Il rapimento di Babbo Natale – di Frank L. Baum trad.a cura di Salvatore Ciancitto, tratto da Progetto Babele. Sarà letto a Radio 3/Ad Alta voce il 19 dicembre 2011, ore 17 (-10)

questi Demoni delle Caverne, pensando di avere un buon motivo per detestare Babbo Natale, un giorno si riunirono per discutere la questione. 
“Sto davvero rimanendo solo”, disse il Demone dell’Egoismo. “Poiché Babbo Natale distribuisce così tanti bei regali di Natale a tutti i bambini che diventano felici e generosi, con il suo esempio, e si tengono lontani dalla mia caverna.”
“Ho lo stesso problema”, si unì il Demone dell’Invidia.”I piccoli sembrano essere tanto soddisfatti di Babbo Natale e sono pochi quelli che riesco a convincere a essere invidiosi.”
“E questo è un male per me!”, dichiarò il Demone dell’Odio. “Poiché se i bambini non passano attraverso le Caverne di Egoismo e Invidia, nessuno riesce a raggiungere la MIA caverna.”
“O la mia”, aggiunse il Demone della Malizia. 
“Da parte mia”, disse il Demone del Pentimento, “è piuttosto evidente che se i bambini non vengono nelle vostre caverne, non hanno alcun bisogno di venire nella mia; cosicché vengo piuttosto trascurato quanto voi.”
“E tutto a causa di questa persona che chiamano Babbo Natale!” esclamò il Demone dell’Invidia. ”Ci sta semplicemente rovinando i nostri affari e bisogna fare qualcosa immediatamente.”
Su questo furono d’accordo subito; ma cosa fare era una questione ancora più difficile da decidere. Sapevano che Babbo Natale lavorava tutto l’anno nel suo castello nella Valle Ridente, preparando i doni che doveva distribuire la Notte di Natale; e al principio decisero di tentare di attirarlo nelle loro caverne, che l’avrebbero potuto condurre verso le terribili trappole che portavano alla distruzione. 
Così il giorno seguente, mentre Babbo Natale era alacremente al lavoro, circondato dalla sua piccola banda di assistenti, il Demone dell’Egoismo andò da lui e disse: “Questi giocattoli sono meravigliosamente lucidi e belli. Perché non li tieni per te? È un peccato darli a quei ragazzini chiassosi e a quelle bambine piagnucolose, che li rompono e li distruggono così velocemente.”
“Sciocchezze!” disse ad alta voce il vecchio dalla barba grigia, con gli occhi luminosi che brillavano di gioia mentre si voltava verso il Demone tentatore.”I ragazzini e le bambine non sono mai tanto chiassosi e piagnucolosi dopo aver ricevuto i miei regali e se riesco a farli felici un giorno all’anno sono pienamente soddisfatto.”
Così il Demone ritornò dagli altri, che lo aspettavano nelle loro caverne, e disse: “Ho fallito, perché Babbo Natale non è affatto egoista.”
Il giorno seguente il Demone dell’Invidia fece visita a Babbo Natale. Disse.” I negozi di giocattoli sono pieni di giochi altrettanto belli come quelli che stai costruendo. È una vergogna che debbano interferire con i tuoi affari! Con le macchine riescono a costruire i giocattoli molto più velocemente di quanto possa fare tu a mano; e li vendono in cambio di denaro, mentre tu non ottieni proprio nulla per il tuo lavoro.”
Ma Babbo Natale si rifiutò di essere invidioso dei negozi di giocattoli. 
“Riesco a soddisfare i piccoli solo una volta all’anno: la Notte di Natale”, rispose. “Poiché i bambini sono tanti ed io sono solo. E siccome il mio è un lavoro di amore e di bontà, mi vergognerei di ricevere denaro per i miei piccoli doni. Ma per tutto l’anno i bambini devono divertirsi in qualche modo, così i negozi di giocattoli riescono a portare molta gioia ai mie piccoli amici. Mi piacciono i negozi di giocatoli e sono contento di vederli prosperare.”
Malgrado il secondo rifiuto, il Demone dell’Odio pensò che avrebbe cercato di influenzare Babbo Natale. Così il giorno seguente entrò nel laboratorio indaffarato e disse: 
“Buongiorno, Babbo Natale ! Ho cattive notizie per te.”
“ Allora vai via, da bravo”, rispose Babbo Natale. “Le cattive notizie dovrebbero essere tenute segrete e mai raccontate.”
“Non puoi evitare questa, comunque”, dichiarò il Demone; “poiché nel mondo c’è un gruppetto che non crede a Babbo Natale e, questi, sei costretto ad odiarli aspramente, poiché ti hanno molto offeso.”
“Sciocchezze e stupidaggini!”, urlò Babbo Natale. 
“E ci sono altri che si irritano perché rendi i bambini felici e si burlano di te e ti chiamano vecchio stupido svitato! Hai proprio ragione ad odiare questi vili diffamatori e dovresti vendicarti di loro per le loro parole cattive.”
“Ma non li odio!”, esclamò Babbo Natale con sicurezza.”Queste persone non mi fanno alcun male, ma semplicemente rendono infelici loro stessi e i bambini. Poveretti! Preferirei aiutarli un giorno l’altro piuttosto che far loro del male.”
In verità, i Demoni non riuscirono a tentare il vecchio Babbo Natale in nessun modo. Al contrario, era scaltro abbastanza per vedere che lo scopo delle loro visite era di creare guai e scompiglio, e la sua risata allegra sconcertò i malvagi e mostrò loro la follia di tale impresa. Così abbandonarono le parole dolci e si convinsero ad usare la forza. 

l’intera storia è qui:  PROGETTO BABELE RIVISTA LETTERARIA – Archivio Traduzioni: Il rapimento di Babbo Natale – di Frank L. Baum trad.a cura di Salvatore Ciancitto.

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