ROMANZO DI UNA STRAGE, di Marco Tullio Giordana, 2012

… Romanzo di una strage aderisce in maniera piuttosto fedele alle verità processuali e lascia aperti tutti gli interrogativi che sono rimasti senza risposta. Tanto per citare un caso, quando Pinelli muore, sfracellandosi nel cortile della questura, l’obiettivo segue il commissario Calabresi, che in quel momento è fuori dalla stanza dell’interrogatorio: un modo per far vedere senza mostrare chi ha commesso quell’atto, se qualcuno l’ha commesso, e senza accettare la versione ufficiale del suicidio. Lo stesso omicidio di Calabresi viene rappresentato un attimo dopo che è stato compiuto: non si vede – e Giordana si rifiuta di fare supposizioni – chi preme il grilletto. Oggetto della rappresentazione cinematografica è dunque ciò che si sa, cosa che forse toglie “pathos” narrativo a chi è abituato a vedere gialli o thriller a sfondo politico in cui alla fine tutti i tasselli del puzzle combaciano e indicano un colpevole certo. La stessa ipotesi della “doppia bomba” – una piazzata dagli anarchici, che sarebbe dovuta scoppiare solo a banca chiusa, a notte fonda, senza mietere vittime e l’altra, micidiale, innescata dai neofascisti – viene presentata appunto per quello che è: un’ipotesi …

tutta la recensione qui: http://cadavrexquis.typepad.com/cadavrexquis/2012/05/romanzo-di-una-strage.html

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