GLI ABITATORI DEL TEMPO, lezione magistrale del filosofo Emanuele Severino, al Teatro Sociale di Bergamo Alta, incontro organizzato e curato dalla associazione Noesis, 3 aprile 2012

mi ricordo quella sera, a Bergamo alta. Ad accostare la vertigine del pensiero di Emanuele Severino

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Antologia del TEMPO che resta

martedì sera, 3 aprile 2012,  ho avuto il grande privilegio di essere a Bergamo, ad ascoltare la sapienza filosofica che si esprime attraverso EMANUELE SEVERINO.

Ci sono filosofi che rendono chiaro il sentiero della storia che abbiamo imparato a conoscere nella nostra evoluzione culturale e personale.

Emanuele Severino fa un’altra cosa: spalanca la vista su una strada completamente nuova e diversa

Paolo Ferrario

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3 aprile 2012, ore 20.00, al Teatro Sociale, Città Alta

Emanuele Severino

GLI ABITATORI DEL TEMPO

Le nostre vite sono le più lunghe della storia dell’umanità e, tuttavia, nella nostra società il tempo non basta mai. Il filosofo Emanuele Severino ci porta in un viaggio non nel tempo, ma nel valore del tempo per gli uomini.

In collaborazione con il XIX Corso di Filosofia, promosso dall’Associazione Culturale Noesis.

VERBA MANENT vuole essere un appuntamento fisso di alto livello culturale che non disdegna, nel suo intento…

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Un consiglio, di ALFONSO GATTO, 31 dicembre 2016/1 gennaio 2017

Agli amici e ai lettori, con i nostri auguri per il 2017

Paolo e Luciana

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ALFONSO GATTO

Un consiglio

Non dare retta al re,
non dare retta a me.
Chi v’inganna
si fa sempre più alto di una spanna,
si mette sempre un berretto,
incede eretto
con tante medaglie sul petto.

Non date retta al saggio
al maestro del villaggio
al maestro della città,
a chi vi dice che sa.

Sbagliate soltanto da voi
come i cavalli, come i buoi,
come gli uccelli, i pesci, i serpenti
che non hanno monumenti
e non sanno mai la storia.

Chi vive è senza gloria.


vivian-maier-edicola

fotografia di VIVIAN MAIER

vista alla mostra  Vivian Maier. Nelle sue mani,  all’ARENGARIO di Monza, 8 ottobre 2016 – 8 gennaio 2017

Paolo Ferrario, DAI DISCHI AGLI MP3, lungo il percorso delle menti musicali degli over sessantenni – in Muoversi Insieme di Stannah, 9.2.2012

Su Muoversi Insieme di Stannah abbiamo già parlato del rito” del festival di Sanremo che si rinnova ogni anno all’avvicinarsi della primavera. In quelle serate ci viene ricordato che le parole e le musiche ascoltate dal palcoscenico accompagnano da sessant’anni la storia della società italiana e le nostre personalissime biografie. In quest’articolo prenderemo in analisi un altro aspetto della “memoria musicale” inscritta nelle persone che hanno vissuto quest’arco di tempo: vogliamo mettere al centro dell’indagine i cambiamenti delle tecnologie che rendono possibile l’ascolto e i loro effetti sulle abitudini e comportamenti.
In realtà la storia comincia molto prima, con il Disco: una lastra circolare di materia sintetica per mezzo della quale è possibile riprodurre musiche e suoni incise sulle sue tracce. La “musica di massa”, ossia accessibile a un pubblico vasto e non solo ai ristretti circoli delle aristocrazie della borghesia ottocentesca, comincia attorno al 1877, quando Thomas A. Edison inventa un tipo molto primitivo di grammofono, cui diede il nome di fonografo“. Ma il principio del disco grammofonico, piatto e rotondo, fu concepito dal fisico Emil Berliner un anno dopo: il disco veniva collocato su un piatto messo in rotazione con un motore a molla. Dopo parecchi tentativi si impose la velocità standard dei 78 giri e la musica che si muove nell’aria cominciò ad avere i suoi supporti materiali che le consentiranno di entrare nelle case e fra le famiglie.
Nel secondo dopoguerra e, dunque, nel periodo evolutivo dei post sessantenni il giradischi entra a far parte dell’arredamento delle abitazioni e diventa una tecnologia di distinzione che campeggia nel “salotto” di soggiorno. La durata dei dischi a 78 giri (tipici degli anni ’40) era di circa 4 minuti a facciata: questa unità di tempo è stata inizialmente determinante nel condizionare la struttura ideativa delle canzoni e della stessa musica jazz. La maggior parte della produzione di quest’ultimo tipo di musica, che molto ha influito sui gusti degli italiani che in quel decennio si avvicinavano alla cultura americana, erano organizzate sulla base di incontri durante i quali venivano effettuate più registrazioni, chiamate “takes”, ossia versioni multiple dello stesso brano fra le quali si sceglieva l’esecuzione migliore. Nei primissimi anni del ‘900 il jazz poteva essere ascoltato solo suonato dal vivo nelle strade e nelle sale da ballo. Poi, negli anni ’20 – ’30, nei fonografi e nei locali notturni. Negli anni ’40 – ’50 le fonti primarie divennero la radio, i dischi, i film.
Tuttavia c’era un problema da risolvere. La durata dei 4 minuti di un 78 giri costituiva una forte limitazione per altri generi musicali: l’ascolto della Messa in si minore di Bach, per esempio, rendeva necessari 17 pesanti dischi. Per rimediare occorreva diminuire la velocità di rotazione del disco o tracciare solchi più sottili sulle lastre, senza diminuire la qualità sonora. I progressi tecnici portarono al Disco microsolco. Nel 1948 la statunitense Columbia Records impose lo standard dei dischi LP (Long Playing) a 33 giri, capaci di contenere dai venticinque ai quaranta minuti di musica per facciata. Ora un’intera sinfonia era disponibile in un solo disco. Il tipo di materiale e la riduzione della velocità, inoltre, facevano diminuire il rumore di fondo e migliorare la qualità sonora. Le grandi case discografiche adottarono rapidamente questo supporto e i loro cataloghi vennero continuamente arricchiti, per la gioia consumatrice degli ascoltatori e collezionisti. Il formato delle buste cartonate dei 33 giri (31 x 31 centimetri) furono anche il supporto per splendide copertine, che diedero lavoro espressivo a grafici e fotografi per i vent’anni successivi. La RCA Victor, nel 1949, a sua volta introdusse un proprio microsolco costituito da un disco di 18 centimetri che ruotava a 45 giri al minuto. Il 33 giri sviluppò la moda dell’”alta fedeltà”, che si traduceva in un forte indotto dell’industria dei giradischi: altoparlanti montati in casse acustiche, amplificatori, puntine di zaffiro ultrasensibili, bracci di lettura bilanciati. Il 45 giri divenne il più competitivo supporto per la musica leggera e i juke-box. La generazione dei sessantenni ricorda bene come le loro adolescenze trascorrevano anche nei bar dove queste macchine (con gettoni da cinquanta o cento lire),
in modo quasi “magico”, andavano a prendere il disco che era stato digitato sulla lista, alla voce cantante/titolo, lo deponevano sul piatto e la puntina ne diffondeva le note per tutte le persone presenti. La versione Columbia veniva preferita per le esecuzioni a “lunga programmazione”, mentre il 45 giri diventò il supporto fondamentale per i singoli standard, decisivi per l’impulso del mercato giovanile, e che si potevano sentire nei cosiddetti “mangiadischi”, anticipando così, in forma elementare, l’elevatissima portabilità dei nostri giorni.
Il baby-boom degli anni immediatamente successivi alla fine della guerra conduceva nei negozi di dischi un’estesa platea di giovani disponibili a spendere denaro in musica. E’ negli anni ’50 che si forma, a partire dagli Stati Uniti per arrivare all’Europa, una diffusa cultura di appassionati alla “popular music“. Basti pensare a Frank Sinatra (1915-1998) e ai crooners, che devono il loro nome (“sussurratori“) alle personali dotazioni vocali rese, però, possibili dalla sensibilità dei microfoni e dalle tecniche di riproduzione. I “Sinatra’s Songs For Swingin’ Lovers e “Swingin’ Affair” facevano balzare il cuore e educavano gli adolescenti alle relazioni sentimentali. Ma anche Elvis Presley (1935-1977) alternava alla sovreccitazione del rock vero e proprio, ballads lente e romantiche, cantate con un’affettività che preludeva alla successiva liberazione sessuale. Il rock creò un mercato di massa capace di mobilitare interessi finanziari fortissimi, al cui confronto la musica classica appariva estremamente modesta.  Ma c’è un altro dato storico da mettere in rilevo. Nel 1958 il festival di Sanremo fu vinto da Domenico Modugno (1928-1994) con la canzone Nel blu dipinto di blu: viene fatta risalire a quel periodo, perlomeno in Italia, l’origine della figura del “cantautore”, ossia dell’identificazione artistica fra l’autore di un testo e la sua interpretazione musicale. In ogni caso questi due sviluppi (il mercato di massa e una nuova tipologia di artista) furono favoriti dai supporti plastici dei 33 e 45 giri.
Anche il magnetofono (oggi diremmo registratore) e i nastri magnetici hanno avuto un ruolo importante. Inizialmente i nastri giravano su bobine circolari di difficile gestione, ma ben presto, dalla metà degli anni ’60, fu trovata la soluzione tecnica: racchiudere il nastro nelle audiocassette, da inserire in piccoli utensili portatili, i cosiddetti “walkman“, inventati dai giapponesi della Sony. Con questa tecnologia, che ha segnato l’epoca degli anni ’70 e ’80, i singoli brani potevano svincolarsi dalla gabbia del disco e si potevano fare registrazioni antologiche personalizzate che “permettevano di ascoltare ma anche di far ascoltare quella musica, quei dischi, quelle canzoni, quei gruppi a qualcun altro” (Ernesto Assante). Tutto questo lo si faceva con le audiocassette, antenate delle attuali playlist.
Inizia qui la fase dell’interattività che oggi ha raggiunto livelli stratosferici, ma contemporaneamente c’è la svolta tecnica del CD (Compact Disk), brevettato dalla Philips nel 1979, che sostituiscono i “vecchi” dischi in vinile. I nuovi dischetti sono piccoli, hanno un diametro di 12 centimetri, possono contenere oltre 74 minuti di musica senza interruzioni ed hanno un’ottima resa sonora. Anche i lettori laser che li fanno funzionare sono molto meno ingombranti dei giradischi e, soprattutto sono portatili. Il passaggio dai Long Playing ai Compact Disk inizialmente non piaceva a chi si era affezionato ai precedenti supporti. “Si era perso il fascino dell’oggetto, persa la sua elegante vulnerabilità, persa l’unicità delle copertine e delle confezioni, persa la sfogliabilità e la leggibilità dei testi, persa per alcune scuole di pensiero perfino la qualità sonora, persa ogni ritualità consolidata da decenni di uso” (Luca Sofri). La piccola confezione del Cd riduce la carica artistica che era possibile esprimere negli album a 33 giri tramite le immagini e i testi delle copertine. Ma questo senso di perdita ben presto si diluisce nell’arco di un decennio e si andrà sempre di più verso la miniaturizzazione e “smaterializzazione” dei supporti. Basta scorrere le date: radio a transistor (1954),
registratori a cassette (1963),
walkman (1978, Cd (1982),
lettori portatili di Mp3 (1996).
Ora il formato standard è l‘Mp3 (più precisamente l’MPEG Motion Picture Experts Group Audio Layer III),
nato in un laboratorio tedesco nel 1987 e lanciato nel 1993. l’obiettivo di questa tecnologia è di ridurre le dimensioni dei files audio, senza grandi perdite di qualità sonora, perché devono correre in internet e raggiungere i miliardi di Pc fra loro collegati. Inoltre, in cuffia sono assolutamente perfetti. l’Mp3 è versatile, è copiabile con strumenti casalinghi, corre veloce e cambia del tutto il mercato discografico. Ma cosa fare con i vecchi LP da 33 giri? I nativi degli anni ’40 e ’50 ne hanno lunghi scaffali pieni, belli infilati nelle loro custodie di plastica, per proteggerli dalla polvere. Sono dischi con copertine spesso bellissime, come si è detto: veri quadri pittorici in formato 30 per 30, come quelli che sapeva disegnare Peppo Spagnoli della Splasc(h). Certamente si potevano trasferire su audiocassetta, ma rinunciando alla compatibilità con le tecnologie audio oggi dominanti. E allora ecco venire in aiuto, ancora una volta il mercato. Si inventano hardware costituiti da un giradischi collegabile con un cavo alla presa Usb del Pc. Si mette il disco 33 giri (ma funziona con i 45 giri ed anche con le cassette),
si registra la facciata, si dà il nome alle tracce e, con qualche procedura attenta, le preziose musiche jazz e pop degli anni ’50, ’60, ’70 diventano files Mp3: elettroni strutturati che viaggiano sui fili di internet, diventando unità audio diffuse, fruibili, avvicinabili, ascoltabili per il piacere soggettivo e intersoggettivo al costo di circa 10 Cd acquistabili nei negozi.
La vendita di dischi conosce la più importante crisi di settore e si reindirizza verso gli acquisti online sia dei Cd sia dei singoli files. Ma la più veloce e intensa rivoluzione diffusa, molecolare, elettronica e democratica l’ha inventata Steve Jobs con l’iPod, ossia quei minicomputer tascabili e dotati di una memoria sufficiente a immagazzinare (a un costo assolutamente concorrenziale rispetto ai Cd) migliaia di tracce musicali. “l’iPod mi aiutò a ristabilire una relazione con dischi che non sentivo da anni. Cominciai a disossare la mia collezione di dischi, sventrando i vinili per poi importarli con iTunes. Iniziai a passare ogni minuto libero a rovistare dentro ogni Cd, album, singolo e cassetta alla ricerca di canzoni degne dei nuovi giocattoli” (Dylan Jones.)
l’ iPod è stato ed è un oggetto di status e di tendenza che oggi si contende il suo spazio fra altri diversi modi di fruire la musica: radio, televisione, cellulari, computer. Non è più il tempo dei bar con il juke box, della radio a transistor o del giradischi casalingo accanto al divano. La musica si consuma in modo frammentato e diffuso sui treni, alle stazioni, nei luoghi e non luoghi della mobilità. E’ vero che si è perso in materialità dei supporti, tuttavia oggi ci sono più “dischi” (virtuali) di quanti una persona possa ascoltare in tutto il ciclo della sua terrena esistenza. Anche potendosi permettere di acquistarli (ma più spesso copiarli) tutti è umanamente impossibile trovare il tempo, questo sì scarso, per sentire tutta questa musica. Ecco perché ridiventa necessario educare e affinare il gusto: occorre imparare a scegliere autori e musica nel reticolare emporio di internet. Proviamo a usare All Music Guide, ad avere fiducia nei consiglieri di musica jazz come Norbert Ruecker, a inseguire i viaggi personali nella musica pop di Ezio Guaitamacchi, Nick Hornby, Ernesto Assante e Gino Castaldo, oppure a percorrere il sito del documentatore italo-americano Piero Scaruffi.
Il ciclo storico del vinile è durato 30 anni e quello del Cd e delle audiocassette circa 20. Oggi le innovazioni hanno tempi sempre più brevi. Gli individui della generazione dei post sessantenni hanno vissuto come “consumatori creativi” tutte queste svolte tecnologiche adattandosi e imparandone l’uso attraverso lo studio e apprendimento di manuali e istruzioni spesso difficili. Alcuni hanno rinunciato a farlo. Ma la mente musicale è produttrice di forti energie che supportano i cambiamenti. Lo scrittore Giuseppe Pontiggia parlava della sua ingordigia di libri come di una “libridine” (libidine per il libro). Cos’è quest’altra passione di suoni creati dall’ingegno umano che si strutturano in schemi armonici che accarezzano il cervello? Una “musicalidine“?
Forse non è un neologismo altrettanto efficace di quello di Pontiggia.
Cosa verrebbe in mente al lettore di questo percorso storico e biografico?

