Il ghiacciaio della scissione

E’ giusto abbandonarsi a queste pulsioni? Ma sì, non è questo il problema: le vere patologie sono l’abiura o la rimozione delle esperienze fatte nella vita. Il punto, però, è essere in grado di conservare emozioni e ricordi senza farci imprigionare dalla memoria, che è crudele e fallace: perché ricostruisce a suo piacimento il passato, ingabbia il presente, combatte (inutilmente) il futuro. Se non la alleniamo a svolgere sempre una rigorosa funzione critica (e autocritica), la mente può rapidamente congelarci, senza che noi ce ne accorgiamo.

Capisco che è dura da dirselo, ma il cadavere ghiacciato della sinistra evocato stamattina al Vittoria non può risorgere. E non è giusto che il suo fantasma metta piombo nelle ali a chi vuole costruire cose nuove. I militanti che applaudivano stamattina vivano pure con tutta la serenità possibile la loro illusione, lascino il futuro a chi non vuole accontentarsi.

Buchi Neri

Alle 11.20 di questo sabato mattina mi ritrovo al computer per lavorare (ho diverse cose di una certa urgenza da fare), ma vengo rapito dalla diretta video dell’assemblea delle minoranze Pd, che seguo per un’ora come risucchiato in una dimensione parallela: guardando immagini antiche, ascoltando parole incomprensibili, cercando di capire quali sono le ragioni che spingono alcune centinaia di persone a riunirsi in un cinema ad applaudire concetti e slogan da cui sono lontano mille miglia.

Ma perché non torno alle mie cose da fare? Naturalmente – intendiamoci – conta molto la mia incommensurabile pigrizia. Sempre, quand’è il momento di lavorare, mi metto in cerca di ogni scusa possibile per non farlo: non tutte le responsabilità, insomma, sono del trio Rossi-Emiliano-Speranza. Però, nel caso, c’è anche qualcosa d’altro. La roba del teatro Vittoria (linguaggi, simbologia, riti) – c’è poco da fare – continua ancora a parlare di me, di un pezzo…

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sinistre scissioniste e la teoria dei “virus del Bertinotti”, VIDEO di CORRADO GUZZANTI

alcune varianti dei virus (solo una parte nella vasta gamma di “sinistre”)
sinistra sinistra,
sinistra comunista,
sinistra socialista,
sinistra democratica,
sinistra dei lavoratori,
sinistra italiana,sinistra alla sinistra del PD,
sinistra bersaniana,
sinistra d’alemiana,
sinistra cuperliana,
la sinistra di Vendola,
la sinistra di Civati,
la sinistra di Ferrero
la sinistra antagonista
la sinistra degli indignados
la sinistra dei podemos
la sinistra internazionalista di lotta comunista
… eccetera …

dopo il 1989, data dell’implosione del sistema degli stati comunisti, è finito un secolo e mezzo di storia della sinistra europea, incominciata con il Manifesto del Partico comunista del febbraio 1848, di Giovanni Cominelli

….

dopo il 1989, data dell’implosione del sistema degli stati comunisti, è finito un secolo e mezzo di storia della sinistra europea, incominciata con il Manifesto del Partico comunista del febbraio 1848. Alla fine di questa storia, è saltato il concetto di sinistra, così come era stata pensata. Così, in discussione non c’è soltanto se le politiche siano o no “di sinistra”, ma, più radicalmente, che cosa sia “sinistra”. È a partire dal trauma del 1989 che risultano più comprensibili le convulsioni dentro il PD e alla sua sinistra.

La storia per capire

Fino al 1848, la gerarchia dei valori-vincoli della sinistra era stata quella canonizzata dalla Rivoluzione francese: liberté, égalité, fraternité. Marx la capovolse: prima la fraternité (quella della ”classe” del proletariato sfruttato), poi l’égalité di tutti i cittadini (dalla quale, per tutto il lasso di tempo del socialismo, prima dell’arrivo del paradiso terrestre del comunismo, sono esclusi i cittadini-proprietari dei mezzi di produzione), poi la liberté. Questa è stata la piattaforma del movimento operaio, prima socialista e, dal 1921, comunista. Non senza importanti variazioni: il Programma di Gotha del 1875 della nascente socialdemocrazia tedesca fu criticato da Marx, perchè alla dittatura del proletariato preferiva la democrazia parlamentare per realizzare i fini del socialismo. Ciò che univa – ed ha continuato a farlo fino ad oggi – la socialdemocrazia classica e i Partiti comunisti europei era il riferimento al proletariato – poi classe operaia, poi lavoro, poi lavori – quale base sociale e soggetto ontologico e storico della sinistra. Chi è di sinistra, deve fare/dire per i lavoratori. Se non fa/dice, non è di sinistra. Peggio: è un traditore della sinistra.

