Delitto Moro, Martinazzoli: senza di lui una politica priva di idee forza e moralità

A chi faceva piu’ comodo la morte di Moro? Ai brigatisti, che vedevano spegnersi ogni possibile opposizione rivoluzionaria, con l’ingresso del PCI nella maggioranza, o alle due superpotenze del tempo, che volevano mantenere lo status quo in Italia? Risponde Mino Martinazzoli, ultimo segretario della DC, che negli ultimi anni, porta in giro per il paese, con una serie di conferenze, il pensiero politico dello statista assassinato. Con lui la figlia di Moro, Agnese, autrice del libro “Un uomo cosi’” Bur, e l’Associazione Aldo Moro, animata da Giambattista Groli. Nell’intervista Martinazzoli spiega quella che, secondo Moro, doveva essere la terza fase della democrazia in Italia, dopo il governo Dc-PCI della solidarieta’ nazionale. Moro aveva in mente una situazione, forse utopica, in cui due grandi partiti alternativi fondassero il loro potere sull’autorevolezza, che veniva loro dalla moralità e dal consenso popolare. Prima tangentopoli, poi il consumismo hanno spezzato questo sogno.


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