Fonti bibliografiche:
Enciclopedia della musica: piaceri e seduzioni nella musica del XX secolo, Einaudi/Il Sole 24 ore, 2006
Storia della civiltà europea: il Novecento, volume 18, Musica, Corriere della Sera, 2008
La canzone italiana 1861-2011, storie e testi, a cura di Leonardo Colombati, Mondadori, 2012
Ernesto Assante, Copio dunque sono, la rivoluzione che ha cambiato la musica, Coniglio editore, 2009
Ezio Guaitamacchi, 1000 canzoni che ci hanno cambiato la vita, Rizzoli, 2009
Dylan Jones, iPod, dunque sono, Marco Tropea editore, 2005
Luca Sofri, Playlist: la musica è cambiata, Rizzoli, 2006

Sorgente: Dai dischi agli Mp3, lungo il percorso delle menti musicali degli over sessantenni – Muoversi Insieme

Le 10 canzoni più ascoltate del 2016 | da l’Unità TV

1. Fabio Rovazzi – Andiamo a Comandare 

Se in Italia si parla di fenomeno musicale dell’anno non si può che dire un nome Fabio Rovazzi. Flash mob, intere spiagge in delirio Andiamo a comandare ha conquistato gli italiani. Se si guardano i numeri su Youtube è impressionante il successo di questa canzone che ha superato 100 milioni di visualizzazioni – un numero record per una canzone in italiano-. E’ lui il re di questo 2016.

2. Alan Walker – Faded 

La piazza d’onore la conquista il giovanissimo produttore norvegese Alan Walker. Prima di dicembre era sconosciuto al grande pubblico, ma con la sua Faded, interpretata dalla bellissima voce di Iselin Solheim, è diventato un fenomeno di portata mondiale. Nei primi mesi la splendida ballata elettronica del producer norvegese è stata in vetta a tutte le classifiche. Per capire quanto è grande il successo di Faded basta vedere il numero delle visualizzazioni su Youtube che ad oggi ha avuto: oltre 812 milioni.

3. Alvaro Soler – Sofia

Come ogni anno anche il 2016 ha il suo tormentone latino-americano. Quest’anno è toccato ad Alvaro Soler, che già era stato il re dell’estate 2015, con Sofia. Il brano fresco e ballabile, come consuetudine del genere, ha conquistato tutti grandi e bambini.

4. LP – Lost On You

Al quarto posto tra i brani più ascoltati dell’anno c’è Lost on You, bellissimo brano indie rock della cantautrice americana di origine italiane Laura Pergolizzi, in arte LP. Negli anni ha scritto canzoni per artiste del calibro di Rihanna e Christina Aguilera, ma solo in questo 2016 si è fatta conoscere al grande pubblico internazionale come interprete.

5. Kungs vs Cookin’ on 3 Burners – This Girl

Con This Girl si ritorna ai tormentoni estivi. E’ stata una di quelle canzoni che hanno fatto ballare le spiagge italiane in questo 2016. Il brano della band australiana Cookin’ on 3 Burners mixata dal diciannovenne francese Kungs è sicuramente uno dei tormentoni di quest’anno.

6. Lukas Graham – 7 Years 

I Lukas Graham sono tra i dominatori di questo 2016. La band danese si è fatta conoscere dal mondo intero con la splendida ballata 7 Years dedicata dal cantante della band Lukas Graham Forchhammer al padre morto all’età di 61 anni.

