Ideologie: Destra e Sinistra

Spunti da JazzFromItaly sull’Essere in situazione

Essere in situazione.
Che cosa vuol dire “essere in situazione”?
Ecco, essere in situazione – per me, MA ANCHE per gli altri – vuol dire esserci come INDIVIDUO singolo (materialmente costituito di corpo e pulsioni e geneticamente programmato a stabilire relazioni) che ha appreso – durante l’infanzia/adolescenza/età adulta/transizione alla vecchiaia – norme e valori dalla CULTURA che mi è stata attorno e che mi ha orientato a stare nella SOCIETA’, che è quell’insieme di costrutti umani (stato ed istituzioni, in primo luogo) che caratterizzano la specie umana (1).
Prima di morire, se sarò sereno e lucido, saranno questi flussi di pensiero a  scorrermi davanti agli occhi che illuminano la mente. E sarà il fotogramma della vita in un attimo.


E’ questo insight che mi ha attivato la quasi reverie notturna di cui JazzFromItaly ha voluto farmi  partecipe questa notte (commento 5):

amalteo…

passo di rado,
ma ogni volta mi sento come a casa di un caro amico, dove tutto mi è familiare, in sintonia, fortemente espresso, deciso e rassicurante al tempo stesso.

In questo periodo storico, le crisi che attraversano il mondo in varie forme mi hanno fatto vedere “l’evento politico” italiano come piccola cosa.
Lo sconsiderato consumo di energia come generatore di macro profitti ha causato la crisi energetica che ha risvolti sanguinosi nel delta del Niger, cambiando per sempre il volto della Madre Africa.
Lo stesso vale per i Paesi arabi ed il medio oriente, dove la messinscena dei rigurgiti integralisti camuffa la stessa cruenta lotta per l’oro nero.
La Cina, implosa sul suo enorme potere economico, altamente inquinante e da tutto il mondo alimentato in cambio di mano d’opera a costo zero, commette efferati crimini che nasconde sotto la luce dei cinque cerchi olimpionici.
Gli USA, che distillano terrore come avevano fatto solo ai tempi, purtroppo ancora vicini, del KKK.
E l’Europa, vecchia e grassa signora, stà a guardare…

non impariamo mai.

Cos’è il fazioso scontro televisivo dei politicanti italiani, l’osceno balletto di servi e lacché di fronte a questo, pensavo.
C’è altro a cui pensare, mi dicevo.

Invece vengo qui e, la tua sincerità, il tuo dichiarato gesto civico, la tua sensibilità ed intelligenza mi “costringono” a pensare…

A pensare a questo paese che, passato questo week-end avrà comunque un altro volto.
E potrà cambiare le sorti di noi cittadini.

Tra quattro giorni.
Poco tempo.

E’ notte, dovrei dormire, ma non posso smettere di pensare:
come sarà domani?

Mio padre mi racconta che quando gli alleati bombardarono S. Lorenzo, per “liberare” Roma dai nazisti,
lui non aveva paura.
Avrebbe dovuto averne, ma era piccolo e non ne aveva.
Però non poteva smettere di pensare:
come sarà domani?
domani tornerò a scuola con Sarah e Ariel, che sono inspiegabilmente spariti?
domani potrò tenere accesa la luce nel letto per leggere?
mio padre andrà a lavorare e tornerà a casa sorridente?

In un paio di notti ci può cambiare il mondo intorno.
E tu, questa notte hai fugato ogni mio dubbio.

Non che avessi dubbi su CHI votare, perchè per storia personale, coerenza, senso civico e memoria storica, non avrei mai potuto votare per un uomo, un partito o un’accozaglia di individui che trattano lo Stato Italiano come un’azienda.
Che si permettono di trattare la questione politica come una strategia di marketing, piuttosto che un valore costituente la nostra società.
Loschi figuri che comandano (gestiscono non rende l’idea) due terzi dei media italiani, alterando il contenuto – a loro convenienza – e l’efficacia dell’informazione, che mettono in atto gravi censure al libero pensiero, che prosperano in un conflitto di interessi che tutti noi abbiamo lasciato sviluppare, che ci propinano programmi che “rincoglioniscono” la gente, che sono stati condannati in falso in bilancio
(da loro stessi poi giudicato non più reato) e concussione, che hanno carichi pendenti con la magistratura che a noi, comuni mortali, non ci permetterebbero nemmeno di accedere ad un concorso pubblico,
che hanno rigurgiti di nazionalismi inutili, faziosi e deleteri, che investono miliardi di miliardi nel calcio e niente nello sviluppo e nella formazione del paese, che vogliono abolire leggi che si sono conquistate con anni di lotta e di emancipazione – come l’aborto – a favore di un potere clericale che ci riporta nel Medioevo,
e che sono ancora, da sempre, ai loro posti, strapagati da noi contribuenti indebitati.

Ma ora so cosa posso fare IO per il nostro domani,
andando a votare.

Mancano solo quattro giorni,
e  noi possiamo decidere la direzione che prenderà questo paese.

Solo quattro notti, per cambiare il domani.

amalteo,
ma gli altri riescono a dormire?

ti abbraccio,
R.

(1) Sono gli appigli teorici e pratici di tutto il mio percorso professionale. Due fonti per tutte:
John Dewey, Come pensiamo, La Nuova Italia, 1968
Carlo Tullio-Altan, Antropologia culturale, Bompiani, 1968

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