Carlo Rivolta legge di lui dopo Auschwitz

sabato, 27 gennaio 2007

Carlo Rivolta legge di lui dopo Auschwitz

Di lui dopo Auschwitz

Due cose a volte
immagino di lui
che esista
e dorma
fuori dal tempo
mentre noi
lo invochiamo
da dentro

Alberto Vigevani

Ma solo la voce straordinaria di Carlo Rivolta può rendere la potenza di questi versi (è la seconda poesia):


“Noi sappiamo che un uomo può leggere Goethe o Rilke la sera,

che può suonare Bach e Schubert,

e andare a fare la sua giornata di lavoro

ad Auschwitz la mattina“.

George Steiner


e un appunto di Giulia Parini Bruno:

Il giorno della memoria è importante per tutti e per qualcuno un pò di più.
Per chi ancora ricorda, per chi non riesce neanche più a sorvolare la Germania, per quei sopravvissuti che per anni avevano paura di non essere creduti per cui tacevano, tale era l’orrore che avevano vissuto, per chi ha dovuto negare le sue origini per paura.
Per tutte queste persone vi ringrazio di ricordare.
In tutta Israele il giorno della memoria a mezzogiorno risuona l’acuto di una sirena, tutti si fermano abbandonano qualsiasi cosa stiano facendo e per un minuto si stanno immobili, è lungo quel minuto ma è un rito in cui tutto il dolore viene a galla, si è bello far tornare la memoria così.
Se riuscite il 27 gennaio abbandonatevi ad un minuto di silenzio e sentirete le loro voci che recitano il Kaddish.

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