 

7. J-AX & Fedez – Vorrei ma non posto

La coppia J-Ax-Fedez ormai è consolidata. La loro Vorrei ma non posto è stato un vero e proprio tormentone dell’estate 2016. Un grande successo della coppia rap più di successo del Belpaese che continua a sfornare brani molto amati.

 

8. Coldplay feat Beyonce- Hymn For The Weekend

Il 2016 è l’anno dei Coldplay. Da quando è uscito il loro nuovo disco – A Head Full of Dreams nel dicembre 2015 – è stato un successo continuo. Molti dei loro brani sono entrate nelle classifiche in tutto il mondo, ma la canzone che più di tutte ha avuto successo nel nostro Paese è sicuramente Hymn For The Weekend che cantano in compagnia di Beyonce.

 

9. Elisa – No Hero

Dopo qualche anno in cui l’artista giuliana aveva prodotto brani esclusivamente in italiano, il ritorno all’inglese è stato un vero successo. No Hero ha stazionato nelle parti nobili delle classifiche di gradimento per tutta la prima parte di questo 2016, prima di perdere posizioni a favore dei tormentoni estivi.

 

10. Adele – Hello

Vi sorprenderà trovare così in basso Hello, ma la splendida canzone che ha segnato il ritorno dell’artista britannica è uscita negli ultimi mesi 2015, quindi è normale che sia un po’ scesa nelle classifiche di quest’anno. Comunque sia, un grande successo di una grande artista.


Sorgente: Top ten – Le 10 canzoni più ascoltate del 2016 | l’Unità TV

2016: l’anno della delusione costituzionale

Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione.
Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo. E a subirla ti senti ingannato, beffato, umiliato. La vittima d’una ingiustizia che non t’aspettavi, d’un fallimento che non meritavi. Ti senti anche offeso, ridicolo, sicché a volte cerchi la vendetta. Scelta che può dare un po’ di sollievo, ammettiamolo, ma che di rado s’accompagna alla gioia e che spesso costa più del perdono.
Oriana Fallaci

Sorgente: Poesie del cuore, pensieri, riflessioni…: Delusione frasi, citazioni, aforismi, riflessioni

SDN, spirito del natale. la scelta di due poesie di a.r.m., 25 dicembre 2016

Caro Paolo, sincera  semplicità…i migliori auguri attraverso la scelta di due poesie che con il loro eco rimandano ad una scansione del tempo e dello spazio giovevole a fermarsi per guardare l’ infinito..

🎀
Preghiera della neve e dell’attesa.

Sfrigola la carta crespa,
incanta come sempre il pastore inginocchiato,
la pecora che resta
indietro, inciampa, increspa
la finzione del prato;
le case di cartone, l’acqua
che non scorre – è un velo
di stagnola,
e il muschio…
ah, il muschio! unica nostra astuzia
quest’aggiunta patetica del vero,
quest’attenzione un po’ pignola
alla minuzia… –

Portami ancora doni, dio bambino.

Entra dalle finestre chiuse, assali il sonno,
fammi sorpresa quando l’ora
scocca ed è – miracolo – mattino.

Portami l’attesa per esempio, il dono
che lungheggia il tempo, lo rinnova
al fuoco sempre acceso, all’eco
d’un mio desiderare
timido, quieto.
Torna a essere l’Atteso,
colui che senza una ragione arriva, senza peso
(eravamo bambini bravi, capaci
di sperare, anche
di bivaccare all’ombra di un divieto;
perché ci hai reso vecchi così rapaci,
e schiavi?).
Ritorna l’attimo che riempie
d’un qualche baluginare il mondo:
fai che vediamo al buio i lampi
latenti,
la tenda che si scosta, il frullo
delle ali, il soffio
d’un alito che sia divino…

Noi,
ciechi veggenti.
Fai che passiamo l’anno ad aspettare
(quest’arte oggi così desueta, incolta…).
Fai che così aspettando non passiamo.
Non così veloci, e senza posa…
La pena di passare sia una neve
che s’incunea a filtrare
e gocciola dai travi, appena sciolta…
Qualcosa che alla fine ci distrare
e riposa.
(Paola Mastrocola)

🎀
NATALE

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare.
(Giuseppe Ungaretti)
🎀
a.r.m
Auguri a te, Luciana e ai vostri amati 💖

Libri di ARTE e ARCHITETTURA nella biblioteca di Paolo Ferrario, 24 dicembre 2016

Libri di ARTE e ARCHITETTURA Pagina 1 di 28

nella biblioteca di Paolo Ferrario, 24 dicembre 2016

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* AALTO ALVAR, Organicismo razionale per l’uomo, Corriere della Sera-Politecnico di Milano-

Abitare, 2016, p. 144

* ARAVENA EMENTAL ALEJANDRO, Un bilancio tra pertinenza, creatività e invenzione, Corriere

della Sera-Politecnico di Milano-Abitare, 2016, p. 144

* AULENTI GAE, Ambienti uirbani e dialogo tra le arti, Corriere della Sera-Politecnico di Milano-

Abitare, 2016, p. 144

* BANSKY, a cura di Ket, Planet Bansky unauthorized, Ippocampo edizioni, 2016, p. 130

* BELLINI MARIO, Forma e leggerezza, Corriere della Sera-Politecnico di Milano-Abitare,

2016, p. 144

* BENJAMIN WALTER, a cura di Erica Grossi, Arte, media, filosofia della storia. Per

un’archeologia dei tempi moderni, Hachette, 2016, p. 140

* BOTTA MARIO, Luce e gravità, Corriere della Sera-Politecnico di Milano-Abitare, 2016, p. 144

* BRANZI ANDREA, Design antropologico e drammaturgia degli oggetti, Corriere della Sera-

Politecnico di Milano-Abitare, 2016, p. 144

* CANI FABIO, L’ ARCHITETTURA DEL XX SECOLO IN PROVINCIA DI COMO, 1. 1900-1945,

NodoLibri, 2016, p. 262

* CITTERIO ANTONIO, Design sensibile e tecnologico, Corriere della Sera-Politecnico di

Milano-Abitare, 2016, p. 144

* COLOMBO JOE, Soluzioni globali e futuribili dell’habitat, Corriere della Sera-Politecnico di

Milano-Abitare, 2016, p. 144

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Louvre, Parigi, Corriere della Sera, 2016, p. 126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Londra. Victoria and Albert Museum, Corriere della Sera,

2016, p. 126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Prado, Madrid, Corriere della Sera, 2016, p. 126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, San Pietroburgo, Ermitage, Corriere della Sera, 2016,

p. 126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Parigi. Musèe d’Orsay, Corriere della Sera, 2016, p.

126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Parigi. Musèe Marmottan Monet, Corriere della Sera,

2016, p. 126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Lisbona. Museo Gulbenkian, Corriere della Sera, 2016,

p. 126

Libri di ARTE e ARCHITETTURA Pagina 2 di 28

nella biblioteca di Paolo Ferrario, 24 dicembre 2016

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* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Il Cairo, Museo egizio, Corriere della Sera, 2016, p. 126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Firenze. Museo del Bargello, Corriere della Sera, 2016,

p. 126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Monaco. Alte Pinakothek, Corriere della Sera, 2016, p.

126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Firenze. Galleria dell’Accademia, Corriere della Sera,

2016, p. 126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Roma. Galleria Borghese, Corriere della Sera, 2016, p.

126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Madrid. Museo Thyssen-Bornemisza, Corriere della

Sera, 2016, p. 126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Budapest. Museo di Belle Arti, Corriere della Sera,

2016, p. 126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Firenze. Galleria Palatina Palazzo Pitti, Corriere della

Sera, 2016, p. 126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Parigi. Museo de l’Orangerie, Corriere della Sera, 2016,

p. 126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Mosca. Museo Pushkin, Corriere della Sera, 2016, p.

126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Parigi. Centre Pompidou, Corriere della Sera, 2016, p.

126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Berlino. Gemaldegalerie, Corriere della Sera, 2016, p.

126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Milano. Pinacoteca di Brera, Corriere della Sera, 2016,

p. 126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Vienna. Museo del Belvedere, Osterreichische Galerie,

Corriere della Sera, 2016, p. 126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Atene, museo archeologico, Corriere della Sera, 2016,

p. 126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Vienna, Kunsthistorisches Museum, Corriere della Sera,

2016, p. 126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Uffizi, Firenze, Corriere della Sera, 2016, p. 126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, MoMa the museum of modern art, Corriere della Sera,

2016, p. 126

Libri di ARTE e ARCHITETTURA Pagina 3 di 28

nella biblioteca di Paolo Ferrario, 24 dicembre 2016

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* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Roma, Musei Vaticani, Corriere della Sera, 2016, p. 126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Venezia, Gallerie dell’Accademia, Corriere della Sera,

2016, p. 126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Bruxelles. Musei reali di belle arti, Corriere della Sera,

2016, p. 126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Londra. British Museum, Corriere della Sera, 2016, p.

126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, New York. Metropolitan Museum, Corriere della Sera,

2016, p. 126

* DAVERIO PHILIPPE, visita a cura di, Londra,National Gallery, Corriere della Sera, 2016, p.

126

* DE LUCCHI MICHELE, Captare la contemporaneità attraverso la natura, la tecnologia, la

cultura e l’artigianato, Corriere della Sera-Politecnico di Milano-Abitare, 2016, p. 144

* EISENMAN PETER, scomposizioni, stratificazioni, topografie oltre lo sguardo, Corriere della

Sera-Politecnico di Milano-Abitare, 2016, p. 144

* ENCICLOPEDIA DEI RAGAZZI, Grande dizionario dell’arte, in Arte, pittura, scultura e

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L’Espresso, 2015, p. 384

* ZUFFI STEFANO (a cura di), Storia dell’arte: il Cinquecento in Europa, La Repubblica –

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* BOLLE ROBERTO, SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE, LA

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* BOLLE ROBERTO, LA DANZA: EXCELSIOR, LA REPUBBLICA/L’ESPRESSO, RAI ERI, 2013,

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* BOLLE ROBERTO, LA DANZA: LA BAYADERE, LA REPUBBLICA/L’ESPRESSO, RAI ERI,

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* PERICOLI TULLIO, I PAESAGGI, ADELPHI, 2013, p. 410

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* AA. VV., LONDRA: BRITISH MUSEUM, LA REPUBBLICA – L’ESPRESSO, 2012, p.

