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Vacanzina a Milano: Edward Hopper e Paolo Poli

Rinascente (11 e 30)
Pranzo alla Salsamenteria Verdiana di Via dell’Orto
Visita della Mostra di Edward Hopper a Palazzo Reale (13,30)

In mostra saranno esposte oltre 160 opere tra cui celebri capolavori come Summer Interior (1909), Pennsylvania Coal Town (1947), Morning Sun (1952), Second Story Sunlight (1960), A Woman in the Sun (1961) e diversi quadri mai esposti, come la bellissima Girlie Show (1941). Un percorso che attraversa tutta la produzione di Hopper e tutte le tecniche di un artista considerato oggi un grande classico della pittura del Novecento”

Suddivisa in sette sezioni, la mostra ripercorre tutta la produzione di Hopper dagli anni in cui studiava a Parigi – con il capolavoro di questo periodo Soir Bleu – fino al periodo “classico” e più noto degli anni ‘30, ‘40 e ’50, per concludere con le grandi e intense immagini degli ultimi anni. Il percorso prende in esame tutte le tecniche predilette dall’artista, l’olio, l’acquerello e l’incisione, con particolare attenzione all’affascinante rapporto che lega i disegni preparatori ai dipinti: un aspetto fondamentale della sua produzione fino ad ora ancora poco considerato nelle rassegne a lui dedicate. In mostra eccezionalmente anche uno dei suoi Artist’s ledger Book, i famosi taccuini che riempiva insieme alla moglie, dove si vedono abbozzati molti dei suoi dipinti a olio. Il visitatore avrà la possibilità, tramite un touch screen, di sfogliarne una riproduzione virtuale.”

in http://www.edwardhopper.it/?IDC=30

James Hillman lo definisce insieme a Rembrandt e Vermeer un “genio delle finestre, guardate da dentro e da fuori, intese sia come veicolo di libertà che come sentimento di nostalgia dell’interno

Paolo Poli, Sillabari (di Parise), Teatro Parenti, 16,30

Sillabari è considerato da molti il capolavoro di Goffredo Parise ed è una specie di preziosa raccolta di situazioni nelle quali agiscono personaggi particolari, dal carattere ‘universale’ perché potrebbero vivere sempre ed ovunque. Sono dei racconti brevi che procedono seguendo l’ordine alfabetico. Si inizia dalla A di Amore e si procede progressivamente fino alla lettera S di Solitudine dove Parise si è arrestato per mancanza di ispirazione perchè, come lui stesso affermò ‘Alla lettera S, nonostante i programmi, la poesia mi ha abbandonato. E a questa lettera ho dovuto fermarmi. La poesia va e viene, vive e muore quando vuole lei, non quando vogliamo noi e non ha discenden…’

I Sillabari sono stati scritti da Goffredo Parise a partire dai primi anni ’70 ed ancora oggi risultano immediati, freschi ed efficaci nel descrivere personaggi e situazioni ispirati agli anni che vanno dal ‘40 al ‘60, di quell’Italia che doveva superare i danni morali e materiali della guerra ed era alla ricerca continua della completa rinascita. A tale situazione ambientale lo spettacolo abbina una parte visiva molto interessante grazie alle scene colorate di Emanuele Luzzati ispirate all’Arte pittorica del Novecento assieme ai sempre sorprendenti costumi di Santuzza Calì. La parte musicale è di Jacqueline Perrotin con le coreografie divertenti di Alfonso De Filippis. Ma il mattatore della serata è l’inarrivabile Paolo Poli che esibisce tutta la sua bravura di attore che lo rende uno dei nostri artisti più famosi che, ne siamo sicuri, interpreta la sua parte con la consueta grazia ed eleganza senza tralasciare la magia e le allusioni che sono parte integrante della sua recitazione”

in http://www.teatrofrancoparenti.com/

Ritorno a Como, ore 21

Paolo Ferrario Mostra tutti

https://mappeser.com/paolo-ferrario-2/

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