Fra tre giorni ci saranno le elezioni in tredici Regioni italiane e sul mercato politico manca del tutto ed è assente dal sistema della rappresentanza un partito liberal-sociale capace di mettere assieme le libertà individuali e la responsabilità collettiva








Fra tre giorni ci saranno le elezioni in tredici Regioni italiane e sul mercato politico è del tutto assente dal sistema della rappresentanza un partito liberal-sociale capace di mettere assieme le libertà individuali e la responsabilità collettiva. Un simile partito è stato soffocato nella storia d’Italia dalla asfissia provocata dai cattolici e dai comunisti. In questo del tutto uniti nel profondo, nonostante le loro divergenze.
Sempre più il mio senso della Polis non trova sulla scena istituzionale  una rappresentanza pubblica capace di esprimere vissuti, valori ed interessi che fanno parte della mia biografia dell’interconnesso stare nel mondo. Che si riassume nel principio che la libertà dei soggetti che si relazionano si deve manifestare nella cura ed attenzione di un oggetto comune. Libertà individuale e buona società: sono questi i due pilastri della modernità, come – invano – Giovanni Sartori racconta dal 1957.
Per fortuna istituzionale queste non sono elezioni decisive per il Governo del paese.
Sono elezioni regionali e locali che esprimono linee di tendenza ed organizzazione di questo paese estremamente diversificato dal punto di vista territoriale
Certo, qui si vota in Lombardia. Una regione più grande della Svizzera e con una demografia equivalente a quella della Svezia.
Ho l’età delle Regioni. Sono cresciuto con queste istituzioni.
Le elezioni a Statuto ordinario sono “nate” nel 1970, con questi risultati elettorali:

Elezioni Regionali del 7 Giugno 1970 in Lombardia

Elettori 5.710.352 Voti validi 5.228.316
Votanti 5.453.931 Schede non valide (incl. bianche) 225.720
% Votanti 95,51 Schede bianche 161.676
Lista/Gruppo               Voti             %      Seggi
DC                             2.138.141  40,90     36
PCI                            1.210.068  23,14     19
PSI                              648.696   12,41      9
PSU                             376.436     7,20      5
PLI                              310.324     5,94      4
MSI                             195.791      3,74     3
PSIUP                          188.585      3,61     2
PRI                              125.767      2,41     2
PDIUM                           31.119       0,60    0
UN.AUTONOMISTI D’IT.      3.389       0,06    0

Ne è passata di acqua sotto i ponti.
I tre partiti di matrice socialista allora contavano il 23,22%. E se si aggiungessero i repubblicani (2,41%) ed i liberali (5,94) ci sarebbe un’altra realtà politica. Ma la storia, si sa, non si fa con i “se”.
Ora non ci sono più
La base elettorale della Dc è rimasta sostanzialmente intatta (spartita fra Pdl e Lega)
E molti di quei socialisti, oppressi dalla comunistudine, sono pure loro confluiti fra queste file.
Complimenti ai cuochi della sinistra: la vostra prepotenza ed antipatia linguistica e personologica (Luca Ricolfi, Perchè siamo antipatici?) ha portato dritto come un fuso alla attuale situazione.

Sono passati 30 anni
Nonostante te le drammatizzazioni bipartizan, non siamo all’Apocalisse.
E’ un voto importante ma non tale da cambiare le tendenze in atto nel paese: un governo di destra anomala (e la patologia è il berlusconismo, non la cultura politica della destra, come si vede bene con le scelte del presidente della Camera Gianfranco Fini) con una opposizione sfrangiata, litigiosa, programmaticamente divisa. E anche – spesso-  arrogante. 
Per quanto mi riguarda – qui, in Lombardia, non in Piemonte o nel Lazio –  le domande che mi faccio e cui risponderò con l’unico mio strumento (una testa, un voto) sono
:

qual’ è UN voto efficace per davvero contrastare la forza del partito personale di Berlusconi e del suo gruppo vorace di Forza Italia?


qual’ è UN voto che costringerebbe ciò che resta della sinistra riformista a fare davvero i conti con l’economia dei territori del nord, quelli produttivi, e nei quali costoro non possono neppure fare un comizio nelle fabbriche e nelle associazioni di categoria, perché sarebbero espulsi dai capannoni e dalle sale conferenza?


qual’ è UN voto che riesce e porre un modesto argine- tramite il rispetto delle regole costruite nella vecchia ed assediata Europa – alle trasformazioni global-culturali verso le quali, con avventurismo ed incoscienza politica, si è costretto il paese?


UNA testa, UN voto. La democrazia ha questa virtù: nei momenti di passaggio si è soli a compiere un atto che ha parziali conseguenze collettive.


Questa frattura fra “personale e politico” è davvero una esperienza nuova.


Il Tempo che resta è poco e decresce
La Polis è disperante.
L’Eros avrebbe bisogno di nuova libido
Il Destino anche in parte meritato
Mi resta solo il Luogo
E questo sopravviverà e si scrollerà di dosso le pene dei questi giorni, mesi, anni.
Paolo Ferrario, 25 marzo 2010

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