Giornata di visita del PARCO NATURA VIVA di Bussolengo (VR) con l’associazione studentesca Environmental (Università dell’Insubria. Il racconto fotografico di Paolo, Luciana e degli organizzatori, domenica 11 maggio 2019

Coatesa sul Lario e dintorni


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Il racconto fotografico di Paolo

(clicca sulla prima immagine per vederle in sequenza)

Il racconto fotografico di Luciana

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Video nel percorso SAFARI PARK

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Aldo Pedron presenta il libro LA MIA GUIDA AL JAZZ, dialogando con Alessio Brunialti. Live di Roberto Quadroni (sax alto) e Bruno Lavizzari (pianoforte), alla Officina della Musica, via Giulini 14/B, COMO, 9 maggio 2019, ore 21

Coatesa sul Lario e dintorni

INCONTRO CON ALDO PEDRON
L’Officina della Musica, via Giulini 14/B, ore 21, ingresso a 10 sacchi
Aldo Pedron presenta il libro La mia guida al jazz dialogando con Alessio Brunialti. Live di Roberto Quadroni (sax alto) e Bruno Lavizzari (pianoforte).

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Keith Jarrett, Gary Peacock, Jack DeJohnette , PRISM, 1985, con i commenti pubblicati su youtube

The Odyssey
This is what eternity sounds like. Many thanks.
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Rosie S
What a groove they’ve got going!…Such joy! Wonderful 🙂
dobby dob
Fabuleuse extension de Prism !!! Une impro qui groove formidablement. Le plus grand Trio de l’histoire du jazz de mon point de vue. Ces trois génies rentrent dans une sorte de communion, une véritable fusion. Incroyable ! Merci mille fois !!!

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Rod Watson
Wonderful. Thank you for posting
Stefania Gorga
Stupendo!!!!! sento spesso questo brano, mi trasmette un’energia ed una gioia incredibile!!!
John Adams
This is not Prism.
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Paolo Ferrario
per tizian ra: sì è straordinario
tizian ra
Watching Gary while he’s playing this is truly moving
Paolo Ferrario
per andrea bonomi: hai ragione , non è mai uscito come cd o lp. l’ho estratto da un video vhs e , per fortuna, non l’hanno cancellato da youtube. è un pezzo straordinario che ascolto da anni. jarrett è in stato di grazie e peacock e dejohnette si mettono al servizio di un’opera d’arte improvvisata

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andrea bonomi
Concerto straordinario. Mi sbaglio o non è mai stato pubblicato come disco? Questo brano e quello di apertura (I wish I knew) sono due autentiche perle.
tazelectronic GOAmusic
Live music is music!!
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Bogdan B
Looking at Peacock’s face, he is happy..
Annick DOLLO-KOLLER
Magnifique, merci du partage !
Bogdan B
thanks Paolo; this music somehow makes me a better person.
Manel salvado castell
unos genios del jazz
AndreaAsylum
Tuttavia è così che suona e per questo incanta!
AndreaAsylum
Capace di conquistare anche i profani come me. Bel pezzo anche se semplice.
TGO
this is my favourite song. At least from what I’ve heard so far
tricotraco76
@AMALTEO Non è che mi piaccia, la adoro. E’ un esempio di come il bello e il buono coincidono, molto platonico. Grazie per averla condivisa. Buon futuro anche a te. Vincenzo, Catania.
tricotraco76
Da studiare nelle antologie per quanto riguarda le dinamiche. Capolavoro.
Sama Tubes
This is BEAUTIFUL! Oh Man!
earthchild100
this doesn’t sound like prism…
alearda
@AMALTEO Sono veramente pochi i brani che danno queste sensazioni e debbo ringraziarti ancora una volta per averlo postato. Ciao dal Brasile!!
alearda
Passa il tempo….lo riascolto…e nulla é cambiato! L’emozione che sento é sempre la stessa….Come descrivere con parole tanta bellezza???
Honey Bunny
@AMALTEO Effettivamente quello che Gary sta vivendo in questo video e estasi in stato puro, perche il catharsis e la prima fase della transcendenza
Honey Bunny
@AMALTEO Ha aggiunto al catharsis
Honey Bunny
Gary Peacock is in another dimension entirely
alearda
Un crescendo di emozioni..di bellezza…di sensazioni…..un capolavoro. Grazie Amalteo
Ciprian Macovei
this video is like a drug. i cannot stop watching it. it can move stones back to the top on the mountain. very nice! true art, maybe more…
Damiano La Rocca
grazie…ho usato questo video per difendere le mie posizioni estetico-musicali…e lo considero un punto di riferimento importante. lo “viviseziono” spesso prima di un live…per prendere qualche spunto (magari solo nelle intenzioni)…è proprio dell’emblema stesso di come il jazz abbia preso forme diverse nei decenni con estrema naturalezza…

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aragorn956
Complimenti per la qualità del video. Avevo il cd,ma questa musica oltre che ascoltata devrebbe essere vista.I volti dei musicisti,da cui intuisci le emozioni che provano,le dita che volano sulle tastiere e giocano con le corde.Grazie per il dono che fai a chi ama questa arte.

