Luciana Quaia presenta a Fahrenheit di Radio Tre il libro: Intime erranze, il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica, editore NodoLibri edizioni, Como

Luciana Quaia presenta a Fahrenheit di Radio Tre il libro:

Intime erranze, il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica, editore NodoLibri edizioni, Como

Nella intervista Gerardo Monizza, delle edizioni NODOLIBRI  presenta la manifestazione Fiera del Libro, al suo sessantesimo anno, che si svolge a Como, in Piazza Cavour

Per la scheda editoriale e l’acquisto via internet vai a: http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=232

Per l’acquisto mediante uffici postali vai alla cedola cartacea: http://polser.files.wordpress.com/2012/07/cedola-02.pdf

2 pensieri riguardo “Luciana Quaia presenta a Fahrenheit di Radio Tre il libro: Intime erranze, il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica, editore NodoLibri edizioni, Como

  1. sono un figlio, unico, che da sei anni accudisce da solo, in casa, il padre malato di alzheimer. questa ‘scelta’,o necessità, mi ha allontanato da compagna, da molti amici, dalla famiglia (specialista nella fuga). vi ringrazio per la trasmissione. però, per favore, non dite come avete fatto e come spesso capita di sentire che questa condizione è spesso ulteriormente compromettente per la vita lavorativa e sociale delle donne. finisco per sentirmi discriminato. cari saluti.

    1. buongiorno, guido
      le trascrivo qui una risposta che mia moglie (poco adattata alle tecnologie dei blog) le ha scritto.
      grazie per il commento (molto apprezzabile, vista la “messa in ombra” dei maschi)) e buoni giorni a lei
      paolo ferrario

      Ha ragione nell’evidenziare che il lavoro di cura non è sovrapponibile esclusivamente al genere femminile, anche se purtroppo torna facile ai giornalisti ragionare in termini di stereotipi o di dati statistici. E questi ultimi confermano che la percentuale più alta di persone che si dedicano all’assistenza, sia in campo familiare, sia in campo professionale, sono per l’appunto donne. Ma vede, un conto è la statistica, un conto è lavorare a stretto contatto con le singole famiglie e, personalmente, negli ultimi anni, ho proprio rilevato come, nei gruppi, il genere si sia notevolmente differenziato, portando quasi a un rapporto paritario sia gli uomini che le donne.

      Non è che voglia portare l’acqua al mio mulino, ma nella trasmissione radiofonica si è per lo più rimasti sul tema della demenza in generale.
      Nel libro, di cui invece non si è molto parlato, inserisco molte storie che vedono protagonisti persone che, come lei, hanno deciso di cambiare la propria vita per dedicarsi al proprio caro, anche quando il destino aveva deciso altrimenti (per esempio mariti separati che hanno deciso di far ritorno a casa perchè l’ex moglie non poteva contare sull’aiuto di nessuno).
      E poichè anch’io sono molto sensibile all’azione di cura maschile, fra gli autori, poeti, scrittori, registi uomini che ho citato a supporto del testo (oltre alle testimonianze di figli e mariti), non mancano grandi nomi che raccontano della propria esperienza, come Ben Jelloun, Delerm, Strand, Roncoroni,Geiger, Avati.

      Spero arrivi presto il momento in cui sia possibile diffondere pubblicazioni atte a dimostrare il giusto “riscatto” di uomini che nulla hanno da invidiare all’opposto sesso. Per fare questo è però importante che ci sia il racconto e sfruttare quindi tutte le occasioni possibili affinchè la propria testimonianza non resti isolata nelle pareti domestiche.
      Grazie ancora e i miei migliori auguri per il suo futuro.
      Cordialmente
      Luciana Quaia

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