mi ricordo … la SCUOLA REGIONALE PER OPERATORI SOCIALI DEL COMUNE DI MILANO. Quando era in Via Gabriele D’Annunzio. Anni 1990-1994

vedi anche:

mi ricordo … la Scuola Regionale per Operatori Sociali del Comune di Milano. Quando era in Via Daverio e poi in Via Pace. Anni 1978-1984

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il SETTORE DOCUMENTAZIONE della SCUOLA REGIONALE OPERATORI SOCIALI DEL COMUNE DI MILANO, 1983-1992, relazioni sul funzionamento a cura di Paolo Ferrario:

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1994


1993


1992

mi ricordo … la SCUOLA REGIONALE OPERATORI SOCIALI DEL COMUNE DI MILANO. Quando era in Via Daverio e poi in Via Pace. Anni 1978-1989

Le persone indimenticabili:

Milena Canevini

Vittoria Baseggio

Patrizia Taccani

Millina Secchi

Maria Pia May

Gianni Del Rio

Maria Luppi

Laura Gervasoni

Giuliana Carabelli

Maria Mormino

Mariuccia Giacomini

(le fotografie sono del 17 aprile 2018. Purtroppo non ne ho di quel periodo)

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clicca sulla prima immagine per vederle in sequenza:


dalla pagina youtube di assistenti sociali online:

 

là, in fondo a destra c’è la vetrata dei corsi di Politica dei servizi sociali

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mi ricordo … la PROVINCIA DI MILANO – Direzione Affari Sociali – Settore SVILUPPO DELLE PROFESSIONALITA’ , Via Piceno. Anni 1997 – 2007

la persona indimenticabile:

Luisella Filippini

2007

 

 

 


2006  


2005


2003

2002


2001

  • Ferrario PaoloSistema di protezione sociale della famiglia nella legislazione attuale”, in “La famiglia come risorsa – Dossier del Corso di formazione per operatori del pubblico e del privato sociale, Quaderno n. 7, Provincia di Milano – Servizio alla Famiglia e alla Persona – Cooperativa Farsi Prossimo, Milano, p. 22 – 51

2000

  • Ferrario PaoloSistema di protezione sociale della famiglia nella legislazione attuale“, relazione per la cooperativa sociale Punto M – Provincia di Milano/Settore Politiche sociali

1999


1998

 

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mi ricordo … la Scuola superiore di servizio sociale E.N.S.I.S.S. di Milano, Via Ruffini 3. Anni 1972-1978

in particolare ricordo queste assolute protagoniste di quella stagione:

Vodia Cremoncini

Gianna Cavagnino

Fausta Molinaroli

Tilla Sgorbati

….

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Assistenza tecnica a tesi di diploma per la SCUOLA SUPERIORE DI SERVIZIO SOCIALE E.N.S.I.S.S DI MILANO – assistenti sociali (1972 – 1978) :

  • LA FAMIGLIA E I PROBLEMI DEL SUO SUPERAMENTO – tesi di gruppo, 1972
  • RICERCA TEORICO – PRATICA SULLA ORGANIZZAZIONE DELLA CITTA’ E I BISOGNI SOCIALI – tesi di gruppo 1972-1973
  • RICERCA TEORICO -PRATICA SUI PROBLEMI DELL’ASSISTENZA PSICHIATRICA: DALLA ESCLUSIONE NEGLI ISTITUTI ALLA PREVENZIONE SUL TERRITORIO – tesi di gruppo 1972 – 1973
  • ESPERIENZE DI LAVORO IN ALCUNI SETTORI DEL CENTRO MEDICO PSICO-PEDAGOGICO DEL COMUNE DI COMO – tesi di gruppo 1973 – 1974
  • CITTA’ E SERVIZI: ALCUNE ESPERIENZE NEL COMUNE DI COMO – tesi di gruppo 1975 – 1976

Verso la pubblicizzazione. Nel 1978 la Scuola superiore di servizio sociale E.N.S.I.S.S sarà assorbita nel sistema scolastico del Comune di Milano, diventando la Scuola regionale per operatori sociali del Comune di Milano

  • L’aula più grande e “Lezioni in Galleria” (2 febbraio 1977):

  • L’occupazione dell’ Istituto ex Stelline, 21 febbraio 1977

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L’uomo dal fiore in bocca, di Pirandello. Riassunto e analisi – Studia Rapido