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Walter White
Definitely five stars ! Absolute stunning performance ! Thanks for posting ;D
Felipe Fernández Lozano
besser geht es nicht. danke.
Carlos Vanzetto
Great tune , nice job amalteo!! (Y)
moonlightdriver800
Listen to this song: refreshing yet clever and inteligent. Flowing creation. Signs of true jazz. This is great music and great video!
Misha Ramishvili
deamnnnnnnnn it’s so collll !!!!
oregonbobv
I saw Keith Jarret last night at the NJPAC in Newark NJ. An excellent musical performance by 3 great musicians. Keith Jarrett always amazes me!!! WOW!!
clemmat85
cosa non fa keith jarrett al pianoforte! è incredibile! che trasporto!
Benedikt von Thüngen
I have listened to a zillion times and it never ceases to amaze. Is there a recorded (live or studio) and thus buyable version around?
Rodrigo Nunes Gonzalez
this music is fantastic! make me very good ,sounds like peace…
hasnamussannihilator
Sono nell’opinione che gli anni ottanta rappresentano l’ultima decade che ci ha offerto nel Jazz, Fusion e Progressiv le ultime brillanti stelle musicali, come altri artisti, dei generi che preferisco, questo video mi conferma come ci sia stata una”vibrazione differente” in quegli anni. (es. Pat Metheny a cominciare dalla metá dei 90s non mi ha piú regalato ció che da lui mi sono sempre apettato.)

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fruz0
Senza parole… sono veramente “oltre”
António Veiga
Esta música representa para mim sobretudo a demonstração da genialidade de Keith Jarrett. Pois consegue a partir de uma simples linha musical trabalhar o tema para lá de todos os limites.
winksoda86
Incredible…Jack is one of my main influences
Honey Bunny
I freakin’ love Gary on this one. He’s in the Twilight Zone.
HumpaLumpa2009
Well… I´m not keith jarret, gary peacock or jack, and i will never play like them, but the feeling of playing improvised music, in those moments when everything is flowing, all the band is connected and magic is happening, that, i know.
GUARDONISSIMO1
… closest to playing good music…
HumpaLumpa2009
If you are not a musician, and have never known the feeling of playing music, these images are the closest you can get.
laurasca
In questo pezzo ci vedo la natura in tutta la sua estensione….
Roelthedrummer
yes it is.. it’s the coda after Prism 🙂
ReminiscenceHr
This is most definitely not Prism.
orlando brancaccio
marò! ma a cosa pensano quando fanno queste cose?…cosa hanno in testa per arrivare a questi livelli? questo pezzo va oltre, oltre, oltre ,non è jazz, è poesia è espressione di sentimenti, è un altro mondo! io ,ogni volta che lo sento ho i brividi, chissa’ loro cosa provavano nel suonarlo….mah! e sono sicuro che se glielo andassi a chiedere non saprebbero neanche rispondermi, questo è uno di quei momenti da vivere fino in fondo!…. marò!

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HumpaLumpa2009
Gary´s face says it all
Miguel Ferreira
Yep… this is indeed quite beautiful soloing and dynamics, BUT not more than quite plain changes in E Maj. Prism does begin with a cadence in E Maj but that’s about as common as it goes with this… there’s at least some 4-5 key modulations along the piece, plus it’s one of the most beautiful, intricate harmonic creations I’ve heard in recent Jazz… I nursed through a heartbreak listening to the “Changes” version on repeat through 6 months… Man, you just can’t end learning from it.

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Thordur Hognason
Personal mountains is jarretts best music.
Ludo H
MATE!! Keith is playing RFH TOMORROW!! AND I CAN’T GO!! 😦
Giulio Carmassi
BTW for anyone interested in hearing Prism, jarrett recorded it on “personal mountains” (first version) and then with the trio on “changes”. Recently Brad Mehldau Recorded it with Charlie Haden and the late M Brecker, on the album “american dreams”. I don’t love this last version, but it’s a great band.

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Giulio Carmassi
of course it’s not prism. It’s a vamp on one chord. It’s very very beautiful. but has nothing whatsoever to do with prism. Maybe it’s a coda “after” a version of prism. Nonetheless it’s a very cool moment of improvised music. thumbs up!
Davidoff73
what ever the name is – its very beautiful music
mockos
One of the best dance music I’ve ever heard. Let’s start dancing!!
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kylevarley
This is a really long vamp at the end of ‘Prism’. It sounds far better in the context of the entire tune. The more complex harmonies of the tune preceding this give this simple pentatonic vamp great contrast. I wish someone would upload the entire tune. It would be far better.

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Fred Lyra
the energy in his video is so good, feel a little nostalgic even romantic really great, i love the way that you see Gary Peacock enjoying his playing, fantastic

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Face202
this is a wrong song, the prizm is something else
clownpagne
i’m in love with peacock!
orchestra92
Al cameramen sembra piacere particolarmente Peacock, e condivido la sua scelta. Le espressioni facciali in particolare, credo sintetizzano perfettamente l’intensità del brano. Di nuovo, complimenti
clownpagne
i’m in love with peacock!
Krzysztof Jagieło
more Keith on Youtube please!!!
jonnyboy559
what happened to the bass?
Robert Chapman
Anyone know the changes?
11981198
Just can hear this again and again, just lovely!!
JB Z
typical for keith’s music, and yet absolutely unique
Erol DAĞ
Keith excellent…
Terry Menacker
hihats: The “great” pianist all make vocal sounds. Oscar, Erroll, Bud Powell, John Lewis, the Count, the Duke. If you ask the audience not to take pictures, they shouldn’t. Artists of Jarrett’s caliber are wired different than normal people. To an true artist in another place it can be very distracting, and annoying to others in the audience. I would pass any other Jarrett concerts. Although I am not a Doctor I would say you do not have hemorrhoids, you are a perfect asshole.

