un ricordo di GDR. Alcuni di noi andavano in pensione il 31 di agosto; altri entro la fine dell’anno; altri ancora se erano già andati nella primavera. In tutto, il gruppo di lavoro perdeva sei componenti nel 2010, e altri quattro nel biennio precedente, 22 giugno 2010

Era il 22 giugno 2010. Quando arrivai verso le sei del pomeriggio, nella stanza da cui si apre il terrazzo di Pia May con lei c’erano già Maria Cacioppo e la sua amica reclutata per il catering che preparava i vassoi di tramezzini.

Alcuni di noi andavano in pensione il 31 di agosto; altri entro la fine dell’anno; altri ancora se erano già andati nella primavera. In tutto, il gruppo di lavoro perdeva sei componenti nel 2010, e altri quattro nel biennio precedente, cui vanno aggiunte le successive dimissioni di Claudio Mustacchi e il possibile trasferimento di Elisa Panzetti. Ad oggi, fine ottobre 2010, il cerino è rimasto in mano a Maria Mormino, Beppa Finzi, Walter Vannini, Piera Baruffato, Elisa Panzetti e Margherita Rettani. Nomi questi ultimi, peraltro ignoti a molti dei/delle possibili lettori/trici di queste righe. Già.

I futuri pensionamenti estivi avevano offerto lo spunto per organizzare una rimpatriata di (vecchi/e) colleghi/e. L’occasione finì così per assumere un po’ anche il senso di uno stacco, un Last Waltz, tra ciò che la Scuola Regionale per Operatori Sociali del Comune di Milano era stata fin (quasi) a oggi e il suo incerto destino. Quella festa che molti poi definirono “indimenticabile”, offrì ai presenti l’occasione per rivivere, magari solo per un attimo, un’appartenenza: l’essere stati partecipi di una stagione importante del welfare milanese e lombardo e, in questo contesto, dell’avere significativamente contribuito a produrre una cultura del lavoro sociale e un sapere complessivo connesso alla sua formazione, per certi aspetti esemplare.

Questa esperienza che come sappiamo é confluita – per quanto è stato possibile – nel passaggio di mano all’Università della formazione degli operatori sociali, è conservata nella memoria dei suoi protagonisti. Qualcosa, suggeriva reggendo un bicchiere Paolo Ferrario, che sarebbe bello e forse utile provare a recuperare, conservare in qualche modo e trasmettere a chi viene dopo di noi; sarebbe proprio il caso, diceva.

Ricordi, narrazioni, materiali, informazioni, aneddoti, riferimenti, cimeli. Pezzi di storia. Souvenir gettati nel futuro.

L’idea è questa: un progetto, anzi un Progetto, aperto a tutti coloro che a diverso titolo – docenti, studenti, esperti e quant’altro – abbiano voglia di mettere a disposizione della comunità il sapere da essi conservato attorno a ciò che è stata la Scuola Regionale per Operatori Sociali del Comune di Milano (d’ora in poi: SROS) dal 1978  – come anno della sua istituzione – ad oggi, ma esteso nel passato delle realtà preesistenti, fin dove arrivano i ricordi.

E’ evidentemente un work in progress: impossibile, anzi dannoso predeterminare la struttura. Va immaginata come un albero che getterà rami là dove e se riceverà luce ed alimento. Ma fin d’ora possiamo pensare che potrebbe contenere queste aree:

  • Tipo: cosa facevo prima; come e quando sono arrivato/a alla SROS; cosa ci ho fatto; quando sono andato/a via; cosa ho fatto dopo.
  • Uno spazio che ricostruisca una cronologia degli eventi salienti che hanno determinato il corso della storia della SROS, magari con una lettura in parallelo del contesto milanese.
  • I corsi e gli insegnamenti della formazione di base.
  • La formazione permanente.
  • La ricerca.
  • La documentazione. Che qui potrebbe trovare una sua attualità come raccolta di materiali prodotti in quegli anni.

 

Nel luglio successivo, un po’ per ammazzare il tempo e un po’ per elaborare il lutto, Maria Cacioppo ed io abbiamo spulciato i Piani degli Studi della Scuola: c’erano conservati quasi tutti dal 1978-79in poi, compresi alcuni riferiti ai corsi universitari del DUSS e dei corsi per EP della Facoltà di Medicina.

Ne è uscito un primo prodotto di memoria in formato Excel costituito da una sinossi costruita come segue. Così è illeggibile, ma è per dare un’idea del come usare il file allegato.

Nella parte superiore della tabella si trova una linea cronologica che per ora va dal 1967 al 2011. Al di sopra, le linee colorate indicano i periodi in cui le diverse Scuole (ENSISS, Civici Corsi, etc) sono esistite. Al di sotto, ogni riga corrisponde a un docente (aggregati per aree disciplinari) e ai suoi anni di presenza nell’istituzione. La linea verticale sulla sinistra separa chiaramente il 1978. Le diverse coloriture corrispondono alle provenienze. La linea verticale sulla destra segna il 2006, anno in cui la Scuola ha perso la sua denominazione ufficiale. Sull’estrema destra un’area che cerca di annotare le attività post-Scuola. In basso, le legenda per la corrispondenza delle sigle e dei colori utilizzati.

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