Patrick Suskind (1988) Il profumo, Tea edizioni Traduzione di Giovanna Agabio | TartaRugosa

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Patrick Suskind (1988)

Il profumo, Tea edizioni

Traduzione di Giovanna Agabio

Indubbiamente questo è un romanzo che parla di odori.

Una delirante, sensoriale storia di killer seriale ambientata nella Francia di fine Settecento. Chissà se per Jean-Baptiste Granouille l’avventura della vita avrebbe seguito un altro corso se non fosse stato colpito da un evento alquanto inusuale: nascere senza odore.

Senza odore ma, a compensare questa mancanza, con un eccezionale sviluppo dell’olfatto. Con un effetto singolare: mentre le altre persone non riescono a stabilire un contatto, una relazione con Grenouille, avvertendo piuttosto una sensazione di repulsione senza riuscirsene a spiegare la ragione, questi è in grado di leggere il mondo attraverso i suoi odori, percependo di tutto e di tutti le sfumature più profonde delle caratteristiche e del carattere.

“Spesso stava immobile, appoggiato al muro di una casa o addossato a un angolo buio, a occhi chiusi, la bocca semiaperta e le narici dilatate, muto come un pesce predatore in un corso d’acqua grande e oscuro dal lento fluire. E quando infine un alito di vento gli portava davanti l’estremo di un esile filo di aroma, allora lo ghermiva e non lo lasciava più andare, non annusava altro se non quest’unico odore, lo teneva stretto, lo risucchiava in sé e in sé lo custodiva per sempre. Poteva essere un odore che conosceva da tempo, oppure una sua variante …l’odore della seta stirata, ad esempio, l’odore di un infuso di timo, l’odore di un pezzo di broccato ricamato d’argento, l’odore del tappo di una bottiglia di vino raro, l’odore di un pettine di tartaruga. Grenouille riconosceva questi odori a lui ancora sconosciuti, li inseguiva con la passione e la perseveranza di un pescatore con la lenza e li accumulava in sé.”

Nel momento però in cui Grenouille prende coscienza che il non avere odore equivale a non esistere, cerca disperatamente di “costruirsi un falso odore”.

“E tuttavia esisteva una nota fondamentale dell’odore umano, del resto abbastanza semplice: una nota fondamentale di sudore grasso, di formaggio acidulo, nell’insieme assolutamente disgustosa, ugualmente propria a tutti gli uomini, e al disopra della quale, più raffinate e isolate, aleggiavano le nuvolette di un’aura individuale. … Per imitare questo profumo umano .. .Grenouille raccolse qua e là nel laboratorio di Runel gli ingredienti più stravaganti. Dietro la soglia della porta che conduceva in cortile c’era un cumuletto di merda di gatto, ancora abbastanza fresca. Ne prese un mezzo cucchiaino e lo mise nella bottiglia per la miscela assieme ad alcune gocce d’aceto e sale pestato. Sotto il tavolo da lavoro trovò un pezzetto di formaggio … era già abbastanza vecchio ed emanava un odore acre e pungente. Dal coperchio del barile delle sardine grattò via un qualcosa che sapeva di pesce rancido, lo mescolò con uovo marcio e castoreo, ammoniaca, noce moscata, limatura di corno e cotenna di maiale ridotta in briciole minute. Vi aggiunse inoltre una porzione piuttosto consistente di zibetto, mescolò questi orridi ingredienti con alcool, fece macerare il tutto e lo filtrò in una seconda bottiglia. Su questa base atroce … applicò uno strato di aromi oleosi freschi: menta, lavanda, trementina, limone acido, eucalipto, che mitigò gradevolmente con un bouquet di olii di fiori raffinati come geranio, rosa e fior d’arancio… sembrava ora che il profumo emanasse un forte aroma pieno di slancio vitale”.

Il suo straordinario talento nel collezionare migliaia di categorie di odori che in ogni momento è in grado di manipolare per creare sempre nuove composizioni olfattive, gli farà acquisire la prodigiosa capacità di condizionare anche il comportamento delle persone nei suoi confronti, inducendo sentimenti modificabili a seconda del profumo-odore realizzato appositamente per una specifica circostanza.

“…passò in rassegna l’immenso campo di rovine dei suoi ricordi. Analizzò i milioni e milioni di elementi costruttivi aromatici e diede loro una classificazione sistematica: buono con buono, cattivo con cattivo, raffinato con raffinato, rozzo co nrozzo, puzzo con puzzo, ambrosio con ambrosio. .. E ben presto potè cominciare a erifìgere le prime metodiche costruzioni olfattive: case, muri, gradini, torri, cantine, camere, stanze segrete … una cittadella interna fatta delle più deliziose composizioni di aromi, che si ampliava di giorno in giorno, che si abbelliva di giorno in giorno, costruita alla perfezione”.

