Shock Dubai sulle Borse mondiali, esposizione banche europee stimata a 40 mld $ Finanzaonline.com – 27.11.09/10:06

Lo spettro di un nuovo tracollo si allunga sui mercati finanziari, che tremano di paura. Da Est a Ovest i listini si piegano sotto il rischio che Dubai, la perla degli Emirati Arabi Uniti, vada in fallimento, con ripercussioni sul mercato immobiliare, creditizio, delle costruzioni e del petrolio, senza contare i mille affari internazionali in cui è coinvolto l’emiro. La richiesta di moratoria di sei mesi su debiti da oltre 59 mld di dollari arrivata ieri da parte di Dubai World, la holding controllata dal governo di Abu Dhabi che ha sviluppato alcune delle strutture capaci di rendere un pezzo di deserto tra le più famose località mondiali, ha scosso le piazze azionarie di tutto il mondo. La holding dello sceicco Mohammed Bin Rashid Ai Markum ha un rosso totale da 80 mld.

Così questa mattina il segno meno è stato l’unico a vedersi nelle piazze asiatiche: Tokyo si è affossata di oltre 3 punti percentuali, seguita a ruota da Sydney e Shanghai. Ma ancora peggio hanno fatto Seoul, che ha lasciato sul parterre il 4,69%, e Hong Kong, la peggiore in assoluto con un tonfo di quasi 5 punti percentuali. Un tracollo che si è riflesso inevitabilmente sulle Borse europee, già provate dalla seduta di ieri. Proprio ieri sono stati bruciati ben 152 miliardi di euro di capitalizzazione. Solo Wall Street ha schivato la giornata nera, presa dai festeggiamenti per il Giorno del Ringraziamento. Ma oggi difficilmente rimarrà immune dallo shock, nonostante gli orari ridotti per via del Black Friday.

Sotto tiro sono finite le banche, che non escono ancora allo scoperto, ma le prime stime suggeriscono che la loro esposizione al sistema Dubai si aggira intorno ai 40 miliardi di dollari, pari a circa la metà dei debiti della città stato. Nel complesso risultano 70 i creditori europei del Dubai World, con ad esempio Hsbc che sarebbe esposta per 17 mld. E oggi il titolo del colosso bancario inglese ha chiuso sulla Borsa di Hong Kong in flessione del 7,59% a quota 87 dollari di Hong Kong. A Londra dopo pochi minuti dall’avvio delle contrattazioni l’azione segnava già un calo di oltre 2 punti percentuali dopo il quasi -5% della vigilia. Secondo quanto stimato dal Credit Suisse, se la metà dell´esposizione stimata per le banche europee venisse persa, gli accantonamenti per crediti inesigibili nel 2010 crescerebbero del 5%.

Ma a soffrire non sono solo le banche. Il crollo si è sentito anche per i gruppi di costruzioni e investimenti immobiliari, così come per le compagnie assicurative. Una mazzata è pronta ad abbattersi anche su tutte quelle società che hanno legami diretti con il Golfo. Come i titoli del London Stock Exchange (che controlla Piazza Affari), che ieri sono precipitati di oltre 7 punti percentuali, per via della partecipazione, pari al 21%, detenuta dalla Borsa di Dubai. Senza contare che le braccie finanziarie dell’emiro, attraverso i suoi fondi e società pubbliche, si estendono in numerosi e svariati settori come quello marittimo, immobiliare, dei media e delle materie prime.

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