Mostra meno

Percdanny
Oh very good a drugs joke, how clever you are. I bet just everyone who saw that went ‘oh wow clever’. But seeing as i dont even drink, makes your comment completely void. And criticize all you like but be respectful. Do you actually like his playing and just dislike his ‘moaning’?

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hihats
Christ the Keith worshippers never cease with their defense of the guy who cursed out the audience because they took his picture. Mr.Jarrett…I apologize to you for daring to criticize your genius warbling while playing the piano.I’m not bright enough to comprehend the beauty of how your vocal accompaniment actually enhances the melody that flows with ease from your gifted fingertips.Your fan base is quite rabid about you….psst…percdan…lay off the Percodan,ok?

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Percdanny
hihats im guessing your a drummer….christ stop reinforcing the stupid stereotype
Percdanny
haha nicely put!!!!
clownpagne
Gary Peacock is inside an spiral. Looks like he’s hugging the bass!
Stuart Mitchell Music
You deserve it for being everything that humanity stands for..
robbiethemann
he does that all the time in other videos. during jack’s solos the camera is on gary for most of them
robbiethemann
what the hell is it then?
Stuart Mitchell Music
Keiths ‘whining’ is a result of an amazing connection he has between his mind,heart and soul. Your ‘whining’ is the result of a direct connection between your mind and your Sphincter ani externus!

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hihats
who’s the idiot groaning/whining/ on this video? oh wait…that’s right…I forgot…it’s the piano player.I’d buy his music if it wasn’t wrecked by his vocalese.
Renato Rozic
jarrett is a great master ! i saw him 89 in cologne ( cd “tribute” )- the best concert i v ever seen 🙂 !! ..you wonna see/hear something innovative – ..how to improvise bach or mozart ..?! look for video : “bach sarabande jazz guitar” or go to renatorozic dot com /audio/bach or audio/mozart.. ..you ll astonish.. ! 🙂

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omenoid
The standards trio at its worst. BTW, this is not ‘prism’, regardless what’s the title named on the DVD.
mortcola
It is a flavor and vibe – nothing more solid than that. Might be my imagination. But that doesn’t make it the same piece! Of that I’m sure.
Fritz Müller
Mehr kann Musik nicht leisten. Wunderbar!
mortcola
Just listened to Prism, two versions; there is a superficial similarity – I hear no thematic or chordal signature of Prism here. It has been decided. You may rest now.
Ben Ng
I love the way Gary Peacock creates that buzzing sound. Its haunting.
robbiethemann
i agree. then when he sweats the light refects off and it looks like he has a really runny nose.
agua de beber
you shouldn’t forget dejohnette’s job on drums 😉
Guybrush M
WOW!!!! They are not human…Thank you for posting : )
Fritz Müller
This is great material,thank you!
lamette59
ciao a tutti many thx, bellissimo
lucamadeus
immensi, ma Peacock è proiettato in una dimensione ultraterrena… grazie L.

ascolta l’ antologia musicale, NORMALI MARGINALITA’, a cura di Paolo Ferrario e Luciana Quaia, 1995, e aggiornata al 2017 con i suggerimenti di Alessio Brunialti

normali marginalità2039

qui in formato youtube:

RIPRODUCI TUTTI

Antologia NORMALI MARGINALITA’

15 video Aggiornata oggi

1

4:25

45 giri – Enzo Jannacci – El portava i scarp del tennis

2

4:37

ROBERTO VECCHIONI – I PAZZI SONO FUORI

3

3:34

Francesco De Gregori – I matti

4

2:44

Bruce Springsteen – Dead Man Walkin’ ( Lyrics )

5

4:53

FABRIZIO DE ANDRE’ – PRINCESA

6

3:18

Renato Zero – Sgualdrina

7

4:45

Zucchero – Pippo (1987)

8

4:06

Gavin Bryars and Tom Waits Jesus Blood Never Fails Me

 

Van Gogh: Il buio che si fa luce, di Saverio Falcone, La Biblioteca di Vivarium, 2016. Indice del libro