Chi non è di sinistra. Prima la libertà, poi la giustizia

Perciò non sono di sinistra Blair, Valls, Macron, Schroeder; non era di sinistra Craxi, non lo è Renzi.

tutto l’articolo qui:

Sorgente: La segreteria PD. Renzi. La vecchia sinistra e l’irrefrenabile tendenza al suicidio – Notiziario SantAlessandro

Le opere di Eugenio Montale, riassunto – in Studia Rapido

Le opere di eugenio montale
Le opere di Eugenio Montale: Ossi di seppia, Le occasioni, La bufera e altro, Satura. Spiegazione semplice, chiara e completa. Le opere di Eugenio Montale: Ossi di seppia Il punto di partenza dell’itinerario poetico di Montale è segnato dalla raccolta Ossi di seppia pubblicata nel 1925. A questa prima edizione seguirono poi quelle del 1928 […]

Le opere di Eugenio Montale, riassunto

Sorgente: Le opere di Eugenio Montale, riassunto – Studia Rapido

gli ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE, da Paul Watzlawick, J.H Beavin, D.D. Jackson, Pragmatica della comunicazione umana, casa editrice Astrolabio, 1971 e con le vignette di Alfredo Chiappori tratte da Guglielmo Gulotta, Commedie e drammi nel matrimonio, Feltrinelli, 1976. SCHEDA DIDATTICA a cura di Paolo Ferrario (aggiornata il 12.2.2017)

CLICCA SULLA PRIMA IMMAGINE 

PER VEDERE LE SLIDES IN SEQUENZA

Post di partenza:

https://mappeser.com/2012/04/16/gli-assiomi-della-comunicazione-secondo-paul-watzlawick/

THE NECKS, Unfold, 2016. Recensione di Lino Brunetti in Buscadero

 

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un estratto da Blue Mountains


Carteggio

caro roberto
in questi giorni sto ascoltando l’ultimo disco dei the necks, che tu molto gentilmente mi hai inviato
straordinari
ma ancor più straordinaria è la continuità della loro ispirazione e del loro solidalizio musicale
unfold è in 4 pezzi. ma lo si ascolta come pezzo unico. come tutte le loro opere
tutte belle le tracce, ma blue mountains mi incatena
ti invio in questo post una recensione che ho ritagliato da uno degli utimi numeri di buscadero
lino brunetti ha compreso la loro arte
https://traccesent.com/2017/02/10/the-necks-unfold-2016/
grazie ancora per il tuo pensiero
saluti cari

Caro Paolo

anch’io ho ascoltato più volte l’album e condivido  il giudizio positivo tuo e del recensore. Mi rimane misterioso il motivo della loro apparente scarsa popolarità, perfino tra i miei amici jazzofili è un nome a stento conosciuto.

Non parliamo poi dei festival jazz italiani dove, quando non ci sono pop star decotte, trionfano i soliti nomi. Pazienza, per fortuna la rete ci sa dare quello che i direttori artistici presumibilmente nemmeno conoscono.

Un caro saluto

Roberto

Appunti di Sara Marzullo su: Una vita come tante, il secondo importante romanzo di Hanya Yanagihara – in il Tascabile

Appunti su Una vita come tante, il secondo importante romanzo di Hanya Yanagihara.

Sara Marzullo ha affrontato il secondo, importante romanzo di Hanya Yanagihara, Una vita come tante. Una storia che parla di sofferenza sullo sfondo di una New York congelata in un presente perpetuo, una storia sulle conseguenze a lungo termine della scelta di non confessarsi mai; un uomo immobilizzato dalla vergogna, che preferirebbe diventare invisibile, piuttosto che ripercorrere il tracciato delle sue cicatrici.

Sorgente: L’arte della crudeltà – il Tascabile

PIERO BOITANI Il grande racconto di ULISSE, il Mulino, 2016

Tre volte il fé girar con tutte l’acque;

a la quarta levar la poppa in suso

e la prora ire in giù, com’altrui piacque,

infin che ’l mar fu sovra noi richiuso.

Inferno, XXVI, vv. 139-142

«Sono Odisseo, figlio di Laerte, noto agli uomini per tutte le astuzie, la mia fama va fino al cielo». La figura che ha letteralmente afferrato l’immaginario occidentale sino a plasmarne le fondamenta culturali è inafferrabile. Eroe dal multiforme ingegno, Ulisse continua ad affascinarci proprio per questo. Dall’isola di Calipso a quella dei Feaci, dall’accecamento di Polifemo al canto delle Sirene, dai sortilegi di Circe alla discesa nell’Ade, al drammatico incontro con i mostri Scilla e Cariddi, per giungere alla strage dei Proci e al riconoscimento finale con Penelope: nel suo lungo errare durante il viaggio di ritorno a Itaca va incontro ad avventure strabilianti, ponendosi come il campione dell’intelligenza, della conoscenza, dell’esperienza, della virtù etica e della sopravvivenza. Ma la vera attrazione magnetica che ancora oggi il personaggio mitico continua a esercitare su di noi è quella delle sue metamorfosi nel tempo (una su tutte: il folle volo dantesco), delle sue «ombre» che si allungano nel cinema, nella poesia, nel romanzo, nell’arte, così come nella scienza e nella filosofia. Ulisse è ovunque, il suo vero viaggio – come testimonia questo libro con il suo appassionato e coltissimo inseguire l’eroe in epoche e mondi diversi – è senza fine.

