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CARLO UBOLDI: Il JAZZ (cosa è per i musicisti e per gli ascoltatori) e lo SWING, lezioni alla Casa della Musica di Como, 13 e 20 gennaio 2015. Audio e punti chiave

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Vai al sito della Casa della Musica: http://casadellamusica.org/

una davvero magnifica lezione: colta, istruttiva, divertente.

Per “iniziare ” al jazz chiunque. Anche chi lo ascolta da più di 60 anni.

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AUDIO della 1° parte

  • il jazz nasce vocalmente
  • “canzonette” reinterpretate in maniera jazzistica

AUDIO della 2° parte

  • la possibile traduzione di “jazz” è: fracasso, rumore, orgia …
  • il jazz nasce come ritmo e come improvvisazione
  • ogni jazzista ha il suo “real book”: un foglio con le linee melodiche (il tema). L’armonia viene fuori dalla mano sinistra
  • ma l’improvvisazione è totale
  • l’interpretazione è una “innovazione continua basata sulla tradizione”

AUDIO della 3° parte

  • l’importanza di comunicare con gli ascoltatori
  • oggi si può cercare quello che piace (esempio tramite youtube)
  • cercare a partire dai nomi dei musicisti
  • gli anni 40/50 sono quelli delle big band (15-18 musicisti)
  • poi per motivi di costi diminuiscono e si passa ai combo (5-6 musicisti) , arrivando ai trio
  • elementi costitutivi di un brano: la partitura, una serie di “obbligati”

AUDIO della 4° parte

  • la situazione del jazz era: un compositore e degli esecutori (i musicisti). Ognuno bravo nel suo specifico campo
  • oggi per motivi di diritti d’autore (e voglia di creare) aumentano i musicisti che a loro volta sono compositori: “oggi tutti cercano di scrivere i pezzi, ma non tutti sono bravi compositori”. Non si può eccellere in tutto
  • impostanza sul palco dell’ INTERPLAY. Scambio fra due o tre persone. Sfruttare tutta l’energie della sera. Poco o nulla è preparato. Prevale la comunicatività
  • il musicista jazz può leggere ed interpretare i diversi generi musicali, perchè ci lavora sopra con il suo stile e la sua improvvisazione
  • qualche esempio di Carlo Uboldi sulla base di “Fra Martino campanaro”: due note e infinite variazioni. Espone il tema poi improvvisa. La melodia è alla base (deve essere riproposta), ma su questa si fanno le variazioni
  • ci vuole molto feeling nel gruppo

AUDIO della 5° parte

  • l’importanza della “specializzazione” e della “competenza”: l’esempio di Jerry Lewis che mima gli strumenti di una improvvisazione jazz

AUDIO della 3° parte

lezione sullo SWING, Como 20 GENNAIO 2015


Categorie

musica Jazz

Paolo Ferrario Mostra tutti

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2 pensieri riguardo “CARLO UBOLDI: Il JAZZ (cosa è per i musicisti e per gli ascoltatori) e lo SWING, lezioni alla Casa della Musica di Como, 13 e 20 gennaio 2015. Audio e punti chiave Lascia un commento

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