estratto dalla mail di una amica: "non posso pensare che la maggioranza degli italiani possa votare per un fetido rigurgito fascista, una promessa di varie illegalità becere e un latin-lover con il pannolone..."
Quindi, scrivo un diario on-line e in qualche modo mi racconto a persone che non mi conoscono.
Lo facevo anche prima, ma scrivevo in quaderni che ora ho abbandonato anche perché è più facile scrivere direttamente sulla tastiera del pc.
No che non ti posso spiegar tutta la tecnologia, ma conto sulla tua intelligenza e la tua capacità di comprendere, di là dalle mie righe.
Insomma nonno, scrivo io, scrive un altro e un altro ancora e ci conosciamo per caso on-line.
In queste situazioni ognuno fa come si sente, personalmente scrivo alle persone che mi sembrano simpatiche e che non si dimostrano troppo diffidenti. Sono due presupposti importanti per un’amicizia.
No che non la capisco la diffidenza in rete, sto attenta anch’io, ma non troppo, come in tutte le cose che voglio sperimentare nella vita.
sono attirato come un’ape laboriosa ai blog o post che hanno più il tono del “diario pubblico”.
Kaos è un film del 1984 diretto dai fratelli Taviani. È tratto da quattro Novelle per un anno di Pirandello VAI A: Kaos (film) - Wikipedia https://youtu.be/0CwMPhx0YcE
Pubblichiamo questo articolo in una fase assai difficile e ansiogena per il futuro del nostro paese. Oggi redditi e stili di vita sono messi in discussione da una crisi del sistema europeo che incide profondamente sulle identità lavorative degli italiani e sui rapporti fra la generazione anziana e quella di coloro che saranno le forze produttive dei prossimi cinquanta anni.
Può essere, dunque, di un certo interesse storico e biografico ricordare una fase della società italiana nella quale i consumi individuali e familiari diventavano parte integrante della vita quotidiana e, contemporaneamente, influivano sullo sviluppo sociale ed economico del paese. Il programma televisivo Caroselloè l’emblema simbolico di quella fase che è ben fissata nella memoria delle persone ultra sessantenni. E’ interessante associare l’evento televisivo di questa trasmissione televisiva alle più generali trasformazioni socio-economiche dell’epoca. Le analisi storiche mostrano che dall’Unità a oggi il reddito degli italiani è aumentato di circa…
Cinzia Pozzi dal 2008 convive con un defibrillatore cardiaco impiantabile: definisce il momento in cui è diventata bionica come un momento spartiacque nella vita, uno di quei momenti in cui si crea una divergenza tra un prima che conosciamo bene e un dopo di cui si sa pochissimo. Con alle spalle studi di biologia molecolare e una recente laurea in sanità digitale, Pozzi in questo libro racconta la duplice sfida che i pazienti bionici si trovano ad affrontare, quella alla malattia e quella dell’adattamento al nuovo corpo tecnologico. Attraverso le storie di pazienti con diverse patologie, Corpi estraneiracconta cosa significa diventare bionici, tra benefici ma anche eventuali complicanze e tanta disinformazione perché «forse imparando a conoscere chi sono e come vivono queste persone con protesi nascoste…
«La differenza tra me e la maggior parte degli altri uomini è che per me i “muri divisori” sono trasparenti.
È questa la mia caratteristica.
Altri ritengono i muri così spessi, che al di là di quelli non vedono nulla, e perciò credono che non vi sia nulla. In un certo qual modo io percepisco i processi che si verificano nel profondo, e da ciò deriva la mia certezza interiore.
Chi non vede nulla non ha nessuna certezza, e non può pervenire a nessuna conclusione, o non può fidarsi delle sue conclusioni.
Non so che cosa mi abbia consentito di percepire la corrente della vita. Probabilmente l’inconscio stesso, o forse i miei primi sogni.
Essi hanno deciso il mio cammino fin dall’inizio. La conoscenza dei processi del profondo ha ben presto plasmato la mia relazione col mondo.
Fondamentalmente fu già nella mia infanzia quella che è oggi.
In questo frammento Emanuele Severino parla della sua autobiografia IL MIO RICORDO DEGLI ETERNI, Rizzoli, 2011
… “soltanto se qualcosa è eterno può essere ricordato” …
Qui una mia presentazione del libro Il mio ricordo degli eterni:
CONVERSARE SULLA CENTRALITA’ DELLA FILOSOFIA PER IL NOSTRO TEMPO ATTRAVERSO LA VOCE DI EMANUELE SEVERINO. Incontro con Paolo Ferrario, Como, 15 maggio 2012, ore 21. Audio ascoltati e Grafici:
... Leggerti è sempre un piacere... però, dai, non fare il "vecchietto"!! Prima di tutto gli anni non li compi fino a fine anno (io che sono un Sagittario come te me lo ricordo bene!) , quindi ne hai 73. E poi cosa sono 73 miseri anni di fronte all'eternità? Sei praticamente un ragazzino, e … Continua a leggere mi scrive una amica dal mondo dei “servizi alla persona e alla comunità “
A cent’anni dalla scissione di Livorno del gennaio 1921, questo libro rilegge protagonisti e momenti principali della storia del comunismo italiano in un’ottica internazionale, fino alla sua conclusione dopo la caduta del Muro di Berlino nel novembre 1989
Se un attacco nel cuore dell’Europa ci ha colto impreparati, è perché eravamo impegnati nella nostra autodistruzione.
