IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI (El secreto de sus ojos ), di Juan Josè Campanella, 2009

segreto030 José Campanella, maestro sconosciuto in Italia, ha il talento e il coraggio di chi affronta il cinema nella sua essenza, immergendosi nei suoi generi senza timore di sovvertirli e di giocare anche con se stesso, con i suoi film sentimentali che s’ammantano d’impegno. Qui due ore e dieci passano in un soffio perché ci sciogliamo nel suo melodramma, ci esaltiamo in quelle indagini naïf, ci indignamo per una Storia che si sta compiendo, inesorabile.

Nasce come un noir: 1975, il cadavere della splendida Liliana Coloto (Carla Quevedo) chiede giustizia, 30 anni dopo si chiuderà il caso, riscritto (e riletto) in un libro. Lì c’è la comicità eroica e il genio vizioso di Sandoval (Guillermo Francella), la malinconia (in)dolente e idealista di Benjamin Esposito (Darín), la bellezza fiera di Irene Menéndez Hastings (Villamil), l’ossessione di Morales, il vedovo. E c’è l’Argentina che sta diventando l’inferno dei desaparecidos ben prima dei militari.  da http://www.filmtv.it/film/41342/il-segreto-dei-suoi-occhi/ Intrappolare Il segreto dei suoi occhi in un solo genere ben codificato sarebbe un’operazione semplicistica e fuorviante. Il film di Juan José Campanella è un thriller dalle implicazioni legali, ma è anche un’opera sentimentale sull’amore impossibile, oltre che una storia politica di denuncia morale. La complessità del racconto, tesa alla dimostrazione dell’impotenza dell’uomo di fronte alla morte, non soffoca però le emozioni ma le incanala in un ingranaggio di sequenze che svela, attraverso i dettagli, la profondità delle trepidazioni dell’anima. Scritto dal regista con Eduardo Sacheri da un suo romanzo (2005). In questo Oscar 2010 (miglior film straniero) il crimine è solo “il vassoio sul quale è servita la pietanza principale” (J.J. Campanella). La pietanza è l’amore da http://www.mymovies.it/film/2009/ilsegretodeisuoiocchi/

Campanella costruisce un’opera in controtendenza, non solo perché racconta una storia d’amore senza scorciatoie né ammiccamenti (la sensualità deriva dallo sguardo e non dall’esposizione delle carni), ma soprattutto per la forza di una sceneggiatura capace di stare in piedi da sola, senza bisogno di distrarre il suo pubblico con i giochi di prestigio della macchina da presa.
Un cinema che riesce ad alludere senza dare la sensazione di farlo – il primo piano degli occhi per fissare una risposta mancata o una prospettiva sfalsata per acuire il senso di angoscia dei protagonisti – supportato da una presenza attoriale, quella sì strepitosa, a cominciare da Ricardo Darin, una specie di Mastroianni argentino, perfetto nel raccontare l’umanità di un personaggio alle prese con una vicenda più grande di lui, e poi con Soledad Villamil, cantante e attrice di teatro prestata al cinema, e qui perfetta nella duplice veste di oggetto del desiderio e di soggetto desiderante, per non dire di Guillermo Francella, a cui va il premio per la simpatia in un film poco propenso al sorriso. Oscar 2010 per il miglior film straniero. da http://www.ondacinema.it/film/recensione/segreto_dei_suoi_occhi

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