In guisa di introduzione: Ulisse e io
«Narrami, o Musa, dell’eroe multiforme, che tanto vagò…»
TRE MILLENNI DI ODISSEA
1. Il poema
2. Viaggio fiabesco ed esplorazione del mondo
3. Riscritture
4. Metamorfosi di Ulisse
5. Mito del mondo e letteratura mondiale
PARTE PRIMA: L’OMBRA DI ULISSE
La meraviglia: poesia e storia
I. Ombra del viaggio, ombra del mito
II. Spettatori del naufragio
III. La Nova Terra
IV. Di terra in terra verso il gorgo
V. In breve carta: dal mondo chiuso all’universo infinito
VI. L’ultimo viaggio e la fine dei viaggi
VII. Lo specchio del mare
VIII. Ulisse, le Sirene, il fagiano: parola, enigma, silenzio
PARTE SECONDA: OLTRE LE COLONNE D’ERCOLE, FINO A NOI
I. Ulisse e le stelle
II. Il folle volo
PARTE TERZA: ULISSE NEL MONDO
I. «Solenne e paffuto»: l’Ulisse di Joyce
II. Visionari e viandanti in terra d’Irlanda
III. Finismundo: quattro tipi di ultimo viaggio
IV. Se una notte d’inverno, le Odissee di Calvino
L’AVVENTURA DELLE IMMAGINI
1. Al principio delle avventure, il Ciclope
2. Le avventure: Sirene, Circe, Scilla, Ade
3. Il ritorno: Nausicaa e i Feaci; Itaca e Argo, Euriclea, Proci, Penelope, Laerte
4. Ritratti di Ulisse. Odissee in marmo, in pittura, in mosaico
5. Il Medioevo
6. Il Rinascimento
7. I grandi cicli cinquecenteschi
8. Seicento e Settecento
9. Neoclassici e romantici
10. L’Ottocento
11. Il Novecento
Dante, Inferno, XXVI
Frammenti
Letture
Indice dei nomi e dei personaggi

Piero Boitani insegna Letterature comparate nella Sapienza-Università di Roma. Tra i suoi libri per il Mulino: «Sulle orme di Ulisse» (nuova ed. 2007), «Letteratura europea e Medioevo volgare» (2007), «Il Vangelo secondo Shakespeare» (2009), «L’ombra di Ulisse» (nuova ed. 2012), «Il grande racconto delle stelle» (2012) e «Tre favole romane» (2014). Ha vinto il Premio Balzan 2016.

Sorgente: il Mulino – Volumi – PIERO BOITANI,

ATTILIO BRILLI, Il grande racconto del viaggio in Italia. Itinerari di ieri per viaggiatori di oggi, il Mulino, 2014

 

Per l’ozioso che si rifiuta di misurare l’arte con l’orologio, l’Italia costituisce un orizzonte sconfinato.
Edith Wharton

Nei secoli passati l’Italia è stata meta di un incessante pellegrinaggio culturale. Il Grand Tour, consuetudine delle classi colte europee, trovava infatti il suo culmine nel Bel Paese, in omaggio al quale diventava il Viaggio in Italia. Come in concreto si svolgeva ce lo racconta la messe di diari, memorie, guide, epistolari a cui il libro attinge, restituendoci, grazie ad annotazioni ora sapide ora struggenti, l’esperienza viva di uomini e donne d’ingegno, di nobili, di artisti, di poeti, di studenti e di quanti si dettero con entusiasmo alla scoperta della penisola. Ripercorriamo così gli itinerari più battuti, sperimentiamo l’equipaggiamento e i mezzi di trasporto, riviviamo gli incidenti e le avventure, ma anche i sogni e a volte lo scoramento di quei primi turisti. Ma c’è dell’altro, perché attraverso lo sguardo degli stranieri, la letteratura di viaggio può insegnarci un modo diverso di guardare all’Italia. Potremo così fare l’unica, autentica esperienza di viaggio ancora possibile oggi: tornando sui passi di quegli antichi visitatori, in loro compagnia, fare nostre le loro mete favolose.

Introduzione. Allo sportello della carrozza, o dell’automobileI. Come nasce l’idea del viaggio in Italia

1 Il viaggio nell’età moderna
2. Narrare il viaggio
3. Il secolo d’oro del viaggio in Italia
4. La varietà dei costumi e l’immutabilità della natura
5. Il fascino delle antiche età di natura
6. Pellegrini romantici alle sorgenti del mito
7. Le seduzioni del pittoresco
8. Dal viaggio al soggiorno di piacere o di studio
9. Il Nuovo mondo e il senso del passato
10. Thomas Cook, inventore del turismo organizzato

II. I preparativi e il corredo del viaggiatore

1. Lagnanze del corpo e angustie della mente
2. L’abbandono dei sensi nella terra del sole
3. Con la scorta di oracoli e talismani
4. Compagni di viaggio e d’avventura
5. Mappe reali e montagne immaginarie
6. Incombenze e procedure da rispettare
7. Elogio del baule e della valigia
8. Un paio di maneggevoli pistole
9. Rassicuranti cofanetti di delizie
10. I sortilegi dello specchietto di Claude e altri conforti
11. Il guardaroba del viaggiatore