L’uomo dal fiore in bocca è tra le opere teatrali di Luigi Pirandello. Pubblicata nel 1923, si compone di un atto unico. La scena è ambientata nel caffé di una stazione, squallido e spoglio, a un’ora di notte, di un luogo sconosciuto. I personaggi sono due: un uomo che parla, parla e parla (l’uomo dal […]

L’uomo dal fiore in bocca, di Pirandello. Riassunto e analisi

via L’uomo dal fiore in bocca, di Pirandello. Riassunto e analisi – Studia Rapido

1967-1969: il giornale studentesco LA VASCA, Como. Il ricordo indelebile di Lorenzo Arduini, Lorenzo Dominioni, Giorgio Legrenzi, Bruno Veronelli, Enzo Facchetti, Maria Colombo … Copertine e indici

Mostra organizzata da Chiara Milani

  in collaborazione con l’Istituto Pier Amato Peretta,

alla Biblioteca di Como, Aprile 2018

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FRONTESPIZI E INDICI della VASCA

1967-1969

1967

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1968

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1969

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La MAPPA, di Wislawa Szymborska

MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI

Piatta come il tavolo

sul quale è posata.

Sotto – nulla si muove,

né cerca uno sbocco.

Sopra – il mio fiato umano

non crea vortici d’aria

e lascia tranquilla

la sua intera superficie.

Bassopiani e vallate sono sempre verdi,

altopiani e montagne sono gialli e marrone,

oceani e mari – di un azzurro amico

sui margini sdruciti.

Qui tutto è piccolo, vicino, alla portata.

Con la punta dell’unghia posso schiacciare i vulcani,

accarezzare i poli senza guanti grossi,

posso con un’occhiata

abbracciare ogni deserto

insieme al fiume che sta lì accanto.

Segnalano le selve alcuni alberelli

tra i quali è ben difficile smarrirsi.

A est e ovest, sopra e sotto

l’equatore, un assoluto

silenzio sparso come semi,

ma in ogni seme nero

la gente vive.

Forse comuni e improvvise rovine

sono assenti in questo quadro.

I confini si intravedono appena,

quasi esitanti – esserci o non esserci?

Amo le…

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Tom Waits è uno che canta e nella sua voce ci sono le voci di tutti i barboni ubriaconi del mondo …, BARICCO ALESSANDRO

Tom Waits è uno che canta e nella sua voce ci sono le voci di tutti i barboni ubriaconi del mondo.
Non è una voce, è una discarica pubblica, è una sigaretta lunga anni, è milioni di birre e chilometri, e centinaia di amori e motel.
E’ una voce delle più emozionanti che vi può capitare di ascoltare

BARICCO ALESSANDRO

Ci racconta qualcosa di Duke Ellington ? Duke era unico perché riusciva a darti un’idea visiva della musica che bisognava seguire per meglio entrare nella composizione …

Ci racconta qualcosa di Duke Ellington ?
“Duke era unico perché riusciva a darti un’idea visiva della musica che bisognava seguire per meglio entrare nella composizione.
Il suo spartito non conteneva soltanto note, ma anche una storia da raccontare, con cui immedesimarsi. Se per esempio bisognava eseguire un brano come African Flower, Ellington ti diceva che suonando dovevi immaginare il più bel fiore della foresta, un fiore vergine che non aveva toccato mai nessuno”

Capra dal muso affilato e occhi d’ambra; capra che cambia in poche ore la fisionomia di un caprifoglio …, in Marcoaldi Franco, Animali in versi, Einaudi, 2006, p.8

Due capre

Capra dal muso affilato
e occhi d’ambra;
capra che cambia in poche ore
la fisionomia di un caprifoglio,
in mattinata turgido di gemme
e adesso spoglio. Capra che fai
la guardia a una casa
che non è mai stata abitata:
tu sei sorella inconsapevole
di un totem – un’altra capra
che veglia casa mia, però impagliata.
Il naturale vigila sul vuoto,
solitario; mentre l’uomo sgrana
con l’artificio il suo rosario.

