Diritti violati: Se è cubano il dissidente non commuove nessuno, di Pierluigi Battista, in Corriere della Sera del 19 marzo 2010

Se è cubano il dissidente non commuove nessuno

Diritti violati
di Pierluigi Battista
Mancano pochi giorni, o forse poche ore, per impedire che la seconda «Primavera nera» di Cuba possa provocare tutti i suoi effetti luttuosi. Il dissidente Guillermo Fariñas versa in gravissime condizioni dopo tre settimane di sciopero della fame e della sete. Se gli aguzzini dell’Avana non smetteranno di definirlo un «criminale» e un «mercenario», Fariñas farà la stessa fine di Orlando Zapata, morto dopo 75 giorni di protesta eroica ed estrema contro un regime le cui carceri sono zeppe di prigionieri politici. […]
Nel 2003, nella prima «Primavera nera», giornalisti, sindacalisti, medici e avversari del regime vennero sbattuti in carcere, condannati in processi farsa. Le loro abitazioni furono messe a soqquadro. Vennero confiscati i computer, i parenti minacciati e ricattati sul lavoro. La polizia politica agì con brutalità metodica, approfittando del disinteresse di una comunità internazionale paralizzata nell’attesa della scomparsa del dittatore Fidel. Alcuni dissidenti tentarono di fuggire per mare con imbarcazioni di fortuna. Furono riacciuffati e fucilati, schiacciati dalle solite, risibili accuse: di essere al soldo della Cia, «mercenari», «criminali comuni», sabotatori del socialismo. Cuba, la terra del socialismo tropicale, l’isola dell’utopia realizzata tra spiagge meravigliose e avventure alla Hemingway, dell’icona del «Che», dell’ epopea dei barbudos nella Sierra Maestra, gode ancora, nonostante un cinquantennio di oppressione feroce e sistematica di ogni dissidenza, di una certa benevolenza. Ma l’immagine dei dissidenti che si lasciano morire, l’enormità delle condanne comminate senza un minimo di garanzie civili e di diritto, restituiscono il volto più lugubre del regime dell’ Avana. […]
In Italia L’indignazione selettiva acuisce la reattività per le malefatte compiute a Guantanamo, ma spegne la sensibilità per i lager costruiti nella stessa isola, ma sotto il controllo del regime di Fidel Castro. [..]
«Corriere della Sera» del 19 marzo 2010

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