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Mauro Boscarol: “Ricordo: quando ho saputo di Nina Simone”, dal gruppo facebook Nina Simone – Fan Club Italiano

Mau Bos https://traccesent.com/2018/12/30/mauro-boscarol-la-piu-completa-biografia-musicale-di-nina-simone/ Ricordo: quando ho saputo di Nina Simone La mattina dell’8 dicembre 1969 ero a Padova in un corridoio del palazzo dell’Università, il Palazzo de Bo’. Allora la … Continua la lettura di Mauro Boscarol: “Ricordo: quando ho saputo di Nina Simone”, dal gruppo facebook Nina Simone – Fan Club Italiano

biografia in 25 libri: “Pensa a 25 libri che hanno avuto un così profondo effetto su di te da cambiare la tua vita o il modo in cui guardi ad essa”, fine anni ’90

dai tempi dei blog su Splinder, fine anni ’90 «Pensa a 25 libri che hanno avuto un così profondo effetto su di te da cambiare la tua vita o il … Continua la lettura di biografia in 25 libri: “Pensa a 25 libri che hanno avuto un così profondo effetto su di te da cambiare la tua vita o il modo in cui guardi ad essa”, fine anni ’90

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Nina Simone – The Time Is Now Lyrics

The time is now, I need you
Hold me close
The time is now, I need you
So don’t be coldThe time is now, so don’t worry
I’ll love you good
The time is now, don’t worry baby
I know I shouldWhen I first, when I first met you
I knew that you were for me
I could never forget you
And I knew that one day you’ll see that the time is now
Don’t you know I need you
So hold me close
The time is now, don’t hesitate
Don’t wait, just love me once more

 

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https://youtu.be/D5Y11hwjMNs


Laura Susana e Lorenzo Condoleo:

https://traccesent.files.wordpress.com/2016/11/6-feeling-good.mp3


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https://youtu.be/YGxCvwV6UTQ

https://youtu.be/oSTw1Eji7B8

https://youtu.be/F-tCx5mocsE

https://youtu.be/d0ByzVRL3fA

https://youtu.be/7HaMvkflBAo

https://youtu.be/mO77vVfvq4Y

https://youtu.be/QLgS0EvYArw

https://youtu.be/Rhib39JLC-c

Link permanente a FEELING GOOD: Nina Simone; Laura Susana e Lorenzo Condoleo; Michael Buble; Carolina Isabel; Wé McDonald; Lauryn Hill; Paola Cortellesi; Angelina Jordan; Brigitte Wickens; Avicii ft Audra Mae; Jennifer Hudson; …

Qui si parlerà della metamorfosi di una canzone.

Ossia di come una canzone popolare, nata in una particolare situazione storica, diventa vent’anni dopo musica d’arte, cioè “musica” senza genere e senza aggettivi.
Per fare una simile trasformazione occorre attraversare un confine e occorre qualcuno che sappia fare dei sortilegi.
Nina Simone (1933-2003) sa fare sortilegi e sa attraversare i confini: I Put a Spell on You, dice il testo di un’altra sua canzone. Lei ha percorso tutti i generi della musica popolare del secondo Novecento: blues, pop, jazz, soul. Eppure lei è inclassificabile in ciascuno di essi.

Ma come attraversa queste linee di confine?
Lei lo fa con l’interpretazione del testo. Nina canta il testo della canzone. Lo trascolora, lo ricolora, lo prende e lo rivolta per catturare ciascuno di noi attraverso la testa, il cuore e la pancia.
È questa la chiave per accostarsi a  You’d Be So Nice To Come Home To.
Si tratta di un classico del compositore Cole Porter (1891-1964) che, come molte altre canzoni del tempo, è diventato uno standard, ossia un brano popolare che ha resistito alla prova del tempo e che è stato ri-letto, ri-cantato, ri-suonato migliaia di volte, soprattutto dai musicisti jazz.

