Un pensiero riguardo “Un autore “seminale”: Carl Gustav Jung (1875-1961), conversazione in casa delle sorelle B., a cura di Paolo Ferrario, Como, 15 ottobre 2013

  1. Gent.mo
    ho ascoltato e letto la sua chiacchierata su Jung … la trovo straordinaria. Il suo è stato un prezioso contributo che lei generosamente ha messo a disposizione per chiunque abbia sete di vera cultura e vero sapere.
    Io farò la tesi della *** utilizzando il film “Le vite degli altri” come modello per parlare della “conversione” (termine spesso solo religioso) in campo pedagogico.
    La tesi che vorrei sostenere è che in campo educativo non può esserci trasformazione e cambiamento se alla base non si fa esperienza di conversione del cuore e della mente. Lo sguardo, il nostro sistema di pensare e di sentire … sono questi gli elementi della trasformazione mentre spesso ciò che ci preme cambiare sono le situazioni o le persone … Ma è lo sguardo con cui si osserva che fa la differenza, anche se la situazione è la medesima.
    Userò molto Jung per analizzare le immagini simboliche del film e per parlare di concetti quale l’ombra, il compito, l’individuazione, ecc …
    Inoltre il tema dei sogni per me è fondamentale perchè si collega alla mia personale conversione. La scoperta di nuovi itinerari, di nuove scelte e cambiamenti nella mia vita ha avuto inizio da un sogno. Immagini che si alzavano da dentro, immagini che venivano dalla mia psiche profonda inaccessibile, fino ad emergere in superficie per indicarmi una strada possibile di riuscita. Una casa, una poltrona, io che seduta al centro leggo un libro e sono felice.
    Tutta la mia analisi durata tre anni ha sviluppato queste ed altre immagini malgrado me e le mie resistenze. La poltrona infatti, per una come me orientata al fare tipico di “Marta” sembrava davvero stonata. Il mio era un ritmo pieno di “cose belle e caritatevoli” da fare, non potevo mica starmene seduta in poltrona a leggere. L’immagine della casa vuota dove io stavo al centro a leggere un libro, forse segno anche qui di sosta di ri-flessione, mi irritava non poco abituata come ero ai contesti comunitari. Non poteva assolutamente essere quella la mia vita, certo che no. Ma il fatto che la sensazione che abitava il sogno fosse quella della felicità ha fatto accendere diverse lampadine nel mio buio orizzonte. Il lavoro su di me è stato costoso in tutti i sensi. Un cavalcare le onde di un mare inferocito che voleva orientarmi laddove credevo non potessi mai arrivare. Il parto di questa gestazione difficile è stata l’iscrizione alla maturità all’età di quarant’anni. Tutto grazie ad un sogno, con l’eco del “dialogo con me” che diceva:”tu non sei capace di studiare”.
    E poi l’Università. Un’immersione dentro ad un fiume purificatore, acqua trasparente che direttamente dalla roccia prendeva il suo corso e mi faceva sentire bene e, anche se con qualche titubanza nell’affermarlo, felice. La tesi di *** con Etty Hillesum mi ha fatto toccare con mano la questione di una salvezza sprigionata dai libri, che ci regala un atteggiamento ed uno sguardo capaci di salvarci anche dentro al buio del male più grande.
    Mi scusi se mi sono dilungata ma ci tenevo a dimostarle il motivo per cui il materiale che lei ha messo a disposizione per me vale più dell’oro e di nuovo la ringrazio per tanta generosità.
    buona vita
    ***

    rispondo:
    gentile ***

    la ringrazio moltissimo per la sua lettera. “lettera”, non email!.
    si possono scrivere lettere anche con internet.

    è bello trovare fili che si connettono. Ci unisce, oltre che la sensibilità al mondo dei servizi, il grande jung. vero aiutante della psiche

    l’incontro è avvenuto in un appartamento all’ottavo piano della casa di due vecchie sorelle (80 e 70 anni) che ogni mese fanno un incontro a tema con alcuni loro amici: un piccolo gruppo (eravamo in sei) che ancora investe sulla conversazione

    trovo molto interessante la sua centratura della tesi sul film le vite degli altri, che ho trovato davvero molto coinvolgente per la sua capacità di unire storia politica e vita delle persone

    “conversione” intesa come “esperienza del cuore e della mente” come forza per il lavoro educativo. mi sembra proprio una interessante questione su cui argomentare scrivendo un testo

    infine: anche lei è “cambiata” con un sogno. è vero: anche a me è capitato. bisogna proprio ascoltarli i sogni. ora sogno meno: ho il sonno più pesante. ma chissà, tenendo un quadernetto vicino a letto e magari il mio registratorino mp3 ritorneranno nella sfera della coscienza.

    ogni tanto trascrivo i sogni (e avrei da trascrivere tutti quelli, e sono tanti, della mia analisi) . questo è stato quello della mia cosiddetta “fine analisi”: http://paolodel1948.com/1992/12/29/il-sogno-della-parzialita-notte-del-29-dicembre-1992-ore-2-e-20/

    buon proseguimento della sua ricerca
    e buoni giorni

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