LP Laura Pergolizzi in scena a Milano sul palco dei Magazzini Generali,  24 novembre, 2016, Recensione in Rockol

In scena a Milano sul palco dei Magazzini Generali per un’unica data nello Stivale, la cantante italoamericana non può credere all’affetto riservatole dal pubblico che affolla il locale. E’ contenta, sorride e macina uno show in cui riversa tutta la forza di quelle ballate agrodolci che l’hanno resa una delle rivelazioni di questa estate.

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intervista in Il Messaggero 19 febbraio 2017

Laura Pergolizzi. Nonna napoletana e nonno per metà siciliano e metà irlandese («sono molto fiera delle origini italiane che ho»). Americana di nascita. Prima scrive per dieci anni per altri (Rihanna, Rita Ora, Ella Henderson, Cher, Leona Lewis e Christina Aguilera). Poi conquista il mondo con la sua stessa voce. Insieme al suo fischio. All’ukulele. Alla sua Martin guitar. Al suo modo di stare sul palco. A come guarda alla tradizione folk e strizza l’occhio all’anti folk, alle contaminazioni black e blues. Non a caso le sonorità di Muddy Waters, che apre Lost on you (triplo disco di platino), o le introduzioni tipicamente black di No Witness. Super applaudita all’ultimo Festival di Sanremo con il secondo singolo Other people (disco d’oro), tornerà in Italia per il tour estivo.
Ha scritto per dieci anni per altri. Avete lavorato a quattro mani? E c’è qualcuno con cui vorrebbe lavorare?
«Purtroppo non ho mai incontrato personalmente molti dei grandi artisti per cui ho scritto. Certo, mi piacerebbe lavorare fisicamente con loro e condividere le scelte musicali all’interno di una stanza. Per esempio, Beyoncè non l’ho mai incontrata e mi piacerebbe. Quello che mi è successo è eccitante. Non me lo aspettavo per niente. Tu continui a scrivere canzoni perché vuoi fare successo. E continui ad andare avanti. Ma quando tutto questo ti investe ti rendi conto che non te lo aspettavi».
Si sente felice, adesso, di poter far sentire a tutti la sua musica?
«Sono felice, proprio perché vivo esclusivamente di musica da dieci anni. Da autrice a cantante. E quello che succede adesso è ancora più bello perché posso esprimermi totalmente. Per il resto, scrivo i brani ispirandomi alla vita, a ciò che mi circonda. E adesso, più che mai, mi sento pronta a osare di più: magari spingendomi verso il punk-rock».

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