La canzone compare nel film d’amore in tempo di guerra Something to Shout About (1943) e si inscrive nell’epoca del trionfo degli standard, ossia delle canzoni di musica “leggera”, spesso provenienti da musical o da spettacoli di Broadway, su cui i jazzisti improvvisano e costruiscono nuovi arrangiamenti. La struttura di queste canzoni si presta facilmente a rielaborazioni jazzistiche, grazie anche alla loro ottima qualità musicale. Sono composizioni agili, dove c’è un recitativo (destinato a delineare la storia raccontata) cui seguono ritornelli melodici sostenuti da ritmi sincopati e ballabili. Sono canzoni basate su meccanismi retorici assai efficaci e seducenti. Nasce qui la distinzione di ruolo fra il compositore (l’autore di un motivo o di una semplice canzone) e l’improvvisatore o l’arrangiatore, che trasformano il pezzo.
Gli iniziatori di questi stili furono Irving Berlin e Jerome Kern, poi ci furono i fratelli George e Ira Gershwin, Richard Rodgers, Lorenz Hart e altri ancora, fra cui, per l’appunto, Cole Porter. Le sue melodie sono lievemente sofisticate e possiedono una raffinatezza che lo pone ad un livello particolare tra gli scrittori di musica leggera. Infatti, le sue combinazioni di suoni sono piene di buon gusto e di eleganza e sa offrire armonie complesse, che ne hanno fatto un autore di fama.
Per apprezzare la metamorfosi realizzata da Nina Simone occorre procedere in forma comparativa.
Si può iniziare ascoltando una prima versione solo strumentale ad opera di Coleman Hawkins e Ben Webster , dove si può ben cogliere la componente swing del jazz. Qui i due giganti del sax interloquiscono fra loro in un caldo fraseggio ben sostenuto dalla base ritmica. L’esecuzione è molto bella e fa sentire il motivo ricorsivo della canzone.

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Si prenda poi una seconda versione, questa volta cantata da Helen Merrill, una cantante jazz di nascita croata, ma culturalizzata negli Stati Uniti, che si è fatta notare fin dagli anni Cinquanta in dischi con il trombettista Clifford Brown. Bel ritmo, bella voce: “canto perlaceo, smerigliato”, dice di lei Luciano Federighi.

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Oppure si ascolti un’altra classica delle voci afroamericane del jazz: Sarah Vaughan . Gli estimatori di lei hanno detto: grande voce moderna, solenne nei bassi, suadente nei medi, duttile negli acuti. I denigratori (fra cui Frank Sinatra) hanno contrapposto questo giudizio: dizione vezzosamente manierata.

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E ora si consideri la versione di un dolente Chet Baker. Il musicista, nella fase della vita più segnata dalla sua biografia, introduce il pezzo e poi gioca di scat con la batteria. Seguono piano, tromba, contrabbasso per assoli. E poi ancora lui a concludere, riprendendo il tema dell’inizio. Sono tutti professionisti del jazz che sanno come impastare gli ingredienti di questa musica. Si ascolta volentieri e si assapora il profumo dell’era dello swing.

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Ma si potrebbero anche sentire le interpretazioni di Frank Sinatra e di di Nancy Wilson e altre ancora.

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Va notato che ci sono vari elementi che accomunano queste letture e riletture: lo stile leggero, la reiterazione e soprattutto la velocità.
E ora sentiamo lei. Sentiamo Nina, Nina Simone, in una irripetuta interpretazione nel Live at Newport: cantata il 30 giugno 1960 e pubblicata nel 1961 dalla casa discografica Colpix.

Ripeto: una sola volta così e solo quella volta

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Il sito JazzStandard.com ci ricorda il tema narrativo della canzone, riportando un passo della biografia di Charles Schwartz su Cole Porter: “La sua malinconica melodia ed il testo evocano un sentimento di fraterna solidarietà per i milioni di persone che sono state separate fra loro a causa della guerra” (Schwartz C., 1979).

Cosa ha cambiato? Nina ha cambiato tutto: velocità, tempo, ritmo.

Inizia creando il climax con una lunga, lenta e struggente esecuzione di piano – mirabilmente accompagnata da Al Schakman (guitar), Chris White (bass) e Bobby Hamilton (drum) – che dura ben oltre la metà della durata del pezzo.

E conclude con una sola strofa, sempre in tono lento e in un crescendo emotivo, del tema narrativo. Perchè sono le parole che lei intende usare per ricreare il pezzo.

You’d be so nice to come home to
You’d be so nice by the fire
While that breeze on night sings a lullaby
You’d be all my heart could desire
Under stars chilled by the winter
Under an August moon shining above
You’d be so nice you’d be paradise
To come home to and love
Sarebbe così bello se tu tornassi a casa
Così bello attorno al fuoco
Mentre la brezza notturna canta una ninnananna
Sarebbe tutto quello che il mio cuore può desiderare
Sotto le stelle gelate dell’inverno
Sotto la luminosa luna d’agosto
Sarebbe  così bello, sarebbe il paradiso
Se tu tornassi a casa e all’amore

Nina Simone non canta solamente: Nina Simone interpreta come un attore teatrale. Questa capacità quasi unica è stata finemente colta da Charles Aznavour, che disse: “Spesso le persone che cantano il jazz cantano la musica. Nina Simone canta il testo allo stesso tempo della musica” (citato in Brun – Lambert, 2008).

