Carlo Ferrario, Un comasco irregolare – a cura di Fabio Cani e Gerardo Monizza NodoLibri Editore, 2020

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Carlo Ferrario – autori-vari – NodoLibri – Libro NodoLibri Editore

[“Carlo Ferrario. Un comasco irregolare” (a cura di Gerardo Monizza e Fabio Cani), NodoLibri Como]

Carlo Ferrario (1931–2019) è stato uomo di cultura dalle molte sfaccettature: letterato, prosatore, oratore, polemista, artista (nel suo genere), conoscitore delle arti, musicista, critico musicale, compositore… È stato anche e soprattutto cittadino della sua città, Como. Per ricordare – e giammai celebrare – Carlo Ferrario si è voluto chiamare a raccolta un buon numero di amiche e amici, venti dei quali hanno accolto l’invito a scrivere un ricordo o a portare una testimonianza. Questo libro non racconta un solo Ferrario, ma i tanti Carlo che si sono offerti al pubblico o agli amici. Senza avere le pretese di un saggio critico, queste pagine sono un omaggio perché la figura e l’opera di Carlo Ferrario restino nella memoria della città.T

Testi e testimonianze di

Ivano Alogna, Maria Giovanna Arnaboldi, Giuseppe Battarino, Gisella Belgeri, Mario Bianchi, Mario Botta, Alessio Brunialti Griffani, Fabio Cani, Francesca Cattaneo, Enrico Cavadini, Giorgio Cavalleri, Giuliano Collina, Mario Di Salvo, Paolo Ferrario, Vincenzo Guarracino, Stefano Lamon, Gerardo Monizza, Lorenzo Morandotti, Luigi Picchi, Federico Roncoroni

Elenco delle opere musicali e letterarie [http://www.nodolibrieditore.it/…/carlo-ferrario…][

https://www.amazon.it/dp/8871853288]

4 novembre 2020

VINCENZO GUARRACINO: attimi di riflessione su Carlo Ferrario e Antonia Pozzi. “In un giorno di giugno / (io avevo sei anni)…”

CARLO FERRARIO E ANTONIA POZZI

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“In un giorno di giugno / (io avevo sei anni)…”

Paganus

Una precisazione cronologica, questa, che mi aveva incuriosito non poco, posto proprio all’inizio dell’ultima fatica poetica di Carlo Ferrario, ossia il “romanzo in versi” intitolato Paganus, in cui si racconta la storia di un’iniziazione alla vita sul teatro di un’età aurea che si avvia ad un tempo grigio di rovine e di violenza.

Posta come dicevo all’inizio della seconda delle 34 strofe di cui il poemetto si compone, mi ha indotto a interrogarmi sulla sua consistenza, sulle ragioni della sua perentoria verità, per darmi conto che si tratta di un atto in un certo modo fondativo. Come tutte le date che si rispettino assume infatti un carattere per così dire sacrale, da momento su cui si costituisce una piccola e privata storia sacra, come di un qualcosa da cui la vita dell’individuo acquista senso e significato: un momento di ordine ieratico che nel tempo agisce con forza ipnotica sulla coscienza e che anche inconsapevolmente insiste su parole, gesti e manifestazioni.

La risposta, come un’illuminazione, mi è venuta scorrendo i versi di un  bambino, che con fiabesca lievità parlano di cascine in mezzo a monti e a prati, di animaletti amati ancorché “birichini”, di lontani sogni marini, di sensazioni delicate: versi contrassegnati da una data, 1937, di un tal Ferrario, familiarmente denominato “Carluccio” e residente in una sorta di Valle dell’Eden in quel di Introbio, un luogo dove può intervenire a turbare i giorni anche la guerra e la morte, fermo restando che è ancora la fine di una giornata di giochi a diventare il principale motivo “di malinconia”.