* AA. VV., MADRID: MUSEO DEL PRADO, LA REPUBBLICA – L’ESPRESSO, 2012, p.

* AA. VV., Tutto novecento: storia, filosofia, letteratura italiana, arte, architettura, musica, teatro.

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* GRECO GIOVANNI, MONDA DAVIDE, IL RINASCIMENTO OGGI. PROTAGONISTI DEL

RINASCIMENTO ANROR VIVI NELL’IMMAGINARIO CONTEMPORANEO, IDEA LIBRI, 2002,

p. 318

Libri di ARTE e ARCHITETTURA Pagina 22 di 28

nella biblioteca di Paolo Ferrario, 24 dicembre 2016

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* GROSZ, GROSZ, a cura di Ivo Kranzfelder, L’ESPRESSO, 2002, p.

* KLEE PAUL, QUADERNO DI SCHIZZI PEDAGOGICI, ABSCONDITA, 2002, p.

* MACKE, MACKE, a cura di Anna Meseure, L’ESPRESSO, 2002, p.

* MULLER PIETRO, L’ INSIGNE BORGATA, EDITORIALE LOMBARDA – COMO, 2002, p.

* MUNARI BRUNO, FANTASIA. INVENZIONE CREATIVITA’ E IMMAGINAZIONE NELLE

COMUNICAZIONI VISIVE, LATERZA, 2002, p.

* REMBRANDT MICHAEL, REMBRANDT, a cura di Michael Bockemuhl, L’ESPRESSO, 2002,

p.

* ROVI ALBERTO, fotografie di Enzo Pifferi, Arte sacra in territorio lariano, Enzo Pifferi Editore,

2002, p. 142

* SEURAT, SEURAT, a cura di Hajo Duchting, L’ESPRESSO, 2002, p.

* TIEPOLO GIAMBATTISTA, GIANBATTISTA TIEPOLO, UNITA’ EDITRICE MULTIMEDIA,

2002, p.

* TOULOUSE-LAUTREC HENRI DE, TOULOUSE-LAUTREC, a cura di Matthias Arnold,

L’ESPRESSO, 2002, p.

* TURNER, J. M. W. TURNER, a cura di Michael Bockemuhl, L’ESPRESSO, 2002, p.

* VELAZQUEZ, VELAZQUEZ 1599-1660. Il volto della Spagna. A cura di Norbert Wolf,

L’ESPRESSO, 2002, p.

* VERMEER, VERMEER, a cura di Norbert Scneider, L’ESPRESSO, 2002, p.

* CHAGALL, CHAGALL, a cura di Ingo F. Walthyer / Rainer Metger, l’Espresso, 2001, p.

* DALI’, DALI’, a cura di Gilles Neret, l’Espresso, 2001, p.

* DEGAS EDGAR, DEGAS, a cura di Bernd Growe, L’ESPRESSO, 2001, p.

* ERNST MAX, ERNST MAX, a cura di Ulrich Bischoff, l’Espresso, 2001, p.

* FASOLO JACOPO, UN’ ALTRA VENEZIA, ERSENALE EDITRICE, 2001, p.

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nella biblioteca di Paolo Ferrario, 24 dicembre 2016

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* FEDIER FRANCOIS, L’ ARTE. Aristotele, Cézanne, Matisse. Il pensiero in pittura, CHRISTIAN

MARINOTTI EDIZIONI, 2001, p. 280

* HOPPER EDWARD, HOPPER, a cura di Rolf G. Renner, L’ESPRESSO, 2001, p.

* KAHLO FRIDA, KAHLO, a cura di Andrea Kettenmann, L’ESPRESSO, 2001, p.

* KANDINSKY, KANDINSKY, a cura di Hajo Duchting, l’Espresso, 2001, p.

* KLEE, KLEE, a cura di Susanna Partsch, l’Espresso, 2001, p.

* KLIMT, KLIMT, a cura di Gilles Neret, l’Espresso, 2001, p.

* MAGRITTE, MAGRITTE, a cura di Marcel Paquet, l’Espresso, 2001, p.

* MARC FRANTZ, MARC, a cura di . Partsch, L’ESPRESSO, 2001, p.

* MATISSE HENRY, MATISSE, a cura di V. Essers, L’ESPRESSO, 2001, p.

* MIRO’, MIRO’, a cura di Janis Mink, l’Espresso, 2001, p.

* MONET CLAUDE, MONET, a cura di Ch. Heinrich, L’ESPRESSO, 2001, p.

* MUNCH, MUNCH, a cura di Ulrich Bischoff, L’ESPRESSO, 2001, p.

* PICASSO, PICASSO, a cura di Ingo F. Walther, l’Espresso, 2001, p.

* RENOIR PIERRE – AUGUST, RENOIR, a cura di Peter H. Feist, L’ESPRESSO, 2001, p.

* ROUSSEAU HENRI, ROUSSEAU, a cura di Cornelia Stabenow, L’ESPRESSO, 2001, p.

* SCHIELE, SCHIELE, a cura di Reinhard Steiner, l’Espresso, 2001, p.

* VACCHETTI MARCO, STORIA DELL’ARTE: NARRAZIONE NELLE IMMAGINI, SCUOLA

HOLDEN, RIZZOLI, 2001, p.

* ZORZI ALVISE, VENEZIA SCOMPARSA, MONDADORI, 2001, p.

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nella biblioteca di Paolo Ferrario, 24 dicembre 2016

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* CAROLI FLAVIO, ZUFFI STEFANO, TIZIANO, FABBRI EDITORE, 2000, p. 300

* CERVER FRANCISCO ASENSIO, ACQUERELLO PER PRINCIPIANTI, KONEMANN, 2000, p.

176

* GALBIATI ALBERTO, NAQUANE. PARCO NAZIONALE DELLE INCISIONI RUPESTRI: GUIDA

MINIMA, LIBRERIA DEL PARCO, 2000, p.

* GOYA FRANCISCO, CAPRICCI, DISASTRI DELLA GUERRA, FOLLIE, FONDAZIONE

ANTONIO MAZZOTTA, 2000, p.

* GRIMAL PIERRE, L’ ARTE DEI GIARDINI una breve storia, DONZELLI, 2000, p.

* KAMINSKI MARION, VENEZIA: ARTE & ARCHITETTURA, KONEMANN, 2000, p.

* LEPROHON PIERRE, VAN GOGH, FABBRIE EDITORE, 2000, p. 400

* MULLER P, MANFREDI G., CAVALMORETTI C. (a cura di ), prefazione di Albewrto Artioli, LA

CHIESA DI SAN GIOVANNI A TORNO (COMO). Breve guida per una visita e il restauro nel

1999, , 2000, p. 32

* PANDAKOVIC DARKO, ARCHITETTURA DEL PAESAGGIO VEGETALE, EDIZIONI

UNICOPLI, 2000, p. 102

* SCARPA TIZIANO, VENEZIA E’ UN PESCE una guida, FELTRINELLI, 2000, p.

* AA. VV., LAGO DI COMO, ENZO PIFFERI EDITORE, 1999, p.

* AA. VV., ROMANICO: ITINERARI A COMO E LECCO, ENZO PIFFERI EDITORE, 1999, p.

* AA. VV., LE PAROLE DELL’ARTE, CARTACANTA, 1999, p.

* BOLOGNA GIULIA, PALAZZO MARINO IN MILANO, COMUNE DI MILANO, 1999, p. 176

* CANI FABIO, I NOMI DELLA CITTA’ guida alla toponomastica antica della città murata di

Como, NODO LIBRI, 1999, p.

* GIOVIO GIOVANNI BATTISTA, COMO E IL LARIO, VALENTINA EDIZIONI, 1999, p. 170

* LORENZETTI GIULIO, VENEZIA E IL SUO ESTUARIO guida storico – artistica, LINT, 1999, p.

* McCARTHY MARY, VENEZIA SALVATA, ARCHINTO, 1999, p.

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* PRETTE MARIA CARLA, DE GIORGIS ALFONSO, LEGGERE L’ARTE storia linguaggi epoche

stili, GIUNTI, 1999, p.

* SANSONI UMBERTO, GAVALDO SILVANA, GASTALDI CRISTINA, SIMBOLI SULLA ROCCIA.

L’ARTE RUPESTRE DELLA VALTELLINA CENTRALE DALLE ARMI DEL BRONZO AI SEGNI

CRISTIANI, EDIZIONI DEL CENTRO CAMUNO DI STUDI PREISTORICI, 1999, p.

* VITTANI DONATA, foto di Enzo Pifferi, COMO DA SCOPRIRE, ENZO PIFFERI EDITORE,

1999, p.

* MULLER PIETRO, LA PLINIANA DI TORNO, ATTILIO SAMPIETRO EDITORE – MENAGGIO,

1998, p.

* RODIN AUGUST, SCULTURE E DISEGNI, TASCHEN, 1998, p.

* ZIMMER HEINRICH, ARTE E TANTRA YOGA. Le immagini sacre dell’India, RED EDIZIONI,

1998, p. 310

* ZORZI ALVISE, LA VITA QUOTIDIANA A VENEZIA NEL ‘500, IL SECOLO DI TIZIANO,

FABBRI EDITORI, 1998, p.

* AGOSTI PAOLA, BORGESE GIOVANNA, C ‘ERA UNA VOLTA UN BAMBINO Ritratti e

autoritratti d’ infanzia, BALDINI & CASTOLDI, 1997, p.

