serata dedicata a NINA SIMONE, con Gabriella D’Amico (cantante), Cristiano Da Ros (contrabbassista) e Gianni Del Savio (giornalista, scrittore, storico della musica black e autore del libro “Nina Simone: Il piano, la voce e l’orgoglio nero”), al GARAGE MOULINSKI, Via Pacinotti 4, MILANO, giovedì 6 giugno 2019

Life happens while you are busy making other plans” (cioè, “La vita è ciò che ti accade mentre fai altri progetti”).
Questo lo ha detto John Lennon (in inglese, naturalmente) e noi, decisamente, lo condividiamo perchè l’idea di questa serata è nata mentre tutti quelli che vi contribuiranno, erano impegnati a fare altro, di musicale, si intende.

Poi, caso vuole che Gabriella D’Amico (cantante), Cristiano Da Ros (contrabbassista) e Gianni Del Savio (giornalista, scrittore, storico della musica black e autore del libro “Nina Simone: Il piano, la voce e l’orgoglio nero”) si incontrino e si piacciano reciprocamente, e che a quel punto le idee, gli sguardi, i desideri si incontrino e convergano verso un unico, comune obiettivo: rendere omaggio ad una delle più grandi cantanti nere, icona del jazz e non solo: Nina Simone.

2019-05-19_112202

sito del GARAGE MOULINSKI:

https://albalzani.wixsite.com/ilmiosito

pagina facebook:

https://www.facebook.com/pg/garagemoulinski/about/?ref=page_internal

Mauro Boscarol: “Ricordo: quando ho saputo di Nina Simone”, dal gruppo facebook Nina Simone – Fan Club Italiano

Ricordo: quando ho saputo di Nina Simone

La mattina dell’8 dicembre 1969 ero a Padova in un corridoio del palazzo dell’Università, il Palazzo de Bo’. Allora la sede del corso di laurea in matematica era lì, ed io ero appunto iscritto a quel corso di laurea.

Quel giorno dovevano cominciare le lezioni di Algebra. Ero con un gruppetto di altri studenti, in attesa che il bidello ci indicasse l’aula dove si sarebbe svolta la lezione.

Eravamo una dozzina di ragazzi e ragazze, parlavamo poco tra di noi perché non ci conoscevamo. Il più intraprendente era un ragazzo, che poi avrei saputo che veniva da Ancona e si chiamava Paolo. Lui aveva attaccato discorso con una ragazza minuta e carina, che veniva da Merano.

Nella noia dell’attesa voleva fare conoscenza, le aveva chiesto come si chiamava, da dove veniva e a un certo punto le chiede se quella sera avrebbe ascoltato il concerto di Nina Simone alla radio.

Nina Simone. Avevo già vagamente sentito quel nome, forse in relazione ad un gruppo rock inglese, gli Animals, che si diceva avessero ripreso alcuni brani da lei. Non sapevo altro, non sapevo chi fosse, non l’avevo mai sentita cantare. Per qualche motivo, quel nome mi rimase nella mente. (Anni dopo ho saputo che in effetti il 3 novembre di quell’anno Nina Simone aveva tenuto un concerto al teatro Sistina di Roma, e che quell’8 dicembre il concerto sarebbe stato appunto diffuso radiofonicamente.)

Il tempo passa e circa 15 anni dopo frequentavo per lavoro un casa editrice di Milano, si chiamava Arcana, che stava pubblicando una Enciclopedia Rock in vari volumi. Nell’introduzione Riccardo Bertoncelli, il curatore, scriveva che l’intenzione dell’enciclopedia era pubblicare le discografie complete dei cantanti citati.

Poi continuava “è bene però lasciare un certo margine di dubbio: non possono celarsi segreti in una biografia degli Zeppelin o dei Doors ma i LP di Nina Simone chi può essere certo di conoscerli tutti?”.

Ecco quel nome che tornava, Nina Simone. A quel punto decisi che volevo sapere tutto di lei. Era il 1985. Piano piano, uno ad uno, inizio a comperare i suoi dischi nei vari mercatini italiani ed europei che frequentavo. Negli anni la raccolta è cresciuta e oggi tra CD e vinili ho circa 500 titoli e un database su Internet dedicato a lei: tutte le sue canzoni, tutte le sessioni, tutti i dischi, tutte le notizie e le foto che potevo recuperare, e ancora aggiungo, correggo, miglioro.

È andata così. Tutto per quel nome di fata che avevo sentito nel 1969 in un corridoio del Palazzo del Bo’ a Padova.

 

da Nina Simone – Fan Club Italiano

sul libro: NINA , di Alice Briere – Haquet e Bruno Lance, dal blog Traccedijazz

Tutti conoscono l’artista Nina Simone, pochi la bambina che è stata. Alice Brière-Haquet et Bruno Liance per raccontarne la storia hanno avuto la brillante idea di realizzare un bellissimo libro illustrato di 40 pagine, completamente in bianco e nero, partendo proprio dall’infanzia della cantante

Tracce di Jazz

Jazz is a white term to define black people. My music is black classical music.
Nina Simone

Nina racconta la storia di una delle più grandi voci del jazz. Nel libro, composto in rima come una canzone, Nina Simone ripercorre insieme alla figlia Lisa la sua vita, l’amore per la musica, le battaglie per l’uguaglianza. Le sfumature delle tavole – che esplorano tutte le gradazioni del grigio – diventano contrasti in bianco e nero sulla tastiera del pianoforte suonato dalla piccola Nina Simone. “Nella musica non esistono colori. / Non c’è che un ritmo / Non c’è che un cuore. / Babum / Babum / Un battito al secondo / uguale in tutto il mondo”. Il libro si apre con i versi in lingua originale (tradotti in fondo al volume) che la grande musicista statunitense ripeteva alla figlia quando era ora di andare a dormire, e prosegue con un lungo racconto-ninnananna sul senso della musica e delle…

View original post 571 altre parole

biografia in 25 libri: “Pensa a 25 libri che hanno avuto un così profondo effetto su di te da cambiare la tua vita o il modo in cui guardi ad essa”, fine anni ’90


dai tempi dei blog su Splinder, fine anni ’90

«Pensa a 25 libri che hanno avuto un così profondo effetto su di te da cambiare la tua vita o il modo in cui guardi ad essa. Ti hanno trascinato a fondo e rapito per giorni, settimane, mesi, anni. Sono i libri che potresti usare per identificare tempi, luoghi, persone, emozioni. Quando hai finito,”tagga” altre 25 persone, me incluso. Sii certo/a di copiare e incollare questa parte così che tutti sappiano che cosa fare»


MONTAIGNE MICHEL DE, a cura di Fausta Garavini, saggio introduttivo di Sergio Solmi, SAGGI, ADELPHI EDITORE, 2007, p. 1586

BRUN – LAMBERT DAVID, NINA SIMONE, UNA VITA, KOWALSKI, 2008, p. 445

JUNG CARL GUSTAV, a cura di Aniela Jaffé, RICORDI SOGNI E RIFLESSIONI, RIZZOLI, 1978, p. 488

MERTON ROBERT, BARBER ELINOR G., VIAGGI E AVVENTURE DELLA SERENDIPITY, IL MULINO, Bologna 2002

BERINI ANTONIO, VOLONTE’ GIOVANNI M., prefazione di Leonhard Feather, DUKE ELLINGTON: UN GENIO, UN MITO, PONTE ALLE GRAZIE, 1994, p. 730

FREUD S. JUNG. C.G., LETTERE FRA FREUD E JUNG 1906-1916, BOLLATI BORINGHIERI, 1990, p.

