Carissima ***, Già la parola "verdetto" sottintende simpaticamente il clima che stiamo attraversando. Non c'è nessuna remora per quanto riguarda timori di contagio, ma è proprio il concetto di coprifuoco che destabilizza. Come dicevo ieri a ***, è ancor peggio di ciò che accade a cenerentola: almeno lei la mezzanotte poteva attenderla! Il fatto è che … Continua a leggere Mi ricordo … un pre-compleanno
Gli autori presentano le potenzialità cliniche del gioco della sabbia (sandplay analysis), ripercorrendone la storia, i nodi teorici e le applicazioni nelle istituzioni. Attraverso il gioco della sabbia l'analizzando costruisce una narrazione, un dialogo guidato e mediato dalla corporeità che, come avviene in una conversazione verbale, si articola attraverso pause o, al contrario, sequenze veloci, … Continua a leggere Il gioco della sabbia. La ricerca infinibile, di Angelo Malinconico, Nicola Malorni
Provo ad osservarmi.E a scrivere mentre mi osservo.E, in particolare, a mettere a fuoco i miei processi di pensiero. Osservo i due poli opposti.Da una parte c’è il continuo fluire del pensiero interno. E’ l’incessante ”stream of consciousness” che James Joyce ha osato sfidare sul piano letterario nel suo Ulisse. E’ un pensiero mobile, variabile, disordinato, confinante fra conscio ed … Continua a leggere Riflessione sui BLOG, un testo di Paolo Ferrario del 2007 (ai tempi di Splinder !)
Abbandonare un gatto di Murakami Haruki (Einaudi). «Nei suoi romanzi e racconti Murakami ha creato un’infinità di mondi, e ne ha svelato ogni segreto ai lettori. Ma c’è una dimensione in cui la sua penna non si è quasi mai avventurata: la sua vita. Con Abbandonare un gatto, Murakami scrive per la prima volta della sua famiglia, … Continua a leggere MURAKAMI HARUKI, ABBANDONARE UN GATTO. Illustrazioni di Emiliano Ponzi, Einaudi 2020
riporto qui una conversazione che si è presentificata su facebook, dove avevo rilanciato la scheda del libro:
mi scrive Margherita
Sembra interessante. Lo stile e l’approccio didattico è come nel precedente testo dell’autrice (Il filosofo che c’è in te), finalizzato a fornire della filosofia un’ immagine semplificata e, perché no?, un mezzo per capire il mondo e se stessi. È il manuale scolastico che tenta di rispondere alla tormentata domanda “A che serve la filosofia?” Il fatto è che la filosofia, a mio parere, non “serve”, nel senso che non dà risposte. La filosofia è ricerca, una corsa agli ostacoli che sono singoli traguardi che si susseguono l’uno dietro l’altro, un confine che si sposta ininterrottamente.
rispondo
grazie !!! hai del tutto ragione: le tue parole chiariscono benissimo i contenuti di questo libro. Io non ho, purtroppo , avuto una cultura filosofica. Da studente di un istituto tecnico (perito edile…
Con profonda commozione comunico che il 18 ottobreèmancata Vittoria Baseggio Oddini, cara generosa amica e collega per tanti di noi.
Vittoriaèstata fra le prime docenti di servizio sociale, monitrice per anni nella Scuola ENSISS di Milano, vice direttrice e poi direttrice nella Scuolaregionale perOperatoriSociali del Comune di Milano.
VittoriaBaseggioha accompagnato con intelligente e costante impegno lo sviluppo del serviziosociale e della professione in tutti i servizi sociali della Lombardia, ha curato lo sviluppo teorico e l’insegnamento della ricerca del e nel servizio sociale;ha curato la qualità e la valorizzazione dei tirocini nella formazione degli studenti.
RicordiamoVittoria sempre presente, sempre disponibile nel suo tratto riservato, discreto, signorile; sempre disposta a collaborare, a mediare, a conciliare difficoltà per tentare nuovi itinerari.
