“Militante“,
“Iscritto”,
“Elettore“
In un testo classico, così Maurice Duverger distingueva le figure-chiave del partito politico moderno.
Usando una mappa a cerchi concentrici il militante rinvia alla scelta di un orizzonte di senso sostenuto dai propri valori individuali e collettivi; l’iscritto va in quel partito che gli sembra che meglio tuteli i propri interessi; l’elettore sostiene sul mercato politico quel partito o quella coalizione che fa proposte di programma convincenti e rispondenti al complesso dei suoi bisogni.
Nella fase della mia vita in cui sono stato militante ho appreso che la scansione è più articolata:
E oggi, nella situazione in cui la sinistra fa politica abusando della vita privata dell’antagonista, che cosa resta di quella classificazione?