III. Il fragore delle ruote

1. Un prototipo leggendario: la berlina di Napoleone
2. Modi di viaggiare e metamorfosi della carrozza
3. Ospiti della diligenza di posta
4. La confortevole carrozza di famiglia
5. In viaggio con il vetturino
6. Vetture attrezzate per ogni evenienza
7. Le ore in carrozza: fastidi, svaghi e passatempi
8. Viaggi per mare e per vie d’acqua
9. Strade libere e strade prigioniere
10. Il ritorno della carrozza, ma senza cavalli
11. Il velocipiede e l’elogio della lentezza

IV. Nel corso del viaggio

1. Le vie del Signore sono infinite
2. Incidenti e guasti meccanici
3. Quando la stagione non è clemente…
4. Scontri e incontri fortuiti
5. Schioppettare e vociare di briganti
6. L’incubo della quarantena

V. Il risposo del viaggiatore

1. Alberghi, osterie e camere locande
2. I moderni cavalieri erranti
3. Incognite e sorprese della camera da letto
4. Fumi e profumi della cucina
5. Locali di svago, di cura e di ristoro

VI. Gli itinerari storici, le capitali e le città rituali

1. Il passaggio delle Alpi e l’ingresso in Italia
2. Da Torino, «porta d’Italia», a Genova e oltre
3. «Entro le amate mura» di Firenze
4. A Roma, tra i colli della febbre e del silenzio
5. Napoli, giardino delle Esperidi
6. Nel cuore della Sicilia
7. Ritorno a Roma, poi verso l’Adriatico e le Venezie
8. Venezia, alcova d’Europa
9. Milano e la via del ritorno: «Si va verso il brutto»

VII. Percorsi alternativi: città storiche e richiami della natura

1. Città simbolo di un paese incantato
2. Sosta a Cava «per formare il gusto dei pittori di paesaggio»
3. Sortilegi e malefici della Campagna
4. I Castelli romani: nel reame del pittoresco
5. La valle dell’Eden e la cascata delle Marmore
6. Il paesaggio toscano, nascita e forme di un mito
7. Quando Calipso approdò all’Isola Bella
8. Su questo lago sublime

VIII. L’altro viaggio, alle frontiere del mito

1. Terre incognite e altri confini
2. Il selvaggio e ancora poco noto Abruzzo
3. Viaggiatori nel Sud, fra il Cilento e le Calabrie
4. Le terre dell’oblio e i cammini di Puglia

IX. Il piacere ritrovato

1. Per le antiche strade
2. Memoria e desiderio
3. Echi dal bosco sacro
4. Gli dèi in esilio
5. Lezioni di paesaggio
6. Viaggi di recupero
7. Castelli di Atlante
8. Città come parabole
9. Il filo d’Arianna

ITINERARI DI CULTO

1. La vecchia via del Sempione
2. Le sirene del Garda, i colori di Verona
3. Dalle rive del Brenta alle acque della laguna
4. I miti del paesaggio costiero toscano
5. La Bologna-Firenze, come al tempo di Stendhal
6. Transitando per Radicofani, cuna delle tempeste
7. Le foglie di Vallombrosa e l’itinerario degli eremi
8. Dal Tevere al Metauro: alla ricerca della pittura più bella del mondo
9. Viaggio nell’Etruria romanzesca
10. Il periplo del lago e i fantasmi della battaglia
11. «L’aperto e dilettoso calle», attraverso l’Umbria e le Marche
12. Nelle «lande remote» dell’Abruzzo
13. Verso Capo Palinuro, alla scoperta del Cilento
14. Vie di fuoco e d’acqua, dall’Etna alle sorgenti dell’Anapo

Bibliografia essenzialeIndice dei nomi

Attilio Brilli è fra i massimi esperti di letteratura di viaggio. Tra i suoi libri per il Mulino «Il viaggio in Italia» (2006), «Il viaggio in Oriente» (2009), «Dove finiscono le mappe. Storie di esplorazione e di conquista» (2012), «Mercanti avventurieri. Storie di viaggi e di commerci» (2013), «Gerusalemme, La Mecca, Roma. Storie di pellegrinaggi e di pellegrini» (2014), molti dei quali tradotti in varie lingue.

Sorgente: il Mulino – Volumi – ATTILIO BRILLI,

 

ATTILIO BRILLI, Il grande racconto delle città italiane,  il Mulino, 2016

La forma di una città cambia più in fretta – ahimè – del cuore degli uomini»: già Baudelaire avvertiva come ogni inevitabile trasformazione del paesaggio urbano si accompagni a struggimento e perdita. Ma forse non è impossibile ritrovare il senso di un’armonia fra noi e i volti delle città italiane maggiormente rappresentative di quella luminosa civiltà che, nelle epoche passate, è stata un faro per il mondo intero. Guardiamole con occhi nuovi, come fanno queste pagine, e lasciamo che a venirci incontro siano immagini originali e inedite, consegnate a noi dalle testimonianze letterarie o artistiche di visitatori illustri che ne hanno saputo cogliere lo spirito autentico. Da arcaiche forme insediative risalenti alla notte dei tempi, quelle città sono diventate nel corso dei secoli capitali di signorie e di principati generatori entrambi di un’autonoma, altissima civiltà; e prima ancora sono state orgogliosi, liberi comuni o repubbliche marinare gelose del loro prestigio e della loro indipendenza. I luoghi che visiteremo grazie a questo libro esigono di essere considerati alla stregua di creature viventi, con le fisionomie, i caratteri, le personalità loro. Saranno occasione di conquista e scoperta personale, da cui usciremo profondamente arricchiti.

