carteggio con G

Caro Paolo,

in allegato trovi una foto (di due anni fa, per l’esattezza) del posto da cui ti sto scrivendo adesso: é il balcone di un appartamentino, ricavato da un fienile ristrutturato e adibito a case per turisti in ***).
Ci vengo a fine settembre ormai da cinque anni a curarmi – nel senso di una prevenzione terziaria – la psoriasi.
Ben altra vicenda sanitaria da quelle che sono toccate a te.
Quando in maggio lessi, in ritardo, del tuo infarto non mi sono sentito di farmi vivo. Stupida ritrosia, visto che so bene e predico l’importanza e il potere del sostegno da parte delle persone, parenti e amici, in momenti come quelli; perfino, si guarisce prima. Ma tant’é: é un mio limite, faccio sempre così.
Anche a me dispiace che tu abbia deciso di rinunciare all’università. E’ una perdita, e dio sa quanto ci sia bisogno di buoni docenti. Io penso che continuerò ancora per qualche anno, anche se ho una crescente sensazione di inadeguatezza; di aver fatto il mio tempo per questo tipo di insegnamento. Viceversa, scopro di essere apprezzato dagli allievi del corso di psicoterapia, dove – credo – ciò che conta, più che quello che sai é il come, il “sapore”, come diceva Roland Barthes. E su questo abbiamo ancora da spendere.
Ti ringrazio per il libro. Io sto in ****. Ho miracolosamente recuperato una copia di “Ethnos e Civiltà” che mi é servito per redigere lo scritto che trovi, anche lui, in allegato; non penso che ti dica qualcosa che già non sai, ma mi fa piacere dartelo.
E’ un capitolo di un reading la cui preparazione va faticosamente avanti e che forse uscirà l’anno prossimo sulla psicoterapia transculturale. Per ora, ovviamente, é top secret.
Stammi bene. Con grande affetto,
***
RISPONDO
ciao ***
che bella lettera.
affettuosa e autobiografica al punto giusto!
vedo con piacere che anche tu sei un cultore del “genius loci” che per me e per noi è coatesa sul lario (chissà se una volta ci verrai: ora occorre aspettare il prossimo ciclo maggio/settembre!)
sono contento della mia “opus”. è un lavoro di sintesi di 40 anni di studio e formazione
sono davvero soddisfatto della “R di risultato”, come emanuele severino fa dire a hegel
come sai, il tuo antico docente universitario è stato il perfetto ed insuperabile compagno dei giorni e delle notti sul letto monitorato. davvero “rimedio” più forte e stabile non poteva esserci
quanto al sostegno di cui parli (il tuo intendo) : è stato ed è sempre nei ricordi . e io ti ho sentito sempre come un amico accogliente ed empatico
sarà forse che siamo stati “berlingueriani” (almeno così mi sembra che anche tu fossi)
saluti cari e speriamo di rivederci in qualche luogo

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