Federico Orlando, "cercare un possibile terreno d’incontro tra Pd e Lega"

tra gli aspetti non negativi della recente campagna elettorale, c’è l’impegno dei giornali a ricercare le cause del trasferimento di voti sia dal Pdl che dal Pd verso la Lega.


[…] ci sono due fatti reali di cui le analisi dovrebbero tener conto:
1) il trasferimento dalla sinistra alla Lega di una parte crescente dell’elettorato popolare, col bagaglio dei suoi valori storici (forse è per questo che D’Alema parlò della Lega come «costola della sinistra»);
2) la sempre più radicale differenza di fondo tra Lega e Pdl, l’uno partito di popolo e di “poveri”, l’altro partito di emergenti ricchi o di ricchi fuggiaschi da ogni solidarietà sociale: a cominciare dalla dilagante latitanza fiscale, che gli elettori del Pdl fanno ricadere sugli altri concittadini, compresi quelli che votano Lega.
Perciò non concordo con chi ha scritto che Lega e Pdl sono le due facce della stessa medaglia.
E se invece fossero due medaglie diverse, incollate l’una all’altra con l’obbiettivo (legittimo per tutti) di governare?
Se così fosse, chiederei al Pd di uscire un po’ dalla papagna (in italiano, pisolino dei bambini indotto col papavero, nel quale il dormiente si gira e si rigira in cerca di posizione idonea) e di avviare quella guerra di movimento che, nel caso nostro, prevederebbe di non schematizzare e non fissare per l’eternità una destra pidiellista-forzista e una sinistra pidiellina-vendolianadipietrista- verde; ma di
cercare un possibile terreno d’incontro tra Pd e Lega.

Potremmo aiutare la Lega a conseguire il suo obbiettivo primario, il federalismo fiscale, ottenendone in cambio ciò che essa non potrebbe chiedere a Berlusconi, cioè la caccia agli evasori che, sottraendo risorse all’erario, finiscono col ridurle anche al federalismo e ne ridimensionano gli aspetti quantitativi. A nostra volta, potremmo ottenere dalla Lega una rinuncia allo spirito di crociata razzista, concedendo ai leghisti una limitazione ragionata all’accoglienza, che non può essere né illimitata né incondizionata. Le ho detto un mio pensierino in soldoni, ma i nostri raffinati dirigenti forse saprebbero renderlo maturo e praticabile.

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