Walter Veltroni, "la possibile deriva del Pd e del centrosinistra verso una riedizione dell’Unione, che nel passato ha dimostrato di poter vincere ma non di governare, o la nascita di un terzo polo, arbitro del gioco politico, che impedirebbe ai cittadini di scegliere il governo del Paese…."- LASTAMPA.it

In poco più di dieci anni sono passati alla destra Francia, Germania, Inghilterra, Italia e anche i Paesi scandinavi. Nel Vecchio Continente si affermano una nuova destra populista e persino forze dichiaratamente estremiste se non esplicitamente neofasciste. Il Labour Party ha scelto tra due belle, giovani, candidature separate, al traguardo, solo da un punto percentuale di differenza. David ha svolto la sua campagna richiamandosi alle intuizioni del New Labour di Tony Blair che fece voltare pagina agli inglesi dopo il lungo periodo thatcheriano. Suo fratello Ed è un uomo di forte cultura ambientalista, un elemento identitario che cresce nell’opinione pubblica europea, e forse più vicino di altri alle Unions. Ma parliamo, in ogni caso, di veri e coraggiosi riformisti, di vere culture della modernità e dell’integrazione ….
Situazione diversa da quella italiana. Nella quale alla decomposizione dello schieramento di governo non corrisponde ancora, come è stato per Cameron, l’affermazione di uno schieramento alternativo.

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la possibile deriva del Pd e del centrosinistra verso una riedizione dell’Unione, che nel passato ha dimostrato di poter vincere ma non di governare, o la nascita di un terzo polo, arbitro del gioco politico, che impedirebbe ai cittadini di scegliere il governo del Paese….

usiamo troppo la parola «difendere», applicata a questa o a quella conquista del riformismo del secolo scorso, e troppo poco la parola «cambiare».
Prendiamo giustizia e scuola. C’è una sola cosa straordinaria in questi settori ed è la passione e la motivazione di chi vi lavora. Ma le mediocri performance di questi due essenziali servizi sono alla base della scarsa competitività e della crescente disuguaglianza: oggi, carriere e stipendi degli operatori dipendono, essenzialmente, dalla anzianità. È un incentivo distorcente. Bisogna privilegiare, previa valutazione di tutto e di tutti, il merito e l’impegno.

Abbiamo i salari più bassi tra i grandi Paesi dell’Ue, il costo del lavoro relativamente alto e una produttività del lavoro e totale declinante. Ci vuole un nuovo, coraggioso, patto tra produttori, ispirato alla crescita e al lavoro. E rimango convinto che una forza democratica non abbia oggi senso se non si propone di dare una risposta alla più inaccettabile delle moderne disuguaglianze, la totale assenza di certezza per l’oggi e di speranza per il futuro che oggi devasta la vita di milioni di giovani italiani, uno su tre dei quali è disoccupato.

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il federalismo è un’occasione soprattutto per il Mezzogiorno: costi e fabbisogni standard – per le prestazioni essenziali della Pubblica amministrazione – possono far emergere «buona» politica e «buona» società.

tutta le lettera qui:

La testa in avanti – LASTAMPA.it.

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