Reminiscenze sugli anni 1968-1972

cari … e …

innanzitutto grazie per l’incontro di questo tardo pomeriggio, nel bar in piazza san fedele
ho notato in me una discreta capacità (ancora) a far emergere ricordi e memorie. ed erano il confronto e le parole che si intrecciavano a fare questo lavoro psichico
al ritorno riflettevo sul dispiacere di non avere tenuto documenti (soprattutto gli appunti di quaderno) su quegli anni. in questi giorni sto rimettendo in fila gli articoli che fra il 1965 e il 1968 scrivevo su Ul Tivan, La Vasca e l’Ordine (fu don maggioni ad accettare un paio di articoli, forse perchè vedeva la mia voglia di fare ed esprimermi). Ma qui è la stampa a “fare memoria”. Invece per quei nostri momenti (sostanzialmente un quinquennio) ci vorrebbero gli appunti. e con le tecnologie di oggi (i blog in primo luogo) di certo ci sarebbero le tracce.
riassumo, dunque, qualche passaggio, dopo la chiaccherata
1. il cosiddetto lavoro di quartiere a montesanto si è svolto fra il 1968 e il 1970/71. la ricerca sulla scuola (libretto con la riga verde) è sicuramente del 1970. in quella fase l’azione nel quartiere era spontanea e fuori dai partiti. anche se si prendevano già allora i contatti con i partiti (in particolare il pci ed il consigliere comunale nicoli)
2. lo sviluppo di azione nei confronti del comune dovrebbe essere del 1971/72. Spallino fu eletto sindaco nel 1970 e l’interlocutore era la sua amministrazione. ci sono stati certamente incontri in comune, tesi soprattutto a “risanare” le case di montesanto
già dalla fine del 1972 io tendevo a dedicarmi agli studi a trento e quindi piano piano abbandonai quella esperienza di partecipazione politica di quartiere. e dal 1974, dopo la laurea, mi sono iscritto al pci ed ho fatto la mia lunga militanza in quel partito (1974-1989 su su fino al 1998)
3 la prima istituzionalizzazione dei consigli di quartiere è del 1975/1976. di come si siano sviluppati a como non ne ho memoria, ma ho certezza che c’è la documentazione amministrativa (le sedute dei consigli comunali sono verbalizzate e con un minuzioso lavoro di archivio dovrebbe essere possibile rispondere alla questione su “cosa è successo” fra il 1970 ed il 1976)
sul contesto sociale ed economico trovo qualche traccia nel libro COMO E LA SUA STORIA dalla preistoria all’attualità di Fabio Cani e Gerardo Monizza, nodo libri, alle pagine 344 e seguenti:
  • “nel dicembre 1971 viene adottato un programma relativo all’edilizia economico e popolare che trova una sua prima realizzazione nell’ampliamento del quartiere vi Giussani a Rebbio “, pag 346) (osservo che in questo libro la parte urbanistica è ben raccontata , anche se per poche pagine)
  • si parla anche della mostra Diritto alla città (nel 1973) promossa dal movimento degli studenti di architettura del politecnico (sono certo che fu animata da …)
  • in questo libro si parla anche (pag 356) del consiglio di quartiere di sagnino (esperienza avviata addirittura nel 1960). ricopio una frase di interesse per il tema di oggi: “gli organi istituiti dall’amministrazione comunale nel 1975 sono composti in base ai risultati ottenuti in precedenza dai partiti alle consultazioni amministrative (vere e proprie elezioni si terranno solo nel 1977) e quasi del tutto sprovvisti di poteri. così che essi, più che promuovere la partecipazione di base, provocano la perdita di identità delle spontanee assemblee che esistevano” (pag 356)
questo è quanto posso aggiungere a quanto ci siamo detti oggi.
Ma la mia gratitudine deriva dall’avermi fatto fare reminiscenza della nanda, del tino, del giorgio (grande  e generoso sostenitore delle energie che tentavamo di esprimere) ma anche dei luoghi (san giuseppe, l’abbazia di padre turoldo …

vorrei concludere con le parole del mio amato emanuele severino, che come vi dicevo mi sta accompagnando verso la morte (anche se spero spostata in avanti di qualche decennio):

 “non avrei dovuto dire “questo è il ricordo più lontano che ho di me stesso”, ma: “CREDO che lo sia” . Non solo . Va detto anche “CREDO di essere stato quel bambino”. Che lo sia stato non è una verità indiscutibile: è una fede”
in IL MIO RICORDO DEGLI ETERNI, autobiografia, Rizzoli 2011, pag 7

un caro saluto a voi e allo spirito di ricerca che vi contraddistingue

paolo

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