Un lontano giorno di giugno di una fanciullezza incantata è, dunque, accaduto qualcosa che ha segnato la vita del poeta seienne, un evento che, stando al poemetto, si è scritto come una rottura, una lacerazione, l’interruzione di un ordine che nel tessuto della mitica trasposizione della storia operata in Paganus (il titolo è quanto mai significativo di una volontà di resistenza nella fede nella sacralità dei propri miti) e  si configura come traumatica, come fonte di disorientamento e di angoscia (così come conferma nella conclusione della terza strofa, “Ero piccolo allora / frastornato e pieno di paura”): passaggio da un sistema della familiarità e dell’inginocchiamento alla molteplice e meravigliosa naturalità delle cose e della vita ad un altro sistema gravato e condizionato da una ferrea Legge, da un’inflessibile “sudditanza” ad una auctoritas senza cuore.

Momento iniziatico, dunque, evento di un passaggio e di una trasformazione, capace di incidersi con il puntiglio della sua reiterazione nell’esperienza e di propagare i suoi influssi nell’avvenire, quali che siano.

Non diversamente dal sogno fondante di Orazio (Odi, III, 4) o del Rimbaud di un singolare poemetto in latino (“Tu vates eris”), in cui sulle ali di bianche colombe si inscrive la profezia di un destino di poesia, ma anche evento paragonabile a quello inscenato dal Leopardi dell’idillio Odi, Melisso, altrimenti noto come Lo spavento notturno, in cui la visione angosciosa della caduta della luna si configura come premonizione di tutte le perdite e cadute della vita.

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http://www.nodolibrieditore.it/scheda-libro/carlo-ferrario/paganus-9788871851471-156152.html

Paganus
titolo Paganus
sottotitolo L’ottavo dormiente. Con CD Audio
autore Carlo Ferrario
editore NodoLibri
formato Libro
collana I suoni
pagine 40
pubblicazione 2008

ABBONDINO D’ORO, Premiati Giorgio Luraschi, Giorgio Cavalleri e Carlo Ferrario, da Newsletter NodoLibri 14/12 « Coatesa sul Lario … e dintorni

 

News Nodo

ABBONDINO D’ORO
Premiati Giorgio Luraschi, Giorgio Cavalleri e Carlo Ferrario

Giornata particolarmente lieta per NodoLibri: tre carissimi amici sono stati insigniti con l’Abbondino, massimo riconoscimento della città verso persone che hanno contribuito a renderla migliore.

Tre amici e autori: Giorgio Luraschi (purtroppo scomparso) che ha contribuito con la sua autorevolezza e anche con qualche testo alla realizzazione della nostra impegnativa opera su Como: “Como e la sua storia”.

Giorgio Cavalleri che ha sin dal principio creduto nella ricerca storica e nell’indagine sui temi della Resistenza e dei personaggi comaschi che hanno segnato la Storia nazionale e locale: “Vescovo del ’68″ (1990, intervista a Teresio Ferraroni), “Un giorno nella storia. 28 aprile 1945″ (1990, con Anna Giamminola, intervista a Michele Moretti), “Le stagioni del Carducci” (1990, intervista a Clotilde Cavalleri), “Uomini, luoghi, politica” (1990, intervista a Mario Martinelli), “Storia del Neri e della Gianna” (1991).
Giorgio Cavalleri Opere

Carlo Ferrario, amico carissimo e nostro maestro, co-autore di tante manifestazioni culturali e di eventi artistici e musicali, ma soprattutto autore che NodoLibri ha pubblicato nel corso degli anni: “Alfabeto comasco” (1989, il primo libro pubblicato dalla nostra casa editrice), “Le regole del gioco” (1991, intervista ad Antonio Spallino), “Andata e ritorno” (2005), “Una piccola deviazione” (2007), “Paganus” (2008), “L’allegro e il pensieroso” (2009), “Amici” (2010) “Quattro porte” (2011), oltre ad aver collaborato a “Como e la sua storia” e a “Sognato Lario, lunate sponde”.
Carlo Ferrario Opere

A Giorgio Luraschi va il nostro ricordo; a Giorgio Cavalleri e a Carlo Ferrario l’augurio di continuare con lo stesso spirito il loro lavoro importante per la crescita di Como.

Fabio Cani e Gerardo Monizza con tutta NodoLibri.

 

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