Il monastero della tortura


Dopo la rivoluzione russa molti edifici sacri furono adibiti a carceri e centri di repressione politica Una studiosa narra la storia del complesso di Santa Caterina, presso Mosca
di Marta Dell’Asta
Pubblichiamo un brano tratto da «La dacia delle torture» di Marta Dell’Asta, articolo che compare sull’ultimo numero della rivista «La Nuova Europa», edita da Russia Cristiana Edizioni ‘La Casa di Matriona’ di Seriate. Tra gli altri contributi del bimestrale: «Il cuore del dissenso nelle Lettere di Havel» di Sante Maletta, «Stalin e la carta stampata» di Aleksandr Posadskov, «L’arte è più potente della politica» di Ljudmila Saraskina, «Gli anni meravigliosi di Reiner Kunze» di Thomas Brose, «Iosif Germanovic, che celebrava nei lager» di Rostislav Kolupaev, «Margherita Karikas, prigioniera di due regimi» di Monia Lippi, «Pellegrini nel mirino» di Angelo Bonaguro.
Un’aberrante logica ha fatto sì che dopo la rivoluzione russa molti edifici sacri, soprattut to monasteri, siano tornati utili agli scopi della repressione con le loro mura, le celle, i sotterranei… Il prototipo di questa mostruosa me tamorfosi è il tante volte ricordato monastero delle isole Solovki …
segue qui:

Il monastero della tortura

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