BERNHARD ERNST, MITOBIOGRAFIA, ADELPHI, 1969

BOBBIO NORBERTO, DE SENECTUTE E ALTRI SCRITTI AUTOBIOGRAFICI, EINAUDI, 1996, p

STAJANO CORRADO, MAESTRI INFEDELI: RITRATTI DEL NOVECENTO, GARZANTI, 2008

AJELLO NELLO, ILLUSTRISSIMI. GALLERIA DEL NOVECENTO, LATERZA, 2006, p. 340

FALLACI ORIANA, ORIANA FALLACI INTERVISTA ORIANA FALLACI, IL CORRIERE DELLA SERA, 2004, p. 126

FASSINO PIERO, PER PASSIONE, RIZZOLI, 2003, p

ARMSTRONG LOUIS, SATCHMO LA MIA VITA A NEW ORLEANS, MINIMUM FAX, 2004, p. 190

CHARLES RAY, con David Ritz, BROTHER RAY – L’AUTOBIOGRAFIA, MINIMUM FAX, 2005, p. 390

BATESON M.C., COMPORRE UNA VITA, FELTRINELLI, 1992

CAMUS A. , TACCUINI 1935-1942, BOMPIANI

BENJAMIN WALTER, INFANZIA BERLINESE, EINAUDI, 1982

CIORAN E.M., QUADERNI 1957-1972, ADELPHI, 2001, p. 1110

ANGLANI BARTOLO, SOLITUDINE DI GRAMSCI, DONZELLI EDITORE, 2007, p. 330

DIARIO (a cura di), LA MEGLIO GIOVENTU’. ACCADDE IN ITALIA 1965-1975

DIARIO N. 5, 2003

FOA RENZO, IN CATTIVA COMPAGNIA. Viaggio fra i ribelli al conformismo, LIBERAL EDIZIONI, 2007, p. 190

FOA VITTORIO, IL CAVALLO E LA TORRE riflessione su una vita, EINAUDI, 1991, p

BERTO GIUSEPPE, IL MALE OSCURO, RIZZOLI, 1964

SANTUCCI LUIGI, a cura di Giliolo Badilini, prefazione di Gianfranco Ravasi, AUTORITRATTO, disegnato con le pagine più significative delle mie opere, ANCORA, MILANO, 2004, p. 268

BRANDO MARLON, con LINDSEY ROBERT, LA MIA VITA, FRASSINELLI, 1994, p.

Nina Simone a Nijmegen: rifugio sul Waal, un ricordo biografico pubblicato su petesboogie.blogspot.com, 11 dicembre 2015

….

Nina Simone è finalmente tornata in pista quando atterra a Nijmegen nella primavera del 1988. Grazie a uno spot di Chanel No. 5 ha appena segnato un successo europeo con My Baby Just Cares For Me, che è stato già registrato nel 1958. Personalmente, è in costante declino sin dagli anni ’70 con il cantante e pianista, che ora ha 55 anni. I suoi problemi psicologici hanno preso il sopravvento. Fa anche un tentativo di suicidio quando un uomo d’affari africano, che ha promesso di organizzare un contratto discografico per lei a Londra, risulta essere un truffatore. Lei conduce un’esistenza errante e vive fuori dalla sua valigia. E si è allontanata da sua figlia Lisa.

VAI ALL’INTERO POST BIOGRAFICO:

Boogie Down: Peter Schong – Popjournalist: Nina Simone in Nijmegen: toevluchtsoord aan de Waal

in gennaio 2017 uscirà un libro di GIANNI DEL SAVIO su Nina Simone. E’ questa l’occasione per ricordare un nostro carteggio di qualche anno fa e una amicizia che si è consolidata attorno alla nostra grande e indimenticata NINA SIMONE – 2016

in gennaio 2017 uscirà un libro di GIANNI DEL SAVIO su Nina Simone

è questa l’occasione per ricordare un nostro carteggio di qualche anno fa e una amicizia che si è consolidata attorno alla nostra grande e indimenticata NINA SIMONE


Caro Paolo,

mi scuso per il grande ritardo col quale rispondo alla e-mail che mi è stata

passata diversi giorni fa.

Grazie per i complimenti, ma soprattutto mi fa piacere che la grande Simone

sia così apprezzata, e l’essere riuscito a inserirla in un’enciclopedia

rock/pop (cosa che ho già fatto in altri precedenti lavori, non ultimo la

“Grande Enciclopedia del Rock”, della Giunti, impostata in modo diverso), è

stata una grande soddisfazione. Per me, che mi occupo di black music da

oltre trent’anni, è una delle più grandi, personali ed eclettiche.

Con calma, andrò a vedermi con il sito che mi hai segnalato e comunque lo

terrò presente perché per un prossimo futuro c’è in ballo un libro su di lei

(tradotto o ex-novo) per una piccola casa editrice.

Grazie ancora.

Saluti

Gianni Del Savio

Egregio GIANNI DEL SAVIO

volevo personalmente ringraziarla per la eccezionale rassegna dei dischi di NINA SIMONEche ha scritto per l’antologia 24.000 dischi

Appartengo al popolo di quel milione di persone che la amano nel mondo

Nella sua rassegna ho scovato dischi che non avevo e che mi procurerò

Le allego il Link al mio sito, dove ho dedicato vari omaggi alla memoria di Nina Simone:http://www.segnalo.it/TRACCE/MUSICA/NinaSimone/INDEX-NSIMONE.htm

E naturalmente molti complimenti a tutta redazione dell’enciclopedia

Grazie per l’attenzione

Cordiali saluti

Paolo Ferrario

Caro Gianni del Savio

la ringrazio per avere voluto rispondere alla mia lettera di complimenti per la sua rassegna dedicata a Nina Simone.

Sarò uno dei primi lettori del libro in italiano che mi annuncia. Ho due libri in inglese (ma leggo molto a fatica questa lingua), ne ho cercato uno in francese segnalato dal sito di Boscarol, ma senza trovarlo. Pensi che mi sono ripromesso di studiare l’inglese utilizzando le canzoni cantata da Nina!  Magari vi consiglio di tradurne qualcuna nel vostro prossimo libro.

