Claudio Risè. “Nel Natale, ad esempio, compare il simbolo che più fortemente influenza la felicità dell’uomo: proprio quello del cambiamento e della trasformazione”

” …. si realizza nell’evento del Natale un fenomeno che gli storici delle religioni, ma anche gli psicologi del profondo, conoscono bene. Si tratta della potenza che il rito, condiviso per lungo tempo da molte persone, finisce con l’assumere nell’inconscio collettivo e, da lì, nella vita di tutti. Anche chi coscientemente non crede, insomma, viene toccato nel profondo, anche se inconsciamente, dall’enorme energia che la preparazione e la celebrazione del rito ha prodotto nella psiche di tutti i popoli che si sono riconosciuti in quel rito, nel corso del tempo. Questo contatto, tra la psiche individuale e l’inconscio collettivo già presente in ognuno di noi, trasforma e modifica, per un periodo più o meno lungo, il nostro clima psicologico. In questa trasformazione, naturalmente, contano molto le caratteristiche simboliche e affettive presenti e attive nel rito. Nel Natale, ad esempio, compare il simbolo che più fortemente influenza la felicità dell’uomo: proprio quello del cambiamento e della trasformazione. Che realizzandosi, ci fa passare da una condizione precedente e ormai vecchia, stanca, priva di energia, a una nuova, proiettata in un futuro pieno di speranza.”
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 24 dicembre 2007, www.ilmattino.it

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