Ecco perché You’d Be So Nice To Come Home To, che è uno standard jazz in tempo veloce, con Nina Simone diventa lentissimo fino allo spasimo e perché Strange Fruit è ancora più straziante che in Billie Holiday.
I suoi canti ed il suo piano, ad un ascolto appassionato, possono essere ‘visti’ come pennellate: nere, gialle, blu (molto blu), bianche … Tutto questo lo fa con la voce, con le note del piano, ma soprattutto con i tempi che mette fra le parole. Sono questi attimi di silenzio, queste pause a generare la magia, a gettare il sortilegio.
E così ha oltrepassato quel confine e You’d Be So Nice To Come Home to è diventata un’opera d’arte a se stante. Siamo in molti ad essere rapiti da Nina, l’ammaliatrice.

Racconta lo scrittore Sam Shepard:
Portavo sempre il ghiaccio a Nina Simone. Era sempre carina con me. Mi chiamava ‘Tesoro’, Le portavo un saccone di plastica grigia pieno di ghiaccio per raffreddare lo Scotch.
Lei si strappava la sua parrucca bionda e la gettava sul pavimento. Sotto, i suoi capelli veri erano corti come il pelo tosato d’un agnello nero. Si scollava le ciglia finte e le appiccicava allo specchio. Le sue palpebre erano spesse e dipinte d’azzurro. Mi facevano sempre venire in mente una di quelle Regine Egiziane che vedevo nel National Geographic. La sua pelle era lucida di sudore. Si arrotolava un asciugamano azzurro intorno al collo e si sporgeva in avanti appoggiando entrambi i gomiti sulle ginocchia. Il sudore rotolava giù dalla sua faccia e schizzava sul pavimento di cemento rosso tra i suoi piedi.
Finiva sempre il suo spettacolo con la canzone ‘Jenny Pirata’ di Bertolt Brecht. Cantava sempre quella canzone con una sorta di profonda e penetrante rivalsa come se avesse scritto le parole lei stessa. La sua esecuzione puntava dritta alla gola di un pubblico bianco. Poi puntava al cuore. Poi puntava alla testa. Era un colpo mortale in quei giorni.
La canzone cantata da lei che mi stendeva davvero era ‘You’d Be So Nice to Come Home To’.
Mi lasciava sempre di sale. Magari ero in giro a raccogliere bicchieri di Whiskey Sour in sala e lei attaccava una specie di frana rombante al pianoforte con la sua voce roca che sgusciava attraverso gli accordi “montanti”. I miei occhi si fissavano sul palco dell’orchestra e ci rimanevano mentre le mie mani continuavano a lavorare.
Una volta rovesciai una candela mentre lei cantava quella canzone. La cera bollente sgocciolò tutta sull’abito d’un uomo d’affari. Mi chiamarono nell’ufficio del direttore. L’uomo d’affari era lì in piedi con questo lungo schizzo di cera indurita sul pantaloni. Pareva che si fosse venuto addosso. Fui licenziato quella sera. 
Fuori in strada sentivo ancora la sua voce che arrivava dritta attraverso il cemento. ‘Sarebbe il paradiso se tu tornassi a casa’ ” (Shepard, 1985).

FONTI MUSICALI

Chet Baker, One Night In Tokyo, Immortal, 2008.
Helen Merrill, in AA.VV., The Cole Porter Songbook: Night and Day, Verve, 1990.
Nina Simone, At Newport, Colpix, 1961, ristampa cd, Forbidden Fruit/At Newport, Collectables/Rhino, 1998.
Frank Sinatra, A Swingin’ Affair!, Capitol 1957, ristampa cd A Swingin’ Affair!, Capitol 1998.
Sarah Vaughan, in AA.VV., Cole Porter In Concert: Just One Of Those Five Things, Verve, 1994.
Ben Webster e Coleman Hawkins, in AA.VV., Anything Goes: The Cole Porter Songbook, Instrumentals, Verve, 1992.
Nancy Wilson, The Very Best Of Nancy Wilson, The Capitol Recordings, 1960-1976, Emi, 2007.

