito di link: collegamenti con altri testi, immagini e filmati, musiche. Il lettore non è più passivo, ma interviene attivamente sul testo, di fatto modificandolo”.

Alla mostra Libri d’artista ho incontrato un’ulteriore modo di interpretare ed utilizzare l’oggetto libro.
A Milano, a Palazzo Reale, il notaio Paolo Consolandi ha messo a disposizione un’affascinante selezione della sua collezione d’opere acquisite tra il 1919 e il 2009.
Qui il libro non è più posto al centro per i suoi contenuti, quanto piuttosto per l’espressione artistica di cui si fa contenitore, o meglio, cornice.

Racconta lo stesso Consolandi: “Ad un certo punto del mio percorso di collezionista, sommerso da una grande quantità di monografie, saggi e cataloghi, sono stato colpito da quei libri che per loro natura sfuggivano alla semplice funzione informativa. Alcuni di questi erano molto  di più, erano opere d’arte a pieno titolo imbrigliate dentro un medium diverso, non riconducibile agli stereotipi del quadro o della scultura”.

Books of an Exhibition, verrebbe da parafrasare.
Da contemplare e assaporare.
Come l’eternità del libro.

da: Libri d’artista. Dalla collezione Consolandi 1919-2009, Edizioni Charta, Milano, http://www.chartabooks.it

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