serata dedicata a LUCIO DALLA. Con ALESSIO BRUNIALTI: commenti, voce e chitarra; CECILIA CASELLA e CRISTIANO paspo STELLA: voce; ROBERTO QUADRONI: pianoforte e cori; GUIDO BERGLIAFFA: basso elettrico; MARCO PORRITIELLO: batteria. Alla Officina della Musica, Como 4 marzo 2020. Audio Video: Salvioni Brothers e Franco Silano

L’Officina non si arrende!

Nuovamente in streaming, dopo gli incredibili consensi raccolti la scorsa domenica con la jazz jam proposta dalla band di casa, vogliamo per questa seconda occasione omaggiare uno dei più grandi interpreti e autori italiani, di cui ricorrebbe il settantasettesimo compleanno.

LUCIO DALLA

Una serata condotta da Alessio Brunialti e supportata da una liveband ad hoc, un segno di riconoscenza al grande cantautore bolognese e contemporaneamente un segnale di continuità artistica e creativa in questo momento di difficoltà.

Saranno presenti:

ALESSIO BRUNIALTI, commenti, voce e chitarra
CECILIA CASELLA e CRISTIANO paspo STELLA: voce

ROBERTO QUADRONI, pianoforte e cori
GUIDO BERGLIAFFA, basso elettrico
MARCO PORRITIELLO, batteria

Supporto tecnico audio video: Salvioni Brothers e Franco Silano

E’ possibile effettuare donazioni via PayPal tramite il numero di telefono
349 280 3945, connettetevi!

#chifermeràlamusica
#nonilcoronavirus
#quellidellofficina

20 anni dalla morte di FABRIZIO DE ANDRE’, serate biografiche e musicali a cura di ALESSIO BRUNIALTI (appunti di Paolo Ferrario), alla Officina della Musica, via Giulini 14, Como. Primo incontro: 11 settembre 2019. Successivi incontri: 9 ott; 6 e 20 nov; 4 dic; 15 gen; 7 feb; 4 mar, 8 apr; 6 mag; 3 giu

vai al sito della officina della musica

https://www.facebook.com/officinadellamusicacomo/?ref=page_internal

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serata dedicata a NINA SIMONE: Forever young, gifted and black!. Con Gabriella D’Amico (cantante), Cristiano Da Ros (contrabbassista) e Gianni Del Savio (autore del libro “Nina Simone: Il piano, la voce e l’orgoglio nero”), alla OFFICINA DELLA MUSICA, Via Giulini 14, COMO, giovedì 19 settembre 2019, ore 21

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per informazioni vai a:

https://www.facebook.com/officinadellamusicacomo/


articolo di Alessio Brunialti su La Provincia di Como

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la presentazione a cura della Officina della Musica:

Gabriella D’Amico, Cristiano Da Ros, Gianni Del Savio, si addentrano nei labirinti espressivi di Eunice Kathleen Waymon e nel
suo divenire Nina Simone, delineandone la figura personale e artistica in uno spettacolo che la racconta in musica e testi.

Una miscela tra classica, jazz, blues, pop, soul e folk, che Nina definiva “black classical music”, rifiutando ogni consueta e limitativa etichettatura della sua arte.

Il testo è quello raccontato dalla voce narrante di Gianni Del Savio, conoscitore di numerosi aneddoti sulla sua vita artistica e sul suo impegno politico.

Un omaggio alla Simone, cantante e pianista dallo stile inimitabile, “l’Artista più citata in assoluto” (New York Times), già proposto con ottimi riscontri in più occasioni, che riprende vari passaggi musicali significativi, incrociati da tratti biografici e letture di testi.

Dopo l’ottimo esordio con “Shades of Freedom” (2018), il duo D’Amico Da Ros (contrabbasso, voce ed elettronica) ha in preparazione un secondo lavoro con brani inediti.