Terrò d’occhio internet per non perdere questo libro di “una piccola casa editrice”

Se ha tempo può rispondere ad una domanda?

Secondo lei c’è almeno una cantante o un cantante al mondo  che sappia,  anche solo lontanamente, interpretare lo spazio di una canzone con la sua forza? Voce, strumento musicale, tempo, recitazione …

Grazie ancora per l’attenzione

Cordiali saluti

Paolo Ferrario

Caro Paolo,

sul libro in italiano in realtà non si parla di tempi molto vicini (da una

anno mi hanno chiesto di scriverne uno, ma ci sono alcune cose da sistemare

e vedere se, anche per la casa editrice non è meglio far tradurre uno dei

due libri -usciti recentemente- su di lei). Vedremo.

No, non vedo nessuna artista che le possa ricordarla in modo così completo.

Certo ce ne sono alcune che in modo diverso  possono cogliere qualche

“momento” dei  suoi (intanto i tempi, lo stile musicale, i caratteri sociali

sono cambiati), soprattutto alcune “poetry-singers”. Ma sostanzialmente lei

era talmente personale e in grado di modellare a suo modo qualsiasi

repertorio che non avrebbe senso pensare a qualcuna che le succeda, così

come, per es., in diversa maniera Billie Holiday, tanto per citare un nome

ultrafamoso allla quale la Simone ha dedicato un intero LP (e se t’interessa

puoi leggere “Una canzone per Billie Hoòiday”, di Alexis De Veaux, Selene

Edizioni, per il quale ho scritto prefazione e discografia selezionata).

Saluti

Gianni Del Savio

P.S. In autunno 2005, molto probabilmente curerò una serata multimediale,

per la provincia di Pesaro, dedicata a Nina Simone (in precedenza l’ho fatto

per Janis Joplin e quest’anno per la Black Music dei ’70). La cosa dovrebbe

essere definita entro il mese di dicembre

Nina Simone: infanzia del prodigio

 

Qui sopra c’è il ricordo del tempo passato.
Ora, però, immagina una bambina.
Immagina una bambina negra.
Immagina una bambina negra nata alle sei del 21 febbraio 1933 a Tryon, nello stato U.s.a. della Carolina.
Tuffiamoci nella storia di questa bambina che si chiama Eunice Kathleen Waymon e che diventerà, a vent’anni, il “cigno nero” con il nome di Nina Simone.
Black Swan, in Live at Carnegie Hall, 1963http://www.goear.com/files/localplayer.swfE’ la sesta dei sei figli del diacono John Divine Waymon e della reverenda Mary Kate Waymon. Una famiglia religiosa, con gli alti ed i bassi di tutte le famiglie religiose.Mia madre mi raccontava che da piccola mi era sufficiente vedere una immagine o sentire alla radio un programma con due o tre note di musica e io mi mettevo subito a canticchiare. Era in me, mi diceva: la musica era in me
A cinque anni Eunice diventa la pianista della chiesa metodista di Tryon. E’ là che apprende il senso del ritmo e la comprensione istintiva di certe vibrazioni mistiche che userà sulla scena negli anni a venire. Di più: apprende il potere ipnotico della musica e dei fenomeni psichici che si producono attorno ad essa.
Una buona e gentile donna della borghesia bianca della città, Mrs Miller, si offre di pagarle un corso di piano dalla professoressa Muriel Massinovitch, da lei ricordata come “Mazzy”.

“Fino ai suoi dodici anni Eunice Waymon prenderà tutti i sabato mattina il cammino verso la casa nel bosco, dove abitava Mazzy. Tre chilometri a piedi in andata e tre al ritorno percorsi come un rituale”

In David Brun-Lambert, Nina Simone. Une vie, Editions Flammarion, 2005, p. 24
Tradotto in Italia in questi giorni: David Brun-Lambert, Nina Simone. Una vita,traduzione di Laura Cecilia Dapelli, Kowalski Apogeo, 2008, p. 450

Allora … la immagini questa bambina? … la vedi? …

Durante quelle lezioni Eunice impara i fondamenti della musica classica. E impara a leggere e scrivere le note, a comprendere i ritmi e a cantare una melodia.

Un frammento di Little Girl Blue

Mazzy la inizia a Mozart, le presenta Liszt e soprattutto Bach. Attraverso Bach la ragazzina ritrova le emozioni che aveva provato nella chiesa. E’ qui che matura la sua arte della contaminazione: a partire dal mettere assieme Bach e i Gospel.
Dirà Nina Simone:

Ammiro Bach più di ogni altro compositore del mondo. Sul piano tecnico era puro: nessuna nota arbitraria in lui. Ed era perfetto anche sul piano emozionale” 
Op. cit., pag. 25 

Fra i sei e i dieci anni Eunice Waymon lavora al piano tre ore al giorno, poi passa a quattro e poi a sei ore di pratica quotidiana. Un programma cui si aggiungevano la scuola e le domeniche ad accompagnare le funzioni religiose.
Eccola, molti anni dopo, in quell’ambiente:

A dieci anni appena Eunice era già “costretta” al successo. Viene invitata a dare un recital al municipio di Tryon in presenza delle autorità locali. Ed è in questa occasione che rivela in ampio anticipo i suo carattere. Quando una coppia di bianchi chiede ai genitori di spostarsi dai posti in prima fila, la bambina si alza dallo sgabello del piano, protesta e dichiara che non avrebbe suonato se i genitori non fossero rimasti al loro posto.
Scriverà poi:

“Il mondo mi appariva sotto una luce diversa e capii che nulla sarebbe stato semplice” 
Op. cit. p. 30

Tutto il tempo di Eunice era consegnato alla musica e al piano. Una vita senza la leggerezza di solito accordata alle ragazzine della sua età.
Mozart, Liszt, Bach erano i ritratti di musicisti bianchi affissi sui muri della sua camera. Ore trascorse ad apprendere i loro spartiti, a memorizzarne ogni nuance, ogni silenzio, a ripetere, fino a quando le sue mani non ne potevano più, gli stessi esercizi di arpeggio in tutte le tonalità.
Non abbiamo documenti sonori di questi anni. Ma quando Nina Simone parteciperà con un successo eccezionale al Carnegie Hall nel 1963, nella scaletta della serata mise, stupendo il pubblico:

Theme From Samson And Dalilah:

http://www.goear.com/files/localplayer.swf

Bene, caro passante, forse hai visto con me questa bambina durante la sua infanzia.
Ad ogni ricorrenza ricostruirò una parte della sua biografia musicale.