Marcoaldi Franco, Animali in versi, Einaudi, 2006, p.8

15

quell’amore non l’aveva visto perché si era perso nella storia come acqua nella sabbia e lei lo ritrovava soltanto ora, nell’istante della musica sul mare, MARGUERITE DURAS, L’amante

«E un’altra volta, ancora in quel viaggio, durante la traversata di quello stesso oceano, anche quella volta era già notte, nel salone del ponte principale, l’esplosione di un valzer di Chopin che lei conosceva in modo segreto e intimo, perché per mesi aveva tentato di impararlo e non era mai riuscita a suonarlo bene, mai, tanto che poi sua madre le aveva permesso di non studiare più il pianoforte.
Quella notte, perduta tra tante e tante notti, la ragazza, di questo era certa, l’aveva trascorsa su quella nave e c’era quando ciò era successo, quando era esplosa la musica di Chopin sotto il cielo luminescente.
Non c’era un alito di vento e la musica si era propagata per tutto il piroscafo buio, come un’ingiunzione del cielo, come un ordine divino dall’ignoto significato. E la ragazza si era alzata come per andare a uccidersi a sua volta, a buttarsi a sua volta in mare e poi aveva pianto, perché aveva pensato all’uomo di Cholen e tutto a un tratto non era più sicura di non averlo amato, solo che quell’amore non l’aveva visto perché si era perso nella storia come acqua nella sabbia e lei lo ritrovava soltanto ora, nell’istante della musica sul mare».

(MARGUERITE DURAS, L’amante)

Gli amanti che passano la vita insieme non sanno dire che cosa vogliono l’uno dall’altro, Platone

Platone:

«Gli amanti che passano la vita insieme non sanno dire che cosa vogliono l’uno dall’altro. Non si può certo credere che solo per il commercio dei piaceri carnali essi provano una passione così ardente a essere insieme. E’ allora evidente che l’anima di ciascuno vuole altra cosa che non è capace di dire, e perciò la esprime con vari presagi, come divinando da un fondo enigmatico e buio»

Seduto, semplicemente …, Ray Grigg, Il Tao della barca, Corbaccio, 1994, p. 163

Seduto, semplicemente
Senza alcun controllo… le onde s’infrangono sulle rive… i venti spirano… le nuvole si muovono.
Nessun problema. Nessuna preoccupazione. Addirittura nessuno sforzo.
Seduto, semplicemente…
tenendo soltanto il timone…
i venti gonfiano le vele e la barca muove se stessa.

In Ray Grigg, Il Tao della barca, Corbaccio, 1994, p. 163

EMANUELE SEVERINO parla di GIACOMO LEOPARDI, al Teatro Franco Parenti di MILANO: LAVIA dice Leopardi, SEVERINO lo pensa |domenica 25 marzo 2018, ore 19,30-20,30 e 21-22,30

vai al sito del Teatro Parenti

https://www.teatrofrancoparenti.it/


Emanuele Severino, 19,30-20,30:

Gabriele Lavia, 21-21,30:

severino lavia2802

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DAN MILLMAN, La storia dei “tre setacci di Socrate”: è vero?; è buono?; è utile? – da PSICHE.ORG

Nell’antica Grecia Socrate aveva una grande reputazione di saggezza.

Un giorno venne qualcuno a trovare il grande filosofo, e gli disse:
“Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?”

“Un momento“, rispose Socrate, “Prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci.”
“I tre setacci?”

“Sì“, continuò Socrate. “Prima di raccontare ogni cosa sugli altri, è bene prendere il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. Io lo chiamo il test dei tre setacci. Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è VERO?
“No… ne ho solo sentito parlare.”

“Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di BUONO?
“Ah no, al contrario!”

“Dunque“, continuò Socrate, “vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere. Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio, quello dell’utilità. È UTILE che io sappia cosa avrebbe fatto questo amico?

“No, davvero.”

“Allora“, concluse Socrate, “se ciò che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile, io preferisco non saperlo; e consiglio a te di dimenticarlo.“

tratto da

La storia dei tre setacci di Dan Millman – PSICHE.ORG

domenica 25 marzo 2018 sarò a: LAVIA dice Leopardi, SEVERINO lo pensa |al Teatro Franco Parenti di Milano

Al Franco Parenti di Milano una duplice prospettiva per addentrarsi nelle parole di Giacomo Leopardi.

Lavia dice Leopardi, Severino lo pensa

All’interno della ricca e variegata rassegna realizzata al teatro Franco Parenti di Milano, dall’eloquente titolo “Per amore della poesia”, trova posto quest’anno anche il pensatore-poeta che rimane uno dei personaggi più significativi e incisivi del panorama italiano culturale degli ultimi due secoli.