* FUGA GUIDO, VIANELLO LELE, CORTE SCONTO. ITINERARI FANTASTICI E NASCOSTI DI

CORTO MALTESE A VENEZIA, LIZARD EDIZIONI, 1997, p. 220

* SEAT ( a cura di), Immagini dagli elenchi telefonici, Edizioni Seat, 1997, p. 256

* CASATI MARIA LETIZIA,, DELLA TORRE STEFANO (a cura di), Il progetto della cupola del

Duomo di Como, Nodolibri e Sanpaolo, 1996, p. 160

* ERANOS, I CHING Il libro della verstilità, RED, 1996, p. 854

* GACHE-PATIN S., MONET: LUCI E COLORI DELL’IMPRESSIONISMO, UNIVERSALE

ELECTA GALLIMARD, 1996, p.

* ROITER FULVIO, BURANO. ISOLA DEL MERLETTO E DEL COLORE. Testi di Ivo Prandin,

VIANELLO LIBRI, 1996, p.

* ROITER FULVIO, LA MIA VENEZIA, VIANELLO LIBRI, 1996, p.

* SCHIELE, PITTURA, GIUNTI, 1996, p.

* SOCIETA’ ARCHEOLOGICA COMENSE, LA BASILICA DI SANT’ABBONDIO IN COMO IX

centenario della Consacrazione 10095 – 1995, EDITRICE DEL SETTIMANALE, 1996, p.

* TIEPOLO GIANBATTISTA, ITINERARI VENEZIANI, CANAL STAMPERIA EDITRICE, 1996, p.

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nella biblioteca di Paolo Ferrario, 24 dicembre 2016

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* FARGNOLI BENIAMINO, I MONUMENTI RELIGIOSI COMASCHI: Romanico, Gotico,

Rinascimentale, ACCADEMIA BELLE ARTI “ALDO GALLI” COMO, 1995, p. 170

* FARGNOLI BENIAMINO, I MONUMENTI RELIGIOSI COMASCHI: Barocco, Neoclassico,

Razionalismo, ACCADEMIA BELLE ARTI “ALDO GALLI” COMO, 1995, p. 170

* GREER GERMAINE, IL RAGAZZO, L’IPPOCAMPO EDITORE, 1995, p. 255

* MAGHERINI GRAZIELLA, LA SINDROME DI STENDHAL, PONTE ALLE GRAZIE, 1995, p. 219

* TADINI EMILIO, L’ OCCHO DELLA PITTURA, GARZANTI, 1995, p.

* MUNARI BRUNO, DESIGN E COMUNICAZIONE VISIVA, LATERZA, 1994, p.

* ROSSI MARCO, ROVETTA ALESSANDRO, SPIRITI ANDREA, TERZAGHI MARIA CRISTINA,

Alpi lepontine meridionali. Lago di Como, Val Menaggio, Val Cavargna, Val Rezzo, Valsolda,

Lago di Lugano, Nodolibri, 1994, p. 175

* GRAZIUSO LUCIANO, BOLOGNINI PIERLUIGI, LA GUIDA DEL SALENTO. ITINERARI

COSTIERI, CAPONE EDITORE, 1993, p. 108

* TURELLO MARIO, ANIMA ARTIFICIALE Il teatro magico di Giulio Camillo, AVIANI EDITORE,

1993, p.

* ROVELLI GIUSEPPE, Storia di Como. Parte I, in cui si contengono gli avvenimenti dalla prima

origine di Como sino alla estinzione del Regno de’ Longobardi, Libreria Meroni Editrice, copia

anastatica, 1992, p. 374

* ROVELLI GIUSEPPE, Storia di Como. Parte III-Tomo I , in cui si contengono gli avvenimenti dal

dominio di Azzone Visconti sino alla morte di Francesco II, ultimo dei duchi di Milano della

famiglia Sforza, Libreria Meroni Editrice, copia anastatica, 1992, p. 580

* ROVELLI GIUSEPPE, Storia di Como. Parte II , in cui si contengono gli avvenimenti dal Regno

di Carlo Magno sino al dominio di Azzone Visconti, Libreria Meroni Editrice, copia anastatica,

1992, p. 394

* ROVELLI GIUSEPPE, Storia di Como. Parte III-Tomo II , in cui si comprendono gli avvenimewnti

dal dominio di Carlo V Imperatore sino alla morte di Carlo II, re di Spagna, ultimo di que’Re

della stirpe austriaca, Libreria Meroni Editrice, copia anastatica, 1992, p. 370

* ROVELLI GIUSEPPE, Storia di Como. Parte III-Tomo III , in cui si continua la serie degli

avvenimenti dal principio del secolo XVIII sino all’anno 1796, Libreria Meroni Editrice, copia

anastatica, 1992, p. 370

* Belloni Luigi Mario, Zastrow Oleg, foto di Enzo Pifferi, introduzione di Giuseppe Pontiggia,

Castelli, basiliche e ville. Tesori architettonici lariani nel tempo, La Provincia editoriale, 1991, p.

258

* CAVADINI LUIGI (a cura di), con un saggio critoco di Luciano Caramel, Eli Riva, sculture 1943-

1990, Electa, 1991, p. 66

* ESCHER M.C., ESPLORANDO L’INFINITO. I SEGRETI DI UNA RICERCA ARTISTICA,

GARZANTI, 1991, p. 181

* MURET MARC, ARTE-TERAPIA disegno, pittura,musica,danza,teatro, RED, 1991, p. 180

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* NARDI E., LEGGERE L’OPERA D’ARTE introduzione all’iconografia, TECNODID, 1991, p.

* SAMBURSKI S.,SCHOLEM G.,CORBIN H.,ZAHAN D.,IZUTSU T., IL SENTIMENTO DEL

COLORE l’esperienza cromatica come simbolo,cultura e scienza, RED, 1991, p. 234

* FUSCO VINCENZO, GALBIATI ALBERTO, NAQUANE. PARCO NAZIONALE DELLE INCISIONI

RUPESTRI- GUIDA ITINERARIA, LIBRERIA DEL PARCO, 1990, p.

* PANICHI ROBERTO, Breve storia parziale e imperfetta della pittura fra Oriene e Occidente,

Alinea editrice, 1990, p. 166

* ARNHEIM RUDOLPH, Rudolf Arnheim, ARTE E PERCEZIONE VISIVA, FELTRINELLI, 1989,

p. 415

* CAMPANELLA F. N. TIBALDI G., PSICOLOGIA E PSICOPATOLOGIA

DELL’ESPRESSIONISMO:E.MUNCH, RAFFAELLO CORTINA, 1989, p. 91

* ZERI FEDERICO, LA PERCEZIONE VISIVA DELL’ITALIA E DEGLI ITALIANI, EINAUDI, 1989,

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* ARGAN GIULIO CARLO, STORIA DELL’ARTE ITALIANA: dall’antichità a Duccio, SANSONI

PER LA SCUOLA, 1988, p. 374

* DELL’OCA SALVATORE, Cantù nella storia del pizzo, Meroni, Albese, 1988, p. 490

* ZERI FEDERICO, DIETRO L’IMMAGINE conversazioni sull’arte di leggere l’arte, NERI

POZZA, 1987, p.

* LAZZATI MARCO, LA VALLE INTELVI. LE ORIGINI, LA STORIA, L’ARTE, IL PAESAGGIO, GLI

ARTISTI COMACINI, BE-MA EDITRICE, 1986, p.

* HOGART W., MERCANTI E PEZZENTI, MAZZOTTA, 1978, p.

* LARKIN DAVID ( ac ura di), TENTAZIONE, OSCAR ARTE MONDADORI, 1975, p.

* ARNHEIM RUDOLPH, IL PENSIERO VISIVO. La percezione visiva come attività conoscitiva,

EINAUDI, 1974, p. 410

* FORSTER CORNELIA, PITTURE PER I KING, EDIZIONI SQUARE GALLERY, 1972, p.

* GINI PIERO, BERNASCONI OTTAVIO, COGLIATI ARANO LUISA, MASCHERPA GIORGIO,

fotografie di Mario Carrieri, Il Duomo di Como, Cassa di Risparmio delle Provincie lombarde,

1972, p. 245

* BOURDIEU PIERRE, DARBEL ALAIN, L’ AMOUR DE L’ART. LES MUSEES D’ART

EUROPEENS ET LEUR PUBLIC, LES EDITIONS DE MINUIT, 1969, p. 245

* VALSECCHI MARCO, I paesaggisti dell’800, Bompiani Electa, 1969, p. 360

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* MONNERET DE VILLARD UGO, i monumenti del lago di Como, E. Bonomi editore, 1912, p.

64

* AA. VV., IL GRANDE LOUVRE. LA SUA ARCHITETTURA E I SUOI CAPOLAVORI, ACTA –

EMME -SCALA, , p.

* AA. VV., GLI IMPRESSIONISTI, L’UNITA’ – ACTA, , p.

* BELLONCI MARIA, I SEGRETI DEI GONZAGA, MONDADORI, , p.

* GUALTIERI DI SAN LAZZARO, PARIGI ERA VIVA, MONDADORI, , p.

* HARDY, PAESAGGI CON I PASTELLI, IL CASTELLO, , p.

* VAN GOGH, MISSIONE VAN GOGH, L’ESPRESSO, , p.