Fiori, Fiori per Nina, Nina Simone

Little Girl Blue, At Montreux.
Attenzione al doppio finale

http://dailymotion.alice.it/swf/x3or5q&v3=1&related=1Nina Simone – Little Girl Blue
Caricato da revolution2Questo video che ho postato su Youtube il 10 novembre 2006 ha raggiunto oggi 100.950 visitatori.
Tutti a portare fiori, fiori per Nina, Nina Simone:

Biografia di Nina Simone:

 

LIGHT Alan, What happened, Miss Simone ?, Il Saggiatore, 2016. Indice dei nomi e delle opere. Recensione di Davide Fent

happned481happned482happned483happned484happned485happned486happned487

Rassegna stampa

La vita della Grande Sacerdotessa del Soul[ Outsiders – 19 giugno 2019 ]
I demoni oscuri di Nina Simone[ il Manifesto – 24 giugno 2017 ]
Nina Simone, la donna e l’artista[ Gazzetta di Parma – 14 marzo 2017 ]
Nina profetica più degli uomini[ Corriere della Sera – la Lettura – 26 febbraio 2017 ]
What happened, Miss Simone, di Alan Light[ Magazzino Jazz – 17 febbraio 2017 ]
What happened, Miss Simone? Biografia della regina del jazz[ Gli Stati Generali – 6 febbraio 2017 ]
La voce che sussurrava amore e grandi rivoluzioni[ il manifesto – 23 dicembre 2016 ]
What happened, miss Simone?[ Leggere tutti – 15 dicembre 2016 ]
What happened, miss Simone?[ Mucchio selvaggio – 3 dicembre 2016 ]
What happened, miss Simone?[ Rolling Stone Italia – 1 dicembre 2016 ]
Biografia di Nina Simone, la donna che le incarna tutte[ la Provincia – 24 novembre 2016 ]
Io sono i diritti civili![ Linus – 24 novembre 2016 ]
Le contraddizioni di Nina[ Internazionale – 11 novembre 2016 ]
1

NINA, testo e regia di Nicola Russo, con Sara Borsarelli, luci di Cristian Zucaro, video di Lorenzo Lupano, al Teatro ELFO PUCCINI, MILANO, 21 – 26 FEBBRAIO 2017 – FOR NINA SIMONE

immagine scheda
SALA BAUSCH | 21 – 26 FEBBRAIO 2017
MAR-SAB: 19:30 / DOM: 15:30
NINA
testo e regia di Nicola Russo
scene e costumi Giovanni De Francesco
con Sara Borsarelli
luci Cristian Zucaro
video Lorenzo Lupano
produzione MONSTERA in collaborazione con Le Vie dei Festival e Radicondoli Festival
con il sostegno di NovaraJazz
foto di Paolo Benvenuto

È di nuovo una donna, un’artista della scena a ispirare il lavoro di Nicola Russo, ma questa volta il suo sguardo originale indaga la performance straordinaria di una musicista di fama mondiale.

Lo spettacolo ripercorre il concerto di Nina Simone al Montreux Jazz Festival del 1976. In scena il punto di vista della grande pianista e cantante nei cinquanta minuti della sua esibizione che ha segnato il suo ritorno alle scene, dopo alcuni anni passati in Africa lontano dallo show business.

Un monologo interpretato da Sara Borsarelli (affascinante Titania/Ippolita nel Sogno di una notte di mezza estate dell’Elfo), un flusso di pensiero che racconta in prima persona un momento della carriera della grande cantante e pianista e al tempo stesso diventa una riflessione sul teatro, sullo stare in scena, su quel nucleo di necessità che permette a un artista di raggiungere la qualità nel proprio lavoro.


Teatro Elfo Puccini
corso Buenos Aires 33
20124 Milano – tel. 02 00 66 06 06
biglietteria@elfo.org

 

What happened, miss Simone?  – di Matteo Bordone – in Internazionale – FOR NINA SIMONE

What happened, miss Simone? è un documentario realizzato da Liz Garbus e prodotto da Netflix con il coinvolgimento di Lisa Simone Kelly, che racconta la vita di sua madre, ovvero Eunice Kathleen Waymon, in arte Nina Simone. È un film di montaggio fatto di concerti, interviste e documenti d’epoca (è stata in attività dal 1954 al 2003), intervallati da qualche intervista realizzata dopo la sua morte ai suoi compagni di viaggio. Per quanto Nina Simone sia stata un’interprete molto nota e importante, questo documentario per la prima volta fa chiarezza su tutti i lati della sua vita: dagli inizi come prodigio del pianoforte classico, ai primi successi come cantante e pianista, all’impegno politico, fino agli aspetti più delicati della sua vita personale.

vai a:

Sorgente: What happened, miss Simone? corre per gli Oscar – Matteo Bordone – Internazionale

GIANNI DEL SAVIO, Nina Simone. Il piano, la voce e l’orgoglio nero, VoloLibero, SoulBooks, articolo di MARCO DENTI, in Forever Proud, Gifted And Black – FOR NINA SIMONE

Ci vuole un sacco di esperienza e molto tatto per raccontare Nina Simone. Pianista, cantante e interprete inarrivabile, mina vagante, voce coraggiosa e intraprendente, artista sul palco e, non di meno, nella vita, ha attraversato il ventesimo secolo guardandolo negli occhi. Gianni Del Savio è riuscito nella non facile impresa di concentrare in uno spazio sintetico e agile tutto (o quasi) quello che c’è da sapere su Nina Simone: la biografia, i dischi, le prese di posizione, i successi e i fallimenti, le passioni e le follie. Con un tono rispettoso e garbato, ma senza alcuna omissione, la sua ricostruzione comincia con il tintinnio di un carillon e prosegue come una lunga e sinuosa ballata, che si legge senza fermate intermedie. Se servono ulteriori approfondimenti, più dettagli o più opinioni, ci sono le indicazioni della copiosa bibliografia (testimonianza di uno scrupoloso lavoro sulle fonti principali) che, insieme alla prefazione di Massimo Oldani e alle note e alle curiosità di Graziano Uliani completano un ritratto di Nina Simone sincero, diretto, preciso, utile.

L’intervista

VAI A:

Sorgente: BooksHighway: il rock’n’roll fra le parole

16649191_1754445234884926_1195029935739218373_n

 

NINA SIMONE, La LEGENDE, sottotitolata in italiano – FOR NINA SIMONE

Parte 1°, primi 20 minuti

Parte 2°, da 20 a 40 minuti

Parte 3°, ultimi 18 minuti

Questa sequenza di post nasce da una richiesta di una studentessa di conservatorio che stava svolgendo la sua tesi su Nina Simone.

 

DEL SAVIO Gianni, NINA SIMONE, il piano, la voce e l’orgoglio nero, prefazione di Massimo Oldani, note e curiosità di Graziano Uliani, VoloLibero edizioni, vololiberoedizioni.it, 2016. Indice del libro

 

 

sav490

L’onore e la commozione di essere presente in questo libro: nei ringraziamenti e con il blog fornina.com.

