La grande fuga nella prevecchiaia

ciao Paolo,
sulla questione della informazione e internet la penso sempre più come il povero Metitieri nel suo postumo “Il grande inganno del web 2.0” (> http://www.laterza.it/schedalibro.asp?isbn=9788842089179).
Ho fatto esami ieri e toccato con mano, per l’ennesima volta, l’apprendimento stropicciato e approssimativo che gli studenti (il 98% degli studenti) fa anche su temi che li appassionano e li interessano . Ciò avviene malgrado lo sforzo consistente che da anno faccio nella didattica usando tutto quello che la tecnologia mi mette a disposizione: e-book, blog, e-mail, ecc.
Quale il problema? Temo che sia lo stesso che molti vedono nella rete: assenza di filtri, di standard e di selezione. Si Internet, come sapeva bene Metitieri, chiunque scrive e commenta ciò che vuole, così come chiunque si iscrive e si presenta agli esami di qualsivoglia corso universitario (in Italia). E ciò malgrado l’incredibile proliferazione di apparati di controllo e valutazione con relativi addetti.
Come se ne viene fuori? Non lo so. I vincoli “politici” nel nostro paese sono maggiori che all’estero e non penso proprio che qualsivoglia partito abbia voglia di mettere mano a riforme a costo zero: come ad esempio la questione della non frequenza (> post http://cordef.wordpress.com/2008/06/13/quando-la-laurea-e-un-pezzo-di-carta/ ).
A questo punto, lunedì mi sono deciso e ho consegnato la mia lettera di dimissioni: l’università risparmierà un po’ di soldini e magari troverà un giovane più tradizionale del sottoscritto e meno incline all’esame critico di ciò che non funziona.
buona giornata

Caro …
ti ringrazio per la tua email di spiegazione e per avermi ricordato il libro di Metiteri che avevo acquistato , ma solo “guardato”, perchè dovevo studiare altro
La tua desolante analisi dei “figli della madre mediterranea” (ciuccio alimentante per tutto il ciclo di vita, orgia della oralità passivizzante) è del tutto sovrapponibile a quella che faccio io.
Nei giorni passati pensavo ad una organizzazione sociale che metteva in atto un servizio civile per i diciottenni allo scopo di raccogliere le arance, i pomodori e e meloni nei momenti di picco del fabbisogno. Non molto: dalle due a tre settimane di trasferimento nei campi. Apprendimento del lavoro e delle sue regole, turni per la pulizia delle camere , delle mense, dei bagni. Via dalla mamma e dal papà morbido per 2/3 settimane e neppure tutti gli anni. Ne veniva fuori il vantaggio per l’economia ed anche per i riti di iniziazione che – dicono gli psico-antropologi – sono uno dei cruciali problemi delle crescita.
sono un sociologo di formazione e considero fallita la mia professione: i sociologi non hanno anticipato nessuno dei processi di mutamento sociale degli ultimi vent’anni. e quando i fenomeni si sono manifestati li hanno interpretati con schemi ideologici novecenteschi. Non hanno praticato- tranne pochissime eccezioni – la dura analisi dei dati

Un fallimento totale. E infatti ad opinionare sono i filosofi (i “filosofoni” direbbe Carlo Emilio Gadda). I quali usano, perlomeno, astratte categorie interpretative, tanto che una vale l’altra. Il brusio dei filosofi ha spesso un suono armonico, ma è il più delle volte inverificabile
Questo anche per dire: evviva la tua via di fuga.
Ricordi il film “La grande fuga”?
Visto che puoi, goditi la tua individuale prevecchiaia.
Alla fine le grandi cooordinate che governano una vita sono: il Luogo (le tue montagne innevate), il Tempo (è sempre quello che resta e quello che resta è sempre più corto), l’Eros, la Polis (quadro desolante già descritto da Eliot nella sua, per l’appunto Terra desolate) e infine il Destino.
Visto che abbiamo anche il libero arbitrio, se possibile, diamogli una sterzata
Ti auguro, dunque buoni anni nel tempo.
spero che continuerai a lasciare qualche traccia sul tuo blog
cari saluti
Paolo Ferrario

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