Gianni Del Savio, autore di una biografia dell’Artista dal titolo “Il piano, la voce, l’orgoglio nero”, è uno storico della black music, con all’attivo vari testi anche enciclopedici.

Mostra fotografica dell’ex Sindaco di Como ANTONIO SPALLINO e inaugurazione dell’archivio sulla sua attività, venerdì e sabato 21-22 giugno 2019. Articolo di Stefano Ferrari in La Provincia 7 giugno 2019 e di Alessio Brunialti in La Provincia del 20 giugno 2019. La mostra sarà liberamente visitabile dalle ore 15:00 fino alle 18:30 di venerdì 21 giugno e dalle 10:00 alle 12:30 di sabato 22 giugno

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MOSTRA FOTOGRAFICA E PRESENTAZIONE ARCHIVIO ANTONIO SPALLINO

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Antonio Spallino

Dopo un anno di lavoro, nella mattinata di venerdì 21 giugno presenteremo alla stampa l’archivio “Antonio Spallino.

Contenendo l’archivio anche numerose immagini, con Enzo Pifferi abbiamo colto l’occasione per organizzare una mostra fotografica che ne ripercorre il sentiero di vita, mentre in salone sarà proiettato un video di circa 200 immagini digitalizzate.

La mostra sarà liberamente visitabile dalle ore 15:00 fino alle 18:30 di venerdì 21 giugno e dalle 10:00 alle 12:30 di sabato 22 giugno.

Risorse:

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Aldo Pedron presenta il libro LA MIA GUIDA AL JAZZ, dialogando con Alessio Brunialti. Live di Roberto Quadroni (sax alto) e Bruno Lavizzari (pianoforte), alla Officina della Musica, via Giulini 14/B, COMO, 9 maggio 2019, ore 21

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INCONTRO CON ALDO PEDRON
L’Officina della Musica, via Giulini 14/B, ore 21, ingresso a 10 sacchi
Aldo Pedron presenta il libro La mia guida al jazz dialogando con Alessio Brunialti. Live di Roberto Quadroni (sax alto) e Bruno Lavizzari (pianoforte).

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ascolta l’ antologia musicale, NORMALI MARGINALITA’, a cura di Paolo Ferrario e Luciana Quaia, 1995, e aggiornata al 2017 con i suggerimenti di Alessio Brunialti

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qui in formato youtube:

RIPRODUCI TUTTI

Antologia NORMALI MARGINALITA’

15 video Aggiornata oggi

1

4:25

45 giri – Enzo Jannacci – El portava i scarp del tennis

2

4:37

ROBERTO VECCHIONI – I PAZZI SONO FUORI

3

3:34

Francesco De Gregori – I matti

4

2:44

Bruce Springsteen – Dead Man Walkin’ ( Lyrics )

5

4:53

FABRIZIO DE ANDRE’ – PRINCESA

6

3:18

Renato Zero – Sgualdrina

7

4:45

Zucchero – Pippo (1987)

8

4:06

Gavin Bryars and Tom Waits Jesus Blood Never Fails Me

 

alla OFFICINA DELLA MUSICA di Como: presentazione del libro: ROCK & ARTE: copertine, poster, film, fotografie, moda, oggetti. Quando il rock incontra l’arte, di Ezio Guaitamacchi, Leonardo Follieri, Giulio Crotti, Hoepli editore, 2019. Con la cantante BRUNELLA BOSCHETTI VENTURI e ALESSIO BRUNIALTI. domenica 17 febbraio 2019

DUKE ELLINGTON, introduzione all’ascolto a cura di Andrea Varolo (con gli AUDIO della lezione). Alla Officina della Musica di Via Giulini, Como. Articolo di Alessio Brunialti in La Provincia di Como, 13 febbraio 2019

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I miei APPUNTI:

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gli AUDIO della lezione

1: introduzione

https://drive.google.com/file/d/1F0y6ZOWw-Mhma2K7S2K6DUErFjh5Qft8/view?usp=sharing