GRAZIE A GIANNI

Fiori, fiori per Nina … NINA SIMONE

sav491


Vai al sito della casa editrice

http://www.vololiberoedizioni.it/

 

 

Non abbiamo altro scopo, per quanto mi riguarda, che riflettere il nostro tempo, le situazioni intorno a noi e le cose che sappiamo dire con la nostra arte …, Nina Simone – FOR NINA SIMONE

Non abbiamo altro scopo, per quanto mi riguarda, che riflettere il nostro tempo, le situazioni intorno a noi e le cose che sappiamo dire con la nostra arte, le cose che milioni di persone non sanno dire.

Penso che questa sia la funzione dell’artista e, naturalmente, chi di noi è così fortunato, lascia un’eredità che sopravvivrà quando non ci saremo più”

Nina Simone

fonte:

https://www.radiorevolution.it/2018/03/time-to-jazz-puntata-16/

WHAT HAPPENED, MISS SIMONE? A Film by Liz Garbus, (segnalato da Gianni), 2015

WHAT HAPPENED, MISS SIMONE?

A Film by Liz Garbus

201505309_en_1_What_happend_Miss_Simone (1).dbf

A Netflix Documentary, A RadicalMedia Production In Association with Moxie Firecracker


Ciao Paolo, come va?

ti giro un pressbook  che riguarda Nina Simone: un documentario  su di lei (di cui forse sei al corrente), presentato a Berlino, di cui la figlia Lisa è  “Executive producer”.
Un caro saluto
Gianni

  1. What Happened, Miss Simone director Liz Garbus at the premiere of the Nina Simone at Sundance Doc

    • 2 mesi fa
    • 594 visualizzazioni
    What Happened, Miss Simone director Liz Garbus speaks to reporters at the premiere of her Nina Simone documentary at the …
    • HD
  2. Director Liz Garbus at WHAT HAPPENED, MISS SIMONE? Sundance Film Festival Premiere

    • 2 settimane fa
    • 8 visualizzazioni
    Director Liz Garbus at WHAT HAPPENED, MISS SIMONE? Sundance Film Festival Premiere. A Netflix Original Documentary …
    • HD
  3. What Happened, Miss Simone? – Clip – Netflix [HD]

    • 2 mesi fa
    • 41.848 visualizzazioni
    Classically trained pianist, black power icon and legendary recording artist, NinaSimone lived a life of brutal honesty, musical …
    • HD
    • CC
  4. What Happened, Miss Simone?’s Liz Garbus – a Beyond Cinema Original

    • 1 mese fa
    • 9 visualizzazioni
    Liz Garbus, director of “What Happened, Miss Simone?” chats to Beyond Cinema’s Adrian Belic at the AFCI/Beyond Cinema …
    • HD
  5. In The Can: What Happened Miss Simone?

    • 2 mesi fa
    • 256 visualizzazioni
    Director Liz Garbus and Al Schackman swing by PCTV’s In the Can to discuss the filmWhat Happened Miss Simone” for …
    • HD

Non abbiamo altro scopo, per quanto mi riguarda, che riflettere il nostro tempo, le situazioni intorno a noi e le cose che sappiamo dire con la nostra arte, le cose che milioni di persone non sanno dire, Nina Simone

Non abbiamo altro scopo, per quanto mi riguarda, che riflettere il nostro tempo, le situazioni intorno a noi e le cose che sappiamo dire con la nostra arte, le cose che milioni di persone non sanno dire.

Penso che questa sia la funzione dell’artista e, naturalmente, chi di noi è così fortunato, lascia un’eredità che sopravvivrà quando non ci saremo più”.

(N. Simone)

Nina Simone, THE LEGEND

puntata di Dee Giallo, programma condotto dallo scrittore Carlo Lucarelli, dedicata a Nina Simone – inviato da Matteo, 2011

Ciao Paolo,
sperando di farti cosa gradita, questo è il link della puntata di Dee Giallo, programma condotto dallo scrittore Carlo Lucarelli, dedicata ad Eunice.

 

E ti rubo la chiusura: fiori, fiori per Nina.

Matteo

Nina Simone: Non abbiamo altro scopo, per quanto mi riguarda, che riflettere il nostro tempo, le situazioni intorno a noi e le cose che sappiamo dire con la nostra arte …

Non abbiamo altro scopo, per quanto mi riguarda, che riflettere il nostro tempo, le situazioni intorno a noi e le cose che sappiamo dire con la nostra arte, le cose che milioni di persone non sanno dire.

Penso che questa sia la funzione dell’artista e, naturalmente, chi di noi è così fortunato, lascia un’eredità che sopravvivrà quando non ci saremo più”.

Nina Simone

Biography, By Roger Nupie, President “International Dr. Nina Simone Fan Club”, da http://www.ninasimone.com/


Biography

By Roger Nupie, President “International Dr. Nina Simone Fan Club”

Eunice Waymon was born in Tryon, North Carolina as the sixth of seven children

in a poor family. The child prodigy played piano at the age of four. With the help

of her music teacher, who set up the “Eunice Waymon Fund”, she could continue

her general and musical education. She studied at the Julliard School of Music in

New York.

To support her family financially, she started working as an accompanist.

In the summer of 1954 she took a job in an Irish bar in Atlantic City, New Jersey.

The bar owner told her she had to sing as well. Without having time to realize

what was happening, Eunice Waymon, who was trained to become a classical

pianist, stepped into show business. She changed her name into Nina (“little one”)

Simone (“from the French actress Simone Signoret”).

In the late 50’s Nina Simone recorded her first tracks for

the Bethlehem label. These are still remarkable displays of her

talents as a pianist, singer, arranger and composer. Songs

as Plain Gold Ring, Don’t Smoke In Bed and Little Girl Blue

soon became standards in her repertoire.

One song, I Loves You, Porgy, from the opera “Porgy and Bess”, became a hit and

the nightclub singer became a star, performing at Town Hall, Carnegie Hall and the

Newport Jazz Festival. Even from the beginning of her career on, her repertoire

included jazz standards, gospel and spirituals, classical music, folk songs of diverse

origin, blues, pop, songs from musicals and opera, African chants as well as her own

compositions.

Combining Bachian counterpoint, the improvisational approach of jazz and the

modulations of the blues, her talent could no longer be ignored. Other characteristics

of the Simone art are: her original timing, the way she uses silence as a musical

element and her often understated live act, sitting at the piano and advancing

the mood and climate of her songs by a few chords.

Sometimes her voice changes from dark and raw to soft and sweet. She pauses,

shouts, repeats, whispers and moans. Sometimes piano, voice and gestures seem

to be separate elements, then, at once, they meet. Add to this all the way she puts

her spell on an audience, and you have some of the elements that make Nina Simone

into a unique artist.

When four black children were killed in the bombing of a

church in Birmingham in 1963, Nina wrote Mississippi

Goddam, a bitter and furious accusation of the situation of

her people in the USA. The strong emotional approach of this

song and the others on her first Philips record (“Nina Simone

In Concert”), would become another characteristic in her art.