LETTURE

Brun–Lambert D., Nina Simone: Une vie, Editons Flammarion, Paris, 2005, trad. it. Nina Simone. Una vita, Kowalsky, Milano, 2008.
Federighi L., Grandi voci della musica americana, Mondadori, 1997.
Schwartz C., Cole Porter: A Biography, Da Capo Press, Usa, 1979.
Shepard S., Motel Chronicles, City Lights, Usa, 1983, trad. it. Motel Chronicles, Feltrinelli, 1986.


Sorgente: Nina Simone interpreta You’d Be So Nice To Come Home To, articolo di Paolo Ferrario in quaderni d’altri tempi – Tracce e Sentieri

Link permanente a Nina Simone interpreta YOU’D BE SO NICE TO COME HOME TO, articolo di Paolo Ferrario, pubblicato  in Quaderni d’Altri Tempi nel 2010

in gennaio 2017 uscirà un libro di GIANNI DEL SAVIO su Nina Simone. E’ questa l’occasione per ricordare un nostro carteggio di qualche anno fa e una amicizia che si è consolidata attorno alla nostra grande e indimenticata NINA SIMONE – 2016

in gennaio 2017 uscirà un libro di GIANNI DEL SAVIO su Nina Simone è questa l’occasione per ricordare un nostro carteggio di qualche anno fa e una amicizia che si … Continua la lettura di in gennaio 2017 uscirà un libro di GIANNI DEL SAVIO su Nina Simone. E’ questa l’occasione per ricordare un nostro carteggio di qualche anno fa e una amicizia che si è consolidata attorno alla nostra grande e indimenticata NINA SIMONE – 2016

Oggi riporto qui Feelings, interpretata (Nina non canta: Nina interpreta) al Festival di Montreux del 1976:

Feelings,
nothing more than feelings,
trying to forget my feelings of love.
Tear drops,
rolling down on my face
trying to forget my feelings of love.
Feelings, for all my life I’ll feel it.
I wish I’d never met you, girl,
you’ll never come again.
Feelings, wo wo wo
feelings wo wo wo
feel you again in my arms.
Feelings, feelings like I’ve never lost you,
and feelings like I’ll never have you
again in my heart.
Feelings,
for all my life I’ll feel it.
I wish I’d never met you, girl,
you’ll never come again.
Feelings
feelings like I’ve never lost you.
And feelings like I’ll never have you
again in my heart.
Feelings, for all my life I’ll feel it.
I wish I’d never met you, girl,
you’ll never come again.
you’ll never come again.

https://youtu.be/C2IKm9gGipY

L’intero concerto è stato tenuto al Festival Jazz di Montreux

Link permanente a audio e video di FEELINGS, interpretata (Nina non canta: Nina interpreta) al Festival di Montreux del 1976

-Che fai, guardi il mondo attraverso il lucernaio?-

-No-

-Perché non dormi?-

-Pensieri…-

E’ allora che capisco che mi devo fermare .

Scorre il desiderio

di violare il tuo insolito forziere,

ma io mi devo fermare.

E cerco sul tuo volto

i caratteri di qualche parola chiave.

Che mi permetta di raggiungerti.

Stanotte il pleut.

Forse potrei dirti,

in maniera non banale,

che è così bello,

così bello,

sentire

ancora

insieme a te

il rumore di

questa

pioggia.

Così unica,

così normale.

Nina Simone, Ballads

( Galantuomo Amalteo, fiori per chi? )

<!– –>

postato da: diciche alle ore 16:15 | link | commenti (31)

Sorgente: Per gli uomini che si lasciano “abitare” da una grande donna – Tracce e Sentieri

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Nina Simone canta "Four Women" al Festival jazz d'Antibes nel 1969

Attenzione: sarà un momento magico. Da ascoltare con la luce soffusa.Da ascoltare col cuore.

Non adatto agli insentimentabili (neologismo: coloro che non vogliono CEDERE al sentimento).

Narrano le leggende che Duke Ellington, dopo questa rappresentazione in cui si presentifica Psiche, abbia scritto per lei la Suite "La plus belle africaine".

