Vittime, crimini, altruismo genetico e principio di responsabilità

Quali sono le radici che s’afferrano, quali i rami che crescono 

da queste macerie di pietra? Figlio dell’uomo, 
tu non puoi dire, né immaginare, perché conosci soltanto 
un cumulo d’immagini infrante, dove batte il sole, 
e l’albero morto non dà riparo, nessun conforto lo stridere del grillo, 
l’arida pietra nessun suono d’acque. 
c’è solo ombra sotto questa roccia rossa,
(Venite all’ombra di questa roccia rossa), 
  e io vi mostrerò qualcosa di diverso 
dall’ombra vostra che al mattino vi segue a lunghi passi, o dall’ombra 
vostra che a sera incontro a voi si leva; 
in una manciata di polvere vi mostrerò la paura.

Thomas Stearns Eliot, La terra desolata

Un brutto primo novembre per l’ammiraglio Giovanni Gumiero.
Sua moglie, Giovanna Reggiani (47 anni) è scesa dal treno in una isolata, desertica, pericolosa, buia stazione di una zona non periferica di Roma, anche se “bruciata” dallo sviluppo urbano. Qui è stata aggredita, si è difesa e, per reazione ed insopportabilità di questa sua reazione, un giovane romeno l’ha massacrata di botte, spappolandole la faccia, e buttandola in una scarpata di quattro metri. Poi è tornato nella sua baracca a contare il bottino. E’ stato catturato per la coraggiosa azione di una connazionale romena che ha fatto agire – lei sì, non alcuni ministri di cui sotto- il difficile, duro, complicato principio di responsabilità. C’è qualcosa di miracoloso nel vedere sopravvivere il gene dell’altruismo genetico anche dentro l’abisso della miseria.
Solo ieri il governo aveva varato una serie di disegni di legge sulla sicurezza, per avviarli verso l’approvazione del Parlamento.
A questi progetti legislativi la cosiddetta sinistra radicale di governo (un ex DS,  uno di rifondazione comunista  e un verde) si era opposta e messa di traverso (come a lorsignori piace dire), proprio nella parte riguardante la sicurezza urbana.
Ora – su tardiva pressione di Walter Veltroni – uno di quei progetti diventa immediatamente esecutivo e diventa possibile espellere cittadini comunitari per motivi di sicurezza.
Ci voleva un coma da violenza fisica e una probabile morte (infatti è morta qualche ora diìopo) per attivare nella sinistra massimalista quel principio di responsabilità che immediatamente ha esercitato – invece – la romena.
Ci sono due particolari nelle pieghe di questa vicenda che desidero annotare.
La prima è la rassomiglianza fra la mia situazione esistenziale e quella dell’ammiraglio Gumiero. Entrambi in età, senza figli e molto innamorati della propria moglie. Una moglie, come la mia, che non guida l’automobile e che si sposta solo su mezzi pubblici. Talvolta dovendo percorrere pezzi di strada isolati e insicuri. Come Giovanna Reggiani, che – per non prendere un taxi- preferiva camminare verso casa per settecento metri in una zona da Blade Runner o da Terra Desolata (Thomas Stearns Eliot).
La seconda notazione è di ieri notte. Dove in un programma notturno di cronaca – quello dei dibattiti da salotto con la musichetta di Via col vento – una tizia, approvata da un altro interlocutore, ha sostenuto che l’evento deriva dalla solitudine di questi migranti. Che, soli e deprivati negli affetti, si trovano nella condizione di cercarli con la violenza.
Il sociologhese e il psicologhese ha coniato un’altra categoria relativista: quello della “violenza fisica e sessuale da deprivazione culturale ed affettiva”.
Temo che il tema della sicurezza sia il tallone di Achille di un qualsiasi governo di centrosinistra.
Ed è dura per un elettore trovare, dall’altra parte, un’altra coalizione di governo che – indubbiamente – ha una politica per la sicurezza, ma al cui interno ha il partito di Alleanza nazionale, erede dei fascisti che si sono alleati con Hitler ed hanno mandato al macello del fronte russo le divisioni degli alpini. Come ha mirabilmente raccontato due sere fa Marco Paolini.

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