She uses her voice with its remarkable timbre and her careful

piano playing as means to achieve her artistic .. to express

love, hate, sorrow, joy, loneliness – the whole range of human

emotions – through music, in a direct way.

One moment, she is the actress who turns a Kurt Weill-Bertold Brecht song as Pirate

Jenny into great theater, then, after a set of protest songs, she will sing Jacques

Brel’s fragile love song Ne Me Quitte Pas in French.

Although Nina was called “High Priestess of Soul” and was respected by fans and

critics as a mysterious, almost religious figure, she was often misunderstood as

well. When she wrote Four Women in 1966, a bitter lament of four black women

whose circumstances and outlook are related to subtle gradations in skin color,

the song was banned on Philadelphia and new York radio stations because “it was

insulting to black people…”

The High Priestess would walk different paths to find the

adequate music to spread her message. Her first RCA album,

“Nina Simone Sings The Blues”, includes her own I Want A

Little Sugar In My Bowl, Do I Move You, a haunting version

of My Man’s Gone Now (again from “Porgy & Bess”) and the

protest song Backlash Blues, based on a poem written for

her by Langston Hughes.

Her repertoire includes more Civil Rights songs: Why? The King of Love is Dead,

capturing the tragedy of the assassination of Dr. Martin Luther King, Brown Baby,

Images (based on a Waring Cuney poem), Go Limp, Old Jim Crow, … One song, To

be Young, Gifted and Black, inspired by Lorraine Hansberry’s play with the same title,

became the black national anthem in the USA.

She surprised even her most devoted fans with an album on which she sings and

plays alone. “Nina Simone And Piano!”, an introspective collection of songs about

reincarnation, death, loneliness and love, is still a highlight in her recording career.

Her gift to give new and deeper dimensions to songs resulted in remarkable versions

of Ain’t Got No / I Got Life (from the musical “Hair”), Leonard Colhen’s Suzanne,

Bee Gees songs as To Love Somebody, the classic My Way done in a tempo doubled

on bongos, Just Like Tom Thumb’s Blues and four other Bob Dylan songs. This gift

culminated on her record “Emergency Ward”: she set up an atmosphere that left no

illusions and no escape, performing two long versions of George Harrison songs:

My Sweet Lord (to which she added a David Nelson poem, Today is a Killer) and

Isn’t it a Pity.

But Nina tried to escape anyway. She felt she had been manipulated. Disgusted with

record companies, show business and racism, she left the USA in 1974 for Barbados.

During the following years she lived in Liberia, Switzerland, Paris, The Netherlands

and finally the South of France, where she is still residing.

In 1978 a long awaited new record was released, “Baltimore”, containing the definite

rendition of Judy Collins’ My Father and an hypnotizing Everything Must Change.

Her next album, “Fodder On My Wings”, was recorded in Paris in 1982 and is based

on her self-imposed “exile” from the USA. More than ever determined to make her

own music, Nina wrote, adapted and arranged the songs, played piano and harpsichord

and sang in English and French. The 1988 CD re-release of this album included some

bonus tracks, e.g. her extraordinary version of Alone Again Naturally, reminiscing her

father’s death.

In 1984, one of her concerts at Ronnie Scott’s in London was

filmed, resulting in a captivating video, featuring Paul Robinson

on drums. A song from her very first record, My Baby Just

Cares For Me, became a huge hit and “Nina’s Back” was not

only the title of a new album; her concerts would take her

all over the world again.

In 1989 she contributed to Pete Townsend’s musical “The

Iron Man”. In 1990 she recorded with Maria Bethania; in 1991

with Miriam Makeba. That same year, her autobiography,

“I Put A Spell On You” was published. It was translated into French

(“Ne Me Quittez Pas”), German (“Meine Schwarze Seele”) and

Dutch (“I Put A Spell On You, – Herinneringen”).

In 1993 a new studio album was released. “A Single Woman” includes several Rod

McKuen songs, Nina’s own Marry Me, her version of the French standard Il n’y a pas

d’amour heureux and a very moving Papa, Can You Hear Me?

No less than five songs from her repertoire were used in the 1993 motion picture

sound track of “Point Of No Return” (also called “The Assassin, code name: Nina”).

Many other films feature her songs (e.g. “Ghosts of Mississippi”, 1996: I Wish I

Knew How It Would Feel To Be Free, “Stealing Beauty”, 1996: My Baby Just Cares

For Me and “One Night Stand”, 1997: Exactly Like You).

Her music continues to excite new and young listeners. Ain’t Got No / I Got Life was

a big hit in 1998 in The Netherlands, just as it had been there 30 years before…

Together with her regular accompanists Lepoldo Fleming

(percussion), Tony Jones(bass), Paul Robinson (drums),

Xavier Collados (keyboards) and her musical directorAl Schackman

(guitar), she still excites audiences all over the world. At the

Barbican Theatre in London in 1997 she sang Every Time I

Feel The Spirit as a tribute to one of America’s first and

foremost leaders in the cause of Civil Rights, peace and

brotherhood, singer and actor Paul Robeson. More spirituals

and “blood songs” would follow: Reached Down And Got My

Soul, The Blood Done Change My Name and When I See The Blood.

Nina was the highlight of the Nice Jazz Festival in France in 1997, the Thessalonica

Jazz Festival in Greece in 1998. At the Guinness Blues Festival in Dublin, Ireland in

1999 her daughter, Lisa Celeste, performing as “Simone”, sang a few duets with her

mother. Simone has toured the world, sung with Latin superstar Rafael, participated

in two Disney theatre workshops, playing the title role in Aida and Nala in The Lion

King. She is currently working on her upcoming debut album, “Simone Superstar”.

On July 24, 1998 Nina Simone was a special guest at Nelson Mandela’s 80th Birthday

Party. On October 7, 1999 she received a Lifetime Achievement in Music Award

in Dublin.

 

In 2000 she received Honorary Citizenship to Atlanta (May 26), the Diamond Award

for Excellence in Music from the Association of African American Music in Philadelphia

(June 9) and the Honorable Musketeer Award from the Compagnie des Mousquetaires

d’Armagnac in France (August 7).

Dr. Simone passed away after a long illness at her home in her villa in Carry-le-Rouet

(South of France) on April 21, 2003. As she had wished, her ashes were spread in

different African countries.

The Diva, who was as well an Honorary Doctor in Music and Humanities, has an

unrivalled legendary status as one of the very last ‘griots”. She is and will forever

be the ultimate songstress and storyteller of our times.

Courtesy of http://www.ninasimone.com/

 

Blogged with the Flock Browser

Sono a pagina 367 di David Brun-Lambert, Nina Simone, una vita, traduzione di Laura Cecilia Dapelli e discografia di Gianni Del Savio, Kowalski editore, Milano 2008, p. 440

Caro Paolo,

sono quasi alla fine. Pagina 367…non voglio che finisca. 
E’ come se mi preoccupassi della vita di una persona ormai finita da tempo. Ho paura che muoia, che si faccia del male, ma Nina è gia morta.