GIACOMO LEOPARDI

Come a valorizzare la vasta portata della sua produzione letteraria, che consta sia di liriche che di riflessioni dal carattere esistenziale, viene offerto un inedito connubio di contributi, quelli di Emanuele Severino e di Gabriele Lavia. L’accoppiata, che abbraccia poesia e filosofia – mai così vicine come in Giacomo Leopardi – ha il vantaggio di proporre una visione un po’ meno parziale di quella così di sovente attribuita, specie in passato, al nostro pensatore. L’appuntamento è per il prossimo 25 marzo.

S’INCOMINCIA FILOSOFANDO

Alle 19.30 sarà il turno del prestigioso filosofo Emanuele Severino per raccontare il suo Leopardi. Egli, peraltro, ne disquisisce con il valore aggiunto delle competenze, che gli derivano dagli studi condotti sull’autore recanatese. Si tratta di analisi e osservazioni sedimentate e ampliate nel corso del tempo e confluite in diversi libri, tra cui “In viaggio con Leopardi” (2015) e “Il nulla e la poesia” (1990).

SI CONCLUDE CORRENDO LA MARATONA SUL POSTO

Alle 21 comincia, con la voce di Gabriele Lavia, la parte forse più emozionale della serata, dedicata all’interpretazione e alla lettura dei testi leopardiani. Il surplus di esperienza sul campo dell’attore milanese, che, con le sue perfomance in vari teatri italiani, ha contribuito, nell’arco di svariati anni, a divulgare la potenza espressiva insita alle stesse parole di Leopardi, arricchisce e rende più maturo questo dialogo “cantato” con il pubblico.

Oltre a questo, Lavia porta con sé, dispiegandolo nel contatto con gli spettatori, un legame di carattere affettivo col poeta:

“Le poesie di Leopardi sono talmente belle e profonde che basta pronunciarne il suono, non ci vuole altro. Da ragazzo volli impararle a memoria, per averle sempre con me. Da quel momento non ho mai smesso di dirle. Per me dire Leopardi a una platea significa vivere una straordinaria ed estenuante esperienza. Anche se per tutto il tempo dello spettacolo rimango praticamente immobile, ripercorrere quei versi e quel pensiero equivale per me a fare una maratona restando fermo sul posto”.

vai a

LAVIA dice Leopardi, SEVERINO lo pensa |al Teatro Franco Parenti di Milano , 25 marzo 2018, da Teatro.it – Il pensiero filosofico di Emanuele Severino

Cos’è, creatura amata … da “D’improvviso e altre poesie scelte” Edizioni Via del Vento, Pistoia 2006 musica tratta da Corde Oblique-In the temple of Echo di Riccardo Prencipe, lettura di DOMENICO PELINI

Cos’è, creatura amata..da “D’improvviso e altre poesie scelte” Edizioni Via del Vento, Pistoia 2006 musica tratta da Corde Oblique-In the temple of Echo di Riccardo Prencipe

Cos’è, creatura amata, questa luce arata dal destino, la trasparenza dove continuo a vederti, che inchioda la mia anima al tuo viso? Lo bacio nell’assenza, l’accarezzo come nei sogni si sfiora il nostro desiderio ,quello che nella veglia si sottrae .Se chiudo gli occhie vorrei soffocarmi nel cuscino i tuoi si accampano nel sonno e in questa specie di morte fanno il nido. Al mio risveglio li ritrovo, principio della luce. Così i tuoi occhi sono la notte e il giorno, la mia fuga nei sogni e il mio ritorno. Se non fossero lì, custodi del silenzio, chi mai difenderebbe il labile confine che sta tra il sonno e la mia fine?

sui BLOG

sono attirato come un’ape laboriosa ai blog o post che hanno più il tono del “diario pubblico”.
inoltre sono interessato a questo “ragionare sullo strumento” (il blog ) mentre lo si usa.
non sono in grado ancora (bisognerebbe farlo in modo più sistematico) di intravvedere i tipi di blog che le persone fanno.
però qualche idea me la sono fatta.
c’è il blog-diario. è quello più caldo
c’è il blog -invettiva. conviene starci alla larga
c’è il blog-informazione. talvolta più interessante di una enciclopedia
c’è il blog-gioco. talvolta con regole così complicate che ci vorrebbero ore per giocarci
… il blog-poesia …il blog-musica
e naturalmente altri ancora. e intrecci fra i vari tipi
una cosa è certa: i blog sono una espansione della nostra soggettività.
sono dei modi per coltivare se stessi.
per certi versi sono drammatici: parlano della nostra solitudine. esseri soli, in epoca di decadenza delle grandi aggregazioni sociali, che hanno voglia di esprimere se stessi attraverso delle identità protettive. delle maschere comunicanti.
dall’altra parte espandono la comunicazione. si fanno incontri insperati. si allarga il giro delle conoscenze. la reciproca conoscenza non è più coloro che ci sono vicini. ma è l’intera terra ed i suoi abitatori

