fare FLANERIE nel centro storico di COMO: il cosiddetto percorso della “VASCA”. Piazza Cavour; Portici Plinio; Piazza del Duomo; Via Vittorio Emanuele; Via Indipendenza; Via Pantera; Piazza San Fedele; Via Natta; Via Adamo del Pero; Via Rovelli; Via Cantù; Porta Torre e Mura, 16 novembre 2016

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Coatesa sul Lario e dintorni

chi è il “flaneur”?

https://traccesent.com/2011/07/29/tartarugosa-ha-letto-e-scritto-di-gaspare-armato-2011-il-senso-storico-del-flaneur-autorinediti-napoli/


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I possibili LUOGHI DI RISTORO nelle vicinanze di questo percorso:

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LP – Lost On You, 2016 (Laura Perligozzi). Ascoltata a Casa Mika, Rai 2, 15 novembre 2016


Video in Casa Mika:

http://www.raiplay.it/video/2016/11/LP—Lost-on-you—Stasera-Casa-Mika-del-15112016-bdf302f4-0ff2-4950-a7af-d10ff8e13468.html


 



When you get older, plainer, saner
Will you remember all the danger
We came from?
Burning like embers, falling, tender
Longing for the days of no surrender
Years ago
And will you know

So smoke ‘em if you got ‘em
Cause it’s going down
All I ever wanted was you
I’ll never get to heaven
Cause I don’t know how

Let’s raise a glass
Or two
To all the things I’ve lost on you
Hooo—ooo
Tell me are they lost on you?
Oooo—oh
Just that you could cut me loose
Hooo—ooo
After everything I’ve lost on you
Is that lost on you?
Aaa—uuu—oo—oo—oooooh
Oooo—oh
Aaa—uuu—oo—oo—oooooh
Is that lost on you?
Aaa—uuu—oo—oo—oooooh
Oooo—oh
Baby, is that lost on you?
Is that lost on you?

Wishin’ I could see the machinations
Understand the toil of expectations
In your mind
Hold me like you never lost your patience
Tell me that you love me more than hate me
All the time
And you’re still mine

So smoke ‘em if you got ‘em
Cause it’s going down
All I ever wanted was you
Let’s take a drink of heaven
This can turn around

Let’s raise a glass
Or two
To all the things I’ve lost on you
Hooo—ooo
Tell me are they lost on you?
Oooo—oh
Just that you could cut me loose
Hooo—ooo
After everything I’ve lost on you
Is that lost on you?
Aaa—uuu—oo—oo—oooooh
Oooo—oh
Aaa—uuu—oo—oo—oooooh
Is that lost on you?
Aaa—uuu—oo—oo—oooooh
Oooo—oh
Baby, is that lost on you?
Is that lost on you?

Let’s raise a glass
Or two
To all the things I’ve lost on you
Oooo—oh
Tell me are they lost on you
Oooo—oh
Just that you could cut me loose
Hooo—ooo
After everything I’ve lost on you
Is that lost on you?
Is that lost on you?

Quando sarai più vecchio, più banale, più sensato
Ti ricorderai di tutti i pericoli che abbiamo passato?

Bruciando come braci, cadenti, tenere
Desiderando i giorni senza resa
Anni fa

E be’, sai
Goditela finché sei in tempo, perché è il momento
Tutto quello che ho sempre voluto eri tu

Non andrò mai in paradiso perché non so come si fa
Alziamo un calice
O due
A tutte le cose che mi sono persa per te
Oh
Dimmi, le capisci?
Oh

Giusto per poter lasciarmi andare
Oh
Dopo tutto quello che mi sono persa per te
Capisci?

Oh
Capisci?
Oh
Baby, non lo capisci?
Lo capisci?

Vorrei poter vedere i meccanismi
Capire la fatica delle aspettative che hai in testa
Stringimi come se tu non avessi mai perso la pazienza
Dimmi sempre che mi ami più di quanto mi odi
E che sei ancora mio

Goditela finché sei in tempo, perché è il momento
Tutto quello che ho sempre voluto eri tu

Prendiamoci un sorso, sia mai vada meglio
Alziamo un calice
O due
A tutte le cose che mi sono persa per te
Oh
Dimmi, le capisci?
Oh

Giusto per poter lasciarmi andare
Oh
Dopo tutto quello che mi sono persa per te
Lo capisci?

Oh
Lo capisci?
Oh
Baby, lo capisci?
Lo capisci?

Alziamo un calice
O due
A tutte le cose che sono persa per te
Oh
Dimmi, le capisci?
Oh

Ero certa che tu mi potessi lasciar andare
Dopo tutto quello che mi sono persa per te
Lo capisci?
Lo capisci?

GASTON BACHELARD, … La casa è il nostro angolo di mondo è il nostro primo universo …

La casa è il nostro angolo di mondo

è il nostro primo universo.

Essa è davvero un cosmo, nella piena accezione del termine. Non è forse bella la casa più modesta, se la guardiamo dal punto di vista dell’intimità?