‘Non c’è fine alle sue pene.’ 
Nina lascia Andy. Quindi Barbados, San Francisco, Barbados,poi torna a casa, dove una nuova delusione l’aspetta: il padre.
Scoraggiata, delusa anche dall’unica persona rimastale, Nina interpreta My Sweet Lord, di George Harrison, e la magnifica Isn’t it a Pity: “constatazione dell’impotenza di fronte alla sete di distruzione del genere umano. Dice che dobbiamo donare, donare per ricevere, aprire le nostre porte per credere nell’amore e nella compassione come virtù essenziali alla salvezza della nostra anima. Perchè la bellezza e tutta intorno a noi, che vergogna essere ciechi fino a questo punto.”

Ma allora perchè compie gli stessi errori della madre? perchè abbandona Lisa così frequentemente? Perchè si comportò con la figlia come la sua stessa madre fece con lei? La malattia?
Le crisi aumentano e comincia per lei un periodo di bancarotta affettiva e finanziaria. Bisognerà aspettare la fine degli anni ottanta a Nijmegen, Olanda, per 
rivedere Nina in gran forma, circondata da un team di persone fidate che si interessano a lei, alla sua salute, alla sua musica, alla sua vita.

Non c’è fine alle pene di Nina, ed è come se lei sapesse che non sarebbe mai stata felice, non lei. Nina potrebbe essere uno dei bellissimi personaggi shakespeariani, un Macbeth, che, consapevole di ciò che non può essere, nonostante tutto, non riesce a cambiare il suo destino, non le è concesso. 
Eppure, noi che leggiamo la sua vita, che ascoltiamo la sua musica, non la giudichiamo, non la colpevolizziamo; al contrario, proviamo per lei simpatia e affetto. La ammiriamo. La amiamo. Le portiamo fiori.

Simona di Taranto

Blogged with the Flock Browser

Lettere da Simona: Continuo a leggere Nina nel mio tempo libero …

Continuo a leggere Nina nel mio tempo libero.
Sono a pagina 173 e la sua vita è molto più complessa di quanto immaginassi. Durante gli anni di fuoco in America, quando la voce “nera” si fa sentire con forza e violenza e le figure di ML King, Malcom X e e Louis Farrakhan sono ormai conosciute a nord e a sud degli states, nina matura una coscienza profonda della condizione dei neri, di se stessa e del colore della sua pelle, delle sue origini africane, e di ciò che la musica avrebbe rappresentato da lì in poi. Diventa una figura incaricata di diffondere la volontà dello Spirito, qualunque fosse il suo nome.

Cito questo periodo che mi ha messo i brividi addosso:

“In alcune culture dell’Africa occidentale, la tradizione vuole che quando vi viene donato qualcosa, rendiate il gesto a vostra volta. Non ci sono doni disinteressati, profitti a senso unico; al contrario, la bontà che vi è stata offerta esige un ritorno. Così si perpetuano gli scambi.”

Oggi ascolto “tomorrow is my turn” e “You’ve got to learn”

Buona giornata
Simona

Rispondo:

sì, simona
è la sua “fase politica”.

comprenderai andando avanti nella sua biografia che le energie che ha profuso nella sua causa ed in quella degli afroamericani l’ha molto esaurita. Poi ci sarà la delusione (in questo mi distanzio moltissimo da Nina Simone e dalle Pantere nere: ha fatto molto per l’integrazione di più Nelson Mandela quando ha teorizzato la negoziazione ed il patto in vece che il terrorismo assassino), ci sarà un volontario esilio e poi il rientro. Una nuova rinascita musicale.

Ma ormai la malattia stava cominciando a minare il suo corpo e la sua mente
ciao
paolo

ritratto psicobiografico della cantante Nina Simone, la cui arte musicale è stata faticosamente percorsa da una rabbia e una protesta ineludibili dopo la infanzia dolorosa e il rapporto complicato con il padre, tanto da segnare la sua vita – ed il suo canto ‘soul’ lancinante – in modo indelebile

Raccontare il senso della vita.
E’ questo il tema del nuovo incontro del ciclo “Anatomie della mente e altre storie” in calendario per giovedì 11 febbraio alle 16,30 alla biblioteca Ariostea di Ferrara.
 L’appuntamento, che intende offrire un’introduzione allo studio psicobiografico delle storie biografiche, vedrà la partecipazione di Stefano Caracciolo (Università di Ferrara) e di Fulvio Cammarano (Università di Bologna).
Il ciclo di incontri, a cura di Enrico Spinelli, Francesca Mellone e Stefano Caracciolo, è organizzato per il terzo anno consecutivo dalla biblioteca comunale Ariostea e dalla sezione di Psicologia generale e clinica della Facoltà di Medicina di Ferrara e prevede sei conferenze di vari argomenti legati alla psicologia. L’incontro successivo è previsto per giovedì 11 marzo sul tema “Previsioni di vite future”.

LA SCHEDA a cura degli organizzatori
Da Plutarco ad oggi, la storia delle vite di personaggi famosi ha appassionato e sollecitato la curiosità e la bramosia di imitazione di uomini e donne. La biografia può infatti essere assimilata al ritratto nelle belle arti, dove la personalità del soggetto ritratto viene trasmessa attraverso la postura, la mimica del volto, l’abbigliamento, l’azione che viene compiuta: pensiamo ai ritratti equestri dei condottieri, alla posa ieratica di sovrani, duchi, papi e Imperatori. Un modello opposto è quello dell’autopsia, in cui si seziona ogni atto compiuto in vita dal soggetto con rigore e metodo scientifico. La moderna psicobiografia si differenzia dalla biografia, sebbene faccia, ovviamente, uso dei dati biografici. Nella biografia l’obiettivo è ricostruire e/o narrare la storia dell’individuo con il massimo dettaglio, rigore e precisione a partire dai documenti storici, mentre nella psicobiografia si tratta di focalizzarsi su eventi e comportamenti specifici svelandone i meccanismi psicologici. Perchè Elvis Presley non riusciva a interpretare con serenità la canzone “Are You Lonesome Tonight? Perchè Ernest Hemingway si è suicidato con un fucile da caccia, mentre Salgari si è sgozzato con una lama affilata? Che significato ha avuto per Goebbels uccidersi assieme alla moglie e ai bambini? La Psicobiografia costruisce e utilizza la teoria e la metodologia psicologica per interpretare singoli eventi e non per formulare teorie generali del comportamento, risalendo al particolare dall’universale, rovesciando quindi l’usuale tendenza del metodo scientifico.
Nel corso della conferenza il metodo psicobiografico verrà condotto su due interessanti esempi di ricostruzione psicobiografica: l’affascinante e intenso ritratto documentario costruito dalla regista Alina Marazzi della propria madre, nel film ‘Un’ora sola ti vorrei’, in cui la vita della madre Liseli viene ricostruita dolorosamente ripercorrendone le tappe della vita e della sofferenza psichica attraverso il montaggio di foto e cineriprese di famiglia, fino a recuperare attraverso la sofferenza un rapporto con la madre perduta, e un ritratto psicobiografico della cantante Nina Simone, la cui arte musicale è stata faticosamente percorsa da una rabbia e una protesta ineludibili dopo la infanzia dolorosa e il rapporto complicato con il padre, tanto da segnare la sua vita – ed il suo canto ‘soul’ lancinante – in modo indelebile. Verranno presentati e discussi brani filmici e musicali tratti dal documentario ‘Un’ora sola ti vorrei’ e da concerti dal vivo di Nina Simone.