Link permanente a Nina Simone canta “Four Women” al Festival jazz d’Antibes – 1969

Caro amalteo,
come ti dicevo ho trovato questo piccolo scritto di Nina, magari lo conosci già, te lo lascio:

“All music is what
awakes within us when we
are reminded by the instruments;
It is not the violins or the clarinets –
It is not the beating of the drums –
Nor the score of the baritone singing
his sweet romanza; nor that of the men’s chorus,
Nor that of the women’s chorus –
It is nearer and farther than they.-”
Lovingly,
– Eunice Waymon –
Age 12

In un primo tempo l’ho tradotto alla lettera:

“Tutta la musica è ciò che
risveglia dentro di noi quando noi
siamo risvegliati dagli strumenti;
non è i violini o i clarinetti –
non è il battere ritmato dei tamburi
né la partitura del baritono che canta la sua dolce romanza; né la partitura degli uomini e
delle donne del coro –
tutta la musica è più vicina e più lontana da loro.-“
Affettuosamente,
– Eunice Waymon –
Età: 12 anni

ma quelle PRIME TRE RIGHE DELLO SCRITTO DI NINA SONO FONDAMENTALI e mi girano per la testa… intanto mi è venuto in mente questo tuo post e le tue parole:

“ma c’è una chiave importante: sceglieva UNO spettatore. parlava solo a lui.
un po’ come quando canta, che sembra cantare a ciascuno di noi.”…

… ho riletto e ho guardato il film.. e sono giunta a questa nuova traduzione di quelle tre righe:

“ Tutta la musica è ciò che ridesta
le corde più profonde del nostro essere, i nostri sentimenti più segreti e delicati, quando noi siamo affascinati e ridestati
dal magico.. delicato tocco degli strumenti…
quando noi, in risposta al richiamo dell’animo umano, ci inchiniamo.. attendiamo con il fiato sospeso..
fremiamo e vibriamo… “…

Allora vi è una concessione reciproca: l’autentica arte è Nina e noi siamo i suoi strumenti…
Ne esce un CAPOLAVORO..
Buona serata
A risentirci

Trovate da Prisma

Sorgente: Tutta la musica è ciò che ridesta le corde più profonde del nostro essere … – Tracce e Sentieri

Link permanente a NINA SIMONE: Tutta la musica è ciò che ridesta le corde più profonde del nostro essere …

Ascolta anche tu.
Non c’è altro da dire

… forse solo: "Nina, ti amo"

Vorrei poter morire ascoltando la tua voce e incontrarti nell’aldilà

https://youtu.be/VxZWVHK-nz4

[audio src="https://traccesent.files.wordpress.com/2008/03/when-i-was-in-my-prime.mp3"][/audio]


When I was in my prime, I flourished like a vine.
Along there came a false young man, come stole the heart of mine.
Come stole the heart of mineThe gardener standing by, three offers he made me.
The pink, the violet, and red rose, which I refused all three.
Which I refused all three

The pink’s no flower at all, it fades away too soon.
The violet is too pale a bloom, I think I’ll wait till June
I think I’ll wait till June

In June the red rose blooms, but it`s not the flower for me.
It’s then I’ll uproot the red, red rose, and plant a willow tree.
And plant a willow tree

And the willow tree shall weep and the willow tree shall mourn.
How I wish I were in my young man’s arms who stole the heart of mine.
Who stole the heart of mine

And if I’m spared young year more, and if God should grant me grace.
I’ll weep a bowl of crystal tears, and wash his deceitful face.
And wash his deceitful face.


Quand’ero nel fiore degli anni, fiorivo come una pianta.
Un giovane ingannatore si avvicino’, venuto per rubare il mio cuore
Venuto a rubare il mio cuore

Mentre il giardiniere stava a guardare, lui mi fece tre offerte
La rosa rosa, quella viola e quella rossa, che tutte e tre io rifiutai.
Che tutte e tre io rifiutai.

Quella rosa non ha fiori, svanisce troppo presto.
Quella viola ha boccioli troppo pallidi, penso di aspettare fino a giugno
Penso di aspettare fino a giugno

A giugno quella rossa sboccia, ma non e’ il mio fiore.
Allora sradichero’ la rossa, rossa rosa e piantero’ un salice.
E piantero’ un salice.

E il salice piangera’ e il salice si lamentera’.
Come vorrei essere tra le braccia del mio giovane che mi ha rubato il cuore.
Che ha rubato il mio cuore

E se mi sara’ evitata un’altra giovane eta’, se Dio mi fara’ grazia.
Io piangero’ una coppa di cristallo di lacrime, e lavero’ il suo volto ingannatore.
E lavero’ il suo volto ingannatore.