LUCIANA QUAIA, SDN spirito del natale: gli ANGELI, da Muoversi Insieme di Stannah, 24 dicembre 2010

Dicembre, tempo di Natale. Le buie giornate del solstizio d’inverno sono rallegrate da insolite luci che ovunque denotano un’atmosfera particolare di desiderio di vacanze, di gioco, di incontri e regali.
Sono giorni in cui, molto di più che in altri momenti dell’anno, la nostra psiche cerca di attribuire significato alla cultura e alle tradizioni, forse perché temiamo la solitudine segreta delle nostre vicende esistenziali o forse perché un ciclo che termina ci induce a propositi di rinnovamento per l’anno nuovo che si apre.
E’ in questo periodo che con più insistenza richiamano la nostra attenzione le figure alate chiamate angeli: presepi, chiese, vetrine dei negozi, addobbi natalizi, carte da regalo, agende e calendari, scatole di cioccolatini e ceramiche d’arte. Perché proprio loro? l’angelo è un simbolo estremamente potente: da migliaia di anni attraversa la storia e giunge a noi carico dei significati più diversi. Ricordiamo che la parola simbolo deriva dal greco symbàllein, “mettere assieme” ed esprime pertanto la necessità di ricomporre un oggetto scomposto per poterlo riconoscere, uno sforzo immaginativo che vada oltre l’immediatamente visibile.

vai all’intero articolo qui:

Sorgente: Angeli di Natale, “emozioni” per rinascere ancora – Muoversi Insieme

Marilynne Robinson, Le cure domestiche, Einaudi

Quando le acque gelide del lago di Fingerbone si chiudono su un’altra anima, in città a occuparsi di Ruth e Lucille, le due bambine rimaste orfane, torna la giovane zia Sylvie. Sylvie indossa abitini leggeri sotto il cappotto informe, ama la luce e gli spazi aperti e viaggia per l’America sui treni merci. Sa che il miglior antidoto alla perdita è non avere e crede che la casa sia piú un luogo dell’anima che di regole e mattoni.

«Le cure domestiche è tuttora un capolavoro, un’indimenticabile dichiarazione di intenti immaginativi e letterari».
«The Guardian»

«Non è un romanzo da leggere in fretta, perché ogni sua frase è una delizia».
Doris Lessing

Ruth e Lucille non hanno mai visto Fingerbone, la cittadina del Midwest che ha dato i natali alla loro mamma Helen, né le acque fonde e cupe del lago intorno a cui sorge. Ma quel lago, che in passato è stato teatro di un tragico e spettacolare disastro ferroviario, divenendo luogo di eterno riposo per molti abitanti della zona, pretende un grande tributo dalle loro giovani vite. Lo esige il giorno in cui Helen decide di riconsegnare le bambine alle loro origini e, dopo aver affrontato il lungo viaggio da Seattle, le deposita sul portico della casa avita con un pacco di biscotti da sgranocchiare per ingannare l’attesa; quindi, senza una parola di commiato né una riga di spiegazioni, risale in macchina e va a gettarsi nel lago. La cura delle due orfane e dei loro cuori attoniti passa da quel momento nelle mani di parenti sconosciuti, mani ora tenere ed efficienti, ora timide e inette, fino alle lunghe mani ossute della sorella minore di Helen, Sylvie, mani nude e perennemente screpolate, mani che sanno carezzare ma non trattenere. Sylvie porta scarpette leggere in pieno inverno e una banconota da venti dollari spillata sotto il bavero del cappotto. Ama la luce e la natura, fa lunghe passeggiate senza orari, prepara pasti frugali e non particolarmente nutrienti. Dei cani ha la paura tipica dei vagabondi. Ruth e Lucille, cosí esperte di perdite e abbandoni, sanno di non poter fare affidamento sul suo restare: «Sylvie assomigliava a nostra madre, e inoltre si toglieva di rado il cappotto e ogni storia che raccontava aveva a che fare con un treno o con una stazione degli autobus». La stessa casa di famiglia, il nucleo originario cui Sylvie ha accettato di tornare per amore delle nipoti, con la sua gestione va rapidamente in rovina: una moltitudine di gatti e sporcizia, infiniti giornali e lattine vuote, un accumulo erroneamente scambiato per l’essenza di ogni cura domestica. Di fronte al modello aereo e sradicato della zia, le due sorelle, fino a quel momento una sola anima scagliata nel mondo, devono interrogarsi sul senso dell’appartenenza e del ritorno, venire a patti con la solitudine, e scegliere la loro idea – reale, metaforica e universale – di casa. Questi temi, dunque, variamente e luminosamente esplorati nella piú recente trilogia – Gilead, Casa e Lila – sono già al centro del romanzo che alla sua pubblicazione negli Stati Uniti, nel 1980, ha immediatamente consacrato Marilynne Robinson alla grande letteratura del mondo e, grazie alla sua sola dirompenza, ha saputo conservarle quella posizione per i quasi venticinque anni che l’hanno separato dalla successiva prova narrativa.

Sorgente: Marilynne Robinson, Le cure domestiche < Libri < Einaudi

la giusta distanza: la FAVOLA DEI PORCOSPINI di Arthur Schopenhauer

“Alcuni porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di riscaldarsi li portò nuovamente a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro fra due mali. finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.
Così il bisogno di società, che scaturisce dal vuoto e dalla monotonia della propria interiorità, spinge gli uomini l’uno verso l’altro; le loro molteplici repellenti qualità e i loro difetti insopportabili, però, li respingono di nuovo l’uno lontano dall’altro. La distanza media, che essi riescono finalmente a trovare e grazie alla quale è possibile una coesistenza, si trova nella cortesia e nelle buone maniere.
A colui che non mantiene quella distanza, si dice in Inghilterra: keep your distance! − Con essa il bisogno del calore reciproco è soddisfatto in modo incompleto, in compenso però non si soffre delle spine altrui. − Colui, però, che possiede molto calore interno preferisce rinunciare alla società, per non dare né ricevere sensazioni sgradevoli.”

Arthur Schopenhauer – Parerga e Paralipomena

(https://it.wikipedia.org/wiki/Parerga_e_paralipomena)


testo tratto da:

https://www.wikiwand.com/it/Dilemma_del_porcospino


leggi anche (tratto da : http://bruschi.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/02/15/dilemma-porcospino/)

 

Quello che in italiano è noto come dilemma del porcospino è una parabola pubblicata nel 1851 da Arthur Schopenhauer nella raccolta di scritti minori dal titolo Parerga und Paralipomena (Volume II, Capitolo XXXI, Sezione 396).

Il filosofo tedesco – in breve – racconta che alcuni porcospini per riscaldarsi nella stagione invernale cercano di stare vicini gli uni agli altri. Ma non possono esserlo troppo perché rischiano di ferirsi reciprocamente con gli aculei. Quindi pur avvertendo la necessità di una stretta relazione reciproca non possono realizzarla.

Il porcospino deve sacrificare la necessità di riscaldarsi per non pungersi:

So treibt das Bedürfnis der Gesellschaft, aus der Leere und Monotonie des eigenen Innern entsprungen, die Menschen zueinander; aber ihre vielen widerwärtigen Eigenschaften und unerträglichen Fehler stoßen sie wieder voneinander ab.

Così il bisogno di società, che scaturisce dal vuoto e dalla monotonia della propria interiorità, spinge gli uomini l’uno verso l’altro; le loro molteplici repellenti qualità e i loro difetti insopportabili, però, li respingono di nuovo l’uno lontano dall’altro.

Schopenhauer conclude che:

Wer jedoch viel eigene, innere Wärme hat, bleibt lieber aus der Gesellschaft weg, um keine Beschwerde zu geben, noch zu empfangen.

SONIA SCARPANTE, Natale, da la cura di se

Natale 

 

Nebbia grigia che ricopre campi

di insaziabile caducità,

passo lento che respira

attimi di sospensione verso il nulla,

in quel non esserci

che ci distanza dalla presenza attiva.

 

Tintinnio augurale che apre

a visioni giovanili,

crepitii di braci in camini obsoleti

mentre un piccolo soffio di luce

apre lo spiraglio verso comete azzurrognole.

 

Ci sarà il tempo della rovina

e quello dell’ armonia,

ci sarà il tempo dell’idiozia

e quello della comunanza divina,

ci sarà l’uomo che saprà avvicinarsi

con un sorriso tenue

e quello della quiete natalizia

dove rintocchi fievoli di tempo scandito

saranno il tepore a nostre intime appartenenze.


Sorgente: {la cura di se}

Fogliaresi Mauro , Angri Gin UN CUORE ALL’INDICE. Parole sospese del libraio annuvolato, Dominioni Libri, 2016

Coatesa sul Lario e dintorni

Fogliaresi Mauro , Angri Gin

UN CUORE ALL’INDICE.

UN CUORE ALL’INDICE.

CODICE: N470

Editore: Oltre il giardino

pp 152, cm 20×23,5, con fotografie

Anno: 2016

Lingua: italiano

Prezzo: 27,00

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Parole sospese del libraio annuvolato.

 
FOTOGRAFIE DI GIN ANGRI

Sorgente: Dominioni Libri

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la sconfitta non è il male, bisogna imparare dalla caduta da cavallo, dall’impatto duro con la terra

Lo dichiarava spesso anche Pasolini:

la sconfitta non è il male, non è qualcosa da rigettare, dalla quale avere paura. Bisogna piuttosto avere il coraggio di passare attraverso la sconfitta, bisogna imparare dalla caduta da cavallo, dall’impatto duro con la terra. Il vento quando è forte e contrario può rafforzare le radici.


citazione estratta da Massimo Recalcati:

https://mappeser.com/2016/12/08/psicanalisi-e-politica-massimo-recalcati-un-paese-vittima-dellodio-che-gode-nella-distruzione-in-lunita-tv-7-dicembre-2016/

CREDEVO di essermi iscritto al PD Partito Democratico. In questi mesi (referendum sulla riforma costituzionale 4 dicembre 2016) scopro che c’è un ALTRO PD: il PD2 (di d’alema, bersani e altri), 7 dicembre 2016

Quando nel 2014 (dopo una lunga militanza nel Pci/Pds/Ds) mi sono iscritto al PD Partito Democratico

CREDEVO di essermi iscritto al PD Partito Democratico

in questi mesi (referendum sulla riforma costituzionale 4 dicembre 2016)

scopro che c’è un ALTRO PD

il PD2 (di d’alema, bersani e altri)

Questo mette fortemente in crisi quella decisione.