Politica dei servizi sociali: ricerche in rete

Blogged with the Flock Browser

Jazz Articles: Nina Simone Sculpture to be Erected in N.C. — By Aubrey Everett — Jazz Articles

segnalato da MondoJazz di Pierrdee http://blog.libero.it/MondoJazz/

Blogged with the Flock Browser

In memoriam Nina Simone – part one, Tomanek, AUDIO, BBD RADIOSHOW 03.30.2009

In memoriam Nina Simone – part one, Tomanek

March 30, 2009

BBD radioshow 03.30.2009 – Nina Simone

Tomanek: In memoriam Nina Simone – part one (95:28, 256 kbps, 183mb)

15:04
01. Gal From Joe’s (from Nina Simone Sings Ellington!, 1962)
02. Marriage Is For Old Folks (I Put A Spell On You, 1965)
Nina Simone: I Put A Spell On You (1965)
03. O-O-H Child (Here Comes The Sun, 1971)
04. Ain’t Got No/I Got Life (‘Nuff Said!, 1968)
05. Break Down And Let It All Out (Wild Is The Wind, 1966)
06. African Mailman (Little Girl Blue, 1957)
07. Return Home (Nina Simone at Town Hall, 1959)
08. Flo Me La (Nina Simone at Newport, 1960)
09. Sinnerman (Pastel Blues, 1965)
15:30
10. Funkier Than A Mosquito`s Tweeter (It Is Finished, 1974)
11. See Line Woman (Live In Montreux, 1990)
12. I’m Gonna Leave You (High Priestess of Soul, 1967)

13. Some Say (Silk & Soul, 1967)
14. A Monster (Broadway Blues Ballads, 1964/1993 (bonus track))
15. Either Way I Loose (Wild Is The Wind, 1966)
16. Baltimore (Baltimore, 1978)

17. Liberian Calypso (Fodder On My Wings, 1982)
18. No Woman No Cry (Live In Montreux, 1990)
19. Beautiful Land (I Put A Spell On You, 1965)
20. Stop (Fodder On My Wings, 1982)
21. Plain Gold Ring (In Concert, 1964)
16:00
22. Four Women (“The Album – Most Famous Hits” (mcps), don’t know which album (not Wild Is The Wind, Let It Be Me or Live in Montreux))
23. Take Me To The Water (High Priestess of Soul, 1967)
24. I’m Going Back Home (High Priestess of Soul, 1967)
25. Save Me (Silk & Soul, 1967)
26. Children Go Where I Send You (The Amazing Nina Simone, 1959)
27. Chilly Winds Don’t Blow (The Amazing Nina Simone, 1959)
28. Erets Zavat Chalav (Folksy Nina, 1964)

29. Black Is The Color Of My True (Black Gold, 1970)
30. Heaven Belongs To You (Fodder On My Wings, 1982)
31. I Sing Just To Know That I Am Alive (Fodder On My Wings, 1982)
32. Little Liza Jane (Nina Simone at Newport, 1960)
33. It Don’t Mean A Thing (If It Ain’t Got That Swing) (Nina Simone Sings Ellington!, 1962)

34. Work Song (Forbidden Fruit, 1961)
35. Take Care Of Business (I Put A Spell On You, 1965)
36. Chauffeur (Let It All Out, 1966)

16:30
37. Mr Bojangles (Here Comes The Sun, 1971)
38. Rich Girl (Baltimore, 1978)
39. Feeling Good (I Put A Spell On You, 1965)
40. Here Comes The Sun (Here Comes The Sun, 1971)
Nina Simone: Here Comes The Sun (1971)

Nina Simone

Hallgasd meg itt / Listen here

dwnld (half an hours):
15:00 | 15:30 | 16:00
16:30

mix: In memoriam Nina Simone – part one (95:28, 256 kbps, 183mb)

Posted by tomanek at March 30, 2009 06:56 PM

Blogged with the Flock Browser

Nina Simone aveva ed ha il “Duende”: il potere misterioso che tutti sentono e che nessun filosofo spiega

“In tutta l’Andalusia, roccia di Jaén e conchiglia di Cadice, la gente parla costantemente del duende e lo scopre appena compare con istinto efficace. Il meraviglioso cantaor El Lebrijano, creatore della debla, diceva: «I giorni che canto con duende non conosco rivali»; un giorno La Malena, la vecchia ballerina gitana, sentendo suonare da Brailowsky un frammento di Bach esclamò: «Olé! Questo sì che ha duende!» e si annoiò con Gluck, con Brahms e con Darius Milhaud. E Manuel Torres, l’uomo di maggior cultura nel sangue che io abbia conosciuto, ascoltando dallo stesso Falla il suo Notturno del Generalife, pronunciò questa splendida frase: «Tutto ciò che ha suoni neri ha duende». Non c’è verità più grande.

Questi suoni neri sono il mistero, le radici che affondano nel limo che tutti noi conosciamo, che tutti ignoriamo, ma da dove proviene ciò che è sostanziale nell’arte. Suoni neri, disse il popolano spagnolo, e in ciò concordò con Goethe che, parlando di Paganini, ci fornisce la definizione del duende: «Potere misterioso che tutti sentono e che nessun filosofo spiega».

Garcia Lorca, Il Duende, teoria e gioco, 1933

Ecco: Nina Simone aveva e ha il “Duende”:

suoni dell’ombra
vita nera mistura
di fitta unione

Papavero di campo

Nina Simone: la bambina e la stella

Da bambina Eunice Waymon sognava una carriera da concertista classica; non immaginava quei bar di serie B ad Atlantic City dove cantò con la sua voce travolgente per anni. Lì nacque Nina Simone, la stessa donna che calcò i palchi del Greenwich Village degli anni Sessanta, nell’era d’oro del jazz newyorkese, per poi inseguire promesse di felicità a Barbados, in Liberia e in Francia. L’autore della biografia, David Brun-Lambert, ha riportato in esergo le parole di Isadora Duncan, tratte da La mia vita: «Non c’è nessun Dio, c’è solo la tua anima ad aiutarti».
Da Mappe , Blog di Gabriele De Ritis: http://www.gabrielederitis.it/?p=703