Introduzione. Le città ritrovate
PARTE PRIMA: CITTÀ METROPOLITANE E VEDUTE SCOMPARSE
I. Torino, fatidica porta d’Italia
II. Quando Shakespeare s’imbarcava a Milano
III. La fosca, turrita Bologna
IV. Firenze congeda i venerandi fantasmi del passato
V. Roma e i colli della febbre e del silenzio
VI. Vitalità esuberante e tragica di Napoli
VII. Palermo e il Teatro del Sole
PARTE SECONDA: LABIRINTI E SCACCHIERE
VIII. Le arche scaligere di Verona
IX. Siena, «Costantinopoli di perfezione»
X. Pienza, città ideale e la piscina dei pellegrini
XI. Arezzo, prototipo di città medievale
XII. Ravenna, «di cadente impero ultimo avanzo»
XIII. Perugia aerea e inclusiva
XIV. Terni, l’altro volto dell’Umbria
XV. Le fontane parlanti di Viterbo
XVI. Le dolci pietre di Lecce
PARTE TERZA: IL FASCINO DELLE CITTÀ COLLINARI
XVII. San Gimignano e l’eco del passato
XVIII. Cortona, prima ancora che Troia nascesse
XIX. Assisi, acropoli di una mistica Atene
XX. Orvieto, una città per Magritte
XXI. A Spoleto il pensiero s’appoggia alle pietre
XXII. Gubbio, una Venezia fra gli Appennini
XXIII. Urbino e il castello di Atlante
PARTE QUARTA: CITTÀ NELLO SPECCHIO DEL MARE
XXIV. A Venezia, per strade che il piede non calpesta
XXV. L’argentea visione di Genova
XXVI. Ad Ancona il sole sorge e tramonta in mare
XXVII. Siracusa, la fonte e le ninfe
PARTE QUINTA: CITTÀ SEPOLTE
XXVIII. Per le vie di Pompei ed Ercolano
XXIX. Cerveteri, nelle case degli Etruschi
Bibliografia
Indice dei nomi
Indice dei luoghi

Attilio Brilli è fra i massimi esperti di letteratura di viaggio. I suoi libri sono tradotti in varie lingue. Per il Mulino ha da ultimo pubblicato: «Mercanti avventurieri. Storie di viaggi e di commerci» (2013), «Gerusalemme, La Mecca, Roma. Storie di pellegrinaggi e di pellegrini» (2014), «Il grande racconto del viaggio in Italia. Itinerari di ieri per viaggiatori di oggi» (2014) e «Il grande racconto dei viaggi d’esplorazione, di conquista e d’avventura» (2015).

Sorgente: il Mulino – Volumi – ATTILIO BRILLI,

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Franco Spazzi, La cuscénza di tram, note di Alberto Casiraghy e Alberto Castaldini, Interlinea edizioni, 2011

Franco Spazzi è un archeologo della lingua.

Franco Spazzi è di più: è un unico inventore della lingua, a partire da quelle profondità.

Ringrazio tantissimo A.B. che me lo ha fatto conoscere e ringrazio Franco per avermi fatto dono di questa sua preziosa opera.

La parola “opus” si addice alle sue creazioni

Paolo Ferrario, 9 febbraio 2017


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nel rosso intenso, trasparente e indelebile

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Luciana Quaia: “Cinema è entrare nelle storie e uscirne cambiati”. “Cinema è scoprirsi protagonista dopo la parola Fine”. “Cinema è essere felici quando si spengono le luci”, ​in BiBazz | 63 piccoli film di parole: aforismi per il Festival del cinema di Como 2017

Cinema è entrare nelle storie e uscirne cambiati

Cinema è scoprirsi protagonista dopo la parola Fine.
Cinema è essere felici quando si spengono le luci.

Luciana Quaia

Sorgente: BiBazz | 63 piccoli film di parole: aforismi per il Festival del cinema

EUGENIO CAU, Il libro è morto ma è risorto: perchè gli ebook non riescono ancora a soppiantare i volumi di carta? Una questione di tecnologia – articolo a partire dal libro THE BOOK di Keith Houston,  in Il Foglio 31 ottobre 2016

Antologia del TEMPO che resta

per capire l’apparente invincibilità del libro cartaceo in questa guerra con il digitale, la cosa più utile è iniziare a considerare il dato più materiale del libro, il suo essere un pezzo di tecnologia prima ancora che un vettore di cultura. Il libro, infatti, è uno dei più antichi oggetti tecnologici ancora in uso, se non il più antico di tutti, e la sua permanenza millenaria, sebbene in forme differenti, è il frutto di un’evoluzione lunghissima che lo ha reso un pezzo di tecnologia sorprendentemente raffinato.

