Jarrett chiude il Ravenna Festival


Jarrett appare divertito e sereno, tanto che più d’uno tra gli habituè si è stupito che iniziasse a suonare nonostante gli applausi si prolungassero ben oltre il suo sedersi al piano. Conquistato il silenzio e voltate le spalle al pubblico, Jarrett si raccoglie sul piano e inizia.
Della musica c’è poco da dire. Chi lo conosce sa che quando questo omino, poco più alto di 1 metro e sessanta, che si alza, si inginocchia, si mette di sbieco, ondeggia, alza i gomiti, li abbassa, butta dietro la testa, si scuote, guarda Gary e Jack, smette appena, riparte, urla sottovoce quando, insomma, suona il suo pianoforte diventa un gigante e la musica che sembra si generi da sola, va esattamente dove deve andare e ti aspetti che vada, esattamente lì dove pochi altri riescono a mandarla: vicino al cuore, ad illuminare l’anima con una naturalezza, una velocità ed una lancinante poesia da lasciare l’ascoltatore “disarmato”.
La sua musica, insomma, illumina il buio del Pala De Andrè (l’avvocato Mauro, collaboratore del Gruppo Ferruzzi, nonché fratello di Fabrizio) e si pone come il giusto coronamento del tema scelto dal Ravenna Festival. Come sempre, però, l’imprevisto con Jarrett è dietro l’angolo. E dire che il segnale del cambiamento d’umore del musicista statunitense era arrivato.
Puntuale come un orologio, infatti, contrariamente al solito, lo speaker, all’inizio del secondo tempo, ha ripetuto – in italiano, prima e in inglese, poi – come fosse assolutamente vietato fare foto pena la cancellazione dei “bis” e dei saluti finali.
Ma tant’è, i tanti giovani presenti non vi hanno dato peso e, così, al termine del secondo tempo, in cui l’intensità delle esecuzioni è – se possibile – cresciuta, il primo dei “bis” ha tardato ad arrivare. Quando, poi, tutto il pubblico in piedi ha iniziato a rumoreggiare ed è partito il “flash” d’una foto, Jarrett non ci ha visto più. Ha conquistato il microfono da cui, se avesse funzionato, avrebbe avuto modo di spiegare, come sempre fa in questi casi “No photo, i said. The music is a flux, you don’t understand”.

Jarrett chiude il Ravenna Festival. “Dalle tenebre…” un colpo di flash rompe l’incantesimo

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