Tutto dipende dalla Direzione del PD di questo pomeriggio.

Spero di non dover fare un altro “to cross the line”

pd2014-20163865


  • PCI/PDS/PD dal 1973 al 2001
  • poi iscrizione “a tempo” al  PD, direzione Matteo Renzi

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Sconfitto il mio voto. Sconfitta una fase della vita politica italiana. Ha vinto l’odio. Solo l’odio. Un grazie a Matteo Renzi che ha fatto tutto il suo possibile, con stile. Ma lo stile non piace al 60% degli elettori italiani, Paolo Ferrario, 4 dicembre 2016

MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI

Sconfitto il mio voto.
Sconfitta una fase della vita politica italiana.
Ha vinto l’odio. Solo l’odio
E un grazie a Matteo Renzi che ha fatto tutto il suo possibile, con stile. Ma lo stile non piace al 60% degli elettori italiani

Stile è riuscire a portare bene un peso assegnato.
Significa reggere tale peso tentando di utilizzare in maniera concentrata tutte le energie disponibili, anche e soprattutto quelle minime.

Stile è quell’obbligo morale che dovremmo imporci per essere all’altezza delle situazioni e delle attese.

Stile è la capacità di comprendere e agire con equilibrio, adattando la propria forza ai compiti che ci aspettano.

Giovano ancora in questo augurio due antiche esortazioni.

Age quod agis, “Fai bene quello che stai facendo”, dicevano i latini.

Ne quid nimis, “Nulla di troppo, senza esagerare”, dicevano i greci e, ancora, ci hanno riportato i latini.



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Fare le cose con STILE

Stile è riuscire a portare bene un peso assegnato.
Significa reggere tale peso tentando di utilizzare in maniera concentrata tutte le energie disponibili, anche e soprattutto quelle minime.

Stile è quell’obbligo morale che dovremmo imporci per essere all’altezza delle situazioni e delle attese.

Stile è la capacità di comprendere e agire con equilibrio, adattando la propria forza ai compiti che ci aspettano.

(tratto da: Vincenzo Guarracino, Antonio Spallino, uomo, amministratore, sportivo, intellettuale, Casagrande editore, Lugano 2013)

Giovano ancora in questo augurio due antiche esortazioni.

Age quod agis, “Fai bene quello che stai facendo”, dicevano i latini.

Ne quid nimis, “Nulla di troppo, senza esagerare”, dicevano i greci e, ancora, ci hanno riportato i latini.

 

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Roberto Festorazzi, GLI ARCHIVI DEL SILENZIO: libro-inchiesta che dimostra come documenti e testimonianze siano stati “neutralizzati” dal super-apparato degli Istituti storici della Resistenza

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Questo libro-inchiesta dimostra come documenti e testimonianze dirompenti, che consentono di fare piena luce sui delitti e misteri del dopo Dongo, siano stati “neutralizzati” dal super-apparato degli Istituti storici della Resistenza. Un intero archivio di carte scottanti e inedite è stato posto a disposizione dell’autore, per la realizzazione di questo libro, dal comandante “Stefano”, Mario Tonghini, classe 1923, protagonista della Resistenza lariana. Ne emergono casi clamorosi, come l’oblio calato sulla figura del comandante “Riccardo”, Oreste Gementi, che condivise con il capitano “Neri” l’effettiva leadership militare della Resistenza nel Comasco, ma non si allineò alla “verità di partito” imposta dal Pci sulla morte di Mussolini, e tentò di fermare la devastante onda rossa di terrore che passò attraverso l’eliminazione sistematica dei partigiani dissenzienti e l’occultamento delle prove dell’incameramento dell’oro di Dongo e dei delitti conseguenti.

Sorgente: Edizioni Ritter – Gli archivi del silenzio

Emilio Pasquini, Il viaggio di Dante. Storia illustrata della Commedia, 2015, Carocci editore

 

Il viaggio di Dante

Emilio Pasquini

Il viaggio di Dante

Storia illustrata della Commedia

EDIZIONE: 2015

Sorgente: Carocci editore – Il viaggio di Dante


Seguendo il filo offerto dalle straordinarie miniature dei manoscritti più antichi e lasciando in primo piano il ritmo narrativo degli eventi, uno dei maggiori studiosi di Dante racconta la Commedia al pubblico non accademico, senza presupporre particolari conoscenze né rinviare a letture erudite o bibliografie accessorie. Grazie al risalto dato agli aspetti più concreti e stimolanti dell’opera, gli incontri con i personaggi e le atmosfere del poema invogliano di canto in canto ad attingere direttamente dal testo originale le emozioni e le conoscenze di cui il capolavoro dantesco si rivela, ancora e di nuovo, fonte inesauribile.

ALESSIO BRUNIALTI su: Il grande racconto di Ulisse di PIERO BOITANI, Il Mulino editore, in BiBazz | 4 dicembre 2016

Questo libro è, semplicemente, meraviglioso. Il titolo va inteso nel senso più lato possibile: Il grande racconto di Ulisse non è (solo) la storia dell’uom dal multiforme ingegno, della sua condotta durante l’assedio di Ilio, dello stratagemma del cavallo, del ritorno in Patria dopo dieci anni di giri in quel grande catino che è, poi, il Mediterraneo, della sua vendetta e del ripartire. È (anche) tutto questo, ma Boitani mostra Odisseo per quello che è, il paradigma della storia, che ha attraversato secoli, ispirato opere pittoriche, musive, liriche, rock, letterarie, cinematografiche e, per quanto mi riguarda, non è certo un caso che l’Ulisse di Joyce e 2001: odissea nello spazio di Kubrick abbiano giocato, e ancora giochino, un ruolo importante nella mia vita. Un repertorio inesauribile per rileggere quasi tremila anni di storia della cultura, con un ricco apparato fotografico che giustifica il prezzo. Da regalare ad amanti della cultura, a ragazzi svegli, ad amanti avventurosi, a viaggiatori del corpo, ma ancor più a viaggiatori della mente.
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Il grande racconto di Ulisse di Piero Boitani (Il Mulino, 668 pagine illustrate, 55 sacchi)
La scheda ufficiale: «Sono Odisseo, figlio di Laerte, noto agli uomini per tutte le astuzie, la mia fama va fino al cielo»: la figura che ha letteralmente afferrato l’immaginario occidentale sino a plasmarne le fondamenta culturali è inafferrabile. Ulisse, l’eroe dal multiforme ingegno, continua ad affascinarci proprio per questo. Nel suo lungo errare durante il viaggio di ritorno a Itaca va incontro ad avventure strabilianti, in parte subite in parte ricercate, ponendosi come il campione dell’intelligenza, della conoscenza, dell’esperienza, della virtù etica e della sopravvivenza. Ma la vera attrazione magnetica che ancora oggi il personaggio mitico continua a esercitare su di noi è quella delle sue metamorfosi nel tempo (una su tutte: il folle volo dantesco), delle sue “ombre” che si allungano nel cinema, nella poesia, nel romanzo, nell’arte, così come nella scienza e nella filosofia. Ulisse è ovunque, il suo vero viaggio è senza fine.

Sorgente: BiBazz | Domenica 4 dicembre

LUCIANO VIOLANTE, la Costituzione e una parte della cultura del ciclo PCI-PDS-PD, in Il Foglio.it – 3 dicembre 2016

L’Oscar come miglior interprete di questo film andato in scena durante la campagna elettorale – la Conversione – è un signore di 75 anni che ha cominciato la sua carriera come giudice a Torino (1977), l’ha proseguita come politico nel Pci (1979) e l’ha suggellata con una presidenza della commissione Antimafia (1992) e una presidenza della Camera (1996). Il nome lo avrete capito e coincide con quello di Luciano Violante. Violante è l’uomo simbolo di questi mesi perché il vero tema della campagna referendaria – più del No tattico di Berlusconi, il No strategico di Salvini, il No cialtronesco di Grillo – è stato il motore che ha spinto un pezzo importante della sinistra (compreso Violante) a rinnegare felicemente un pezzo di storia importante della sinistra (di cui Violante ha fatto parte). Ci si può girare attorno quanto si vuole ma la vera novità della campagna referendaria non è stata la conquista da parte di Renzi di qualche elettore e di qualche leader di destra (lunedì vedremo quanti) ma è stata la rottamazione definitiva di alcuni concetti che per decenni hanno plasmato il pensiero unico del progressista collettivo: la difesa a oltranza della Costituzione più bella del mondo (fino al 2006, per la sinistra, toccare la Costituzione significava essere un discendente diretto di Benito Mussolini) e il consenso tacito all’applicazione di un meccanismo perverso in base al quale i magistrati venivano legittimati (dalla sinistra) a fare politica attiva (e invasiva) con la scusa della necessaria difesa della Costituzione più bella del mondo.Sorgente: Il Foglio.it – Edizione Online

La bellezza del riformismo – di CLAUDIO VELARDI, in Buchi Neri, 2 dicembre 2016

moltissimo ha pesato il concreto riformismo di Renzi, incardinato coerentemente in una cultura politica che la storia non ha condannato (a differenza di quanto era capitato a noi, poveri comunisti italiani). E la sua capacità di “fare politica” (come diciamo noi di vecchia scuola), ben celata dietro l’esplosivo vitalismo comunicativo.