“Adesso gli era chiaro il motivo per cui era attaccato così tenacemente e rabbiosamente alla vita: doveva essere un creatore di profumi … il più grande profumiere di tutti i tempi.”

La mente delirante di Grenouille accarezza un ambizioso obiettivo: “creare un profumo non soltanto umano, bensì sovrumano, un profumo angelico, così indescrivibilmente buono e vitale che chi l’avesse annusato ne sarebbe stato affascinato e avrebbe dovuto amare con tutto il suo cuore lui, Grenouille, il portatore di quel profumo” …perché “gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all’orrore, davanti alla bellezza … ma non potevano sottrarsi al profumo. Perché il profumo era fratello del respiro … E il profumo scendeva in loro, direttamente nel cuore, e là distingueva categoricamente la simpatia dal disprezzo, il disgusto dal piacere, l’amore dall’odio”.

E’ l’odore della donna che scatena questo suo intento: “Quell’odore aveva in sé una freschezza: ma non la freschezza dei limoncelli o delle arance amare, non la freschezza della mirra o della scorza di cannella o della menta verde o delle betulle o della canfora o degli aghi di pino, non quella della pioggia di maggio o del vento gelido o dell’acqua di fonte … e nello stesso tempo aveva un calore: ma non come il bergamotto, il cipresso o il muschio, non come il gelsomino o il narciso, non come il legno di rosa e non come l’iris … Quell’odore era un miscuglio di fugace e di intenso, no, non un miscuglio, un tutto unico … Il suo sudore aveva un profumo fresco come la brezza del mare, il sebo dei suoi capelli dolce come olio di noce, il suo sesso come un mazzo di ninfee bianche, la pelle come fiori d’albicocco … Centinaia di migliaia di odori sembravano non valere più nulla di fronte a quest’unico odore. Questo solo era il principio superiore secondo il quale si dovevano classificare gli altri profumi. Era la pura bellezza”.

La concretizzazione del profumo più sublime è l’aspirazione che l’accompagnerà per due anni, durante i quali uccide 25 ragazze, di cui, utilizzando il metodo della profumazione a freddo, avvolge il corpo in panni spalmati di grasso per assorbirne l’odore ed estraendone quindi il profumo che conserverà nell’alcool.

Succede però che all’uccisione della venticinquesima vergine Grenouille viene scoperto e condannato a morte. Ed è proprio quando viene condotto al patibolo che la sua teoria si conferma: l’odorato rappresenta la base inconscia da cui l’essere umano struttura emozione, sentimento, pensiero.

Spargendosi addosso una piccola dose dell’essenza estratta dalle 25 fanciulle , Grenoiulle riuscirà a provocare una reazione imprevedibile nella folla accalcata per assistere alla condanna di quell’uomo esecrabile.

Un irresistibile sentimento di amore pervaderà gli astanti e Grenouille cesserà di essere un malvagio, diventando agli occhi di tutti una vittima innocente, un giovane dal seducente fascino con cui ognuno vorrebbe accoppiarsi, incurante di qualsiasi remora sociale o morale.

Effimera vittoria, perché quell’uomo ben sa che sotto il profumo c’è il nulla. E che interesse c’è a vivere se ti manca il “tuo” odore, la “tua” identità. “Di tanto in tanto metteva la mano in tasca e stringeva il flacone di vetro ancora quasi pieno. … Un potere più forte del potere del denaro o del potere del terrore o del potere della morte… il potere invincibile di suscitare l’amore negli uomini … Solo una cosa non riusciva a fare, questo potere: non riusciva fargli sentire il proprio odore.”

Finisce così la storia di Jean-Baptiste Grenouille. Il prezioso flacone che si svuota sul corpo scatenerà un desiderio inarrestabile in un gruppo di devianti che, forse per la prima volta, compirà il tanto auspicato gesto d’amore. “Si precipitarono su quell’angelo, si avventarono su di lui, lo gettarono a terra. Ognuno voleva toccarlo, ognuno voleva una parte di lui, una piccola piuma, un’ala, una scintilla della sua fiamma meravigliosa. Gli strapparono dal corpo i vestiti, i capelli, la pelle, lo fecero a brandelli, affondarono unghie e denti nella sua carne, gli si buttarono addosso come iene … Dopo mezz’ora anche la più piccola fibra di Jean-Baptiste Grenouille era sparita dalla terra”.

Quando si dice che il profumo può dare alla testa …


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