Gaston Bachelard, La poetica dello spazio

 

 

da TartaRugosa ha letto e scritto di: GASTON BACHELARD (1975) La poetica dello spazio, Traduzione di Ettore Catalano, Edizione Dedalo Bari

Psicoanalisi e politica, MASSIMO RECALCATI “quando guardo la sinistra del no non posso non vedere tre grandi sintomi: CONSERVATORISMO, FASCINAZIONE MASOCHISTICA per il no e sintomo del PATERNALISMO”. intervento alla #leopolda7, 6 novembre 2016

VAI ALL’AUDIO:

https://mappeser.com/2016/11/06/massimo-recalcati-quando-guardo-la-sinistra-del-no-non-posso-non-vedere-tre-grandi-sintomi-conservatorismo-fascinazione-masochistica-per-il-no-e-sintomo-del-paternalismo-alla-leopolda7-6-novem/

ALCUNI ESTRATTI:

“sono il padre di Telemaco. Il padre adottivo di Telemaco”

“Telemaco è l’immagine del figlio giusto”

“essere un figlio significa saper ereditare”

“per ereditare occorre riconquistare il passato”

“è innovando che si rimane fedeli ai principi del passato”

“il no della sinistra interpreta la fedeltà come rapporto di venerazione della conservazione immobile”

“il cambiamento genera angoscia. E piuttosto di passare dal guado stretto dell’angoscia è meglio conservare quello che c’è”

“Matteo Renzi doveva essere ucciso nella culla. E ci hanno provato”

“Il cambiamento genera angoscia. Il cambiamento destabilizza. Il cambiamento allarga gli orizzonti. Il cambiamento impone il viaggio di Telemaco. Il cambiamento impone che non dobbiamo rimanere ad aspettare il ritorno del padre”

“Berlinguer ci ha insegnato che se l’uomo di sinistra resta solo un uomo di lotta e non riesce anche ad essere uomo di governo, si finisce per cadere nella pietrificazione del masochismo del no, del godimento della distruzione”

“L’anima affascinante del riformismo è la capacità di costruzione della visione e del progresso”

“L’insopportabile corteo dei padri che non sanno imparare dai figli”

“La saccenza più l’impotenza uguale al paternalismo”

“C’è un odio per la giovinezza … bisogna dare fiducia ai figli”

“La giovinezza si conquista evocando il sogno e nel non avere paura di evocare il sogno”

 

MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI

AUDIO


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Gabriele trova le parole giuste per un mio tratto di personalità: il SENTIMENTO DEL TEMPO, domenica 6 novembre 2016

Gabriele De Ritis :

Grazie per il tuo sentimento del tempo, Paolo.

Trovi un posto per tutte le cose belle.

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OGNI VIVENTE DOTATO DELLA CAPACITÀ DI PENSARE E PENSARSI STA SULLA TERRA ERRANDO FRA TEMPO, LUOGO, EROS, POLIS E DESTINO

per la serie “mi ricordo …”: era, probabilmente, il 1951 in Piazza del Duomo. Era anche il tempo in cui si viaggiava con la rossa Moto Guzzi. Mio padre aveva, probabilmente, 36 anni

Grazie a M.S. che mi ha indotto a dare memoria a questa fotografia

era, probabilmente, il  1951

in Piazza del Duomo

Era anche il tempo in cui si viaggiava con la rossa Moto Guzzi

Mio padre aveva, probabilmente, 36 anni

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I PORCOSPINI DI SCHOPENHAUER: … finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione

“Alcuni porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro.

Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.“

ARTHUR SCHOPENHAUER

“Io” e il mio Alter Ego: “Credo di essere stato quel bambino. Che lo sia stato non è una verità indiscutibile: è una fede“

Credo di essere stato quel bambino. 

Che lo sia stato non è una verità indiscutibile:

è una fede

da EMANUELE SEVERINO in Il mio ricordo degli eterni


“IO”:

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il mio ALTER EGO

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GRAZIE A Nottola per la seconda fotografia

Ieri è morto Remo Ceserani, 1 novembre 2016

Ieri è morto Remo Ceserani. Era uno dei maggiori studiosi italiani di letterature comparate. Ha scritto libri molto importanti, fra cui: Raccontare la letteratura (1990); Treni di carta. L’immaginario in ferrovia: l’irruzione del treno nella letteratura moderna (1993); Il fantastico (1996); Raccontare il postmoderno (1997); Guida allo studio della letteratura (1999); L’occhio della Medusa. Fotografia e letteratura (2011). Con Mario Domenichelli e Pino Fasano ha curato per Utet il Dizionario dei temi letterari; insieme a Lidia De Federicis è stato autore di un manuale, Il materiale e l’immaginario, che ha profondamente innovato lo studio della letteratura nelle scuole italiane e sul quale si è formata un’intera generazione di studenti.