Cedere nel giusto modo, Ray Grigg, Il Tao della barca, Corbaccio, 1994, p. 131

Il navigatore cede alla barca in movimento; la barca cede al mare in movimento; il mare cede al Tutto in movimento.
Poiché il minimo è influenzato dal massimo, e il massimo è influenzato dal minimo, sii il massimo e il minimo.
Quando cedi, cedi sia come massimo che come minimo. Allora si verificherà un cedere nel giusto modo.

Ray Grigg, Il Tao della barca, Corbaccio, 1994, p. 131

Sistemare una stanza, in Roger – Pol Droit, Piccola filosofia portatile. 101 esperimenti di pensiero quotidiano, Rizzoli

Durata: intermittente

Materiale: alcune stanze

Effetto: adattarsi

Moquette e carta da parati, piastrelle e intonaco, impianto elettrico, fasci di luce, porte, finestre, tende, cuscini, mobili, piante… Bisogna decidere il posto degli oggetti, il colore e lo stile.

Ciò che è interessante è che non si sa come fare. Imparate ad ascoltare quello che dice la stanza. Ogni luogo vuole una certa forma e una certa sistemazione. Non si può averne una conoscenza globale né razionale. È come se in ogni posto lo spirito del luogo parlasse una propria lingua, che voi dovete imparare utilizzando le vostre risorse. Bisogna quindi lasciarsi impregnare dalle caratteristiche del luogo: volume, luci, superfici, materiali, trama. E poi procedere a tentoni.
Una buona sistemazione non nasce mai da una prima intuizione. Bisogna procedere per approssimazione, passo dopo passo, per tentativi ed errori. Saper tacere e dimenticare, riscoprire, agire al di là delle parole e delle rappresentazioni. Non completamente in modo teorico e astratto. Posate un colore e gli altri tutt’intorno si trasformano. Mettete un mobile e i volumi cambiano, talvolta anche i colori e le luci. Ogni cosa è sempre in stretto rapporto con il resto. Per questo non dovete lasciarvi ingannare, quando non conoscete esattamente l’itinerario da seguire.
L’esperienza obbedisce a regole ogni volta diverse. Voi dovete lasciar fare e agire al tempo stesso. Siete voi al centro delle manovre, ma avrete successo se non imporrete nulla. D’altro canto le conseguenze di questa relativa passività saranno in ragione di quello che siete. Ciò che il luogo suggerisce, ciò che esige su misura non è evidentemente identico per tutte le persone: il luogo è la guida, ma siete voi il conducente e non qualcun altro. Non state quindi soltanto arredando una stanza, ma anche voi stessi.
Questa esperienza vi insegna che siete parte integrante dell’ambiente che vi circonda. Non un attore, o un architetto, insomma una volontà esterna che decide solo delle apparenze. Siete un elemento della stanza ed essa diventa uno degli elementi del vostro essere. Se qualcuno vi dice «come è bella la tua casa», potrete percepirla come una banalità oppure pensare che la verità alla lunga produce qualche effetto.

In Roger – Pol Droit, Piccola filosofia portatile. 101 esperimenti di pensiero quotidiano, Rizzoli

Il TEMPO… senza emozioni è solo un orologio, dal film “32 dicembre” di Luciano De Crescenzo

 

Il tempo è un’emozione, ed è una grandezza bidimensionale, nel senso che lo puoi vivere in due dimensioni diverse: in lunghezza e in larghezza. Se lo vivete in lunghezza, in modo monotono, sempre uguale, dopo sessant’anni, voi avete sessant’anni. Se invece lo vivi in larghezza, con alti e bassi, innamorandoti, magari facendo pure qualche sciocchezza, allora dopo sessant’anni avrai solo trent’anni

via (2) Il Tempo … senza emozioni è solo un orologio. – YouTube

Ermal Meta e Fabrizio Moro, Non mi avete fatto niente, di E. Meta – F. Mobrici – A. Febo