Van Gogh
Il buio che si fa luce
Saverio Falcone
La Biblioteca di Vivarium, 2016L’intento dell’autore di questo libro è stato quello di rintracciare, nella vita e nell’opera di Vincent van Gogh, il sotteso filo archetipico, intriso di miti e di immagini primordiali solari, piuttosto che porre l’accento..
  • Premessa
  • INCUBAZIONE: La vocazione religiosa – Dio Sole in medio noctis – L’archetipo dell’anima – Nel Regno dei Morti: il Borinage
  • NOTTE: La muta: cambiare per diventare ciò che si è – Dal carbone al carboncino – Costruire una mano da disegnatore – La prima prova iniziatica del pittore della luce: la mano sul fuoco – L’anima Sorrow – I colori del nero – Dal carbone del Borinage alla torba del Drenthe – La luce dei giorni passati – I mangiatori di patate – La fine e il fine della Notte: una ricapitolazione simbolica
  • TRA IL SONNO E LA VEGLIA: La lotta tra il buio e la luce – La scoperta del Giappone: Anversa – Alle soglie dell’Alba
  • ALBA: Le scarpe – L’incontro con l’Impressionismo – L’espulsione del Nero: Cauda Pavonis – Autoritratto: specchio del Sé
  • MEZZOGIORNO: Il Giappone di Francia: la Provenza – L’atelier du midi: la Casa Gialla – Il colore suggestivo – Gli iris e i girasoli – Vincent van Gogh e Paul Gauguin – Monaco buddhista: la religione delle stelle – La seconda prova iniziatica del pittore della luce: l’orecchio reciso – Una pittura misteriosamente chiara
  • POMERIGGIO: La sedia di Gauguin e la sedia di van Gogh – Impazzito dalla società – Thébé, figlia di Thelui, sacerdotessa di Osiris – Un mandala
  • TRAMONTO: Nel manicomio di Saint-Remy-de-Provence – L’approssimarsi della morte: il Falciatore – Il mezzo di trasporto verso una Nuova Notte: il Raggio Verde
  • VERSO UN'”ALTRA” NOTTE: La pittura dell’aldilà – Cipresso: torcia del Sol Niger – Il Buio che si fa Luce: Strada con cipresso sotto il cielo stellato – Alle soglie dell’eternità – Auvers: l’ultimo approdo – Sentieri interrotti
  • Opere
  • L’artista malato
  • Biografia
  • Note

L’intento dell’autore di questo libro è stato quello di rintracciare, nella vita e nell’opera di Vincent van Gogh, il sotteso filo archetipico, intriso di miti e di immagini primordiali solari, piuttosto che porre l’accento (e unirsi con ciò alla già nutrita schiera dei patobiografi del pittore olandese) sul disagio psichico dell’artista e sul nesso (peraltro discutibile) di arte e follia.
La ricerca figurativa e cromatica di van Gogh sembra avere seguito un percorso circolare paragonabile alle quattro fasi (Nadir, Alba, Zenit, Tramonto) del quotidiano ciclo eliogenetico: van Gogh è partito dal Nero ed è, passando dai processi di imbiancamento, ingiallimento e inverdimento, tornato al Nero.
Ulteriori amplificazioni conducono dal Giorno all’Anno solare, dalle Ore alle Stagioni. E, analogamente, dal quaternio della suddivisione Crono-grafica ai quattro punti cardinali (Nord, Est, Sud, Ovest) della suddivisione Geo-grafica.
La grandezza di un artista consiste probabilmente nel fatto che riesca a dare forma linguistica, a incanalare in espressione comunicabile la straripante urgenza del suo complesso autonomo creativo. Così se Vincent van Gogh può essere considerato una sorta di profeta del Dio Elio, che con la sua pittura rimise in auge arcaici e obliati culti e ierofanie solari, non deve altresì essere dimenticato che egli poté raggiungere questi risultati solo a prezzo di una strenua lotta per salvaguardare il lato umano di se stesso – il proprio Io, la propria personalità cosciente – dalla travolgente possessione della sua eruttiva ispirazione solare (“Col mio lavoro rischio ogni giorno la vita!”). L’arte di van Gogh è frutto per così dire miracoloso di questo squassante scontro interiore.
Su questa mai sopita contraddizione, la vita dell’uomo e l’opera dell’artista procedettero all’unisono rischiarandosi reciprocamente la via. La loro gestazione nel grembo della Notte fu lunga e travagliata: van Gogh venne alla luce, nacque una seconda volta, quasi trent’anni dopo la sua nascita biologica. Soltanto nel luglio del 1880, all’età di 27 anni, sentì la chiamata del Padre che lo aveva scelto come figlio e profeta. Per lui era tempo di “muta”. Provava, dopo anni di lontananza, “nostalgia per il paese dei quadri”. Ebbe allora la premonizione – in apparenza del tutto infondata – che sarebbe diventato pittore, il Pittore della Luce.

Bernhard, I Ching. Una lettura psicologica dell’antico libro divinatorio cinese

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Bernhard, I Ching. Una lettura psicologica dell’antico libro divinatorio cinese

Indice


    INTRODUZIONE

  9 Roma, via Gregoriana
 12 La storia dell'I Ching
 21 L'interesse di Jung e di Bernhard per le cose esoteriche
    è nello spirito del loro tempo
 24 Una scoperta recente

    CAPITOLO PRIMO - A proposito di divinazione

 27 Perché si va dal mago, perché Adriano Olivetti e Federico
    Fellini consultavano I Ching?
 30 Psicodinamica della divinazione

    CAPITOLO SECONDO - Bernhard parla

 33 Bernhard e l'anziana signora
 37 Un appunto volante del 2/5/1965
 38 Bernhard parla de I Ching ai suoi allievi nelle registrazioni
    effettuate nella casa di via Gregoriana
    tra l'aprile e íl giugno 1965
 42 Il Maestro e il Mago: Bernhard e Fellini