Sorgente: Eclettismo e tolleranza |

una variante di Davide van de Sfroos su Eric FROMM: ” … Essere, … Avere … o AVERCI PROVATO”

una variante di Davide van de Sfroos su FROMM:

” … essere, … avere … o AVERCI PROVATO”

da

“Suta el ventru de ogni barca. Dialogo sulle profondità”, con DAVIDE VAN DE SFROOS, intervista-dialogo a cura di MAURO GRIMOLDI sulla poetica dei testi del cantautore, tra le profondità delle acque del lago e gli abissi della psiche umana, interventi di CHIARA MARABELLI e LUCA MINGARELLI, introduzione di RICCARDO BETTIGA, a cura dell’Ordine degli psicologi della Lombardia, Como 28 ottobre 2016

OTTOBRE, di Vincenzo Cardarelli

Ottobre
Un tempo, era d’estate,
era a quel fuoco, a quegli ardori,
che si destava la mia fantasia.
Inclino adesso all’autunno
dal colore che inebria;
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.
Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,
di quest’aria che odora
di mosto e di vino
di questo vecchio sole ottobrino
che splende nelle vigne saccheggiate.

V. Cardarelli

“La domanda è il dado che gira”, DAVIDE VAN DE SFROOS, 28 ottobre 2016

citazione tratta da questa serata

“Suta el ventru de ogni barca. Dialogo sulle profondità”, con DAVIDE VAN DE SFROOS, intervista-dialogo a cura di MAURO GRIMOLDI sulla poetica dei testi del cantautore, tra le profondità delle acque del lago e gli abissi della psiche umana, interventi di CHIARA MARABELLI e LUCA MINGARELLI, introduzione di RICCARDO BETTIGA, a cura dell’Ordine degli psicologi, Como 28 ottobre 2016

Niente nella vita, al di fuori della salute e della virtù, è più prezioso della conoscenza e del sapere, Johann Wolfgang Goethe, Massime e riflessioni, 1833 (postumo)

Niente nella vita, al di fuori della salute e della virtù, è più prezioso della conoscenza e del sapere; niente, anche, si può ottenere tanto facilmente e acquistare tanto a buon prezzo: tutto il lavoro consiste nello starsene tranquilli e nel dispendio di tempo, che noi non salviamo se non lo spendiamo.
Johann Wolfgang Goethe, Massime e riflessioni, 1833 (postumo)

DARIO FO, … ha trascorso tutta la vita a nascondere la sua gioventù da mussoliniano e aderente alla repubblica di Salò per trasformarsi poi, guarda un po’, in un partigiano della prima ora e terrorista e killer morale di Calabresi, firmatario di ogni nefando manifesto della congrega di quelli che giocavano a fare i rivoluzionari e mandavano i ragazzi a sparare per le strade e demagogo e masaniello e grillino …, di Diego Minonzio in La Provincia, 16 ottobre 2016

con la consueta classe, e ruffiano e cortigiano della sinistra opportunista, solipsista e doppiomoralista, parassita che ha trascorso tutta la vita a nascondere la sua gioventù da mussoliniano e aderente alla repubblica di Salò per trasformarsi poi, guarda un po’, in un partigiano della prima ora e terrorista e killer morale di Calabresi, firmatario di ogni nefando manifesto della congrega di quelli che giocavano a fare i rivoluzionari e mandavano i ragazzi a sparare per le strade e demagogo e masaniello e grillino e giù fiele e veleni e scaracchi e gatti morti in faccia. Quasi peggio di Girolimoni.

Uno spettacolo molto alla Fo, in effetti, che ha sempre affondato le mani nel guano di un’umanità laida e purulenta con la quale ha poi nutrito i suoi testi e il suo formidabile vocabolario. Un spettacolo nel quale va in scena qualsiasi cosa tranne l’unica che conta. La sua opera. I suoi libri. Le sue sceneggiature teatrali. I suoi monologhi. Insomma, la sua arte.

Sorgente: La morte di Fo, in scena tutto tranne ciò che conta – Editoriali Roma

PAOLO CONTE: Il maestro è nell’anima. Sempre di più, di Madamatap

Questa la scaletta proposta all’Auditorium della Conciliazione, la stessa – presumo – che, con qualche variazione, sarà replicata a Brescia il 29 ottobre e a Milano l’11 e il 12 novembre. Dopodiché ci sarà Torino il 12 dicembre e a febbraio (11 e 12)… Paris (!!) e poi Amburgo il 25.

A voi la scaletta:

vai a:

Sorgente: Madamatap: Il maestro è nell’anima. Sempre di più

dicono del libro di: ANDREA BAJANI, UN BENE AL MONDO, Einaudi, 2016

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dicono del libro:

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ubi maior minor cessat

e dico questo (il minor sono io):

non perdete questo libro . è incredibilmente bello. non riesco neppure a capire come bajani abbia potuto PENSARE un tema simile e poi svilupparlo con un SCRITTURA che nulla concede al sentimentalismo banale mentre , all’opposto, sviluppa il tema della INTERSOGGETTIVITA’ . ma non fra adulti e bambino. ma fra BAMBINO E BAMBINA …. sentite l’apertura del romanzo, perfino il “c’era una volta” viene rielaborato:
“Anche se questa non è una favola per bambini bisogna che io cominci scrivendo “C’era una volta, perchè era proprio una volta che c’era un bambino” (pag 3)