Qui entra in gioco Keith Houston, citato all’inizio di questo articolo. Houston è l’autore di “The Book”,

In “The Book”, Houston racconta la storia dell’oggetto-libro trattando una a una le parti che lo compongono: la pagina, il testo, le illustrazioni, la forma. Ciascuna di esse è il frutto di millenni di evoluzione e di invenzioni perfezionate nei secoli, di trovate geniali misconosciute…

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possiamo considerare un Blog come un compagno di vita e di famiglia che col tempo cresce e si sviluppa. Mentre Facebook e Twitter sono dei flirt, importanti e belli anche loro, ma che si consumano in un tempo breve

 


  • Mappeser.com

    documentazione, ricerca ed analisi in tema di politiche sociali. Il Blog è connesso al Sito Web  segnalo.it

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  • Coatesa

    il Lario e oltre visto da un luogo

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  • Tartarugosa

    memorie dal sottosuolo di una persona che si identifica con le tartarughe

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BARBARA COLLI, GIUSEPPE SACCA’, CONOSCI VENEZIA?, Edizioni Clichy, 2016 | recensione in Ytali, gennaio 2017

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Indubbiamente il paradigma su cui si fonda la città – l’acqua – condiziona il visitatore anche colto e ben disposto, che spesso fatica a capire gli aspetti anche prosaici di una città poetica.

I numeri civici, per esempio. Avete mai notato che una calle anche molto breve può avere una numerazione a tre, quattro cifre? Come mai? “Ogni sestiere assume una sua numerazione autonoma, detta a insulario, tale per cui Castello conta 6828 numeri, Cannaregio 6426, San Marco 5562, San Polo 3144, Santa Croce 2359 e Dorsoduro 3964. Hanno numerazione autonoma le singole strade di Sant’Elena e la Giudecca che arriva al civico 971”. E i ponti? Quanti sono? “438, di cui novanta privati, che diventano 455 se si includono i nove di Murano e gli otto di Burano”. E vi è mai capitato si sentire un veneziano definire il canal Grande (il “Canalazzo”?) o il campanile di San Marco (“el Paron de casa”)?

vai a:

Sorgente: Venezia, piacere di conoscerla. Il libro di Colli e Saccà | Ytali

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ALESSANDRO BARICCO, LA MAPPA DELLA METROPOLITANA DI LONDRA: SULLA VERITA’, Mantova Lectures, 2017. Appunti in forma di schede a cura di Paolo Ferrario

VIDEO SU RAI 5:

VAI A : http://www.raiplay.it/video/2017/01/TEATRO—MANTOVA-LECTURES-7c1954c2-e8b7-4137-9ab2-d64901097822.html

AUDIO

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clicca sulla prima immagine per vedere la sequenza delle schede

 

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breve dialogo di storia politica: i socialisti, Craxi e l’allora Pci

scrive C.N.

C’è una parte del Paese che si indigna per la proposta di intitolare a Craxi una via o una piazza: niente da dire però sul fatto che viali e tangenziali vengano intitolate ad un assassino seriale, sicario di Stalin come Palmiro Togliatti..!

 

rispondo:

da ex iscritto al Pci nel periodo 1973-1989 ti dico: avevate ragione VOI. Non NOI , gli antropologicamente diversi. Quando ero a militare (1973) un commilitone democristiano (e quindi da me detestato) mi disse: “guarda che pisciamo tutti allo stesso modo”

REVERIE: come nasce un progetto di comunicazione dopo un sogno

CARISSIME
giro a tutte voi autrici del libro SGUARDI SUL SERVIZIO SOCIALE il messaggio che questa mattina ho inviato a M. L. , sull’onda del mio entusiasmo per questa idea che (pensate) mi è stata suggerita da un sogno
. .. sì da un sogno, … sapete quei pensieri che si fanno quando ci si sveglia e si riflette sul sogno appena fatto e che sta sfumando nella dimenticanza. allora bisogna afferrarlo. i francesi  chiamano questa operazione REVERIE. in questi casi io scrivo o registro in quei momenti
questa è la mail con un mio audio:
cara M.
non mi sono dimenticato del progetto di dare continuità al convegno di presentazione di SGUARDI SUL SERVIZIO SOCIALE
mi è venuta una idea che ti espongo in questo audio
se sei d’accordo comincio a lavorarci
ti assicuro che la gestione dei blog è una mia capacità tecnica ed è facilissimo (una volta che si impara)
ti assicuro che sarà un modo formidabile per promuovere i CONTENUTI del libro
e questo è il blog come si presenta in rete:
nel giro dela giornata lo completo con i rimandi a tutti i SINGOLI INTERVENTI
e poi ci sarà da estrarre dal convegno anche lì tutti i singoli interventi
l’obiettivo è non perdere nulla di questo vostro eccezionale progetto
ciao a tutte e buon 2017

Emanuele Severino: … ” Allora devi dire al sig. Paolo che lo ringrazio vivamente” (da un messaggio di V.U.)

Caro Paolo,

ho parlato a lungo con Emanuele di varie questioni filosofiche e naturalmente del nostro Blog.