Sorgente: La bellezza del riformismo – Buchi Neri

SILVIO RAFFO, VEGLIA D’AUTUNNO, New Press edizioni, nella collana Il Cappellaio Matto, diretta da Vincenzo Guarracino, 2016. Salotto letterario e reading con Silvio Raffo, poeta, romanziere, saggista e docente universitario di letterature comparate, Istituto Carducci, viale Cavallotti 7, ore 18, 29 novembre 2016. Presentazione di Vera Fisogni

introduzione di Vera Fisogni


Silvio Raffo legge alcune poesie sull’autunno e presenta il suo libro:

Coatesa sul Lario e dintorni

VEGLIA D’AUTUNNO
Istituto Carducci, viale Cavallotti 7, ore 18, ingresso libero
http://www.italian-poetry.org/immagini/raffo_silvio/silvio_raffo.jpg
Salotto letterario e reading con Silvio Raffo, poeta, romanziere, saggista e docente universitario di letterature comparate.
http://www.associazionecarducci.it/

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introduzione di Vera Fisogni


Silvio Raffo legge alcune poesie sull’autunno e presenta il suo libro:


VINCENZO CARDARELLI

Autunno.

Già lo sentimmo venire

nel vento d’agosto,

nelle piogge di settembre

torrenziali e piangenti,

e un brivido percorse la terra

che ora, nuda e triste,

accoglie un sole smarrito.

Ora passa e declina,

in quest’autunno che incede

con lentezza indicibile,

il miglior tempo della nostra vita

e lungamente ci dice addio.

SETTEMBRE A VENEZIA

DI V. CARDARELLI

 

Già di settembre imbrunano

a Venezia i crepuscoli precoci

e di gramaglie vestono le pietre.

Dardeggia il sole l’ultimo suo raggio

sugli ori dei mosaici ed accende

fuochi di paglia, effimera bellezza.

E cheta, dietro le Procuratìe,

sorge intanto la luna.

Luci festive ed…

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FRANCESCA NODARI, Dai non luoghi al non luogo del soggetto nella contemporaneità, 6 dicembre 2016, ore 20.00 Auditorium Liceo Scientifico “L. Mascheroni” – Bergamo

Corso di Filosofia Anno XXIV 2016 2017

SPAZI D’OCCIDENTE
L’umanità in cammino, quale destino per l’Europa?

Martedì 6 dicembre, ore 20.00
Auditorium Liceo Scientifico “L. Mascheroni” – Bergamo

Dai non luoghi al non luogo del soggetto
nella contemporaneità.

Nell’ambito della 24^ edizione del Corso di Filosofia organizzato da Noesis (Libera associazione per la diffusione e lo studio delle discipline filosofiche), martedì 6 dicembre alle 20.00 presso l’Auditorium del Liceo Scientifico “L. Mascheroni” di Bergamo (Via Alberico da Rosciate, 21/A), si terrà l’intervento di Francesca Nodari dal titolo “Dai non luoghi al non luogo del soggetto nella contemporaneità”.

Info e programma: www.noesis-bg.it

FRANCESCA NODARI

Francesca Nodari si è laureata in Filosofia all’Università degli studi di Parma e specializzata in Filosofia e linguaggi della modernità nell’Ateneo di Trento. Ha conseguito, sotto la guida del Prof. Bernhard Casper (Università di Friburgo), il Dottorato di ricerca in Filosofia presso l’Università degli Studi di Trieste. Ha collaborato con la facoltà di Filosofia dell’Università Milano-Bicocca. Ha conseguito l’abilitazione nazionale di seconda fascia nel settore di Filosofia morale nel novembre 2014. È Direttore scientifico del Festival Filosofi lungo l’Oglio e del Festival Fare memoria (www.filosofilungologlio.it). È Presidente della Fondazione Filosofi lungo l’Oglio.

Tra i suoi libri: Il male radicale tra Kant e Levinas (Giuntina, Firenze 2008), Il pensiero incarnato in Emmanuel Levinas (Morcelliana, Brescia 2011), Piovani interprete di Pascal, (Massetti Rodella Editori, Roccafranca 2012); Il bisogno dell’Altro e la fecondità del Maestro. Una questione morale (Giuntina, Firenze 2013); Quale pane?(Massetti Rodella, Roccafranca 2015); Storia di Dolores. Lettera al padre che non ho mai avuto (Mimesis, Milano 2016). Oltre ai libri-intervista a S. Natoli, A. Luzzato e S. Givone, ha curato e prefato: B. Casper, Evento della pittura ed esistenza umana vissuta. Su due opere di Vincenzo Civerchio a Travagliato, tr. it. di L. Bonvicini, Morceliana, Brescia 2014; B. Casper, Levinas: pensatore della crisi dell’umanità, La Scuola, Brescia 2016. Presso Massetti Rodella Editori, dirige le Collane: «Filosofi lungo l’Oglio», «Granelli» e «Fare Memoria».

Collabora con riviste («Humanitas», «Studium», «Nuova Secondaria») e testate gior­nalistiche. È tra le vincitrici del Premio Donne Leader 2012 conferitole dall’Associazione internazionale EWMD – Delegazione di Brescia e tra le assegnatarie del Premio Donne che ce l’hanno fatta edizione 2015.

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www.filosofilungologlio.it | contatti| Facebook | Twitter | Instagram | Video

Reverie sui CIMITERI, 31 ottobre/1 novembre 2016, 2 tracce AUDIO


VAI ALLO SCAFFALE “SOGNI E REVIERIE DI PAOLO”:

https://traccesent.com/category/5-destino/autobiografia/sogni-e-reverie-di-paolo/


Caro Paolo

Ho ascoltato con molto piacere le tue riflessioni e mi ha fatto molto piacere che tu abbia voluto condividerle con me.

Ai temi che tu hai trattato aggiungerei anche quello di un incontro con noi stessi, o, meglio, di un incontro con il ricordo di noi stessi ai tempi in cui le persone ora morte erano ancora vive – per questo, credo ci soffermiamo spesso su tombe di persone morte da diversi anni, quando ‘noi’ eravamo giovani o giovani adulti….

Un carissimo saluto

Carla

LP Laura Pergolizzi in scena a Milano sul palco dei Magazzini Generali,  24 novembre, 2016, Recensione in Rockol

In scena a Milano sul palco dei Magazzini Generali per un’unica data nello Stivale, la cantante italoamericana non può credere all’affetto riservatole dal pubblico che affolla il locale. E’ contenta, sorride e macina uno show in cui riversa tutta la forza di quelle ballate agrodolci che l’hanno resa una delle rivelazioni di questa estate.

Sorgente: √ lp laura pergolizzi tour concerto Milano Recensione | News | Rockol


intervista in Il Messaggero 19 febbraio 2017

Laura Pergolizzi. Nonna napoletana e nonno per metà siciliano e metà irlandese («sono molto fiera delle origini italiane che ho»). Americana di nascita. Prima scrive per dieci anni per altri (Rihanna, Rita Ora, Ella Henderson, Cher, Leona Lewis e Christina Aguilera). Poi conquista il mondo con la sua stessa voce. Insieme al suo fischio. All’ukulele. Alla sua Martin guitar. Al suo modo di stare sul palco. A come guarda alla tradizione folk e strizza l’occhio all’anti folk, alle contaminazioni black e blues. Non a caso le sonorità di Muddy Waters, che apre Lost on you (triplo disco di platino), o le introduzioni tipicamente black di No Witness. Super applaudita all’ultimo Festival di Sanremo con il secondo singolo Other people (disco d’oro), tornerà in Italia per il tour estivo.
Ha scritto per dieci anni per altri. Avete lavorato a quattro mani? E c’è qualcuno con cui vorrebbe lavorare?
«Purtroppo non ho mai incontrato personalmente molti dei grandi artisti per cui ho scritto. Certo, mi piacerebbe lavorare fisicamente con loro e condividere le scelte musicali all’interno di una stanza. Per esempio, Beyoncè non l’ho mai incontrata e mi piacerebbe. Quello che mi è successo è eccitante. Non me lo aspettavo per niente. Tu continui a scrivere canzoni perché vuoi fare successo. E continui ad andare avanti. Ma quando tutto questo ti investe ti rendi conto che non te lo aspettavi».
Si sente felice, adesso, di poter far sentire a tutti la sua musica?
«Sono felice, proprio perché vivo esclusivamente di musica da dieci anni. Da autrice a cantante. E quello che succede adesso è ancora più bello perché posso esprimermi totalmente. Per il resto, scrivo i brani ispirandomi alla vita, a ciò che mi circonda. E adesso, più che mai, mi sento pronta a osare di più: magari spingendomi verso il punk-rock».

THE NECKS, 30th anniversary, Amsterdam, 20 novembre 2016

tracce trovate grazie a questo messaggio di ROBERTO DELL’AVA:

Nel farti gli auguri mi rammento di una comune passione: The Necks, che pochi giorni fa ad Amsterdam hanno dato un grande concerto per i loro 30 anni di attività. Sul sito di BimHuis Radio trovi tutto il concerto. Di nuovo auguri anticipati !


Così scrive Roberto sul suo sito:

Grande pomeriggio/sera quest’oggi al Bim Huis di Amsterdam: si festeggiano i 30 anni di esistenza della band australiana The Necks, un trio particolarmente interessante che esplora un’area tra il jazz e la musica contemporanea, e che purtroppo si è visto assai raramente da noi (ricordo un concerto per Area Sismica a Forli’ e niente altro…).

Il programma al Bim Huis inizia alle 16 e la musica si snoderà per otto ore con numerosi ospiti. Il programma dell’evento qui:

https://goo.gl/2eNlPC

Tra pochi giorni la registrazione delle parti salienti della giornata sarà ascoltabile al link della Bim Huis Radio:

https://goo.gl/S9OBCE

A tutti gli appassionati consiglio di approfondire il sito della Radio, ci sono decine di grandi concerti e la maggior parte di musicisti e gruppi che difficilmente vedremo in Italia. Da noi si preferiscono finti cantanti jazz unitamente ai soliti noti. Pare facciano il pieno….(sigh)i

vai a:

http://www.traccedijazz.it/index.php/blog/2467-i-30-anni-dei-necks-al-bim-huis