è stata una giornata importante. Infatti con ansia ho portato gli esami diagnostici (che noi in prospettiva severiniana consideriamo sentenze della tecnica dell’Occidente) dunque ho attraversato la città pensando alla poesia “un passo dopo l’altro” di Mark Strand. Ho pensato di propiziare il destino regalando una tartarughina alla mia tartarugosa. A casa sento la sua telefonata nella quale mi dice che forse le cose non sono gravi. Forse abbiamo ancora del tempo che resta. Facciamone un uso buono, mite e denso di comunicazione amorevole e intersoggettiva
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