Alla fine della discussione mi ha detto:

“Mi dici sempre dell’aiuto decisivo che ti ha dato il sig. Paolo Ferrario nella creazione e gestione del Blog. Allora devi dire al sig. Paolo che lo ringrazio vivamente”

(da un messaggio di V.U.)

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riflettere in tema di DISINTERMEDIAZIONE ispirato da una lettera inviata a Vincenzo Guarracino e Carlo Pozzoni per il libro: LAGO D’ARTE E DI POESIA. In gita sul Lario in compagnia di artisti e scrittori, 2016

cari Carlo Pozzoni e Vincenzo Guarracino

permettetemi, in quanto “amici di luogo”, di fare alcune considerazioni che mi derivano dal mio mestiere (sociologo)

c’è una grande differenza fra l’uso dei quotidiani (e riviste) e quello del web

Nei giornali c’è la RECENSIONE (la desiderata e spesso agognata “recensione”) che dipende dagli umori, dalle preferenze, dai gusti del cosiddetto critico (a proposito : perchè qualche volta i “critici ” non provano la fatica di scrivere un racconto, un romanzo, una poesia? provino loro almeno una volta l’ebbrezza del rapporto autore/lettore)
la recensione, quando arriva è UNA , è quella e poi basta

il web consente quella che oggi si chiama, in linguaggio tecnico, la “disintermediazione”. Si può stabilire il rapporto diretto autore/lettore o quello opera/lettore
e si può farlo senza i filtri dei direttori, dei professori di università, dei critici, dei “gestori della cultura secondo la loro visione” …

ma c’è un altro vantaggio, inestimabile, sul web il messaggio può essere ripetuto. Non è “uno” , ma è quel che serve lungo il corso del tempo. Anche tanti. A distanza di settimane, mesi anni

ecco: io uso il web per “disintermediarmi” (e aggiungo, con un filo di volgarità, per fottermene dei gestori del potere culturale e comunicativo)

dato che sono un ENTUSIASTA dei libri di Guarracino (quelli su Como, quelli su Spallino, su Leopardi ecc) rilancio ancora (ecco la “disintemediazione”) i libro bellissimo da voi pubblicato, aggiungendo le fotografie. Con il mio solo rammarico di non avere portato con me il prezioso registratorino Olympus per registrare l’incontro

e poi ancora nei tempi futuri. Questa è la differenza

ecco qui. Basta un link:

https://coatesa.com/…/vincenzo-guarracino-lago-darte-e-di-…/

e
https://coatesa.com/…/…/bibliografia-di-vincenzo-guarracino/

saluti cari a voi

VINCENZO GUARRACINO, LAGO D’ARTE E DI POESIA. In gita sul Lario in compagnia di artisti e scrittori, Carlo Pozzoni editore. Presentazione il 15 dicembre 2016 allo Spazio Pozzoni – Via Maurizio Monti, 41 Como. INDICE del libro

Coatesa sul Lario e dintorni

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vai al sito di Carlo Pozzoni fotoreporter ed editore

http://www.carlopozzoni.it/

GUARRACINO: UN CAMPIONARIO DI BELLEZZE PAESAGGISTICHE E MONUMENTALI

Giovedì 15 dicembre – ore 18.00
Spazio Pozzoni – Via Maurizio Monti, 41 Como

dsc_7434Presentazione del libro:

LAGO D’ARTE E DI POESIA – In gita sul Lario in compagnia di artisti e scrittori
L’autore dialogherà con la giornalista Elisabetta Broli

Sorgente: Libri. Gita sul Lario con artisti e scrittori
Presentazione del libro Lago d’arte e di poesia. In gita sul Lario in compagnia di artisti e scrittori. L’autore, Vincenzo Guarracino, dialogherà con la giornalista Elisabetta Broli
È un periplo di Como e del suo lago, tra antiche e nuove meraviglie, questo Lago d’arte e di poesia, che viene disegnato da Guarracino: un campionario di bellezze, paesaggistiche e monumentali, attraverso lo sguardo di artisti e poeti, grandi e meno grandi (qualcuno grandissimo, qualche altro noto, altri infine vere e autentiche scommesse), tutti comunque appassionatamente…

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Bibliografia di VINCENZO GUARRACINO

Coatesa sul Lario e dintorni

GUARRACINO VINCENZO (a cura di)

Lago d’arte e di poesia. In gita sul Lario in compagnia di artisti e scrittori

Carlo Pozzoni Fotoeditore, 2016, p. 192

GUARRACINO VINCENZO

L’ amore dalla A alla Z. I poeti contemporanei e il sentimento amoroso

PuntoAcapo, 2014, p. 200

GUARRACINO VINCENZO

ANTONIO SPALLINO. Uomo, amministratore, sportivo, intellettuale

GIAMPIERO CASAGRANDE EDITORE, 2013, p. 348

GUARRACINO VINCENZO

Un nome venerato e caro. La vera storia di Antonio Ranieri oltre il Mito del sodalizio con Leopardi

Fondazione Zanetti, 2010, p.

GUARRACINO VINCENZO

LARIO D’ARTE E POESIA. In gita al lago di Como in compagnia di artisti e scrittori

GUIDA, 2010, p. 126

GUARRACINO VINCENZO

Giacomo Leopardi. L’infinito e altri canti

Edizioni LietoColle, 2009, p.