Il disarmo strategico dell’Occidente era stato preceduto per anni da un disarmo culturale.
L’ideologia dominante, quella che le élite diffondono nelle università, nei media, nella cultura di massa e nello spettacolo, ci impone di demolire ogni autostima, colpevolizzarci, flagellarci.
Secondo questa dittatura ideologica non abbiamo più valori da proporre al mondo e alle nuove generazioni, abbiamo solo crimini da espiare.
Questo è il suicidio occidentale. L’aggressione di Putin all’Ucraina, spalleggiato da Xi Jinping, è anche la conseguenza di questo: gli autocrati delle nuove potenze imperiali sanno che ci sabotiamo da soli.
Sta già accadendo in America, culla di un esperimento estremo. Questo pamphlet è una guida per esplorare il disastro in corso; è un avvertimento e un allarme.
Giuseppe Abbatecola Franco Albertelli Tullio Aymone Marina Bianchi Lorenzo Bordogna Buzzi Carlo Giuliana Carabelli Maria Cacioppo Vittorio Capecchi Alessandro Casiccia Gian Primo Cella Giuliana Chiaretti Giuliano Della Pergola Antonio De Lillo Mariuccia Giacomini Maria Pia May Agopik Manoukian Maria Mormino Gianni Pellicciari Giancarlo Provasi Gian Enrico Rusconi Chiara Saraceno Mara Tognetti
domenica abbiamo messo alla prova la ricetta della “checca sul rogo”
ottima, come nei miei ricordi, e apprezzatissima dalle nostre ospiti
la ripeterò spesso, almeno in queste belle giornate d’estate
raccomando solo di integrare le istruzioni con questo suggerimento: i cubetti di pomodoro meritano una piccola salatina a sé stante prima di essere messi sulla pasta
A Como abbiamo costruito un’ampia coalizione di proposta e di governo.
Una forza propulsiva che si ritrova nella voglia di offrire soluzioni concrete alle urgenze della città e di prendersi la responsabilità di governare bene Como facendo fronte alle sfide che la attendono.
Una coalizione che condivide spirito, passione e linee programmatiche.
Da tempo al centro dell’attenzione della Silver economy per le tendenze di consumo e l’impegno sociale, di recente i Baby Boomer sono stati oggetto di critiche intergenerazionali, specie da parte di chi vede in loro un gruppo dotato di privilegi e garanzie economiche. Il volume vuole indagare il legame generazionale e le caratteristiche valoriali e di comportamento dei Boomer, approfondendone le condizioni socioeconomiche, gli stili di vita, di consumo e fruizione culturale e, soprattutto, l’eterogenea realtà dietro le rappresentazioni generate dai processi narrativi e di costruzione sociale.
Presentazione del volume
La prima coorte del Baby Boom, nata durante l’aumento delle…
ricordare v. tr. [lat. recŏrdari, der., col pref. re-, di cor cordis «cuore», perché il cuore era ritenuto la sede della memoria] VAI ALLA SCHEDA ETIMOLOGICA IN: https://www.treccani.it/vocabolario/ricordare/
CAro *** ,l’arrivo di *** oggi mi aveva non poco turbata per via delle dimensioni (e del peso) del pacco che portava con sé.
Turbamento accresciuto allo scoprimento del contenuto: un’opera strepitosa per la quale ogni ringraziamento non è abbastanza. Poiché non è solo la bellezza dell’oggetto in sé, quanto la considerazione del tempo dedicato, la cura di ogni rifinitura, la creazione degli accostamenti, l’armonia del prodotto finale.
Non merito tanta dedizione e al di là di quanto dice *** (se lo ha fatto è perchè gli ha fatto piacere) mi trovo ad annoverare nei miei spazi due opere (il cuscino non lo è stato di mano) di un vero artista.
Ti sono davvero grata – e con me Paolo che ha ritenuto la cassettiera una vera opera d’arte – per il tempo, l’impegno e l’affetto che si sente in ogni cassetto.
Non appena avrò creato il degno spazio di rilievo nella mia camera da letto, ti mando la foto della collocazione finale.
Per il momento ti auguro un anno il più possibile esente da criticità di varia natura e nella speranza di vederti presto un abbraccio calorosissimo.