2:  Cotton Club

https://drive.google.com/file/d/1KYGoF_mzYfceC9RMa5GuXarApaI4tY9J/view?usp=sharing

3: Black Tan Fantasy

https://drive.google.com/file/d/1Snf1CrL8IC-YRV2cvwibNmZfltsmXOK4/view?usp=sharing

4: Video

https://drive.google.com/file/d/18HEg1Ml5D5Q8os5qXY6vE160GmxnSyhu/view?usp=sharing

5: Mood Indigo

https://drive.google.com/file/d/1THhBR3ftgZBbZKgPOaaVWPJtF0UtLJc3/view?usp=sharing

6: Spiegazione

https://drive.google.com/file/d/1DL1OCCwOFfMekP7GSinxoj7pc1hOxFVy/view?usp=sharing

7:  Day Break

https://drive.google.com/file/d/1Pmvh07hQCADtqjnfMityA9QlSWBjA9so/view?usp=sharing

8:  spiegazione

https://drive.google.com/file/d/1i5eNiV-xvwspix4fWsK4wYaHpVLjDXUO/view?usp=sharing

9:  Ebony Rhapsody

https://drive.google.com/file/d/19kROTfJbUvNhm8qdydOzt1sqcCn8IWTL/view?usp=sharing

10: spiegazione

https://drive.google.com/file/d/1fpeslwe7E_e901gxDoI525J2brfDuucI/view?usp=sharing

11:  Sepia panorama

https://drive.google.com/file/d/1OTyhjYK3TKCwDDMCpHuCPIjflYnrax5E/view?usp=sharing

12: Take a Train

https://drive.google.com/file/d/1vu9J4wz86HogG_-m5_aE1a8jBCik6p_Y/view?usp=sharing

13: Mooche

https://drive.google.com/file/d/1yCHQNXnWyHVKUpEPg3XiHVeUdemW6apB/view?usp=sharing

14: Such Sweet Thunder

https://drive.google.com/file/d/1rD7XtYF4xq1D_Jgz3gFdpotxjcSplkAZ/view?usp=sharing

15: El Gato

https://drive.google.com/file/d/1Bhba02Z_iH-0t8sw8e6Rl5LtLWZ7MClp/view?usp=sharing

16: Sentimental Mood

https://drive.google.com/open?id=14r_Xu1DlcljIH-AQ_3uHokmZhFmrlUEk

17: Little Max

https://drive.google.com/open?id=1dkBzdDm6rie9Ju6RWStCFuRP1nc-FMoo

18: Blues for Miro

https://drive.google.com/open?id=13ZO1SLfX-TkM8OvmcNXd-Ie-t3IXCy0r

19: con Ella Fitgerald

https://drive.google.com/open?id=1MgUlAVt9vQIPkeAJ8HGmUgnGKfpqqae-

20: Sacred Music 2

https://drive.google.com/open?id=1zkyG8IyI66AOHegab8mJUMa47oCBkDg9


autobiografia pubblicata nel 1973 e tradotta in italiano nel 2007:

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il NORWEGIAN TRIO di Carlo Maria Nartoni (pianoforte), Adrian Fiskum Myhr (contrabbasso) e Emanuele Siniscalco, alla Officina della Musica di Via Giulini, 24 gennaio 2019

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Alessio Brunialti in La Provincia, 24 gennaio 2019:

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alcuni frammenti del concerto:

https://drive.google.com/open?id=1sE1n1_1nvUZJSIKEFhdHeOI8R6zT9yBi

https://drive.google.com/open?id=11NlGJiTrqzYP57CcV_yDz6r8md-yC4qd

https://drive.google.com/drive/u/0/folders/1N1o6mg26AbiuPL988zZHJD1aGcl6ic3U

https://drive.google.com/open?id=1KNpfB4wulIOZozcHlTiLAVCQVKLPBsKV

 

