interloquendo con una persona sul tema CULTURA DEL PERDONO

Caro G  C C
grazie ancora per le tue generose precisazioni.
ma io sul perdono non sono per nulla d’accordo
ho politicamente gioito per l’impiccagione di saddam hussein e di gheddafi
sarei favorevole alla pena di morte per certi reati ( e incerto se, magari, il carcere a vita è più penalizzante della pena di morte)
sono colpevolista ancora prima del processo per il muratore che ha fatto morire dissanguata e di freddo la adolescente Yara
spero che i cittadini di Trapani trovino prima loro quello che ha ammazzato il ragazzino di 8 anni dopo avergli sfilato le mutande
mi fa schifo C B (un terrorista da anni 70) che gira per i salotti di como a presentare i suoi libri sui contrabbandieri
guardo criminal minds e sono felice solo quando lo psicoassassino muore male
ti chiederai perchè uno che ha 25.000 libri ed ha studiato in una media di 6 ore al giorno dal 1968 ragiona così.
forse perchè già allora trovavo oscene le teorie criminologiche di una certa sociologia francofortese che imputava i reati alle regole (ma non si poteva dirlo perchè  era politicamente scorretto)
forse perchè non mi dimenticherò mai la telefonata del brigatista rosso tal dei tali poche ore prima di far ritrovare il cadavere rattrappito di Moro
forse perchè non saprei mai difendermi da solo con qualche accoltellatore islamico da strada o bombarolo da treno o palestrato culturista nazifascista o frequentatore dei centri sociali stile no tav con mazza e catene , e quindi conto molto sulle forze dell’ordine come garanti della mia sicurezza da fragile e indifeso
la sicurezza è l’altro versante delle politiche di welfare. senza sicurezza non c’è benessere
e forse perchè fa parte della mia storia personale essere contraddittorio
non sta a me comminare le pene: spetta alle istituzioni e alla magistratura. ma di certo gli assassini morali e materiali, per quanto mi riguarda, dovrebbero stare in carcere e poi (se escono) stare zitti per il resto della loro miserabile vita. Invece di essere coccolati da persone inquietanti come pannella
sto con le vittime e non accomuno alle vittime coloro che le hanno rese vittime
mi spiace la schiettezza
non avrei mai voluto aprire questo versante della mia personalità ed è per questo che avrei preferito chiudere la discussione dicendoti solo: “sono felice per il vostro amore” (come io sono felice del mio con luciana, per la quale ho sempre paura perchè fa un lavoro difficile con persone difficili e percorre pezzi di strada pericolosi)
ti prego di scusare la velocità delle mie considerazioni. sul mio “to cross the line” ho scritto una pagina di diario per la quale molti ex compagni (in genere già in pensione a 50 anni) sputano quando mi incontrano:
 
saluti cari
e buon futuro

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