GUARRACINO VINCENZO

Il Teatro tra passione e missione. Bernardo Malacrida

NodoLibri, 2008, p. 160

GUARRACINO VINCENZO (a cura di)

PARLIAMO DEI FIORI. CON I POETI NEI GIARDINI DELL’ANIMA

Zanetto, 2005, p.

GUARRACINO VINCENZO…

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EL ME’ INDIRIZZ, idea scenica da una idea di Gianni Giolo, con le MUSICHE di Fo, Jannacci, Della Mea, Carpi, Strehler e i TESTI di Pietro Collina, Riccardo Borzatta e Federico Piadeni, Fondazione CA’ D’INDUSTRIA, Via Brambilla, 61, COMO. Organizzazione: Pierangela Torresani, Marco Bonacina, Omar Dodaro, 22 DICEMBRE 2016. VIDEO postato su youtube da O. Dodaro, 1 ore e 8 minuti

Emanuele Severino: Esiste la guerra giusta?, da Il Grillo, 26 aprile 1999 – da Il pensiero filosofico di Emanuele Severino

IL GRILLO (26/4/1999)

EMANUELE SEVERINO

ESISTE LA GUERRA GIUSTA?

Documenti correlati
“Bisogna sapere che polemos [il conflitto] è presente in tutte le cose, che la giustizia è conflitto e che tutto accade necessariamente come frutto di una lotta”.
Eraclito (Frammento 80)

26 APRILE 1999
LICEO CLASSICO “GIANBATTISTA VICO” DI NAPOLI

SEVERINO: Mi chiamo Emanuele Severino; oggi dobbiamo discutere insieme il tema: “Esiste una guerra giusta?”. Adesso vedremo una scheda filmata e poi discuteremo.

Le vicende belliche nella regione dei Balcani hanno ormai del tutto dissolto la convinzione che, dopo il secondo conflitto mondiale, la guerra potesse toccare l’Europa solo a distanza, combattuta in paesi lontani e pensata secondo categorie, capaci sì di accendere gli spiriti, ma che difficilmente toccano la vita di ogni giorno. Ora, con la guerra di nuovo in Europa, questa distanza è stata annullata. I profughi del Kosovo guardano noi italiani e europei per aiuto. Gli arerei che bombardano le città serbe decollano dalle nostre basi N.A.T.O.. La guerra è diventata di nuovo una questione immensamente reale e vicina e, con essa, la difficoltà di affrontarla. Vi è come un abisso che si spalanca di fronte all’idea di pianificare razionalmente attacchi destinati a distruggere città e ad uccidere persone. Come applicare alla guerra i nostri giudizi morali ordinari? L’etica quotidiana, fondata sull’idea del rispetto e della giustizia, sembra come sospesa di fronte alla spaventosa portata del concetto stesso di guerra. Il dovere morale presuppone la vita delle persone a cui si rivolge, mentre nella guerra si tratta di trovare ragioni che giustifichino l’uccisione delle persone. Eppure mai come nelle guerre recenti, nel Golfo e ora in Serbia, le ragioni che sono state portate sono quelle del Diritto Internazionale che sancisce la difesa dei diritti inalienabili della persona. Mai come questo scorcio di fine secolo le guerre sono state combattute con ragioni che vogliono essere morali, di fronte a un torto subito o alla messa a repentaglio della possibilità stessa della libertà e dell’integrità fisica delle persone. Ma quale etica può consentirci di affrontare la follia della guerra?

STUDENTESSA: A parer Suo, può esistere una guerra giusta?

SEVERINO: Per rispondere rapidamente, così come Lei ha posto la domanda: “No, non esiste una guerra giusta”. Però dobbiamo chiederci che cosa può significare questa domanda. Lei sa che cos’è giustizia? Sappiamo che cos’è giustizia? Se vogliamo procedere con un po’ di ragionamento giustificato, penso che ci si debba innanzi tutto chiedere che cos’è giustizia. A Loro che sono giovani, vorrei dare questo suggerimento: penso che siamo fatti tutti della stessa pasta, di fronte a certe scene tutti proviamo disgusto, orrore. La guerra ci fa orrore. Ecco, direi che uno degli insegnamenti maggiori per i giovani è quello, certamente, di essere fatti in questo modo, per cui provano orrore per la vergogna della guerra, però attenzione a non fidarsi del sentimento d’orrore, perché – e chiudo subito questa prima parte di risposta – il disgusto per la guerra è un qualche cosa che c’è oggi, ma non c’era ieri, non c’è stato tante volte nel corso della storia dell’uomo. “Ieri”, dico “ieri” tra virgolette, per esempio si provava disgusto per gli ebrei. Oggi questo disgusto, fortunatamente, nel nostro tipo di società, è scemato. Ma il disgusto è qualche cosa che ora c’è, ora non c’è. Il sentimento di deprecazione ora c’è, ora non c’è. Quindi l’invito è di provare a ragionare. E ragionare vuol dire innanzi tutto chiedersi che cos’è giustizia. Io penso che la mia risposta potrà concretarsi con le altre domande, altrimenti faccio una chiacchierata troppo lunga.

….

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