Le siamo grati per ciò che ha fatto e per quanto ci hadonato, ma la ricordiamo anche per la sua capacità di far tornare i conti…
“Per noi l’austerità è il mezzo per contrastare alle radici e porre le basi del superamento di un sistema che è entrato in una crisi strutturale e di fondo, non congiunturale, di quel sistema i cui caratteri distintivi sono lo spreco e lo sperpero, l’esaltazione di particolarismi e dell’individualismo più sfrenati, del consumismo più dissennato. L’austerità significa rigore, efficienza, serietà, e significa giustizia”
http://www.philippedaverio.it/biografia.php È morto Philippe Daverio, storico, critico dell’arte, saggiste, politico e conduttore televisivo. “Philippe Daverio si è sempre definito uno storico dell’arte – si legge sul suo sito personale -, e così lo ha scoperto il pubblico televisivo di Raitre: nel 1999 in qualità di “inviato speciale” della trasmissione Art’è, nel 2000 come autore e conduttore della trasmissione … Continua a leggere Philippe Daverio (1949-2020)
Elena Wolte Questa persona mi sta molto a cuore Lui con il suo negozio mi ha resa spesso felice Trovava qualsiasi cosa io richiedevo Grazie Sig. Ferrario mi ricorderò sempre di lei Paolo Ferrario grazie della foto Chi lo riconosce? E soprattutto che negozio aveva ? Mi piacerebbe trovare una foto del negozio … Continua a leggere ricordi di GUIDO FERRARIO attivati da Elena Wolte su facebook , 13 luglio 2020
mi ricordo la pergola dell'Albergo/Ristorante LOBBIETTA, in via Mugiasca. Erano i primissimi anni '60. Chissà che fine hanno fatto gli amici carissimi di quei tempi: M. B. e suo fratello A. B. ... Platano dell’ ex Albergo Lobietta , Como, Via Cadorna/Via Mugiasca forse 120 anni
Caro Paolo, felice di averti rivisto, come ti dissi ti leggo spesso sulle mail che mi mandi. Questa mattina, scorrendo il tuo sito (Coatesa.com), ho aperto l'indice del blog e poi (Gentile Gianfranco "Tato" (2)) rileggendo appunto 2 delle poesie che ti diedi a suo tempo. Mi piacerebbe che, se lo ritieni, ne pubblicassi altre; … Continua a leggere mi scrive Gianfranco Gentile, detto “Tato”, 21 maggio 2020
Quest’opera è una libera e integrale rielaborazione della Rathbone-Aldus Encyclopaedia (1960), originariamente pubblicata in lingua inglese e pubblicata in lingua italiana con il titolo “I Mondi dell’Uomo” dalla Arnoldo Mondadori editore (1961)
vai a “Oggi 24 aprile registro il decesso di Miciù … mi piace comunque pensare di guardare alla cosa dal punto di vista della nostra incredibile gatta…” – TARTARUGOSA
Scrittore cileno. Esordì nel 1989 con Il vecchio che leggeva romanzi d’amore dedicato a Chico Mendes e scritto dopo sette mesi trascorsi nella foresta amazzonica con gli indios Shuar. «Con il secondo romanzo, Il mondo alla fine del mondo, descrisse invece ciò che gli era sembrato inevitabile dal ponte di una nave di Greenpeace, organizzazione a cui si era unito negli anni Ottanta: navi-fabbrica che trascinano a bordo balene esangui e si trasformano in mattatoi, inseguimenti tra le nebbie dell’Antartide, militanti ecologisti contro pescatori giapponesi» [Parmeggiani, Rep]. Della sua produzione si ricordano anche alcune favole, tra cui Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare (pubblicato nel 1996 da Salani) che ha ispirato il film d’animazione La gabbianella e il gatto, uscito nel 1998 e diretto da Enzo D’Alò. Da ultimo ha pubblicato nel 2018 Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa
carissimo Giorgio L. sono di ritorno dal mio secondo giretto quotidiano. Alla mattina vado a prendere i giornali (pur essendo molto internettiano, i quotidiani li leggo solo in formato cartaceo, così posso sottolineare e fare le mie mappe cognitive), Al pomeriggio faccio le scale a piedi e giro per il cortile della casa. scusa se … Continua a leggere LETTERA, quasi cartacea, ad un vecchio amico che conosco dal 1966, 15 aprile 2020
la MAPPA E' QUESTA. La freccia parte dalla base biofisica, va sulla cultura, cambia le nostre personalità, produce effetti nella società. Ma su come funzionano questi percorsi e come si sviluppano nessuno lo sa. Non abbiamo categorie interpretative
Architetto. Designer. In Italia fra i più importanti della sua generazione. «Oggi ha successo soltanto lo showman: l’artista è diventato più importante delle cose che fa e le opere si sono trasformate in eventi. Gli architetti oggi in Europa sono società di servizi che passano attraverso l’arte per avere successo» [Catalogo dei viventi 2009, Marsilio 2008].
Laureato nel 1952 al Politecnico di Milano, esordì con opere ispirate a inizio secolo: Case d’affitto (1957) ed Edificio per uffici (1960). Nel 1964 fu responsabile della sezione introduttiva per la Triennale di Milano. Nel 1966 pubblicò il libro Il territorio dell’architettura nel quale vengono esposte le sue teorie sull’architettura come modificazione dell’ambiente fisico su grande scala. Dal 1974 al 1976 è stato direttore delle arti visive e architettura della Biennale di Venezia. Sue opere più importanti: il quartiere Zen di Palermo (1969-73), gli edifici nella Lützowstrasse a Berlino (1979-82), il Centro…