La lezione di Blair su come si fa politica estera a sinistra di Christian Rocca

Il video della deposizione di Tony Blair alla Commissione d’inchiesta inglese che indaga sulla guerra in Iraq dovrebbe essere trasmesso in ogni sezione del Partito democratico italiano, sul Tg3, su Red tv, YouDem o come si chiamano i canali di un Pd ancora alla ricerca di un’identità …


L’ex premier inglese ha ammesso il fallimento dell’intelligence sulle armi di sterminio, prima della guerra mai messe in discussione da nessun servizio segreto, né dalle analisi degli ispettori Onu, né dagli editoriali dei giornali liberal e nemmeno dallo stesso dittatore iracheno. Blair ha anche riconosciuto gli errori commessi dalla coalizione nei mesi successivi alla liberazione dell’Iraq. Ma senza cedimenti, senza tatticismi, senza scorciatoie, ha ribadito le ragioni legali, morali e di interesse nazionale per rimuovere uno dei più feroci e pericolosi dittatori della storia recente. Blair, soprattutto, ha spiegato i punti fondamentali dell’unica politica estera e di sicurezza possibile nell’era post 11 settembre …

….Anzi ha rilanciato, ampliando il discorso anche all’Iran e alla necessità di battersi per il cambio di regime a Teheran. Blair ha spiegato che il tema delle armi di distruzione di massa, dall’Iraq all’Iran, è collegato a quello della natura del regime che se ne vuole dotare. Il ragionamento va oltre l’obsoleta faida ideologica tra realisti e idealisti che per sette anni ha riempito le pagine dei giornali e impegnato gli analisti dei centri studi.

Saddam era un pericolo perché aveva usato le armi di distruzione di massa, perché il mondo libero e l’Onu pensavano che ce le avesse ancora, perché le inchieste successive alla sua destituzione hanno dimostrato che aveva mantenuto intatti i programmi e il know how per rilanciare i progetti nucleari. Ma c’era anche un’altra ragione: la natura dispotica del regime di Baghdad rendeva questa minaccia molto più grave e urgente da affrontare, come oggi quella degli ayatollah islamici iraniani …


… L’11 settembre, poi, ha cambiato la percezione del pericolo e il calcolo dei rischi: “Non ci possiamo più permettere la possibilità che alcuni regimi canaglia che minacciano il nostro stile di vita si dotino di armi di distruzione di massa”, ha detto ….

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