Anni molto crudeli

Anni molto crudeli

12 Maggio 2004

I nazisti islamici prendono per i capelli un giovane ebreo di 26 anni e lentamante gli segano il collo. Poi brandiscono la testa come un trofeo e la proiettano come una mitraglia televisiva per gli schermi di tutto il mondo.

Il giorno dopo l’Unità (il mio giornale dal 1974: trent’anni !) riporta la notizia in sesta pagina. Dedicando i titoli cubitali della prima pagina agli odiati americani che stanno processando in un rigoroso processo i militari che hanno torturato i prigionieri nelle carceri irachene.

Da una parte la tortura come legge, come regola e il sangue come impasto di cultura e religione. Dall’altra parte la torura come devianza punita dalle leggi e perfino dai codici militari. Devianza che sarà giudicata e sanzionata in processi pubblici.

La sinistra politica e la cultura di sinistra non ha più i valori e gli strumenti per cogliere la tragedia del tempo presente.

Come per divertimento (quello di abbattere il governo Berlusconi per una sua possibile caduta verticale di consenso) vede e denuncia solo la violenza che sta dalla parte di inglesi ed americani e minimizza come “reazioni” la cultura dell’assassinio intimidatorio e terroristico.

Mi sento alla deriva. Si consuma con lentezza inesorabile il mio allontanamento da questa parte di società ed opinione pubblica.

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