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il duetto CRISTIANO PASPO STELLA e ALESSIO BRUNIALTI (su canzoni di Pierangelo Bertoli e Fabio Concato) a: CANTAUTORI della EMILIA ROMAGNA, quinto appuntamento con la Schola Cantautorum, 9 gennaio 2019, Officina della Musica di via Giulini 14B a Como

Alessio Brunialti: CANTAUTORI della EMILIA ROMAGNA, quinto appuntamento con la Schola Cantautorum, 9 gennaio 2019 all’Officina della Musica di via Giulini 14B a Como

Alessio Brunialti  accompagnerà il pubblico alla scoperta (e riscoperta) della prolifica e preziosa scuola emiliana, che ha visto crescere, tra osterie, portici e impegno politico, alcuni degli autori più interessanti e amati della musica italiana, divenuti, negli anni, punti di riferimento di intere generazioni.

Si potranno conoscere meglio artisti del calibro di Lucio Dalla, Francesco Guccini e Pierangelo Bertoli, attraverso narrazioni avvincenti e introduzioni all’ascolto di alcuni dei brani più celebri

Canzoni di ENZO JANNACCI ascoltate in occasione dell’incontro: La condizione umana , a cura della Associazione Accanto, Como 12 novembre 2017. Musicisti: Gruppo d’Altro Canto; Francesco Piccolo e Marco Belcastro; Luca Ghielmetti; Alessio Brunialti. Video tratto da ecoiformazioni arci

 vai a:

GRUPPO D’ALTROCANTO:

FRANCESCO PICCOLO E MARCO BELCASTRO

LUCA GHIELMETTI

ALESSIO BRUNIALTI E “HO VISTO UN RE”

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ALESSIO BRUNIALTI su: Il grande racconto di Ulisse di PIERO BOITANI, Il Mulino editore, in BiBazz | 4 dicembre 2016

Questo libro è, semplicemente, meraviglioso. Il titolo va inteso nel senso più lato possibile: Il grande racconto di Ulisse non è (solo) la storia dell’uom dal multiforme ingegno, della sua condotta durante l’assedio di Ilio, dello stratagemma del cavallo, del ritorno in Patria dopo dieci anni di giri in quel grande catino che è, poi, il Mediterraneo, della sua vendetta e del ripartire. È (anche) tutto questo, ma Boitani mostra Odisseo per quello che è, il paradigma della storia, che ha attraversato secoli, ispirato opere pittoriche, musive, liriche, rock, letterarie, cinematografiche e, per quanto mi riguarda, non è certo un caso che l’Ulisse di Joyce e 2001: odissea nello spazio di Kubrick abbiano giocato, e ancora giochino, un ruolo importante nella mia vita. Un repertorio inesauribile per rileggere quasi tremila anni di storia della cultura, con un ricco apparato fotografico che giustifica il prezzo. Da regalare ad amanti della cultura, a ragazzi svegli, ad amanti avventurosi, a viaggiatori del corpo, ma ancor più a viaggiatori della mente.
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Il grande racconto di Ulisse di Piero Boitani (Il Mulino, 668 pagine illustrate, 55 sacchi)
La scheda ufficiale: «Sono Odisseo, figlio di Laerte, noto agli uomini per tutte le astuzie, la mia fama va fino al cielo»: la figura che ha letteralmente afferrato l’immaginario occidentale sino a plasmarne le fondamenta culturali è inafferrabile. Ulisse, l’eroe dal multiforme ingegno, continua ad affascinarci proprio per questo. Nel suo lungo errare durante il viaggio di ritorno a Itaca va incontro ad avventure strabilianti, in parte subite in parte ricercate, ponendosi come il campione dell’intelligenza, della conoscenza, dell’esperienza, della virtù etica e della sopravvivenza. Ma la vera attrazione magnetica che ancora oggi il personaggio mitico continua a esercitare su di noi è quella delle sue metamorfosi nel tempo (una su tutte: il folle volo dantesco), delle sue “ombre” che si allungano nel cinema, nella poesia, nel romanzo, nell’arte, così come nella scienza e nella filosofia. Ulisse è ovunque, il suo vero viaggio è senza fine.