Ermal Meta e Fabrizio Moro
Non mi avete fatto niente
di E. Meta – F. Mobrici – A. Febo
Ed. Warner Chappell Music Italiana/Tetoyoshi Music Italia/La Fattoria del Moro Publishing – Milano – Nizza Monferrato (AT) – Roma

A Il Cairo non lo sanno che ore sono adesso
Il sole sulla Rambla oggi non è lo stesso
In Francia c’è un concerto
la gente si diverte
Qualcuno canta forte
Qualcuno grida a morte
A Londra piove sempre ma oggi non fa male
Il cielo non fa sconti neanche a un funerale
A Nizza il mare è rosso di fuochi e di vergogna
Di gente sull’asfalto e sangue nella fogna
E questo corpo enorme che noi chiamiamo Terra
Ferito nei suoi organi dall’Asia all’Inghilterra
Galassie di persone disperse nello spazio
Ma quello più importante è lo spazio di un abbraccio
Di madri senza figli, di figli senza padri
Di volti illuminati come muri senza quadri
Minuti di silenzio spezzati da una voce
Non mi avete fatto niente
Non mi avete fatto niente
Non mi avete tolto niente
Questa è la mia vita che va avanti
Oltre tutto, oltre la gente
Non mi avete fatto niente
Non avete avuto niente
Perché tutto va oltre le vostre inutili guerre
C’è chi si fa la croce
E chi prega sui tappeti
Le chiese e le moschee
l’Imàm e tutti i preti
Ingressi separati della stessa casa
Miliardi di persone che sperano in qualcosa
Braccia senza mani
Facce senza nomi
Scambiamoci la pelle
In fondo siamo umani
Perché la nostra vita non è un punto di vista
E non esiste bomba pacifista
Non mi avete fatto niente
Non mi avete tolto niente
Questa è la mia vita che va avanti
Oltre tutto, oltre la gente
Non mi avete fatto niente
Non avete avuto niente
Perché tutto va oltre le vostre inutili guerre
Le vostre inutili guerre
Cadranno i grattaceli
E le metropolitane
I muri di contrasto alzati per il pane
Ma contro ogni terrore che ostacola il cammino
Il mondo si rialza
Col sorriso di un bambino
Col sorriso di un bambino
Col sorriso di un bambino
Non mi avete fatto niente
Non avete avuto niente
Perché tutto va oltre le vostre inutili guerre
Non mi avete fatto niente
Le vostre inutili guerre
Non mi avete tolto niente
Le vostre inutili guerre
Non mi avete fatto niente
Le vostre inutili guerre
Non avete avuto niente
Le vostre inutili guerre
Sono consapevole che tutto più non torna
La felicità volava
Come vola via una bolla

FERRAROTTI FRANCO, TAMBURRANO GIUSEPPE, FORNARI FRANCO, BORGNA GIANNI, OLIVERIO ALBERTO, BAGET BOZZO GIANNI, MAGLI IDA, In nome del padre, Laterza, 1983. Indice del libro

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via FERRAROTTI FRANCO, TAMBURRANO GIUSEPPE, FORNARI FRANCO, BORGNA GIANNI, OLIVERIO ALBERTO, BAGET BOZZO GIANNI, MAGLI IDA, In nome del padre, Laterza, 1983. Indice del libro – MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI

UDDENBERG NILS, Il vecchio e il gatto. Una storia d’amore, Corbaccio editore, 2014. La prima pagina

Cristina Sironi racconta la sue lettura di questo libro

Spesso i libri, come oggetti che hanno una loro consistenza, forma e colori, attirano la nostra attenzione fino a che li prendiamo in mano e scegliamo, il più delle volte, di farcene dei compagni di viaggio. E’ successo così anche questa volta. In un giro esplorativo in una biblioteca vicino a casa, questo libretto verde, di una misura ‘giusta’, da borsetta, con un disegno grazioso in copertina (un micino abbarbicato sul collo di un uomo di spalle) ha attirato la mia attenzione. Mi sono lasciata catturare e non sono rimasta delusa.

… segue qui

http://www.perlungavita.it/libri-media-parole/libri/1053-il-vecchio-e-il-gatto-una-storia-d-amore-con-effetto-terapeutico

vecchio e gatto2511vecchio e gatto2512vecchio e gatto2513

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BEATRICE RANA suona: Schumann; Saint Saens; Bach; Chopin; Prokofiev; Tchaikovsky; Ravel; Schumann; Rachmaninoff

via  Schumann Piano Concerto – Beatrice Rana, Andrew Davis & BBCSO – YouTube