Tradotta Da Valeria con l’aiuto di Angelo

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nsimone4415

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NINA, testo e regia di Nicola Russo, con Sara Borsarelli, luci di Cristian Zucaro, video di Lorenzo Lupano, al Teatro ELFO PUCCINI, MILANO, 21 – 26 FEBBRAIO 2017 – FOR NINA SIMONE

SALA BAUSCH | 21 – 26 FEBBRAIO 2017 MAR-SAB: 19:30 / DOM: 15:30 NINA testo e regia di Nicola Russo scene e costumi Giovanni De Francesco con Sara Borsarelli luci … Continua la lettura di NINA, testo e regia di Nicola Russo, con Sara Borsarelli, luci di Cristian Zucaro, video di Lorenzo Lupano, al Teatro ELFO PUCCINI, MILANO, 21 – 26 FEBBRAIO 2017 – FOR NINA SIMONE

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NINA (Montreux 1976). Teatro Elfo Puccini, 21 - 26 febbraio 2017

Un nuovo spettacolo per Nicola Russo, attore, autore e regista che il pubblico ha conosciuto nelle passate stagioni con lavoro sul testo di Aldo Nove La vita oscena, con Vecchi per niente, che rimetteva in discussione il concetto di vecchiaia e quello di physique du rôle e con l'emozionante racconto della vita di un'artista dell'avanspettacolo, Elettra, biografia di una persona comune.
È di nuovo una donna, un'artista della scena a ispirare il lavoro di Nicola, ma questa volta il suo sguardo originale indaga la performance straordinaria di una musicista di fama mondiale. Lo spettacolo ripercorre il concerto di Nina Simone al Montreux Jazz Festival del 1976. In scena il punto di vista della grande pianista e cantante nei cinquanta minuti della sua esibizione che ha segnato il suo ritorno alle scene, dopo alcuni anni passati in Africa lontano dallo show business.

Un monologo interpretato da Sara Borsarelli (affascinante Titania/Ippolita nel Sogno di una notte di mezza estate dell'Elfo), un flusso di pensiero che racconta in prima persona un momento della carriera della grande cantante e pianista e al tempo stesso diventa una riflessione sul teatro, sullo stare in scena, su quel nucleo di necessità che permette a un artista di raggiungere la qualità nel proprio lavoro.

Sorgente: nina

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A volte mi dimentico quanto è speciale essere l’unica nipote di ciò che la gente considera una leggenda.

E’ divertente a volte, quando sento la gente dire quanto era meravigliosa mia nonna e che enorme influenza ha avuto in tutto il mondo con la sua musica. A dodici anni, ciò che ricordo soprattutto di lei è di come era fantastica e quanto mi faceva ridere.

 

Sorgente: Miss Nonna Simone – Fantastic Nonna

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GIANNI DEL SAVIO, Nina Simone. Il piano, la voce e l’orgoglio nero, VoloLibero, SoulBooks, articolo di MARCO DENTI, in Forever Proud, Gifted And Black – FOR NINA SIMONE

Ci vuole un sacco di esperienza e molto tatto per raccontare Nina Simone. Pianista, cantante e interprete inarrivabile, mina vagante, voce coraggiosa e intraprendente, artista sul palco e, non di … Continua la lettura di GIANNI DEL SAVIO, Nina Simone. Il piano, la voce e l’orgoglio nero, VoloLibero, SoulBooks, articolo di MARCO DENTI, in Forever Proud, Gifted And Black – FOR NINA SIMONE

GIANNI DEL SAVIO, NINA SIMONE, il piano, la voce e l’orgoglio nero, prefazione di Massimo Oldani, note e curiosità di Graziano Uliani, VoloLibero edizioni, vololiberoedizioni.it, 2016. Indice del libro

  L’onore e la commozione di essere presente in questo libro: nei ringraziamenti e con il blog fornina.com. GRAZIE A GIANNI Fiori, fiori per Nina … NINA SIMONE Vai al sito … Continua la lettura di GIANNI DEL SAVIO, NINA SIMONE, il piano, la voce e l’orgoglio nero, prefazione di Massimo Oldani, note e curiosità di Graziano Uliani, VoloLibero edizioni, vololiberoedizioni.it, 2016. Indice del libro

MAURO BOSCAROL: la più completa biografia musicale di Nina Simone

Nina Simone Database di Mauro Boscarol Records (433) original discography additional discography posthumous discography quality compilations budget compilations collective compilations soundtrack compilations participations bootleg   Sessions (116)by type  all sessions  studio sessions (42) … Continua la lettura di MAURO BOSCAROL: la più completa biografia musicale di Nina Simone