Sorgente: BiBazz | Domenica 4 dicembre

Alessio Brunialti ricorda DAVID BOWIE, con una raccolta musicale, da la Provincia di Como del 12 e 13 gennaio 2016

una personalissima top ten di brani acconci, in loving memory:

Space oddity – si comincia quasi sempre da qui, no? Un brano perfetto disintegrato in Italia dall’aberrante versione di Mogol che non si è minimamente curato di conservarne un briciolo dell’originalità

Five years – quando poi sono entrato in possesso dell’album vero, The rise and fall of Ziggy Stardust and the eccetera eccera, e l’ho ascoltato dischiudersi davanti alle mie orecchie con questo brano, mi si sono aperti un mondo e il cuore

The man who sold the world – c’è voluto il Kurt Cobain dei Nirvana Unpluggedper far scoprire a un pubblico più giovane questa perla. Al di là della musica, il solo concetto dell’uomo che ha venduto il mondo merita un inchino

Young americans – discoteca? Ma quella bella (Bowie stesso farà di peggio negli anni Ottanta). La suonavo dal vivo e mi ricordo belle versioni acustiche solo chitarra e basso. Questa, però, è leggermente migliore

The wild eyed boy from freecloud – a proposito di chitarra acustica: il Bowie – menestrello delle origini mi è sempre piaciuto tantissimo e questo è davvero un piccolo capolavoro

Life on Mars?
– e dire che è partito tutto da Sinatra, da David che scrive la sua versione inglese di Comme d’habitude, ma quella che diventa famosa come My way è la traduzione di Paul Anka e Bowie parodia Frankie con questo pezzo che, viste le premesse, non aveva le carte in regola per diventare l’immensità che è

Sons of the silent age – non per infilarci un pezzo semisconosciuto a tutti i costi, ma l’immota fissità di questa perla (che ho imparato ad apprezzare grazie a Blaine L. Reininger dei Tuxedomoon – lo so che a questo punto molti si son persi, scusate, è l’emozione…) esprime bene i miei sentimenti dopo la notizia

Station to station – questo è il classico caso di brano (e disco) che cresce negli anni. Considerato un album minore per troppo tempo, è stato rivalutato a posteriori come uno dei più innovativi di Bowie e questa lunga, cangiante canzone getta un ponte che arriva fino a Blackstar, il cd di venerdì scorso

Heroes – come faccio a non metterla? Però la metto in francese, visto che è tornata a essere un inno in questi tempi buj

Quicksand – non per essere originale a tutti i costi, ma questa indecifrabile peregrinazione gli affiliati della Golden Dawn (tra gli altri la “grande bestia” Aleister Crowley, il nazista Heinrich Himmler, ma anche Winston Churchill) spruzzata di superomismo nietzeschiano è la mia canzone di Bowie preferita, forse perché ne apprezzavo la musica un’era geologica prima di (non) comprenderne il testo.

Sorgente: MARTEDÌ 12 GENNAIO – La Settimana InCom – La Provincia di Como La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia

cui aggiunge, il giorno dopo:

The laughing gnome – cominciamo con un peccato di gioventù, quando db era un ventenne che scimmiottava, di tutto lo scimmiottabile, i Pink Floyd di Syd Barrett con una spruzzata di Tolkien che non fa mai male. Così ridicolo da essere sublime

Ragazzo solo, ragazza sola – l’altro giorno Mogol si affannava a rivelare a chiunque glielo chiedesse e pure a chi non glielo chiedeva, che la sua versione (“Mi raccomando, non traduzione, eh…”) di Space oddity a Bowie piaceva tantissimo, altrimenti non l’avrebbe cantata. Sarà: rimane una bella monnezza anche e soprattutto per la sua versione (“Mi raccomando, non traduzione, eh…”) che sostituisce alla triste storia del Maggiore Tom che si perde nello spazio la più banale delle storie d’amore.

