Vacanzina a Lecce. Note epistolari di Luciana, numero 3

rieccomi carissime. A Novoli eravamo privi di connessione e quindi ora, tornati a casa-Lecce possiamo riprendere le comunicazioni.
Novoli è un piccolo paese a dieci minuti di treno da Lecce (che nonostante tutto viaggiava con un ritardo di 30 minuti!) e, appena scesi, abbiamo avuto la sensazione di trovarci sul set di un film da far west.
Il vuoto assoluto, case basse e colorate, strade silenziose, nessuna vettura. Il teatro si trova a dieci minuti a piedi dalla stazione e il B&B nella sua stessa piazza.
C’era attesa per l’apertura dell’evento e abbiamo scoperto che sul nostro stesso treno viaggiavano almeno tre dei finalisti.
Il teatro è stato restaurato da poco ed è molto bello, la piazza Regina Margherita interessatissima da un punto di vista sociologico: la sede dell’azione cattolica, la sede di rifondazione comunista, un circolo di dopolavoro di operai, un cortile dipinto a murales con la foto di Antonio Gramsci, la parte posteriore della chiesa-cattedrale, una banca, due bar e una trattoria.
Il nostro b&b era annesso alla pasticceria del proprietario, il sig. emilio esecutore medesimo dei suoi strepitosi dolci leccesi. La camera, arredata con tutti i comfort era fredda con i termosifoni probabilmente  accesi al nostro arrivo, una coperta che io uso d’estate e questa è stata l’unica nota negativa. Ho dormito pochissimo per via del gelo e appiccicata a Paolo con collant e maglioncino.
Stamattina ci ha invitato a far colazione al suo bar. Abbiamo preferito astenerci dal segnalare il freddo (sicuramente ci avrebbe risposto che sono state giornate anomale). Dopo essere rimasto sconvolto dal fatto che io bevo il thé col latte, ci ha offerto una serie di dolci a gogò. Paolo gli ha fatto i complimenti e in cambio ha ottenuto un cabaret delle sue specialità con un ripieno di crema e cioccolato che ci vorranno due settimane prima di smaltirne la calorie.
Questo è l’aspetto riguardante il soggiorno. Alle 9 ci è venuto a prendere il nostro autista personale (una agenzia di piazza del Duomo di Lecce ce lo aveva segnalato). Il termometro segnava 3 gradi, ma fortunatamente poi è uscito il sole e ad Otranto è stato bellissimo. Ma questa è un’altra storia che viene dopo.
Torniamo a ieri sera.
E’ stato veramente molto bello e interessante, in quanto la cerimonia è stata preceduta da una tavola rotonda con oggetto libri e social network.
Anche l’intervento seguente di un giornalista molto bravo ci ha illuminato sullo spirito del premio Nabokov: uscire dagli inganni delle grandi case editrici e dagli equivoci causati dalle cifre sparate da nomi di gente famosa per recuperare scrittori meno conosciuti ma all’altezza della “Scrittura” e di un rinnovato rapporto fra autori e lettori. Questo è anche il motivo per cui il vincitore non vince né soldi, né l’acquisto delle sue opere (come invece in genere si fa per premi più noti), ma la possibilità di pubblicare un manoscritto negli e-book, nuova frontiera del futuro ormai inevitabile,
E’ stato un vero trattato socio-pedagogico.
Dopo una serie di filmati e di interviste a scrittori esordienti si è giunti al momento in cui i finalisti dovevano salire sul palco e presentare la loro opera. Stare sotto le luci della ribalta è stato per me massacrante, ma è andata …
Ci sono state le foto di rito e la consegna ad ognuno dell’attestato.
Poi la chiamata dei vincitori. Per la narrativa ha vinto il romanzo di un vecchio signore sulla ‘ndrangheta, per la poesia non ricordo e per la saggistica un testo sul bullismo.
Tra i finalisti praticamente solo un paio di giovani, poi più o meno tutti sopra la cinquantina. Persone sicuramente molto competenti e brave.
Prima di passare alla saggistica, la presentazione del giornalista ha dato la sensazione a tutti i finalisti di essere comunque vincitori, poichè l’elogio che ha fatto per la cura, gli approfondimenti e la complessità delle ricerche è terminato con il dire che ogni libro avrebbe meritato quanto meno un convegno.
E’ stato molto incoraggiante.
Ho tirato un sospiro di sollievo nel non sentirmi chiamare un’altra volta sul podio e devo dire che i complimenti  ricevuti da un membro della giuria (lo stesso che aveva fatto l’intervento sugli equivoci dei numeri di scrittori famosi) è stato ancora più gradito del premio in sé. 
La sensazione molto positiva è legata alla manifestazione: sembra incredibile che in un posto così fuori dai circuiti nazionali e internazionali possa attivarsi un vero lavoro di costruzione culturale di così alto livello e voglia di condivisione.  Cosa peraltro già appurata nel constatare la diffusione di librerie e di caffè letterari,

Questa è la bella Italia che ci piace!

Insomma a parte la tensione e il freddo della camera anche Novoli è stata una bella esperienza.
Ritornerò per l’ultima puntata di Otranto e dintorni  memorabile!
A presto!!

2 pensieri riguardo “Vacanzina a Lecce. Note epistolari di Luciana, numero 3

  1. complimenti Luciana! non è da tutti arrivare in finale con un libro! Avrai sicuramente successo. Ti saluto con stima e affetto! un caro saluto anche a Paolo

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