    CAPITOLO TERZO - Il commento de I Ching dettato da Bernhard

 59 Origine di questo commento
 60 L'I Ching di Bernhard
 68 Il commento


    APPENDICE
125 IL TRAGHETTATORE ITALIANO DI CARL GUSTAV JUNG

141 RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

un autore da NON LEGGERE (mai più): massimo cacciari, 23 aprile 2019

Cacciari
Ha avuto solo due fidanzate note, ma ha fama di piacere molto. Come mai? 
«Io questo non l’ho mai constatato».
Perché non si è mai sposato? 
«Bisogna aver letto Nietzsche per capire cosa significa dire di sì, quando chiede: hai scavato il fondo della tua anima?, sei pronto a dire “per sempre”? Vale anche per essere padre. Infatti, non ho avuto figli».
Ha mai avuto il dubbio di sposarsi o no? 
«Tutte le volte che ho amato».
E quante volte ha amato? 
«È impossibile a dirsi… Dire amore è come dire popolo: ogni volta, è una cosa diversa».
Al pettegolezzo che la voleva amante di Veronica Lario in Berlusconi, rispose di non conoscerla. Le è poi capitato d’incontrarla? 
«Mai. Né prima né dopo».
È vero che si taglia barba e capelli da solo? 
«Certo, e temo si veda. Non ho tempo da perdere col barbiere».
Si dice che sia superstizioso, in cosa? 
«Lo sono un po’ per ridere, un po’ no. Su alcune teorie e pratiche che cataloghiamo come superstizioni, bisogna essere però molto seri. Si tratta di straordinarie tradizioni. Prenda l’astrologia: fino al ‘500 o al ‘600 non c’era un potente che non si facesse fare l’oroscopo».
Si ritrova nel segno dei Gemelli? 
«Totalmente: è una disperazione. Una concordia oppositorum continua».
Un’altra superstizione? 
«I tarocchi. Uno che, come me, studia Umanesimo e Rinascimento, come fa a non conoscerli? Mi sono anche divertito a farli, me la cavavo, ma ripeto: li ho studiati per i miei libri»

[Massimo Cacciari a Candida Morvillo, CdS].


 

Vasco Ursini Perfettamente d’accordo con te caro Paolo Ferrario: da anni io non lo leggo più: saccenza, presunzione, arroganza: questo Cacciari mostra, così nel suo porsi nei rapporti interpersonali,come nei suoi scritti filosofici, banali e privi di apporti personali innovativi. Un abbraccio, caro Paolo Ferrario.
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  • Paolo Ferrario molte grazie, Vasco Ursini. Mi fa molto piacere che anche tu abbia individuato gli eccessi di presunzione e narcisismo di questo autore. il tempo che resta è poco, nella vita. e dunque è meglio usarlo per autori che hanno molto da dire e che non hanno mai, nella loro lunga vita, centrato l’attenzione solo su di sè. E noi a uno di questi AUTORI stiamo rendendo il giusto “lavoro di memoria”
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  • Vasco Ursini Paolo Ferrario, condivido anche questo tuo giudizio. Sicuramente avrai notato che da sempre non pubblico nulla di lui nel gruppo “Amici di Emanuele Severino” e nel nostro “Blog” che si va sempre più espandendo nel mondo.
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  • Paolo Ferrario Vasco Ursini sì. lo avevo notato. l’attenzione che gli ho dedicato in questi anni è stata un ERRORE
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  • Vasco Ursini Paolo Ferrario, l’errore sta dentro a una delle due anime che sono nel nostro petto. L’errore ammanta te, me e chiunque altro. La “potenza dell’errare” nobilita la verità del destino. Ciao.

PAROLE IN STRADA, a cura del Gruppo Centro Storico di Locarno, con Cristina Foglia, Maria Stanga, Cristina Galfetti Schneider, Stefania Bortoli e  Andrea Di Gregorio, dal blog rsi.ch/rete-uno, 08/04/19

Quanti amano scrivere e lo fanno in sordina, rivelando questa passione a pochi amici e parenti, magari covando segretamente il desiderio di far conoscere i propri scritti?

Il Gruppo Centro Storico di Locarno, dopo avere portato la musica negli angoli più belli della Città Vecchia con le Corti in Canto, lancia ora Parole in Strada, una nuova iniziativa che vuole essere una sorta di palco libero dove leggere i propri testi davanti al pubblico e contemporaneamente un modo nuovo per restituire gli angoli più belli della città ai cittadini a costo “0”.

In studio per parlarne la giornalista e ideatrice della manifestazione Cristina Foglia, assieme Maria Stanga, docente di scuola media; due coordinatrici del gruppo di lettura “Storie controvento” Cristina Galfetti Schneider Stefania Bortoli e e Andrea Di Gregorio, noto traduttore e organizzatore di corsi di scrittura creativa

vai agli AUDIO:

https://www.rsi.ch/rete-uno/programmi/intrattenimento/liberamente/L%E2%80%99incanto-delle-%E2%80%9CParole-in-strada%E2%80%9D-negli-angoli-pi%C3%B9-belli-della-citt%C3%A0-11551960.html

Di tanto in tanto fa bene acquietarsi immergendosi nei versi di Ungaretti. ULTIMI CORI PER LA TERRA PROMESSA Roma, 1952-1960. Testi proposti da Vasco Ursini

Il pensiero di Emanuele Severino nella sua "regale solitudine" rispetto all'intero pensiero contemporaneo

Vasco Ursini a Poesie

Di tanto in tanto fa bene acquietarsi immergendosi nei versi di Ungaretti.
ULTIMI CORI PER LA TERRA PROMESSA
Roma, 1952-1960

Agglutinati all’oggi
I giorni del passato
E gli altri che verranno.

Per anni e lunghi secoli
Ogni attimo sorpresa
Nel sapere che ancora siamo in vita,
Che scorre sempre come sempre il vivere,
Dono e pena inattesi
Nel turbinìo continuo
Dei vani mutamenti.

Tale per nostra sorte
Il viaggio che proseguo,
In un battibaleno
Esumando, inventando
Da capo a fondo il tempo,
Profugo come gli altri
Che furono, che sono, che saranno.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Se nell’incastro
d’un giorno nei giorni
Ancora intento mi rinvengo a cogliermi
E scelgo quel momento,
Mi tornerà nell’animo per sempre.

La persona, l’oggetto o la vicenda
O gli inconsueti luoghi o i non insoliti
Che mossero il delirio, o quell’angoscia,
O il fatuo rapimento
Od un affetto…

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“Contra verbosos noli contendere verbis: sermo datur cunctis, animi sapientia paucis”. “Con i parolai, non batterti a parole: a tutti è data una lingua, a pochi saggezza”, Catone, in DISTICI, nella traduzione di Giancarlo Pontiggia edizioni Medusa, 2005

Contra verbos noli contendere verbis: sermo datur cunctis, animi sapienta paucis.

Con i parolai,

non batterti a parole: a tutti

è data una lingua, a pochi

saggezza

 

in Catone, DISTICI, nella traduzione di Giancarlo Pontiggia

edizioni Medusa, 2005

 

 

anni ’60 e ’70 a COMO: ricordare il disegno tessile di FIORIO (e il “lucidista” Guido Ferrario) attraverso una conversazione. Fotografie di un gruppo di FOULARD e un grafico di Giovanna Baglio sul ciclo della stampa tessile

Coatesa sul Lario e dintorni

“A quei tempi FIORIO

faceva storia per la QUALITA’ DEL DISEGNO TESSILE

e per la produzione dei FOULARD”

frase presa da una conversazione con Anna Bignami, a Como, il 3 aprile 2019

Questo ricordo è associato alla STAMPERIA ANGELO MAESANI , che stampava solo la SETA

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da una dispensa di Giovanna Baglio (in https://coatesa.com/2019/04/03/il-prodotto-tessile-fibre-e-filati-slides-di-giovanna-baglio-ccia-como-2007/):

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vai al sito della AZIENDA FIORIO

http://www.fioriomilano.it/it/category/azienda

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“Perchè ogni tanto ho paura della mia famiglia?” chiede Ilona (5 anni) a TOMI UNGERER, in Perchè io sono io e non sono te? le risposte alle domande spiazzanti dei bambini, Feltrinelli, 2017

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in

UNGERER Tomi, Perchè io sono io e non sono te? le risposte alle domande spiazzanti dei bambini, Feltrinelli, 2017. Indice del libro

Paolo Ferrario, Ipotesi e proposte per un impegno di lavoro politico, in Il Gallo, Genova, Marzo 1970, p. 17-19 (con un nitido ricordo di Nanda Cairoli, che lo fece pubblicare in quella rivista)

Mauro Boscarol: “Ricordo: quando ho saputo di Nina Simone”, dal gruppo facebook Nina Simone – Fan Club Italiano

Ricordo: quando ho saputo di Nina Simone

La mattina dell’8 dicembre 1969 ero a Padova in un corridoio del palazzo dell’Università, il Palazzo de Bo’. Allora la sede del corso di laurea in matematica era lì, ed io ero appunto iscritto a quel corso di laurea.

Quel giorno dovevano cominciare le lezioni di Algebra. Ero con un gruppetto di altri studenti, in attesa che il bidello ci indicasse l’aula dove si sarebbe svolta la lezione.

Eravamo una dozzina di ragazzi e ragazze, parlavamo poco tra di noi perché non ci conoscevamo. Il più intraprendente era un ragazzo, che poi avrei saputo che veniva da Ancona e si chiamava Paolo. Lui aveva attaccato discorso con una ragazza minuta e carina, che veniva da Merano.

Nella noia dell’attesa voleva fare conoscenza, le aveva chiesto come si chiamava, da dove veniva e a un certo punto le chiede se quella sera avrebbe ascoltato il concerto di Nina Simone alla radio.

Nina Simone. Avevo già vagamente sentito quel nome, forse in relazione ad un gruppo rock inglese, gli Animals, che si diceva avessero ripreso alcuni brani da lei. Non sapevo altro, non sapevo chi fosse, non l’avevo mai sentita cantare. Per qualche motivo, quel nome mi rimase nella mente. (Anni dopo ho saputo che in effetti il 3 novembre di quell’anno Nina Simone aveva tenuto un concerto al teatro Sistina di Roma, e che quell’8 dicembre il concerto sarebbe stato appunto diffuso radiofonicamente.)

Il tempo passa e circa 15 anni dopo frequentavo per lavoro un casa editrice di Milano, si chiamava Arcana, che stava pubblicando una Enciclopedia Rock in vari volumi. Nell’introduzione Riccardo Bertoncelli, il curatore, scriveva che l’intenzione dell’enciclopedia era pubblicare le discografie complete dei cantanti citati.

Poi continuava “è bene però lasciare un certo margine di dubbio: non possono celarsi segreti in una biografia degli Zeppelin o dei Doors ma i LP di Nina Simone chi può essere certo di conoscerli tutti?”.

Ecco quel nome che tornava, Nina Simone. A quel punto decisi che volevo sapere tutto di lei. Era il 1985. Piano piano, uno ad uno, inizio a comperare i suoi dischi nei vari mercatini italiani ed europei che frequentavo. Negli anni la raccolta è cresciuta e oggi tra CD e vinili ho circa 500 titoli e un database su Internet dedicato a lei: tutte le sue canzoni, tutte le sessioni, tutti i dischi, tutte le notizie e le foto che potevo recuperare, e ancora aggiungo, correggo, miglioro.

È andata così. Tutto per quel nome di fata che avevo sentito nel 1969 in un corridoio del Palazzo del Bo’ a Padova.

 

da Nina Simone – Fan Club Italiano

Van De Sfroos: “La mia musica da riscoprire” – in Spettacoli – ilgiorno.it, 14 marzo 2019

“«Mi sono preso un lungo momento sabbatico perché avevo bisogno di fare chiarezza in me stesso. Poi lo scorso aprile sono andato ad Auschwitz col Treno della Memoria e durante il viaggio la domanda è stata se avrei avuto la forza di tornare a suonare dopo aver visto i campi. La risposta è stata sì, per celebrare la vita, la libertà e la possibilità di avere ancora davanti una strada da percorrere. Ne è seguita un’estate di concerti e in autunno sono tornato in teatro per vestire le canzoni di nuovo».”

vai alla intera intervista

Van De Sfroos: “La mia musica da riscoprire” – Spettacoli – ilgiorno.it

LAURA FEDELE e Barney, SOLA CON UN CANE: canzoni e dissertazioni tragicomiche sulla solitudine, INDIMENTICABILE SERATA alla Officina della Musica, Como (via Giulini 14) , 9 marzo 2019

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VIDEO DI UNA DISSERTAZIONE:

https://drive.google.com/file/d/1SZ8D_-dLjNqnVeXx18xqO2xPTiShgK1w/view?usp=sharing

AUDIO DELLA SERATA

https://drive.google.com/drive/folders/1IdN5Gp6fphlC0Cujn-WHyM2HFo83NZjF?usp=sharing


Cecilia Casella e Laura Fedele

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SORELLE IN MUSICA, LA PLAYLIST DELL’8 MARZO

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In occasione dell’8 marzo abbiamo pensato di regalarvi più di tre ore di musica con artiste provenienti da tutto il mondo e che si esprimono con linguaggi sonori diversissimi fra loro. L’abbiamo chiamata Sorelle, perché anche se molte di queste artiste non si conoscono fra loro ci sentiamo di dire che hanno un sentire comune, che parlino d’amore o di politica, che abbiano cantato negli anni ’30 o che siano ancora in attività. Naturalmente ne mancano tante, ognuno di voi potrebbe dire: ma perché non avete messo questa, perché non avete messo quell’altra? Questo è il “duro mondo” delle playlist! Di sicuro c’è molta black music in tutte le sue sfaccettature e questa volta abbiamo sconfinato anche nel mondo extra indie…Buon ascolto a donne e uomini.

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Meraviglie: la penisola dei tesori, a cura di ALBERTO ANGELA – RaiPlay, 2018, 2019

Alberto Angela ci accompagna in un viaggio alla scoperta delle “Meraviglie” italiane, quelle che ci rendono una vera e propria “penisola dei tesori”. Un itinerario fra arte e bellezze naturali nei siti riconosciuti dall’Unesco come patrimonio dell’umanità.

ANTEPRIMA 2019:

https://www.raiplay.it/video/2019/03/Aspettando-Meraviglie-la-penisola-dei-tesori-41de6d20-6378-4cc5-9fa8-bd288232c69b.html

PER LE PUNTATE PUBBLICATE DA RAYPLAY

Meraviglie – RaiPlay

votazione alle PRIMARIE del PD: voto alla lista ROBERTO GIACHETTI/SEMPRE AVANTI, domenica 3 marzo 2019. Diario politico da questa data

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promemoria:

la fase del Governo Renzi: https://mappeser.com/category/politica-italiana/fasi-storiche-della-politica-italiana/governo-renzi-2014-2016/

Massimo Recalcati, 2016:  https://mappeser.com/2016/11/06/massimo-recalcati-quando-guardo-la-sinistra-del-no-non-posso-non-vedere-tre-grandi-sintomi-conservatorismo-fascinazione-masochistica-per-il-no-e-sintomo-del-paternalismo-alla-leopolda7-6-novem/

ricorda Umberto Minopoli:

“Giachetti e Ascani in campo hanno consentito che Zingaretti rimuovesse i tre pilastri della sua iniziale proposta: il polo con i 5 Stelle, la riedizione del modello di Unione di Prodi che guarda a sinistra ( luogo del nulla); il superamento del Pd per riaccogliere Leu. Ora che ha vinto che fara’ Zingaretti? (4 marzo 2019)”

5 marzo 2019

Matteo Renzi: “Al Segretario l’augurio più affettuoso di buon lavoro. La mia speranza è che adesso non si ricominci col fuoco amico, che io ho conosciuto bene come vittima. Si faccia politica, dunque, lasciando il Pd fuori dalle beghe di cortile delle correnti interne”

alla OFFICINA DELLA MUSICA di Como: presentazione del libro: ROCK & ARTE: copertine, poster, film, fotografie, moda, oggetti. Quando il rock incontra l’arte, di Ezio Guaitamacchi, Leonardo Follieri, Giulio Crotti, Hoepli editore, 2019. Con la cantante BRUNELLA BOSCHETTI VENTURI e ALESSIO BRUNIALTI. domenica 17 febbraio 2019

Esce mercoledì 6 marzo per Chinaski Edizioni il libro di Alessandro Balossino Keith Jarrett- improvvisazioni dell’anima: un omaggio ad uno dei pianisti più geniali della recente storia della musica, Keith Jarrett, raccontato attraverso la sua opera, ma anche attraverso quegli aspetti, decisamente più umani, che hanno travagliato la sua vita materiale e spirituale

Tracce di Jazz

Umano troppo umano: l’altro volto di Keith Jarrett per Alessandro Balossino

Esce mercoledì 6 marzo per Chinaski Edizioni il libro di Alessandro BalossinoKeith Jarrett- improvvisazioni dell’anima: un omaggio ad  uno dei pianisti più geniali della recente storia della musica, Keith Jarrett, raccontato attraverso la sua opera, ma anche attraverso quegli aspetti, decisamente più umani, che hanno travagliato la sua vita materiale e spirituale: dai momenti terribili della malattia all’interesse per le illuminanti teorie filosofiche di Georges Ivanovic Gurdjieff, dalle intuizioni sul palco alla turbolenza nei rapporti con gli altri.  E poi la musica e la sua ricerca dell’improvvisazione pura.
Keith sale sul palco non sapendo ancora cosa suonare. Si concentra mentre in sala non vola una mosca, rendendo a volte l’attesa persino imbarazzante. Poi, come per miracolo, si china sulla tastiera, le mani si avvicinano ai tasti, li sfiorano e finalmente arriva la prima nota. A…

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SORELLE, un omaggio alla femminilità che si racconta in musica, a cura di KATIA e GIANNI DEL SAVIO, Biblioteca Venezia, Via Frisi 2/4, MILANO, 8 Marzo 2019, ore 18

mi scrive Gianni Del Savio:

Nina sarà il nucleo della serata, con proiezione live di Four Women (appunto…) da Harlem,  e lettura dal libro

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L’ epilogo della nostra vita è già da sempre tracciato, segnato, scolpito. È la nostra destinazione necessaria a cui nessuno può sfuggire. Non si sfugge al destino … Marco Pellegrino, 23 febbraio 2019

L’ epilogo della nostra vita è gia da sempre tracciato, segnato, scolpito. È la nostra destinazione necessaria a cui nessuno puo sfuggire. Non si sfugge al destino. Sarebbe uno sfuggire a se stessi. Ci si puo soltanto illudere di poter voltare le spalle al destino e quindi a quell epilogo. È gia scritto da sempre come e quando si dovrà giungere a compimento o destinazione, il nostro vero fine di questa nostra vita individuale. Eppure, l uomo vive per lo piu volendo, illudendosi, voltare le spalle a cio a cui non puo voltare le spalle. Questo significa che l uomo finge, nasconde, crede di poter mettere in un cassetto il segreto profondo della sua vita. Vive volendo allontanare cio a cui si sta necessariamente avvicinando. Ma l illudersi non è mai ignoranza assoluta, bensì relativa, parziale. Quindi l uomo in qualche modo conosce la sua vera destinazione, ma vive come se potesse per davvero, nell illusione, non guardare in faccia la vera realtà della sua vita. Volendo allungare la propria vita, anche all infinito, tuttavia sa nel suo abisso di coscienza che tutta la sua vita è gia da sempre allungata e vissuta fino a un certo punto gia da sempre segnato, quello della vera realizzazione della sua vita ovvero la conclusione finale del suo percorso. Quindi se un uomo vive la sua vita per lo piu volendo allungare cio che non puo allungare ossia ciò da cui non si puo allontanare poiché, invece, si avvicina sempre di piu a cio ( l’epilogo della sia vita) a cui nel profondo non si puo non affrontare e guardare in faccia, significa che giungerà a destinazione in modo meno sereno e piu spaesato, turbato, con forti attacchi di panico, rispetto invece a un uomo che, non nascondendosi dietro cortine o infingimenti di vario genere, vive la sua vita ponendo al centro dell attenzione non gia la volonta illudentesi di allungare l inallungabile, bensi lo scopo ultimo del suo percorso di vita e cioè affrontando e guardando il volto del compimento dal quale non si puo scappare, fuggire via.. E quindi arriverà piu preparato e meno timoroso-titubante di fronte al suo inevitabile epilogo. L invito, da parte mia, è quello allora di fermarvi non un attimo o qualche ora, bensi come minimo per qualche giorno riflettendo intorno a questa destinazione autentica a cui nessuno puo voltare per davvero le spalle ( neppure coloro che parlano improriamente di “immortalita cellulare” e quindi di “inmmortalita umana”). L epiologo effettivo della nostra vita individuale sopraggiunge al termine di un percorso che conduce da quell evento che vien detto “cadavere”, passando poi per un certo periodo di tempo, appunto, tra quell evento e la morte effettiva. Quando la conclusione effettiva si fa innanzi appare subito un unico evento in cui, in modo istantaneo-sincronico, appare l intero arco della vita appena morta. Dopo questo istante, prevale nella Luce (che tutti siamo sempre e in cui consiste l intero Organismo universale incarnato in tutte le sue possibili vite individual) un altro istante in cui viene anticipata l intera vita che si andrà a vivere dopo il ” passaggio” della morte.