The little drummer boy – qui a discolpa di db si può dire che nemmeno a lui piaceva l’idea di duettare con Bing Crosby su questo brano e che è stato pubblicato a tradimento contro la volontà dell’artista. Ma il pezzo esiste e pure se ascoltandolo a Natale passato pare di farsi la doccia con i calzini, non è quello il punto, poropopompòn

God only knows – qui siamo alla lesa maestà e al fatto personale. La peggior versione della miglior canzone di Brian Wilson nonché mio brano musicale preferito in assoluto.

Volare – dalla colonna sonora di Absolute beginners, l’absoluto abisso della bruttezza: non so se è peggio la scelta del brano o l’arrangiamento da pubblicità del deodorante

McCoy Tyner, Jimmy Garrison e Elvin Jones entravano negli studi di registrazione di Rudy Van Gelder a Englewood Cliffs nel New Jersey per accompagnare John Coltrane, da Alessio Brunialti in La Provincia

Ma mi prendo questo ultimo scorcio di anno anche per una celebrazione. Mezzo secolo fa – la data esatta si è commemorata il 9 dicembre – McCoy TynerJimmy Garrison e Elvin Jones entravano negli studi di registrazione di Rudy Van Gelder a Englewood Cliffs nel New Jersey per accompagnare John Coltrane nella scalata alla cima di una grande vetta della storia dell’umanità: A love supreme. L’anniversario si celebrerà in febbraio (perché l’album ricavato da quella irripetibile occasione è stato poi pubblicato due mesi dopo, nel 1965). Non è jazz, musicalmente non è nient’altro, è lo spirito di quattro persone che viaggia in alto, con il sassofono di coltrane a dettare gli acuti di un grande poema sonoro. Ecco, il mio piccolo regalo per chiudere quest’anno è in codesto capolavoro acconcio:

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http://youtu.be/p3L-gL4XmjM

Ci si rilegge quest’altr’anno, ovvero tra poche ore, con un ringraziamento a chi mi ha già rivolto gli auguri in anticipo e a chi li farà (e un grazie speciale a Paolo Ferrario che in un momento di incredibile generosità mi ha fatto dono – tra altre perle – di una copia in vinile originale del succitato album)…

da MERCOLEDÌ 31 DICEMBRE – La Settimana InCom – La Provincia di Como La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia.

Proust. Frammenti di immagini di Roberto Peregalli, Bompiani, scheda di Alessio Brunialti

Proust. Frammenti di immagini di Roberto Peregalli (Bompiani, 334 pagine illustrate, 25 sacchi)

Questo è un libro meraviglioso fin dall’aspetto, con una rilegatura in tela che lo “antica” di almeno un centinaio d’anni, giusto al 1913 de La strada di Swann. Prima la scheda del libro ufficiale: “Un libro sulla fragilità e la caducità delle cose, sui dettagli apparentemente più insignificanti ma che danno forma alla nostra vita. È una lettura della Recherche che tocca le corde del nostro sentire e ci invita a riflettere sui falsi miti che invadono sempre più prepotentemente il nostro mondo. Se il lettore è già entrato nella cattedrale di Proust, coglierà le singolari sfaccettature di cui è fatto questo libro; se non vi è ancora entrato, questo libro sarà un modo speciale per accedervi”. Questo per dire che non occorre avere letto il corpus proustiano per apprezzare un libro che, volendo, più che un Bignami (perché un po’ lo è) è un viatico per convincere chi si è sempre fatto spaventare dalla mole dell’impresa (io ogni anno impiego diciotto giorni a rileggere l’Ulisse mentre ho speso sette anni a leggere Proust, uno all’anno, senza mai più ritrovare il tempo per ripartire, e di ciò mi dulgo. Ah, questo tempo ritrovato…

da ALTERINCOM, VOL. V – La Settimana InCom – La Provincia di Como La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia.